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Perchè l’uomo beve il latte vaccino?

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L’uomo è l’unico essere vivente che assume latte dopo lo svezzamento

è l’unico essere vivente che assume il latte di un altro mammifero.

Perchè l’uomo beve il latte vaccino?

In questo articolo cercheremo di mettere in evidenza le contraddizioni che accompagnano il consumo di uno degli alimenti più amati e diffusi al mondo e dei derivati dell’industria casearia. Ci serviremo di passaggi logici e intuitivi, di dati oggettivi e di argomentazioni ancora troppo poco diffuse.

COS’E’ IL LATTE?

La Natura ha dotato i mammiferi di ghiandole mammarie in grado di secernere e fornire ai propri cuccioli un liquido, il latte, necessario a garantire al ‘lattante’ tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno nella primissima parte della propria vita.

La stessa Natura, sapientemente, ha assemblato per ogni specie una specifica formulazione di questo super-alimento.
Il latte dei primati è prevalentemente acquoso e povero di grassi e proteine; un alimento adatto alla relazione di stretta dipendenza madre-neonato e a poppate molto frequenti e di modesta entità.
Il latte di tutti gli altri mammiferi è caratterizato da una densità alta e un contenuto proteico e lipidico molto elevato; questo trova spiegazione col fatto che le mamme si distaccano immediatamente dal cucciolo e passano la maggior parte del tempo distanti.

Per cui nei brevi intervalli in cui si ricongiungono con il neonato devono erogare molta energia (che faccia anche da riserva) e saziarli in breve tempo.
Dopo lo svezzamento le ghiandole mammarie cessano naturalmente di produrre latte e il piccolo può cominciare progressivamente ad assumere gli alimenti adatti biologicamente alla propria specie.
Con l’interruzione dell’allattamento si riduce notevolmente anche la produzione di lattasi, enzima che consente di digerire il lattosio contenuto nell’alimento. La ‘lattasi-insufficienza’ è quindi responsabile della elevata quantità di intolleranze al lattosio.

Nessun mammifero in Natura prosegue a bere latte dopo lo svezzamento, tantomeno quello di altre specie.

Nessuno tranne l’uomo!
Il quale, oltre a continuare ad alimentarsi con una sostanza da neonati, lo fa consumando in abbondanza latte di mucca e formaggi, alimenti caratterizzati da una composizione sbilanciata per le necessità umane: in eccesso di proteine, grassi saturi, calcio, sali minerali e con rapporti svantaggiosi tra qualità di proteine e calcio/fosforo.
Non a caso il latte vaccino è destinato a far sviluppare un vitello fino al peso di 300 kg in pochi mesi!

Il LATTE FA BENE ALLE OSSA?

Una delle leggende metropolitane sul latte più radicate e dure a morire è quella secondo cui il latte (e i formaggi, grana padano o parmigiano in testa) sia necessario all’alimentazione umana perchè ‘”fa bene alle ossa”.
Consigliatissimo ai bambini per crescere bene, agli adulti per prevenire l’osteoporosi, a chiunque perchè si tratta di un alimento ‘completo’!
Vediamo ora perchè le cose non stanno esattamente così.

Un classico esempio di plagio mediatico
Si tratta, nel solco della miglior tradizione manipolatoria, del classico esempio di sovvertimento della realtà.
Il latte contiene, come una miriade di altri alimenti, buone quantità di calcio. Ora, uno dei più importanti fattori nella perdita di calcio sono le diete sbilanciate sulle proteine (in particolare di origine animale), di cui il latte è ricco: il metabolismo delle proteine del latte determina infatti il ‘sequestro’ di quantità di calcio dalle ossa superiori a quelle apportate.

Questa dinamica elementare spiega perchè in paesi dove il consumo di latte è modesto o assente non si conoscono malattie come l’osteoporosi mentre nei paesi dove se ne fa largo uso l’osteoporosi colpisca con incidenza elevata.
Questa del sequestro del calcio è una caratteristica peculiare connessa all’assimilazione di proteine di origine animale e pertanto va associata anche al consumo di carne e pesce.

E così, ancora una volta, si rivela molto più importante evitare le ‘dispersioni’ piuttosto che aumentare l’apporto di calcio.

Si può quindi dedurre che il mantra che abbiamo sentito ripetere infinite volte, secondo cui “il latte fa bene alle ossa”, si rivela quantomeno azzardato. Numerosi studi (in calce all’articolo una significativa bibliografia) lo confermano nonostante sul ‘fronte’ medico accademico continui a perdurare un assordante e colpevole silenzio in materia.

Tornando al nostro funzionamento, il ‘debito’ generato quotidianamente dall’assunzione di proteine animali può esserre compensato fino all’incirca ai 35-40 annidi età dal metabolismo. A partire da questa età però la quantità di calcio richiesta dall’organismo dall’esterno è maggiore ed è necessario limitarne il più possibile le perdite.

Una vita sana, il movimento fisico regolare e un’ alimentazione naturale equilibrata garantiscono il mantenimento dello stato di salute e un’eccellente prevenzione contro l’osteoporosi.

Ma se elimino il latte, da quali alimenti lo prendo il calcio?

Il calcio è presente ovunque, nell’acqua che beviamo ad esempio. Le erbe officinali sono ricchissime di calcio (salvia, rosmarino, basilico). Cereali e pane integrali, verdura e legumi, semi oleosi contengono mediamente più calcio di quanto ne contenga il latte!
Del calcio (così come delle vitamine) bisogna preoccuparsi esclusivamente se si è soliti consumare regolarmente proteine di origine animale: latticini, carne e pesce.
C’è anche da sottolineare che un organismo sano è in grado di mantenere in equilibrio la concentrazione di calcio indipendentemente da quanto se ne assume.

Per alcuni ricercatori esiste concretamente la possibilità di una sintesi, o meglio, di una trasmutazione grazie alla quale si produrrebbe la trasformazione di un elemento tra quelli disponibili in calcio.
A questo proposito si legga l’interessantissimo articolo pubblicato su Disinformazione, Louis Kervran: storie di ordinaria…rimozione; si tratta in ogni caso di evidenze che la ‘scienza’ non può ne vuole ancora prendere in considerazione.

IL LATTE E’ UN ALIMENTO DIGERIBILE?

Il ‘cucciolo’ d’uomo dal momento dello svezzamento smette di produrre lattasi, l’enzima necessario alla digestione del latte. Da quel momento non ne sintetizzerà più per tutta la sua vita e perderà quindi la capacità di digerire in modo appropriato il latte di qualsiasi altra specie animale.
Questo dato di fatto è alla base di molti disturbi connessi al consumo di latte: coliti, disbiosi intestinali (e conseguente malassorbimento dei nutrienti e depressione del sistema immunitario), intolleranze e allergie.
Si stima che più di 2/3 della popolazione mondiale (c’è chi dice anche 3/4) sia intollerante a questo ‘non alimento’ e una proporzione anche più elevata presenti problemi di salute riconducibili al consumo di latte.

