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Lampadine ecologiche?

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Possibile che ci stiano prendendo in giro con queste Lampadine “ecologiche”…?


Non smetterò mai di meravigliarmi guardandomi intorno e vedendo come la cattiva informazione sia non solo diffusa, ma la quotidiana consuetudine.

Da molto tempo ormai da parte di tutta la stampa, specializzata e non, leggiamo proclami che ci dicono che da una certa data saranno bandite le energivore lampadine ad incandescenza. Possibile che nessun serio giornalista si sia scomodato ad andare a leggere veramente cosa succederà e cosa è previsto che succeda?
A giudicare da quello che leggiamo su questo argomento, sembra quasi vada di moda far girare notizie infondate senza effettuare alcuna verifica.

Innanzitutto chiariamo subito che non saremo obbligati a comprare quelle antiestetiche (ed inquinanti) lampadine a neon che tutti definiscono “ecologiche” ma che, tutto sommato, di ecologico hanno ben poco.

Sicuramente ci saranno utilizzi dove anche tecnologie inquinanti come il neon, se prodotte con caratteristiche adeguate a quell’utilizzo, potranno garantire un miglioramento ed anche un passo avanti  dal punto di vista ambientale, ad esempio nell’illuminazione pubblica o industriale, ma farci credere che dovremmo usarle in casa in maniera esclusiva, è francamente una vera e propria presa in giro ed anche un crimine ambientale.

I produttori di lampade sanno bene che quelle lampade sono destinate a fare la fine di una tecnologia sbagliata che passerà il suo turno senza mai aver dato alcun vantaggio al mercato “consumer” (cioè all’utilizzo casalingo), ma gli investimenti fatti, vanno ripagati ed allora ecco che si rende necessario cavalcare l’onda della maldestra informazione, facendoci credere che saremo obbligati ad usarle.

Ma facciamo il punto della situazione.
Cosa impone esattamente l’Europa in relazione alla produzione di lampadine? Proviamo a consultare il portale www.europa.eu per ottenere le seguenti informazioni:

“L’UE ha stabilito nuovi requisiti di efficienza energetica che le lampade prodotte per il mercato comunitario dovranno rispettare a partire dal 1° settembre 2009.”

“Le lampadine alogene e quelle a incandescenza tradizionali saranno gradualmente ritirate dal mercato entro la fine del 2012”

Si, avete letto bene. Si parla di ritiro di lampade ad “incandescenza tradizionali” e cosa vuol dire?
Vuol dire semplicemente che, visto che esistono anche lampade ad incandescenza “non tradizionali”  (tecnicamente vengono chiamate “migliorate”) definite comunemente “alogene” oppure “allo xenon” (il nome deriva dal tipo di gas usato all’interno del bulbo) oppure “a basso voltaggio” e che all’aspetto e nella funzionalità sono in tutto e per tutto uguali alle care vecchie lampadine ad incandescenza, ma a parità di consumo producono più luce, è facile immaginare che continueremo ad usare queste ultime e non le fluorescenti compatte che pur consumando ancora meno, hanno costi molto alti, sono altamente inquinanti in fase di produzione e di smaltimento,  hanno una qualità della luce notevolmente inferiore e non sono regolabili in intensità.

Qualcuno ha mai sentito parlare della soluzione del problema di smaltire le lampadine al neon? No, per il semplice motivo che nessuno ha ancora trovato una soluzione realisticamente attuabile per quanto riguarda l’utilizzo non professionale ed attualmente tutte le sostanze tossiche ed altamente inquinanti contenute nelle lampadine al neon finiscono in gran parte nell’ambiente, cioè nelle falde acquifere e quindi anche potenzialmente nel cibo che mangiamo.
Tutto questo non viene mai detto, altrimenti ci guarderemmo bene dal comprare e metterci in casa lampadine compatte fluorescenti inquinanti e contenenti polveri tossiche.

Molti hanno anche avuto modo di constatare come queste lampade fluorescenti compatte abbiano una durata enormemente inferiore a quanto dichiarato, perché le condizioni reali sono completamente diverse (ed è ovvio che sia così, vista l’enorme diversità di utilizzo) da quelle utilizzate nei test di durata.


La tabella superiore riassumo bene l’enorme differenza di consumo tra le fluorescenti compatte e le vecchie lampadine ad incandescenza, ma esistono inoltre molti dubbi sul fatto che l’indubbio risparmio di consumo di corrente derivato da un maggiore uso casalingo di lampadine al neon porterebbe, possa compensare i gravissimi danni sociali ed ecologici che l’estrazione delle materie prime (in Paesi già martoriati da querre e dittature) e i mancati smaltimenti porteranno e non esistono fonti ufficiali che nella valutazione tengano nel dovuto conto questi aspetti oggettivamente prioritari.

