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Crueltyfree: Tutta la verità!

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Promiseland.it pubblica un documento chiarificatore  sullo spinoso ed anche  controverso argomento del Crueltyfree… le sorprese non mancano.

Come molti lettori di Promiseland.it sanno, l’argomento “crueltyfree” è sempre di interesse e non solo per il mondo Vegan, ma anche per chi ha comunque una certa sensibilità verso gli animali. Ogni volta che l’argomento viene affrontato sui vari forum (ed i forum di Promiseland.it non fanno certo eccezione a questa regola) si leggono le opinioni e le “certezze” più disparate ed ogni parte accusa l’altra di essere o disinformata o in malafede generando un clima difficilmente utile a chi, sta cercando una affidabile informazione in proposito.
D’altra parte, basta recarsi in una qualsiasi erboristeria visitando il reparto cosmetico per trovarsi circondati da accattivanti simboli di coniglietti o scritte rassicuranti circa la non sperimentazione su animali… A molti stupirà sapere che la quasi totalità di quelle scritte o simboli sono perfettamente inutili o comunque sono ben lontane dall’essere quello per cui vengono spacciate.
Ma allora, stando così le cose, cosa deve fare un consumatore desideroso di effettuare i propri acquisti restando coerente con la propria sensibilità in tema di animali ed ambiente?

Per colmare questa lacuna infomativa, la redazione di Promiseland.it insieme a due dei più autorevoli esperti italiani della materia, Fabrizio Zago e Massimo Tettamanti, ha realizzato un documento condiviso che finalmente rende giustizia alla verità ed alla corretta informazione. Invitiamo tutti a prendere atto del contenuto del documento al fine di poter, meglio e con più consapevolezza, effettuare i propri acquisti.

SCARICA QUI IL DOCUMENTO ORIGINALE:
www.promiseland.it/images/news/2006/promiseland_crueltyfree.pdf

Di seguito e per comodità di tutti, pubblichiamo anche sulle nostre pagine il testo del documento, invitando tutti quanti ne avessero la possibilità tramite qualsiasi mezzo, a diffonderlo il più possibile:

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CRUELTY FREE: LEGGENDE E VERITA'<
(come decidere consapevolmente)

Documento sulla situazione “crueltyfree” in Italia finalizzato a chiarire la validità e la pertinenza delle varie certificazioni, più o meno diffuse in ambito animalista o/e ecologico.

Il seguente documento è stato redatto congiuntamente da:

Fabrizio Zago (Autore del BioDizionario.it) Esperto di formulazione cosmetica con ingredienti amici dell’ambiente, consulente chimico, nonché consulente accreditato del marchio di certificazione Europeo Ecolabel e operante in altri ambiti di certificazione eco-bio come AIAB, ecc. “Esperto tecnico” nominato dalla UEAPME, associazione europea delle piccole e medie imprese.

Massimo Tettamanti (Moderatore forum “Vivisezione” su Promiseland.it) Chimico, Vegan. Creatore e coordinatore dell’International Center for Alternatives in Research and Education, I-CARE e del Nutrition Ecology International Center, NEIC.

Sauro Martella (Fondatore del network di Promiseland.it) Vegano da oltre 10 anni e nonviolento da sempre. Opera professionalmente nel settore della comunicazione web in Italia ed in altri Paesi d’Europa.

COSMESI: L’IMPATTO SU ANIMALI E AMBIENTE
Affrontiamo in maniera sintetica e, speriamo, chiara, lo spinoso discorso dei presunti cosmetici non testati su animali e il proliferare di marchi Cruelty Free, per sgombrare il campo da malintesi e mostrare cosa può fare ciascuno di noi nel suo piccolo per fare meno danno possibile agli animali prendendo coscienza dei seguenti punti.

1) Le persone che cercano prodotti “crueltyfree” sono attente a tutti gli aspetti etici quindi desiderano prodotti che:
NON inquinino l’ambiente

NON incrementino la vivisezione

2) Purtroppo questo e’ impossibile perchè:
TUTTI i cosmetici inquinano, alcuni più, altri meno, ma tutti inquinano.
TUTTI gli ingredienti dei cosmetici, aldilà dei test sul prodotto finito, sono comunque testati su animali, per obbligo di legge. Non esistono oggi ingredienti di sintesi non testati.

3) La cosa migliore è quindi cercare il miglior compromesso possibile e cioè:
MINORE impatto ambientale
MINORE impatto sui test sugli animali

4) In nessun caso nella ricerca di un cosmetico “crueltyfree” bisogna fidarsi di:
GENERICHE scritte o bollini “bio”, “amico dell’ambiente”, ecc.
GENERICHE scritte o bollini “cruelty-free”, “non testato su animali”, ecc.