IL LATTE FA BENE ALLA SALUTE?

Detto delle ossa, del calcio e dell’osteoporosi poco sopra, elenchiamo brevemente altri problemi di salute riconducibili al consumo abituale di latte.

Carenze di ferro: il latte è responsabile di perdite ematiche nel sistema digerente.
Grassi Saturi: il latte contiene grassi saturi difficili da smaltire e colesterolo che affaticano le funzionalità di fegato, cistifellea, cuore. Può quindi favorire l’insorgenza di arteriosclerosi, eczemi, otiti, sinusiti, perdite vaginali, catarro, muco, cellulite e cisti.
Coliche addominali, diarrea e stitichezza: responsabili di malassorbimento dei nutrienti presenti nel cibo che mangiamo, disidratazione e astenia, asma e problemi cutanei.
Disbiosi intestinale: frequente nelle diete ad elevato tenore di proteine animali, inficia notevolmente le capacità di difesa del sistema immunitario.
Allergie: il latte è uno dei più diffusi allergeni rilasciando durante la digestione quantità elevatissime di antigeni responsabili di allergie.
Diabete: anticorpi contro proteine del latte vaccino sono responsabili della distruzione di cellule beta pancreatiche che producono l’insulina.
Cancro: la presenza dell’ormone della crescita IGF-1 sembra essere in relazione con l’accrescimento rapido di masse tumorali.
Acidosi metabolica: un’alimentazione ricca di proteine animali predispone a questa condizione dannosa per tutte le funzioni vitali; un ‘terreno’ acido predispone all’insorgenza di patologie acute, croniche e degenerative. Anche un eccesso di proteine vegetali è responsabile di stati di acidosi.

Infine il latte da produzione intensiva veicola notevoli quantità di sostanze tossiche:

– farmaci di ogni tipo, in prevalenza antibiotici, cortisonici, anabolizzanti, antidolorifici, antidiabetici;
– ormoni della crescita;
– liquidi organici quali sangue, feci e pus;
– sostanze di sintesi assimilate con i mangimi quali diserbanti e pesticidi.

Si stima che in Italia una percentuale compresa tra il 20% e il 40% di mucche venga ‘dopata’ illegalmente per tutto l’arco della propria esistenza per evitare di contrarre malattie e produrre più latte. Questo tipo di trattamento intensivo accorcia notevolmente la vita del bovino e mette seriamente a rischio la salute di chi, in buona fede, ne berrà il latte.

L’INDUSTRIA ‘DOPATA’ DEL LATTE

Uno sguardo disincantato sul processo produttivo del latte, affermatosi anche in Italia nella seconda metà del ‘900 sulla base dell’esempio degli allevamenti intensivi americani e ben lontano dalle immagini distorte della pubblicità in cui si propinano immagini di felici bovini al pascolo.

Le mucche, tipico esempio di animale da ‘reddito, sono allevate con metodo intensivo e costrette a produrre fino a 10 volte la quantità che la Natura ha previsto per alimentare il proprio vitello. Per aumentarne la produttività vengono alimentate con ‘bombe’ proteiche (innaturali per degli erbivori) e imbottite di farmaci quali antibiotici al fine evitare di contrarre mastiti e altre malattie conseguenti lo stress cui vengono sottoposte. Capitolo a parte merita il Posilac, o somatotropina bovina ricombinante, ormone della crescita modificato geneticamente prodotto da una delle aziende più criminali del pianeta: Monsanto. Attualmente è utilizzato negli Stati Uniti mentre è vietato in Canada, Europa e numerosi altri paesi, sebbene Monsanto spinga periodicamente per invadere anche queste aree.

Ciononostante esiste un ‘antidoping’ anche per le mucche nostrane e i risultati sono tutt’altro che rassicuranti: l’elenco dei farmaci e delle molecole proibite riscontrate ricorda un prontuario farmaceutico e l’utilizzo del Posilac (facilmente reperibile da oltreoceano o dai paesi dell’estremo oriente) è dato per certo. La percentuale di bovini dopati si attesta tra il 20% e il 40%. Per tutti gli altri è comunque consentito l’uso di farmaci entro certi limiti. Morale: tutte queste sostanze finiscono anche nei prodotti finiti: latte, carne, formaggi.

Tornando all’allevamento, in queste condizioni di stress la vita media di una mucca da latte non supera i 6 anni di età, la stessa mucca al pascolo vivrebbe intorno ai 20 anni.
Un altro aspetto agghiacciante è quello relativo al destino dei vitelli, strappati letteralmente al seno della propria madre per evitare che ne sugga il latte e costretti a vivere in gabbie strettissime e ad alimentarsi con una dieta insufficiente in modo da renderli anemici e ottenere così carni più chiare e sfibrate (tenere…), tanto richieste e amate dai consumatori.

ALLORA, PERCHE’ L’UOMO BEVE LATTE DI MUCCA?

Nell’immediato dopoguerra un’imponente, continua, assillante campagna mediatica ha reso il latte vaccino il prodotto che conosciamo oggi.
Fino ad allora veniva consumato saltuariamente e i formaggi erano prevalentemente ovini.
L’importazione del modello di allevamento intensivo dagli Stati Uniti d’America fece intravedere guadagni prima impensabili ai produttori e determinò la necessità di ‘creare’ un popolo di consumatori. Si fece così una propaganda senza precedenti a favore di un alimento coinvolgendo i mezzi di comunicazione e la classe medica, che fu indottrinata a dovere.

Ancora oggi molti medici, noncuranti del progresso compiuto dalle ricerche che ribaltano tutti i dogmi calati dall’alto, sono soliti suggerire per piccoli e adulti l’assunzione regolare di latticini come base di un’alimentazione corretta. Il caso dell’osteoporosi è persino imbarazzante e sintomatico di un modello di formazione obsoleto e di un’attitudine presuntuosa (o, siamo sempre li, interessata: più malati più soldi).

Oggi l’industria del latte è un carrozzone che fatica a mantenersi in piedi, specialmente in Italia, per il sovradimensionamento e la contemporanea presenza delle quote latte. Succede così che, paradossalmente, importiamo latte da altri paesi. La qualità è sempre più scadente, e non potrebbe essere altrimenti. Inoltre consapevolezze come quelle che state leggendo in questo articolo sono sempre più diffuse e prese in considerazione.
Ma gli interessi economici di un’industria così importante non guardano in faccia a niente, tanto meno alla salute e al benessere dei consumatori. La ‘baracca’ deve andare avanti e ingenti somme di denaro pubblico vengono periodicamente sottratte alle casse dello stato per finanziare questo mercato.

