Dei diritti dei bambini e delle bambine

Gli organismi internazionali a tutela dei minori

L’ONU è attiva in tutti i settori nei quali è in gioco il destino dei giovani e dei bambini.
Nel 1946 è stato istituito il Fondo d’Emergenza delle Nazioni Unite per l’infanzia, allo scopo di lenire le sofferenze dei bambini che vivevano nei Paesi dilaniati dalla guerra e di prestare loro un soccorso immediato. Nel 1953, l’Assemblea generale ha trasformato il Fondo in un’istituzione permanente, ribattezzandola Fondo delle Nazioni Unite per l\’infanzia UNICEF. Il 20 Novembre 1959 l\’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato la Dichiarazione dei diritti del bambino.
Le attività dell’UNICEF sono note in tutto il mondo. Vi sono altre organizzazioni internazionali che si adoperano per proteggere i bambini, in particolare l\’OIL per quanto concerne le problematiche correlate al lavoro minorile. Nel 1989 è stata adottata la Convenzione internazionale sui diritti dell\’infanzia che, con i due protocolli aggiuntivi, costituisce uno strumento giuridico d’importanza primordiale in questo ambito. Nel 1995, l’ONU ha inoltre varato un piano d’azione mondiale destinato ai giovani valido sino all’anno 2000 e oltre. Lo scopo è di rispondere ai problemi specifici di questa fascia di popolazione.

L’UNICEF e la protezione dell’infanzia

Fondata nel 1946, l’UNICEF si prefigge di salvaguardare i diritti dei bambini, aiutandoli a soddisfare i loro bisogni di base e a sviluppare la loro personalità e le loro potenzialità. Il Consiglio esecutivo dell’UNICEF ha ribadito questi obiettivi nel gennaio 1996, dichiarando la propria intenzione di impegnarsi pienamente affinché la Convenzione sui diritti dell’infanzia sia applicata e che i diritti dei bambini siano rispettati durevolmente in quanto principi etici e norme di comportamento valide a livello internazionale. L’UNICEF collabora con altre organizzazioni ONU, Governi e Organizzazioni non governative, al fine di garantire servizi nell’ambito della sanità, un’educazione elementare e un adeguato approvvigionamento idrico, in particolare nei Paesi in sviluppo.

L’OIL ed il lavoro minorile

Fondata nel 1919, l\’Organizzazione internazionale del lavoro OIL è stata la prima istituzione specializzata delle Nazioni Unite del secondo dopoguerra. L’obiettivo dell’Organizzazione è di promuovere la giustizia sociale e di far rispettare i diritti umani nel mondo del lavoro mediante l’adozione di convenzioni e raccomandazioni internazionali che fissano standard minimi. Le relative norme concernono i più svariati settori: la libertà sindacale, la libertà di organizzarsi ed il diritto alla contrattazione collettiva, l’abolizione del lavoro forzato, le pari opportunità, la parità di trattamento e in particolare il lavoro minorile, cui l’OIL conferisce da sempre un’importanza prioritaria.
In numerosi settori l’OIL presta anche aiuto tecnico. Grazie alla struttura tripartita, l’OIL rappresenta un’istituzione unica nel suo genere all’interno del sistema ONU. I datori di lavoro, i lavoratori e i Governi vi partecipano di fatto con eguali diritti. Dodici convenzioni internazionali sul lavoro concernono il lavoro minorile, fra cui la più importante è la 138, relativa all’età minima. Nel giugno 1999 la Conferenza internazionale sul lavoro – l’organo supremo dell’OIL – ha completato questo strumento adottando nuove convenzioni e raccomandazioni relative alle peggiori forme di lavoro minorile. All’inizio degli anni Ottanta, l’OIL ha lanciato un’ampia offensiva con il Programma internazionale per eliminare il lavoro minorile IPEC, conferendo in tal modo agli Stati membri validi strumenti per combattere queste forme di sfruttamento. Il programma è destinato prioritariamente ai bambini costretti al lavoro coatto, a quelli che lavorano in condizioni o settori pericolosi, con particolare riguardo ai bambini di età inferiore ai 12 anni e alle bambine.

Convenzione sui diritti dell’infanzia e protocolli facoltativi

La Convenzione è stata adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 ed è stata ratificata da tutti gli Stati (fra cui l\’Italia) ad eccezione degli Stati Uniti. Sino ad oggi, nessun’altra convenzione sui diritti umani ha registrato una percentuale di ratifiche tanto elevata. La peculiarità consiste nel fatto che si tratta del primo strumento giuridicamente vincolante che integra sullo stesso piano tutti i diritti umani (civili, politici, economici, sociali e culturali). Secondo la Convenzione un bambino è un essere umano che non ha ancora compiuto i 18 anni. Per principio si applicano sempre le norme di protezione più elevata.
Gli Stati che hanno ratificato la Convenzione sono giuridicamente e moralmente tenuti a perorare la causa dei bambini mediante provvedimenti amministrativi, legislativi, giuridici o di altro tipo. Sotto l’egida dell’ONU sono inoltre stati negoziati due protocolli facoltativi. Il primo concerne il commercio di bambini, la prostituzione e la pornografia infantile, il secondo verte sul coinvolgimento dei bambini in conflitti armati e in particolare sul problema dei bambini soldato.

Il programma d’azione dell’ONU alla vigilia del Terzo millennio

Il 14 dicembre 1995, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione per il “Programma mondiale d’azione in favore della gioventù per l’anno 2000 e oltre”. A tal fine si è conformata alla definizione di “gioventù” utilizzata in statistica (fascia di popolazione fra i 15 e i 24 anni) pur essendo pienamente consapevole che i limiti di età possono variare da società a società. Il Programma offre un quadro teorico e direttive pratiche per iniziative nazionali e aiuti internazionali a favore dei giovani. È pertanto destinato a 1,3 miliardi di persone – di cui l’84 per cento vive nei Paesi in sviluppo – e comprende dieci settori prioritari:
Educazione
Lavoro retribuito
Fame e povertà
Salute
Ambiente
Abuso di droghe
Criminalità giovanile
Tempo libero
Ragazze e giovani donne
Nonché partecipazione alla vita comunitaria.

Tratto da: www.fondfranceschi.it

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