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Appello per il rispetto dei diritti umani a Cuba

Dr. Fidel Castro Ruz
Presidente de los Consejos de Estado y de Ministros
La Habana, Cuba

Sua Eccellenza,

sono molto preoccupato/a per gli arresti di circa 80 dissidenti avvenuti in diverse province di Cuba nelle scorse settimane,arresti che hanno portato a delle sentenze estremamente pesanti a seguito di processi non equi, sulla base della Legge per la Protezione dell’Indipendenza Nazionale e dell’Economia Cubana (Ley 88) o del Codice Penale Cubano.

Secondo le informazioni in mio possesso, fra le persone detenute in seguito all’ondata di arresti che ha avuto inizio il 18 marzo ci sono giornalisti, proprietari di biblioteche private ed esponenti di partiti illegali d’opposizione impegnati per la democrazia. Vi sono anche promotori del Proyecto Varela, una petizione per chiedere un referendum su alcune libertà fondamentali e altre persone impegnate in iniziative della società civile.

Temo che gli arrestati non abbiano commesso reati penali né minacciato in alcun modo la sicurezza di Cuba; piuttosto, che essi siano stati imprigionati e condannati semplicemente per aver espresso pacificamente le proprie opinioni o aver preso parte ad attività in cui si criticava la politica del governo. Se questo è il caso, chiedo a Lei e al Suo governo di fare in modo che vengano rilasciati immediatamente e senza condizioni.

Sono inoltre venuto/a a conoscenza dell’esecuzione di tre uomini, Lorenzo Enrique Copello Castillo, Bárbaro Leodán Sevilla García e Jorge Luis Martínez Isaac, avvenuta l’11 aprile scorso. I tre facevano parte di un gruppo armato che aveva sequestrato un traghetto con l’obiettivo di raggiungere le coste della Florida; il sequestro si era concluso senza spargimento di sangue.

La ripresa delle esecuzioni interrompe una moratoria di fatto che durava da tre anni. Più di cinquanta persone si trovano attualmente nel braccio della morte a Cuba. Sebbene le persone che si trovano nel braccio della morte siano spesso responsabili di crimini orrendi, alle vittime dei quali va tutta la mia comprensione e simpatia, è stato provato che la pena capitale non ha effetto deterrente. Sono del parere che la pena di morte vada contrastata in ogni caso, in quanto violazione del diritto alla vita e punizione crudele, inumana e degradante.

Le chiedo perciò di commutare tutte le condanne a morte attualmente vigenti e di impedire nuove esecuzioni.
Sia nel caso dei dissidenti che in quello dei sequestratori, chiedo che vengano rispettati gli standard internazionali relativi al giusto processo.

RingraziandoLa per l’attenzione, Le trasmetto i miei distinti saluti.

E’ possibile firmare l’appello qui: www.amnesty.it

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