Da non sottovalutare l’aspetto ‘dipendenza’. Questo è dovuto alla presenza di polipeptidi in grado di stimolare la produzione di endorfine in grado di indurre una sensazione di benessere.
Esiste inoltre un importante aspetto affettivo di dipendenza alimentato dallo stesso fatto di prolungare oltre l’età neonatale l’assunzione di ‘liquido materno’. Il non saper fare a meno di latte in età adulta influisce anche a livello psichico ad alimentare forme di dipendenza.

Principali riferimenti bibliografici.

Visto che l’argomento è molto delicato e che mettere in dicsussione il latte è atto ai limiti dell’eresia, visto che potrà capitare di ricevere sberleffi se non addirittura insulti… Dovrete rendere conto di quanto affermate e dovete, in fin dei conti, anche a voi stessi un minimo di verifica e di supporto scientifico.
Chiudiamo quindi con una breve ma significativa carrellata di riferimenti bibliografici.
La fonte è uno dei nostri riferimenti assoluti, PubMed, una delle librerie più fornite e autorevoli di pubblicazioni in ambito bio-medico a livello mondiale.

– Sellmeyer DE, Stone KL, Sebastian A, Cummings SR A high ratio of dietary animal to vegetable protein increases the rate of bone loss and the risk of fracture in postmenopausal women. Study of Osteoporotic  Fractures Research Group, Am J Clin Nutr 2001 Jan; 73(1):118-22
– Feskanich D, Willett WC, Stampfer MJ, Colditz GA Protein consumption and bone fractures in women, Am J Epidemiol. 1996 Mar 1;143(5):472-9
– Feskanich D, Willett WC, Stampfer MJ, Colditz GA Milk, dietary calcium, and bone fractures in women: a 12-year prospective study, Am J Public Health 1997 Jun; 87(6):992-7
– Kanis JA, Johansson H, Oden A, De Laet C, Johnell O, Eisman JA, McCloskey E, Mellstrom D, Pols H, Reeve J, Silman A, Tenenhouse A A meta-analysis of milk intake and fracture risk: low utility for case finding, Osteoporos Int. 2004 Oct 21; [Epub ahead of print]
– Frassetto LA, Todd KM, Morris RC Jr, Sebastian A. Worldwide incidence of hip fracture in elderly women: relation to consumption of animal and vegetable foods, 2000 Oct;55(10):M585-92.
– Hegsted DM. Fractures, calcium, and the modern diet, Am J Clin Nutr. 2001 Nov;74(5):571-3
– Abelow BJ, Holford TR, Insogna KL. Cross-cultural association between dietary animal protein and hip fracture: a hypothesis, Calcif Tissue Int. 1992 Jan;50(1):14-8.
– Zemel MB, Schuette SA, Hegsted M, Linkswiler HM Role of the sulfur-containing amino acids in protein-induced hypercalciuria in men, J Nutr 1981 Mar;111(3):545-52.
– Hegsted M, Schuette SA, Zemel MB, Linkswiler HM Urinary calcium and calcium balance in young men as affected by level of protein and phosphorus intake, J Nutr 1981 Mar;111(3):553-62.
– Zemel MB: Calcium utilization: Effect of varying level and source of dietary protein.Am J Clin Nutr 1988; 48: 880-883. -Linkswiler HM, Zemel MB, Hegsted M, Schuette S: Protein-induced hypercalciuria. Fed Proc 1981; 40: 2429-2433.

Andrea Vitali

Fonte:
Il Sentiero della Natura http://www.ilsentiero.net/

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News Inserita da Daria Mazzali

Redazione Promiseland.it

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66 Commenti per “Perchè l’uomo beve il latte vaccino?”

  1. Eragon

    Ma non diciamo tante cavolate. Il motivo per cui si diffonde l’osteoporosi è la mancanza di vitamina D. Accumulata, ad esempio dagli eschimesi “che non conoscono l’osteoporosi” dal pesce, guardacaso, che fornisce grassi saturi e un elevato numero di proteine… Ohibò!!!! Anche l’oro dovrebbe avere mancanze di calcio… Qualcosa non torna…

    P.s.: L’uomo è l’unico animale che usa i computer e scrive sui blog… Allora non farlo!!!

    • Ale

      La vitamina D viene sintetizzata dal nostro corpo grazie al Sole.
      Stiamo parlando di latte di mucca e gli eschimesi non lo bevono.
      Anche “l’oro” puo’ avere carenze di calcio?
      Gli eschimesi non sono tra le popolazioni più longeve, tutt’altro, e l’osteoporosi in particolare è una malattia molto diffusa.
      Scrivere sui blog e usare computer non influisce sull’assimilazione del calcio, dire che “l’uomo è l’unico animale che beve latte di altre specie” non ha lo scopo di convincere la gente a vivere nudi nei boschi privandosi delle proprie facoltà mentali, vorrebbe semplicemente far riflettere sul luogo comune che si cela sotto la più famosa frase: “bevi il latte che fa bene alle ossa”.

  2. adri

    Salve,mi date il link del sito Promiseland in lingua inglese?

  3. Sauro Martella

    Ciao Adri, non esiste la versione inglese di Promiseland.it forse ti riferisci alle varie versioni estere di http://www.veganblog.it

    http://www.VeganWIZ.com
    http://www.VeganWIZ.fr
    http://www.VeganWIZ.es

    • Daria

      Confermo ciò che ha scritto EmiSun,
      Una dieta ricca di proteine porta alla perdita di minerali attraverso le urine, e questo è un fattore importante nello sviluppo di osteoporosi.
      Uno dei motivi per cui gli eschimesi Inuit hanno un alto tasso di osteoporosi è dovuto alla loro dieta ricca di proteine e ad alto contenuto di grassi.
      Basta fare una piccola ricerca per renderse conto…

  4. Sergio

    ..praticamente ogni sera mi bevo un litruzzo di latte mi uccido lentamente….
    certo che sfatate un mito!!!Mi auguro sinceramente che le affermazioni cher sostenete abbiano un reale fondamento,
    personalmente credo che c sia un gran casino di risposte,formule,supposizioni ecc tra chi è vegetariano e non.Ognuno porta la sua tesi che suona la campana del momento,ma il consumatore alla fine,oltre a scelte etiche,vuole rimanere sano e alimentarsi correttamente si trova in crescente difficoltà!
    Sicuramente l industria crea dei falsi miti e orienta i consumi.