Infatti, sia per il non testato che per il biologico che per il “non-inquinante”, ciascun produttore è, purtroppo, legalmente legittimato ad inventarsi diciture o bollini senza alcun concreto valore traendo in inganno il consumatore. Anche le varie associazioni che stilano delle liste di marche “buone”, magari in perfetta buona fede, lo fanno in realtà senza poter garantire granché in proposito. All’interno di questo quadro desolante e’ difficile per tutti muoversi in questa giungla, e fare le scelte giuste.

5) Ma non bisogna gettare la spugna e farsi scoraggiare. Delle linee guida sicuramente utili esistono, bisogna dunque:
– Scegliere cosmetici più possibile eco-bio esaminando i singoli ingredienti. E’ possibile farlo semplicemente tramite il dizionario online www.biodizionario.it dotato anche di un forum dove chiedere informazioni e chiarimenti sia all’autore, che ai molti altri esperti sempre disponibili a condividere la propria esperienza con i nuovi arrivati.
– Scegliere cosmetici aderenti allo Standard “senza crudeltà”, che non incrementano la vivisezione. Ciò non significa che gli ingredienti non siano mai stati testati, non e’ questo il significato dello Standard. Significa che i produttori si impegnano a non usare ingredienti testati dopo un certo anno che rimane sempre fisso, così, di fatto, si impegnano a non incrementare la vivisezione. Questo e’ il campo di cui si occupa VIVO – Comitato per un consumo consapevole sul cui sito è possibile trovare ogni informazione aggiornata oltre all’elenco delle aziende aderenti a tale standard.
-Tenere in considerazione i limiti oggettivi dei due sistemi di scelta se utilizzati non contemporaneamente: Tramite il BioDizionario.it non si tiene conto dei test su animali, ma solo dell’impatto ambientale. E d’altra parte, tramite lo Standard internazionale cui fa riferimento il sito di VIVO, non si tiene conto del puro impatto ambientale, e quindi puo’ succedere di trovare alcuni prodotti con ingredienti ad alto impatto ambientale, negativo sia per la natura che per gli animali.
Lo Standard a cui si attiene VIVO non tiene conto di ingredienti di origine animale come prodotti delle api, derivati del latte, o altri prodotti animali. Per ovviare a questa mancanza, nel sito VIVO, in aggiunta al puro Standard sui test su animali, ne viene segnalata l’eventuale presenza.
Per quanto riguarda, invece, il BioDizionario.it , esso tiene conto dell’origine delle materie prime che e se provengono da fonte animale vengono segnalate col doppio bollino rosso con uniche eccezioni relative a quei derivati “indiretti” degli animali come il latte o la cera d’api. Per una miglior comprensione, potremmo definire il BioDizionario.it “Vegetariano” ma non “Vegan”.

Concludendo:
Anche se i prodotti ottenuti incrociando i 2 tipi di selezione non sono perfetti in quanto:

NON si può dire che non inquinino;

NON si può dire che gli ingredienti non siano mai stati testati su animali;
Rappresentano comunque allo stato delle cose, il miglior compromesso che si possa trovare per animali e ambiente, almeno finché l’attuale legislazione non cambierà e permetterà alla scienza di sperimentare nuove molecole con metodi affidabili e scientificamente provati assolutamente lontani dal modello di sperimentazione animale.
– Quindi non resta che invitare tutti ad attivarsi per sostenere ogni progetto sociale, scientifico o legislativo che cerchi di velocizzare l’ottenimento di un divieto europeo rispetto ai test cosmetici con animali.

Qui di seguito, qualche ulteriore chiarimento per quanto riguarda il “non testato” e alcune “dritte” per non farsi fuorviare da produttori o da “liste dei buoni” fatte senza criterio.

Il prodotto cosmetico, definito generalmente “prodotto finito”, NON viene ormai più testato su animali.
I singoli ingredienti devono PER LEGGE essere testati su animali.

I marchi con il coniglietto o la scritta cruelty free NON vogliono dire nulla: non fidarsi mai di marchi o scritte, di qualunque genere.

La dicitura “prodotto finito non testato su animali” non vuole dire nulla, ne’ in positivo ne’ in negativo.

Varie ditte continuano a ingannare i consumatori con risposte del tipo “Noi non testiamo e non commissioniamo test ad altri”. Risposta che, per quanto vera, non specifica che prima o dopo, in un laboratorio o in un altro, per essere venduta, ogni nuova sostanza chimica deve essere testata.

La legge che doveva vietare a livello Europeo la sperimentazione su animali anche dei singoli ingredienti sta slittando continuamente e la data attualmente decisa è il 2009 per alcuni test e 2013 per altri. Ma, dato che queste “scadenze” stanno slittando in avanti da 15 anni almeno, queste date non significano assolutamente nulla.

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti, vi invitiamo a consultare:
www.promiseland.it (all’interno del forum “Vivisezione”)

Il presente documento è distribuito sotto licenza “Creative Commons Italia” (Attribuzione non opere derivate 2,5). In pratica sei libero di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera, ma non puoi alterare o trasformare quest’opera, ne’ usarla per crearne un’altra. Inoltre devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l’opera.

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