Lasciate un messaggio
LASCIATE UN MESSAGGIO
“Sono assente. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” – BIP
“Francesca, sono io, lo so che ci sei. Ti prego rispondimi”.
Il sole inizia a nascondersi tra le isole del golfo prima di immergersi dietro la nitida linea dell’orizzonte, e il colore rosato, rimbalzando tra i muri bianchi degli stretti vicoli, proietta, attraverso i fori della serranda un caleidoscopio di luce calda nella pareti della stanza semibuia.
“Sono assente. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” – BIP
“Francesca, ascolta, sono sempre io. Non mi vuoi rispondere? Io però devo spiegarti come sono andate le cose. E non sono certo andate come te le ha raccontate quella stronza di Marina. Però non lo posso raccontare a una segreteria telefonica. Rispondimi e lasciami parlare, vedrai che cambi idea”.
Nonostante il mese di ottobre sia un periodo ormai lontano dalle caotiche vacanza estive, l’isola è ancora frequentata da nostalgici turisti che sfuggono i periodi di maggiore concentramento per assaporare il caldo tepore delle isole del sud.
Ancora si cena all’aperto nei ristoranti lungo il molo e si fa tardi, tra una granita e un limoncello, nei bar lungo il molo.
“Sono assente. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” – BIP
“Ciao Francesca, sono Marina. Appena rientri chiamami al cellulare o raggiungimi al Tortuga. Ho qualche novità.”
“Sono assente. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” – BIP
“Francesca sono io. Sono terrorizzato all’idea che ricominci con quella roba. Ho paura della tua reazione. Ti giuro che non è successo assolutamente niente di quello che ti ha raccontato Marina. Ti prego, rispondi, fammi spiegare”.
Alle undici parte l’ultimo traghetto per la terraferma. È vuoto. Non viene più nessuno dalla mattina alla sera, nei giorni feriali. I turisti fuori stagione arrivano o partono ogni settimana al mattino o nel primo pomeriggio.
Dal bar del molo i ragazzi dell’isola guardano partire il traghetto vuoto delle undici. E guardano con una certa aria di superiorità i pochi turisti rimasti, quasi si fossero riappropriati di una cosa che era stata loro rubata per tre mesi.
“Sono assente. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” – BIP
“Francesca, sono ancora io, scusami. Non insisto più, se stasera non vuoi rispondere va bene, ne riparliamo domani a scuola. Però facciamo un patto: anche se sei scossa per quello che ti ha detto Marina, rilassati finché non abbiamo parlato io e te. Non fare la cazzata che, per vendetta contro di me… mio dio, non mi ci far pensare! È sei mesi che non tocchi più quella roba e ricordati che ti basta una volta per tornare di colpo all’inizio di tutti i sacrifici che hai fatto. Promettimi che fino a domani non fai cazzate. E ricordati che Marina non è una amica per te. È solo una stronza egoista che fa i cazzi suoi, e ti sta facendo del male”.
A ottobre, nonostante la temperatura decisamente ancora più estiva che autunnale, i bar non restano aperti sino alle ore piccole.
Al mattino i giovani vanno a scuola e gli adulti al lavoro. All’una i bar sono già tutti chiusi.
I giovani più nottambuli occupano i muretti della piazzetta. Le concitate discussioni finite al bar sono ora spente sui volti dipinti di noia, fino a che i muretti vengono lasciati liberi ai gatti, unici padroni della notte.
“Sono assente. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” – BIP
“Sono Marina. Perché non mi hai richiamato? Che ce l’hai a fare la segreteria telefonica se non l’ascolti? Ci vediamo domani a scuola, comunque hai fatto bene a lasciarlo quel porco. Sapessi cos’altro t’ha combinato! Domani ti racconto”.
“Sono assente. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” – BIP
“Francesca, sono io. Per l’ultima volta, ti prego, rispondi. Non riesco a chiudere occhio se prima non ti parlo. Guarda che quella stronza di Marina ha inventato tutto solo perché tu mi lasciassi. E sai perché? Perché m’ha confessato che è innamorata di me. Oh, finalmente mi sono levato questo peso. Però se mi rispondi ti spiego tutto per bene, perché a me di Marina non me ne frega un cazzo. Francesca! Per dio Francesca, rispondi. O rispondi o vengo a casa tua e sfondo la porta. Va bene, l’hai voluto tu, adesso arrivo”.
Attraverso i fori della serranda un caleidoscopio di luci bianche illuminano le pareti della stanza. Sono le luci dei lampioni lungo il vicolo che attendono di dare il cambio al primo chiarore dell’alba.
In quella penombra vi sono occhi rivolti verso quelle luci, occhi aperti che non vedranno il prossimo chiarore dell’alba.
“Sono assente. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” – BIP
di Giovanni Bonafoni