  5. Giovy

    Supponiamo che ciò che viene scritto qui sia vero, anche se esistono pareri contrari. Ho studiato per cinque anni scienze dell’alimentazione, potrei affermare l’esatto contrario. Mi sorge il dubbio se i libri che ci fanno studiare siano validi, mi rode soprattutto per la fatica fatta, poichè alla luce di questo articolo, avrei potuto occupare il tempo diversamente. Ma ammettiamo sia valido ciò che qui viene indicato. Possiamo provare ad eliminare il latte al mattino, come colazione, e sostituirlo con altro, fin qui poca fatica. Come la mettiamo però con i formaggi? Eliminiamo pure quelli? Teoricamente si potrebbe anche fare, ma togliamo però una “grossa fetta di alimenti” dal pasto quotidiano. Lasciamo perdere l’alimentazione vegetariana e/o vegana, dopo i miei 80 gr. di pasta, che mangio dopo, nulla? Secondo questo articolo il formaggio è da escludere.Gli affettati? meglio non premere questo tasto, perchè ce ne sarebbe almeno altrettanto da dire. Solo pasta? Dopo ho ancora fame. E poi con cosa la condisco? Burro e parmigiano?,ecco che “cadiamo” nei latticini. Sugo di pomodoro? D’accordo, ma sempre così la mangiamo? Badate che non voglio diventare vegetariano, vegano e compagnia bella. Capite che alla fin fine di un alimento come il latte non se ne può fare del tutto a meno. Potremmo adoperare quelli sostitutivi: di soia, di riso, di avena al mattino. D’accordo, ma la soia siamo sicuri che non sia ogm? La mano sul fuoco, non ce la metterei. Credo quindi, e concludo, che si possa provare ad alimentarsi con pochi latticini, se non si sa da dove provengono. La formaggetta del mio “amico” contadino,però nessuno mi può convincere a non mangiarla, mentre posso limitare quella comprata al supermercato. Cancellare però del tutto i latticini (intesi come formaggi, burro ecc), non credo sia così facile! Non nego non si possa fare, ma non è facile trovare le “sostituzioni”.

    • siria

      Ciao carissimo Sergio,
      capisco le tue perplessità, non lavoro nel campo alimentare, ma so come funzionano gli studi universitari e so che a seconda di chi ti finanzia, si rivoltano gli studi come calzini. E anche se sono vegana, e tu non hai interesse verso questa scelta (e questo è comprensibile), comprendo che eliminare una categoria di alimenti sia piuttosto forte come idea.
      Soprattutto perchè nelle mense comunque, nei ristoranti, nei piatti “classici” i latticini sono dappertutto. Hai ragione e capisco. E’ ovvio che chi ha motivazioni etiche è motivato a “tagliare i ponti” e chi invece si occupa di alimentazione e cerca solo di alimentarsi bene si trova davvero appiedato di fronte all’idea di schivare nella giungla alimentare tutto quello che si fa con il latte e con i latticini (a partire dai dolci classici per arrivare alle lasagne con la besciamella). Io da vegetariana ero ghiottissima di formaggi e devo dirti avevo quasi “paura” il giorno che ho letto come funziona l’industria casearia, perchè ho deciso di passare alla dieta vegana, ma mi veniva un “colpo”. L’ho fatto ed è stato facile, ma avevo motivazioni etiche a spingermi e devo dirti, non solo non lo rimpiango proprio, ma in effetti la cosa per me è stata fondamentale, perchè mille disturbi e allergie che avevo prima mi hanno abbandonato, sicuramente per me i latticini non andavano bene. Ma l’ho capito solo dopo. Questo non significa ovviamente che quello che vale per me, valga per tutti. Posso solo dire che mia madre ha mangiato vagoni di formaggio e latte tutta la vita, e ora ha una osteoporosi pazzesca, prende medicinali bestiali e sta malissimo. Quindi il latte di sicuro non serve a prevenire o a curare l’osteoporosi, è un dato di fatto. Vivere senza formaggi, a parte i vegani, è una necessità per tutti quelli che sono allergici o intolleranti e di fatto preparare pasta alle verdure è fattibilissimo, dei piatti fatti di legumi, come polpettoni di lenticchie e nocciole con ripieno di porri e pane, polpette di ceci e carote, polpette di fagioli e cavoli, polpette di segale e broccoli, ogni genere di piatto leggero e nutriente si presta benissimo a sostituire il formaggio nella tua giornata, anche dentro ai panini queste polpette sono molto buone.
      Ci sono di sicuro persone come Sauro e sua moglie Renata che hanno smesso di mangiare formaggi dall’oggi al domani. Ci sono persone che di fatto non sono cosi’. Se lo fai per la tua salute, comunque ti consiglio di lasciare da parte il litro di latte alla sera e bere piuttosto un frullato di frutta fresca fatto con acqua (non mischiare frutta diversa, usa un tipo di frutto per volta, al massimo due), oppure usa una centrifuga e fatti dei centrifugati di mela, limone e verdura, fallo per una settimana e vedi se ti senti bene o meno. Prova a mangiare per una settimana senza latticini, con legumi e verdura, in piccole porzioni (esattamente come x il latte, anche per i legumi ci sono degli enzimi che ti permettono di digerirli senza meteorismo, e se non li mangi mai, questi enzimi devono fortificarsi all’inizio, quindi devi mangiarne pochi per volta). Se vuoi idee per mangiare senza formaggi ti consiglio di sbirciare il http://www.veganblog.it e provare piatti di pasta, polpette. secondi e contorni semplici e leggeri (le ricette con seitan e soia io le lascerei stare, se cerchi cose salutari). Insomma, semplicemente, etica a parte, prova a vedere cosa succede se per un po’ non mangi latticini, vedi se ti senti + leggero o ti senti meglio, vedi se dormi meglio, vedi…prova su di te.
      Credo che a parte mille studi, di cui non si sa mai se ci sarebbe da fidarsi, non mi fido troppo nemmeno io, nemmeno degli studi che incoraggiano la mia scelta vegana, intendiamoci, penso che ognuno possa provare sulla propria pelle cosa è meglio per se stessi.
      Per il cappuccino potresti provare il latte di nocciola ad esempio, facendolo da te. Io non bevo bevande vegetali, ma credo che se proprio ti prende lo sfizio, non sia sbagliato farsi un orzo con latte di mandorla ad esempio. Insomma in realtà credo che potresti decidere dopo un periodo di prova, cosa è meglio per il tuo corpo.
      Io ricordo che quando sono diventata vegana e non sapevo cosa mangiare (non ero ancora abituata a stare senza formaggio, che è molto saziante) mi facevo una padellata di patate e verdure saltate e mi sentivo piena e stavo meglio.
      Non ti scrivo queste cose per convertirti (ognuno ha la sua vita a cui pensare e queste scelte vengono solo da dentro), solo perchè per la tua salute, credo dovresti provare a vedere cosa succede al tuo corpo se stai senza formaggi per un po’, a me ad esempio ha fatto molto bene.
      Un abbraccio 🙂