La normativa Europea prevede diversi livelli di divieto di produzione distribuite in un certo numero di anni, diverse tipologie e classi energetiche di lampade, ma questi sono particolari non influenti di fronte a questa completa mancanza di informazione che negli ultimi anni stiamo subendo.

Vediamo più nel dettaglio quali tipologie di lampade vengono indicate dalla Comunità Europea tra quelle utilizzabili in futuro (comunque già tutte reperibili presso la grande distribuzione):

Lampadina alogena a incandescenza migliorata
(etichetta energetica classe C, lampada alogena allo xenon)
Questa lampadina utilizza il 20-25 % in meno di energia per la stessa emissione di luce rispetto alle migliori lampadine a incandescenza tradizionali.
Fornisce la stessa qualità di luce delle lampadine a incandescenza tradizionali ma in condizioni di uso normale dura il doppio (durata dichiarata: 2 anni).
La sua dimensione è pienamente compatibile con quella degli apparecchi di illuminazione ed è dimmerabile su qualunque regolatore di intensità.

Lampadina basso voltaggio a incandescenza migliorata
(etichetta energetica classe B, lampada alogena con rivestimento a infrarossi)
Questa lampadina utilizza circa il 45 % in meno di energia per la stessa emissione di luce rispetto alle migliori lampadine a incandescenza tradizionali grazie all’utilizzo del basso voltaggio.
Fornisce la stessa qualità di luce delle lampadine a incandescenza tradizionali ma in condizioni di uso normale dura il triplo (durata dichiarata: 3 anni).
È dimmerabile su qualsiasi regolatore di intensità.

Lampadine fluorescenti compatte (CFL)
Le CFL sono formate da tubi di lampade fluorescenti che utilizzano tra il 65 % e il 80 % in meno di energia rispetto alle lampadine a
incandescenza tradizionali. Sono note per essere “risparmiatrici” (durata dichiarata, ma che a noi non risulta veritiera: 6-15 anni)
Esistono modelli di tutte le forme ed alcune sono progettate per essere solo parzialmente dimmerabili.
Le CFL sono anche disponibili con un involucro esterno che nasconde i tubi e le rende ancor più simili alle normali lampadine.

Diodi a emissione di luce (LED)
I LED sono una rapida tecnologia emergente e la loro efficacia è pari a quella delle CFL; questi, però, non contengono mercurio e durano anche di più. I LED per l’illuminazione di interni sono oggi nella fase iniziale di commercializzazione ma sin da ora possono sostituire le lampadine a luce bianca e non. È probabile che diventeranno un’alternativa all’intera gamma di lampadine nel prossimo futuro, ma il loro utilizzo pratico ha consistenti limiti dovuti ai problemi legati alla direzionalità.

In sostanza, ancora una volta questa assoluta mancanza di corretta informazione sull’argomento è grave e non permette ai più di farsi una propria opinione.

Ma queste fluorescenti compatte che sono proposte da tutti come unica soluzione a dispetto di quanto indica espressamente la Comunità Europea sono realmente pericolose?
Certo che si. Vediamo le fonti ufficiali come dicono di comportarsi nel caso di rottura di una qui queste lampadine:

“Cosa fare quando una lampadina fluorescente compatta si rompe?
le lampadine fluorescenti compatte contengono mercurio. Quando la lampadina è integra non ci sono fuoriuscite di mercurio ma, se si rompe, può uscirne una quantità di questa sostanza pari a 5 milligrammi (all’incirca, sono le dimensioni della macchia d’inchiostro sulla punta di una penna a sfera). A titolo di confronto, i vecchi termometri contengono circa 500 milligrammi di mercurio. In tal caso, si consiglia anzitutto di aerare la stanza, e poi di pulire con uno straccio bagnato. È meglio evitare che la pelle venga a contatto coi frammenti, e non bisogna usare l’aspirapolvere.”