    • norrsken

      Quando mi dissero di eliminare i latticini per liberarmi del raffreddore, la prima cosa che provai fu scetticismo estremo ed ostile.
      Nel giro di una settimana mi sono liberato di latticini e carne, eppure non faccio la fame, né mangio la pasta in bianco. Ti dirò di più: la pasta la mangerò una volta al mese – non è un alimento particolarmente buono e salutare, e ne faccio volentieri a meno.
      Nonostante ciò, mangio di gusto e in maniera variata, tanto che spesso, a pranzo, ho l’imbarazzo della scelta su cosa mangiare. Dico, hai mai sentito parlare di verdure, legumi, cereali?
      Alla mattina bevo varie cose, dal tè al latte di soia o di riso o di avena. Riguardo alla soia: siamo sicuri che non sia OGM? Io compro il latte di soia biologico, quindi certificato. Sì, sono sicuro che non sia OGM.
      Riguardo agli studi universitari… io sono laureato, anche se in tutt’altro campo, e ti posso dire che di cavolate me ne hanno dette fin troppe.

    • renato

      Giovy Sera
      Incominciamo con il dire che l’essere umano necessita di tutto dai grassi alle vitamine alle proteine enzimi etc etc etc ( sai di cosa parlo )
      per quanto riguarda i prodotti caseari gli adulti non hanno più gli enzimi necessari per scindere gli elementi presenti in questi alimenti, ma non tanto per questo ( e qui come giustamente dici cosa mangiamo ) infatti la domanda da porsi e proprio questa cosa ci danno da mangiare?
      quanti sanno che il latte italiano presente negli scaffali (granarolo compreso) su 5 confezioni uno solo e di natura Italiana?
      quanti sanno cosa contiene realmente il latte (in questo caso ) come tutti gli altri alimenti partendo dalla carne finendo alla verdure e frutta?
      Questo è il vero problema.
      Bere oppure mangiare prodotti caseari, latte; bocconcini, formaggi stagionati e/o freschi una tantum , va bene , (una tantum intendo al massimo 1 -2 volte a settimana) eccedere avviene il paradosso del calcio.
      e per comprendere il calcio si fissa grazie alla Vit.D e magnesio .
      Giusto per darvi un’idea di alcune ricerche
      ARTICOLI
      “la filiera agroalimentare e la tracciabilità dei prodotti
      quanto e sicura la carne che mangiamo ?” (quindi derivati Latte)
      “La composizione del latte”
      “Cerchiamo di capire come ci si intossica seguendo la linea alimentare della carne.”
      “l’Italia importa Latte da Ue e Cina”
      “chiediamoci perchè ci ammaliamo
      additivi-conservanti-aromi-dolcificanti-coloranti-chimici-pesticidi”
      “La fine della buona alimentazione, l’inizio delle patologie
      Oggi parliamo del latte, un bene prettamente Italiano”
      “Latte formaggio e carne?
      http://centrobenesserekundalini.blogfree.net/?f=33319

      “Paradosso del calcio, quanti ne sono al corrente??? pubblicità verità?
      YOGURT DANAOS”
      http://centrobenesserekundalini.blogfree.net/?f=33319&st=30

      “La cura dell’Osteoporosi dipende dall’acidità dello stomaco
      Se il pH dello stomaco non è abbastanza acido le cure contro l’osteoporosi risultano vane”
      http://centrobenesserekundalini.blogfree.net/?f=33319&st=60

  6. Sauro Martella

    Ciao Giovy…
    Non capisco dove possa essere tutta questa difficoiltà nell’eliminare latte e derivati. Io l’ho fatto dalla sera alla mattina, mia moglie anche eppure siamo grandi appassionati di cucina e mangiamo tutti i giorni preparazioni sempre diverse e di gran gusto che i nostri fgrequenti inviotati ci invidiano apertamente…
    No, difficoltà proprio no. Forse la pigrizia mentale fa vedere difficili cose che in realtà non lo sono affatto… Ma la difficoltà proprio non esiste.
    🙂

    • Gazupp

      Me too !
      Non voglio apparire come saccente ma i limiti delle persone io li vedo come gratificazione alle mie vittorie ! (ok magari un pò saccente appaio..)
      Io mangio per vivere e non vivo per mangiare, mi fanno sorridere quelli che dicono io non potrei fare a meno dei formaggi..
      Io non posso fare a meno dell’ossigeno per respirare !
      Per il resto scelgo e agisco, sono stata “folgorata sulla via di damasco” e da sera a mattina sono diventata una vegan arciconvinta (come Sauro <3 ) e allora ?
      Tutte queste difficoltà dove accidenti stanno ?
      L'ho fatto io che sono una mezza calzetta perchè tanti fanno tutta questa fatica ?
      Io comando il mio corpo e non viceversa, e il latte vaccino mi piaceva eccome.. Vivevo di cappuccini.. Ora faccio strage di cappuccini di soya o riso o avena, o miglio, oppure vada via el ciap.
      Per il resto mi adatto e VIVO BENE mangio vario e con la coscienza tranquilla !
      Primum facere, deinde philosophari.
      Nihil difficile amanti.

  7. Giovy

    Ditemi cosa mangiate, perchè ne sarei davvero curioso (vi prego non mi proponete le “bistecche di soia” o cose del genere, perchè “le boccio”:)
    Di sicuro un pezzo di formaggio è anche la cosa più veloce che si possa reperire per fare un panino veloce o per mangiare ancora qualcosa dopo un piatto di pasta,se si ha ancora fame. Volete togliermi la “piadina con lo stracchino? Le focaccette di granturco calde che fa mia zia con il formaggio dentro? Sarebbe “un crimine!” Lo dico sorridendo, ma io la penso così.
    Senz’altro ci saranno altre pietanze da gustare,senza ricorrere ai latticini, ma ci vuole forse anche il tempo per prepararle? Sbaglio?

    • Daria

      Ciao Giovy,
      non sto’ a elencarti tutto ciò che potresti mangiare in sostituzione, perchè mi ci vorrebbe davvero troppo tempo.. 🙂
      Ti propongo però le ricette di questo bel blog:
      http://www.veganblog.it/

  8. Silvia

    ciao,

    ho letto con interesse l’articolo ma penso che sia davvero difficile eliminare il latte dalla dieta, allora mi chiedo perchè non fare qualcosa di veramente utile andando a vedere quali allevamenti, quali marche cancellare dal nostro carrello della spesa e quali invece no?

    • mäuschen

      per quello che ne so, le varie marche industriali si riforniscono comunque alle centrali dove le varie partite di latte vengono pastorizzate, corrette di ph, trattate, per rimanere in “specifica”, la solita routine industriale… se abiti vicino ad una malga in montagna, dove conosci i contadini e decidi che per te va bene consumare latte, per quanto non necessario, direi che è la soluzione meno peggio…di fatto gli allergici, i vegani, e tutta l’asia ad esempio, non usano latte vaccino, quindi la “sostituzione” di fatto si puo’ anche fare. Ad esempio al mattino si puo’ decidere di bere un frullatone di frutta fresca, sanissimo e vitalizzante, per i dolci e le salse salate si possono usare succo di frutta e brodi, ci sono le bevande vegetali alle mandorle, riso, soia, nocciole, che si possono anche fare in casa. Non voglio convertirti, ci mancherebbe, solo informarti che esistono molte alternative di vita, tutte valide. In ogni caso se ti rifornisci di prodotti alimentari da una gruppo di acquisto, potete indagare almeno su un allevatore che lasci il bestiame al pascolo e potete visitare l’allevamento. Da vegana posso dirti che senza latte vivo benissimo, ma non si discute sul fatto che l’alimentazione deve essere una scelta libera e soprattutto felice, per cui spero che tu possa trovare una soluzione adatta a te. Un abbraccio!!!

      • polly

        il latte deve essere pasteurizzato per legge , è una norma salutare che fa però perdere un pò di costituenti. Si fa per eliminare cariche batteriche e altre schifezze ^^ Berlo fresco senza alcun trattamento è rischioso per la salute , viene infatti scritto pure nei distributori di latte automatici. Per rispondere a Silvia , vai negli allevamenti che forniscono il latte alla spina e vedi come stanno .. io studio a Pisa e nel nostro allevamento a San Piero a Grado le mucche stanno bene , molto meglio che in molti altri allevamenti tristi che ho visto nel corso dei miei studi in medicina veterinaria:(

    • Daniela

      ti assicuro che è più facile eliminare in toto il altte che non andare a controllare gli allevamenti, e chi farebbe questo lavoro pazzesco?
      io ho eliminato il latte anni fa per motivi di intolleranza, e solo anni dopo sono diventata vegana. non è difficile se ti organizzi e cucini tu, diventa difficile se mangi sempre piatti pronti e al ristorante.
      per me è stata un’occasione per mangiare meglio.

  9. Marina

    Sono d’accordo con Siria. Ogni cambiamento va sperimentato in prima persona, mai fidarsi soltanto di ciò che ci viene detto o di ciò che leggiamo. Io ho cambiato alimentazione 24 anni fa, dopo Chernobil, e se non avessi riscontrato miglioramenti incredibili in soli sei mesi nelle mie condizioni di salute, probabilmente avrei considerato esagerazioni tutte le cose lette sull’alimentazione macrobiotica o vegana e dopo un po’ di tempo probabilmente sarei tornata alla vecchia alimentazione. Certo per cambiare ci vuole una forte motivazione, apertura mentale e voglia di sperimentare però ne vale la pena.

  10. Ioio

    Nell’articolo è scritto che anche un eccesso di proteine vegetali può provocare acidosi metabolica, forse si intende un eccesso di proteine animali?
    L’articolo è interessante e sicuramente fornisce un quadro accurato se lo si riferisce alla produzione intensiva tipica delle società occidentali.
    La pastorizia però è ancora molto diffusa (in alcuni casi fondamentale) in molte parti del mondo, dubito sulla praticabilità di “veganizzare” qualsiasi popolazione, indipendentemente dal tipo di economia su cui si basa.

  11. mario

    ma il fatto che non si uccide nessuno non basta a fare,anche se così fosse (che non è) un piccolo sacrificio.

  12. Renata

    Concordo con Mario, anche perchè è stato ciò che mi ha spinta ad abbandonare il consumo di latte&Co in modo repentino.
    E non ne sento per niente la mancanza e pensare che prima ero letteralmente drogata di gorgonzola.
    ..i sostituti si trovano, basta..provare provare provare.

    @Giovy:
    Su veganblog.it c’è tutta una sezione dedicata ai formaggi.
    Come direbbe Janis Joplin, you better try a little more!
    Oh, se lo dice Janis.

  13. Francesca

    Sono convinta che, dal punto di vista della salute, il consumo di latticini non sia da condannare in toto, ma solo il suo consumo eccessivo e di bassa qualita’. Se poi si vuole fare una scelta etica radicale, eliminandoli del tutto, allora il terreno di discussione e’ altrove. Tutti gli alimenti hanno elementi nutrizionali ed elementi antinutrizionali, persino i legumi, anche se ognuno in proporzioni diverse. L’uomo, pero’, non si e’ estinto ne’ mangiando carne ne’ mangiando formaggi. Questi alimenti hanno invece creao dei gravissimi problemi solo nella societa’ occidentale moderna, dove l’alimentazione ha subito un fortissimo disequilibrio verso le proteine animali. Io non mangio carne per motivi etici ed ho limitato moltissimo il consumo di latticini per motivi salutistici. Credo, pero’, sia del tutto sbagliato demonizzare cio’ che e’ stato alimento dagli albori dell’uomo.

    • polly

      concordo ^^ la mia idea è che il giusto sta nell’equilibrio. E’ ovvio che se bevo 1 litro o 2 di latte al giorno qualche cosina mi succederà 😛

  14. Liana

    Ragazzi!… Certo che ne avete paura di morire!…
    Ma non vorrete mica, quando sarà la vostra ora, morire sani, noo? Meglio dipartire ben consunti ed inutilizzabili!!…..o no!… Scherzo. Però è interessante vedere che una delle preoccupazioni maggiori della gente moderna è “cosa mangiare”. Che noia…
    Qualcuno ha presente quella tribù africana i cui rappresentanti maschi stanno mesi fuori nei pascoli con le mucche nutrendosi solo col loro sangue mischiato al loro latte? Questo mentre le loro donne a casa si nutrono prevalentemente di vegetali. Sarebbe interessante sapere se è una tribù di vedove precoci….

    • Riccardo

      La mia preoccupazione è di fare ciò che causa meno morte, dolore e sofferenza possibile.
      Eliminare carne, uova, latte e derivati, è una cosa così semplice, così immediata, che non posso fare a meno di agire in quel senso. E’ così facile seguire una dieta vegana bilanciata e salutare, che non posso capire come, dopo aver scoperto quanta indegna sofferenza causa l’industria casearia, si possa continuare a foraggiarla con i nostri soldi
      Usare il latte e i derivati, è come indossare una pelliccia di visone. Dannoso e facilmente sostituibile

    • Gazupp

      Bè credo che in questi casi l’ultima preoccupazione di un vegano convinto sia la propria morte come la propria salute..
      Dopo essersi resi conto dello sterminio di centinaia di migliaia di animali per il palato onnivoro, dopo aver preso coscienza guardando e approfondendo della condizione di vita riservata agli animali negli allevamenti intensivi (e non) credo che preoccuparsi dell’innalzamento del colesterolo o delle cisti ovariche che lo stracchino potrebbe incrementare… Bè mi si consenta una sonora pernacchia !
      Ma mi tocca constatare il fatto che per svegliare queste ottenebrate coscienze bisogna toccare il sederino delle persone ahimè..
      Fiat iustitia et pereat mundus.