Da segnalare inoltre, come le lampadine fluorescenti compatte, siano caratterizzate da un concetto di “usa e getta” sbagliato e pericoloso in quanto sono composte da più parti tutte inquinanti (plastiche, gas e polveri tossici, minerali inquinanti e pericolosi per l’ambiente nella circuiteria elettronica, ecc) e quando un sistema è composto da tante parti non riparabili o sostituibili, al danneggiamento di una di queste parti, si è costretti a buttare anche quelle ancora ancora funzionanti e potenzialmente utilizzabili ancora  a lungo.
In pratica l’esatto contrario di un atteggiamento ecologico.
Avrete notato come nei classici neon, in caso di problemi, sia possibile sostituire il tubo o lo starter che sono le parti di più veloce usura rispetto al resto, ecco nelle fluorescenti compatte questo non è possibile proprio in onore del concetto “usa/getta/ricompra”.
Un po’ come se acquistando un’automobile, al primo problema del motore, fosse necessario rottamare l’auto intera per comprarne un’altra disperdendo nell’ambiente tutti i pezzi ancora funzionanti e tutte le sostanze inquinanti contenute (olio, carburante, ecc). Una vera follia economica ed ambientale.

A fronte di tanta tecnologia inquinante e pericolosa che caratterizza le lampadine fluorescenti compatte, non si può non riflettere sul fatto che la cara vecchia (ed energivora) lampadina ad incandescenza, pur avendo effettivamente un consumo alto ed insostenibile per una società con una coscienza ecologica, detiene il primato dell’ecologicità per quanto riguarda l’estrazione delle materie prime, la produzione della lampada ed il successivo smaltimento.
Pensandoci bene infatti non si tratta di altro che di un pezzetto di lamiera un filamento in tungsteno, un pezzetto di semplice ed ecologico vetro   ed un pò di collante per tenere insieme il tutto…
Questo è certamente uno dei motivi per preferire le lampade ad incandescenza definite “migliorate” cioè con la capacità di consumare un pò meno pur mantenendo le caratteristiche generali di prodotto ecologico avendo infatti l’unica differenza rispetto alle vecchie lampadine, data dal fatto che all’interno della lampadina, invece di esserci il vuoto, viene riempita di gas ed invece del semplice vetro, viene usato in parte quarzo.

Fonti ed approfondimenti:
http://ec.europa.eu/energy/lumen/index_it.htm
http://ec.europa.eu/energy/efficiency/ecodesign/lumen/doc/incandescent-bulbs-it.pdf
http://ec.europa.eu/energy/lumen/professional/legislation/index_it.htm
http://ec.europa.eu/energy/lumen/doc/full_faq-it.pdf

Articolo di: Sauro Martella
www.promiseland.it/author/sauromartella
www.veganblog.it/author/sauromartella

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15 Commenti per “Lampadine ecologiche?”

  1. Annalisa Ruffo

    … … e cosa dire delle migliaia di lampadine bruciate e gettate in discarica dovuto all’obbligo di uso delle luci anabaglianti su autostrade e “strade extraurbane principali” anche in pieno sole?
    Queste lampadine, oltre alla maggiore usura, sono sottoposte ad uno stress da logoramento per loro innaturale, essendo state concepite per un diverso impiego, prevalentemente notturno e visto che i gruppi ottici delle auto – sempre più potenti e sempre più bisognosi di aria per raffreddarsi – si surriscaldano facilmente e, per esempio stando fermi ai semafori, non ricevono la giusta ventilazione….
    http://ffz.leonardo.it/lofi/obbligo-delle-luci-diurne/D9276647.html

  2. Barbara Primo
    Barbara Primo

    Ok, adesso vado a farmi il giro della casa e per fortuna che non abbiamo l’auto!
    Noi abbiamo per la maggior parte delle CFL (la leggenda metropolitana ha attecchito anche qui!) ma i negozi ritirano le esauste e le mandano al riciclo (e spero lo facciano veramente, ma non so COME) lo fanno anche in Italia? Cmq mi stampo l’articolo e lo tengo in borsa per vedere come vengono chiamate qui in Francia… Chi meglio di te poteva fare un bell’articolo sulle lampadine?

  3. Giuseppe

    io le ho sostituite anche in garage, fatte sostituire a mio padre, regalate ad amici……..che ignorante !!!!

    Ecco perchè vengono regalate spesso……

    Ma perchè tutte le varie associazioni ambilentalistiche non dicono nulla, anzi ….

  4. Alceste

    …e pensare che sono state consegnate nelle scuole elementari in alcuni progetti ambientali per il risparmio energetico senza dare l’informazione che contenevano mercurio. Poi consegnate ai cittadini gratuitamente in alcuni comuni della mia provincia. Nel progetto non si illustrava come smaltire queste lampadine che devono essere poste nei rifiuti speciali.