  15. sandra

    Sapete se il consumo di latte e derivati possa aumentare la possibilità di produrre cisti ovariche nelle donne?
    grazie

  16. Eleonora

    Vorrei dire solo questo io ho eliminato il latte inteso come latte da bere, come burro mai usato, come biscotti non li mangio come formaggio sotto ogni forma, come yogurt e tutto ciò che contiene latte si vive e si vive benissimo non è difficile basta volerlo e non esiste sostituto non si sostituisce il latte si elimina.
    Un’altra cosa a chi studia scenze dell’alimentazione dopo la pasta si mangiala verdura e la frutta in abbondanza da non avere fame.
    Si vive senza latte e senza formaggio basta volerlo laureati in scenze dell’alimetazione.

  17. Lisa

    Il latte e i suoi derivati sino una cosa in più.I bimbi di pochi mesi che iniziano a berlo hanno gli organi interni ingrossati di due terzi rispetto ai bimbi che si son alimentati solo col latte materno e basta.E poi mi sembra anche logico il ragionamento:come si fa a bere un alimento pensato per un vitello che ha una stazza ben maggiore di un neonato e che in pochi mesi deve crescere???La quantità di nutrienti in esso contenuta è troppa per noi…

  18. Ilaria

    scusate la mia ignoranza, ma se le mucche non vengono munte regolarmente, non hanno dei problemi??

    • Daria

      Ciao Ilaria,
      le mucche, così come tutte le mamme, producono latte solo quando hanno avuto il figlio.
      Quindi, per farle avere sempre latte, le mucche vengono ingravidate in continuazione e strappato a loro il vitellino per farne “carne di vitello”…
      quando la produzione di latte comincerà a diminuire, anche le mucche saranno macellate.. 🙁
      http://www.saicosamangi.info/animali/mucche-latte.html

    • Riccardo

      Ciclo vitale di una mucca da latte
      – Nasce, viene imbottita di integratori per raggiungere rapidamente l’età fertile
      – Viene ingravidata (altrimenti non produce latte) ma il vitello viene preso e macellato (altrimenti il latte lo beve lui) e venduto come carne
      – La mucca viene spremuta il più possibile, quando il latte sta per finire viene di nuovo ingravidata e il ciclo ricomincia (altro vitello morto ecc)
      – La mucca, verso i 3-4 anni, produce molto meno latte, quindi viene macelalta a venduta come carne prima che diventi vecchia (diversi anni prima della sua morte naturale)

      Direi che è una bella crudeltà!
      Mangiare carne, bere latte, mangaire derivati o uova, è come indossare pellicce. Immotivato e crudele

      • Liana

        Dubbi: Sappiamo che qualsiasi animale che l’uomo non mangia o non usa per farne qualcosa vivo o morto, prima diventa “animale protetto”, e, man mano che la pressione demografica umana aumenta, sparisce.
        Lo stesso succede ai vegetali. Perciò mi domando, che cosa è meglio per mucche o pecore che da secoli hanno persa la loro rusticità e non potrebbero più essere autonome senza le “cure” umane?. Credo che dovremmo per prima cosa diventare promotori di quella legge Cinese che vieta la riproduzione umana oltre i due figli a coppia. Perché siamo come la muffa su un’arancia: comincia da un punto e prospera poi su tutta la superficie, finché l’arancia sarà tutta distrutta. E così come le spore che dopo emigrano su altre arance, anche noi andremo a caccia di nuove vittime nello spazio?

        • Renata

          Beh, per come la vedo io, smettessimo tutti di consumare latte e carne, le mucche sarebbero davvero meno, poichè non essendo più dei “pezzi” di ricambio da catena di montaggio nessuno si occuperebbe più di “crearne” in abbondanza, quindi sarebbero più “gestibili” (che brutto termine).
          C’è da dire che se ipoteticamente NESSUNO consumasse più latte per una questione di sensibilità vorrebbe dire che il mondo si starebbe sensibilizzando e nel mio immaginario, in un mondo sensibilizzato, ci sarebbe sicuramente qualcuno che si occuperebbe di loro, magari pure gratis.

          AVVERTENZA:
          Chi ti scrive è una che pensa che dovrebbe esserci una legge che vieta ad ogni coppia di avere figli propri fino a quando non ne abbia adottato almeno uno da un orfanatrofio.
          Comunque concordo pienamente con la legge Cinese.

        • Lentijini

          Sicuramente siamo troppi, ma non bisogna dimenticare che se la gente adottasse uno stile di vita vegan, non sarebbe solo la fine delle sofferenze animali, ma anche una sberla alla fame nel mondo. La Fao lo ripete da anni: per ingrassare il bestiame allevato si usano cereali e legumi che potrebbero essere meglio impiegati se direttamente consumati dall’uomo. In brasile ci sono 16 milioni di persone che patiscono la fame, eppure proprio dal Brasile 16 milioni di tonnellate di soia vengono esportate ogni anno per essere destinate agli allevamenti europei. Una tonnellata di soia per ogni persona malnutrita. Una coincidenza crudele non solo per gli animali… Al contrario se tutta la gente diventasse onnivora con lo stile di vita americano ed europeo, servirebbero altri quattro pianeta Terra per sostenere l’allevamento.
          È importante fare una scelta vegan, se non per gli animali ( 🙁 ) almeno per chi muore di fame!

          http://www.veganhome.it/diventare-vegan/salute-ambiente/
          http://www.nutritionecology.org/it/panel2/index.html

          • Liana

            Ho paura che l’unico modo per eliminare la fame nel mondo sia la redistribuzione del terreno coltivabile alle famiglie o alle comunità.
            Io faccio la contadina, e se dai miei terreni non ricavo abbastanza per guadagnarmi da vivere, smetto di produrre alimenti per gli altri, produrrò solo per l’autarchia. Quindi sono obbligata a cercare le colture e poi il mercato migliori per ricavarne soldi. E se arrivasse un povero a chiedermi ” per sempre” un pezzo di terra gratis per coltivare lui, non glielo darei. Perché è la mia unica ricchezza, e in questo sistema sarebbe autolesionistico regalare.
            Sotto questo punto di vista, il Regime Comunista aveva pensato giusto: ancora adesso ciascuna famiglia ha in affidamento a scadenza ventennale un pezzo di terreno fuori città dove fare l’orto etc., dove è anche possibile costruire una piccola casetta.
            Comunque hai ragione, il “consumatore” non si rende conto che ha in mano il “vero potere” del mondo. In base a cosa si compra potremmo avere delle autentiche rivoluzioni e potremmo scalzare tanti poteri iniqui, e senza guerre.