  5. Giulia

    Salve a tutti,
    Anzitutto mi scuso per la lunghezza del commento.
    Ho trovato molto interessante l’articolo, io mi interesso molto di “bio-economia domestica” e sono sempre alla ricerca di nuovi sistemi per ridurre la mia impronta ambientale. Perciò in casa mia già da tempo ho sostituito le lampadine più usate con lampade a basso consumo. Naturalmente quando ho visto l’articolo l’ho letto; ciò nonostante ci sono alcuni crucci che non riesco a sciogliere. Premesso che ho aspettato alcuni giorni a repilcare, durante i quali ho chiesto pareri e cercato informazioni su periodici (ad es. altroconsumo) e in rete (es. amiat, ps. abito a Torino e l’amiat è l’azienda di raccolta e smaltimento rifiuti).
    Non amo i toni da “contro per forza”, e non credo che sia il caso di gridare alla disinformazione per questo argomento, dato che nel nostro paese i problemi di disinformazione non riguardano decisamente le lampadine… E anche perché forse in questo caso la disinformazione riguarda un po’ tutti. Dato che la consapevolezza è qualcosa a cui tengo molto, ho cercato un po’ di informazioni. Prima e più importante, almeno qui a Torino esiste un programma di smaltimento delle lampade al neon e a basso consumo (testuale), mentre non esiste alcuna differenziazione per le altre, ivi incluse le migliorate. Il che rappresenta due volte un problema, dal momento che è vero che le lampade a basso consumo non hanno in effetti la durata garantita (6-15 anni dicevi?), ma fosse anche un terzo (secondo Altroconsumo 1/2-1/3) durerebbero in ogni caso decisamente più di quelle a incandescenza, oltre ad essere meccanicamente più robuste, e con questo argomento passiamo alla terza obiezione: il contenuto di mercurio. Un termometro ne contiene circa 500mg, mentre una lampadina solo 5. Se è così allarmante quando si rompe una lampadina, quando si rompe un termometro dovremmo dichiarare lo stato di quarantena. Oltretutto anche le lampade a LED, nonostante i bassi consumi energetici diretti, non sono un toccasana per l’ambiente: la loro produzione, simile a quella dei chip e delle memorie dei computer, comporta inquinamento da fluoro e derivati, oltre a lavaggi con acidi (su questi ultimi non sono sicura al 100%, se qualcuno trovasse qualcosa…)
    Per quanto riguarda l’impossibilità di utilizzare regolatori dell’intensità… beh, credo che il pianeta non ne soffra eccessivamente, e noi nemmeno. Senza contare che anche per le lampade tradizionali gli smorzatori sono uno stress e ne riducono la durata.
    Manca invece ad esempio un’informazione dal mio punto di vista davvero fondamentale, vale a dire il fatto che le lampade a basso consumo sono dannose in quegli ambienti dove la luce viene accesa e spenta in continuazione, mentre vantaggiose in posti come salotti, studi, cucine e ambienti di lavoro, dove nell’arco della giornata la luce viene accesa e spenta una volta sola o poco più: forse c’è chi da la cosa per scontata, ma per tutti gli altri (che hanno il diritto di sapere, no?) la lampadina a basso consumo viene fortemente sollecitata al momento dell’accensione, avendo come conseguenza usura e maggior consumo di energia: accensioni frequenti causano quindi un accorciamento della durata della lampadina e maggiori consumi, azzerandone il vantaggio.
    La vera pecca di queste lampade è in effetti la minor qualità della luce.
    Tirando le somme, io non me la sentirei di consigliare a nessuno una cosa piuttosto che un’altra; al massimo di pensare sempre con la propria testa e non dare mai nulla per assoluto. Come nell'”Impero del male minore”, possiamo solo mettere su una bilancia vantaggi e svantaggi e, ragionando, cosa convenga meno sacrificare, e chi sta perennemente col sopracciglio alzato può sempre vivere al buio 🙂 fa bene all’ambiente, lo abbiamo fatto per centinaia di migliaia di anni, e fino ad ora non è morto nessuno.
    Ciao a tutti, e a presto!
    Cari saluti,
    Giulia

  6. Sauro Martella

    Salve Giulia, il tuo intervento ci fa certamente piacere in quanto innanzitutto incentivante a farsi una propria idea e non a dare per scontato ciò che si legge da nessuna parte (compreso quello che si legge qui, visto che la verità non ha residenza fissa da nessuna parte).
    Approfitto però per correggere alcune affermazioni tecnicamente errate o semplicemente non condivisibili.

    1) I piani di recupero delle fluorescenti compatte hanno percentuali di recupero praticamente inesistenti se paragonate al numero di lampade vendute ed è qui il problema che probabilmente non troverà soluzione anche con tanta buona volontà da parte di tutti. Ed il problema del recupero per le lampadine alogene o migliorate non esiste perché si tratta di cristalli di vetro o quarzo non inquinanti con un pezzetto di ceramica e collante, niente di più (anche per questo sono più ecologiche).
    2) Sulla dirata delle fluorescenti compatte, in molti pensano sulla base della propria esperienza personale (ed io sono tra questi) che durino invece dalle 2 alle 4 volte di meno nonostante le varie affermazioni che si leggono in giro tutte frutte di test di laboratorio. Anche in qeusto caso, ognuno può farsi la propria opinione andando a verificare da quanto tempo non cambia una lampadina normale e da quanto non lo fa con una fluorescente compatta.
    3) Relativamente al paragone con il termometro, mi sembra un paragone ben poco adatto visto che proprio i termometri a mercurio siano già stati vietati proprio per questo motivo
    4) Le lampade a LED, nonostante siano ancora una tecnologia giovane, possono effettivamente garantire durate molto più à lunghe e quindi ammortizzare il loro peso ambientale su un periodo enormemente maggiore, mentre le fluorescenti compatte no, anzi esattamente il contrario anche grazie alla loro fragilità strutturale.
    5) I regolatori di intensità sono molto utili a ridurre il consumo delle lampadine tradizionali ed alogene e al contrario di quanto affermi, non solo non diminuiscono la durata, ma la allungano notevolmente.
    Per il resto, ognuno valuti secondo la propria esperienza e giudizio…
    🙂

    • Franco

      A me risulta che, nelle alogene, la rigenerazione del filamento avviene solo alla massima potenza.
      Quando lavorano sotto regolazione prevale l’effetto Edison ed il filamento (al calor rosso) si usura di più accorciando la vita della lampada.

  7. Gualandri Giuliano

    Scusate la semplicità del mio intervento, so che nessuno ha mai certezze ed è giusto dare un’informazione completa per poi sapersi gestire meglio nei propri comportamenti, ma voi che lampadine usate in casa?

  8. toso

    sulla faq italiana http://ec.europa.eu/energy/lumen/doc/full_faq-it.pdf dice che il mercurio presente nelle lampadine è molto minore di quello che si disperde nella produzione tradizionale energetica, e che questo mercurio, che dice essere veramente minimo, dovrebbe comunque essere smaltito e riciclato (il mercurio è facilmente riciclbaile). se uno mette delle fonti, almeno le legga tutte.

  9. Sauro Martella

    Salve Toso, è rincuorante vedere che qualuno si prende la briga di leggere gli approfondimenti che abbiamo segnalato, è veramente un buon segno.
    Quel “dovrebbe comunque essere smaltito” ci fa ben capire quanto pericoloso sia invece il fatto che nella realtà di mercurio presente nelle lampadine fluorscenti effettivamente smaltito ce ne sia pochissimo perchè la maggior parte finisce nell’ambiente privo di ogni controllo.

  10. Barbara Primo
    Barbara Primo

    Infatti vorrei proprio sapere quante persone riportano le lampadine al negoziante:
    1_Sauro
    2_Barbara
    3_?

    🙁

  11. franca

    non sapevo che si potevano riportare ai negozianti.Nessun negoziante lo ha mai detto!… Perchè se si possono riciclare non viene fatta campagna informativa come per le pile scariche?

    • francesca

      Banalmente: perchè dobbiamo sempre aspettare anni e trovarci sull’orlo di una crisi ambientale per capire che dobbiamo eliminare o riciclare qualcosa…vedi le buste di plastica! da quanti anni le usavamo?

  12. jane

    Interessantissimo articolo…!Certo e’ davvero paradossale che tolgono dal mercato i termometri al mercurio perche’ indicati come pericolosi e poi ci propinano e impongono “lampadine ecologiche che contengono mercurio…!

    L’anno scorso sulla RAI il conduttore di ” OCCHIO ALLA SPESA”ha dichiarato e se non erro protestato per le nuove lampadine ecologiche che verranno presto sostituite a quelle tradizionali .Pare infatti che si debba stare attenti a non sostare vicino alle lampadine,ma a tenersi almeno ad una distanza di 2 metri perche’ potrebbero essere radioattive..
    Mi verrebbe da dire…tra mercurio e radioattivita’ alla faccia ….dell’ecologia !.!!!!……

  13. Romano

    Il punto non è sostituire le sorgenti di illuminazione ma è produrre energia pulita a monte. Con energia pulita a monte non ci sarebbe bisogno di limitare i consumi energetici e bandire le sorgenti ad incandescenza.

    A riguardo degli articoli sulla questione:

    http://www.lightingnow.net/index.php?option=com_content&task=view&id=137&Itemid=12

    http://www.lightingnow.net/index.php?option=com_content&task=view&id=138&Itemid=12

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