      • polly

        per la legge italiana e europea non è che puoi imbottire la manza di integratori 🙂 grazie al cielo un minimo di tutela del consumatore c’è! Per esempio dal 2005 non si possono più somministrare antibiotici ad uso auxinico cioè che favoriscono la crescita dell’animale.
        La cosa che mi sconcerta è invece come viene calcolato fino al centesimo il fabbisogno dell’animale ; oramai si sa qual’è la soglia tra guadagno e malattia dell’animale .

  19. Lisa

    Mi è capitato di sentire che c’è la razza della “mucca da latte”…In pratica,lei produce sempre e viene munta onde evitare che le faccia male il latte accumulato nelle mammelle.Ma è mai possibile credere ad una storiella simile nel 2011???

    • Liana

      Cara Lisa, quando l’ha ritenuto opportuno, l’umano ha imitato la Natura selezionando le razze animali e vegetali per il suo uso immediato. Ed ecco che certe vacche sono “da carne” e talune hanno i nascituri così grossi che un parto naturale senza aiuti non è più possibile. E certe altre sono “da latte”, quindi ne producono molto più di quello che un vitello può consumare, e se non munte spesso, chiamano e si lamentano perché le mammelle dolgono. Queste sono le razze che dobbiamo estinguere non incentivandone la perpetuazione. Una curiosità: ho trovato su un libro storico inerente la Guerra di Secessione nel Nord America, uno stralcio di proposta di vendita di schiavi. Il venditore vantava la forza dei lavoratori in esposizione, e di una sua schiava diceva: “ottima riproduttrice, riesce ad allattare anche i figli non suoi… ” .

  20. Lisa

    Mammamia…Stiamo creando dei mostri…Non dico gli animali di per sè,ma stiamo giocando con la natura(vedi la clonazione),l’uomo è diventato troppo arrogante…Basterebbe rispettare le leggi naturali per poterci elevare,invece di contrastarle e cercare di piegarle al nostro volere…

  21. rossella

    oh grazie !!!!!!!!!!!!!! questo articolo sulla dannosità dell’ assunzione del latte vaccino è proprio quello che stavo cercando !!!!!!!!!!!! proprio ieri ne parlvo con mia sorella !!!!!!!!!!! cade a fagiolo per me !!!!!!!!!!!!!garzie per tutte le interessanti informazioni !!!!!!!!! rossella leo bau muhmuh

  22. Brunella

    Grazie per tutti i vostri commenti, che arricchiscono notevolmente l’articolo.
    Per chi non lo sapesse, abbiamo anche intervistato il caro Sauro sul Sentiero: http://www.ilsentiero.net/2010/07/intervista-veganblog-sauro-martella.html

    Un abbraccio a tutti e complimenti ad Andrea per l’articolo!
    So bene quanto tempo e studio e riflessioni è costato… o meglio è stato dedicato. 🙂

  23. Rob

    Gli esseri umani bevono latte, mangiano miele, ecc. Lo fanno per ragioni culturali e da millenni. Sfruttano gli animali per quel che possono produrre. Ma non si tratta di qualcosa di innaturale: lo fanno ad esempio le formiche con gli afidi e tanti altri animali in altri casi. Io sono sardo e qui il latte si usa da millenni, da prima che la pubblicità fosse inventata.
    E’ quindi naturale che l’uomo usi ovini e bovini per produrre il latte. Ciò che non va bene è l’abuso che se ne fa: una dieta non è squilibrata perché si mangia il latte, è squilibrata perché se ne mangia troppo e a sproposito. Ma questo riguarda tanti alimenti.
    Si tratta di una questione culturale, come tutte le questioni culturali si possono modificare: non è assolutamente impossibile smettere di assumere prodotti che derivano dal latte. Conosco persone che lo hanno fatto e stanno benissimo. E’ scomodo, ma per il semplice fatto che bisogna modificare dieta e gusti, ma questa scomodità è dovuta al solo fatto che si debbano cambiare le proprie abitudini.
    Dico tutto questo perché questo articolo, come altri che circolano in rete usa alcune argomentazioni che sono un po’ forzate per pubblicizzare una legittima scelta. Io credo che vegetariani, vegani, ecc… abbiano tutto il diritto del mondo a decidere come mangiare e a pubblicizzare la propria scelta. Però trovo sbagliato che usino argomentazioni forzose definendo innaturale il fatto che l’uomo beva latte o sostenendo che sia squilibrata una dieta che contiene latte (dovrebbero essere squilibrate tutte le diete elaborate nel corso dei millenni da culture agropastorali come quella sarda)

    • Barbara Primo
      Barbara Primo

      Non si tratta di una questione culturale: é solo una questione economica. Fino a prima degli anni ’60/70 lo yogurt non esisteva sulle tavole degli italiani e dei francesi, é diventata un’abitudine alimentare quando la lobby del latte ha deciso che, dovendo vendere più latte, si sarebbe spinto lo yogurt e da lì é nata la “cultura” dello yogurt, stessa cosa per i formaggi: non sarete così illusi da credere che i nostri bis-nonni mangiassero formaggio tutti i giorni tre volte al giorno no? Non c’era abbastanza latte per produrre tutto quel formaggio!

      Io credo che ci stanno prendendo in giro, negli USA il pr. T. Colin Campbell é dagli inizi degli anni ’60 che sta facendo ricerche e che dimostra i danni che porta latte&Co, tumore alla prostata per gli uomini e al seno per le donne. Senza contare che in Cina e Giappone non sapevano cosa fosse l’osteoporosi fino a quando non hanno introdotto i prodotti caseari…

  24. Rob

    Si la diffusione dello yogurt è un classico esempio di espansione di un mercato, come ce ne sono mille. E’ vero. Ed è vero che il latte e il formaggio sono soggetti alle leggi del mercato come tutti i prodotti: si cercano sempre nuovi mercati e nuovi modi di vendere il prodotto. Ma questo non è un male, anzi è un bene: le novità non sono un male. Sono un male quando sono dannose, che è quello che sostiene l’articolo. E questa ripeto che è una posizione evidentemente forzata: i miei bisnonni mangiavano formaggio, di pecora, e molto pure. Pensa che i miei genitori hanno conosciuto la pasta con formaggio che non fosse pecorino negli anni sessanta!
    Ti ripeto che sono sardo: i miei bisnonni, qualora fossero stati pastori, avrebbero mangiato formaggio ogni due tre giorni mentre erano in transumanza con le pecore (c’è ampia letteratura al riguardo). E non parlo di un paio di persone. L’intera economia sarda era un’economia strettamente agropastorale per secoli: se non erano contadini erano pastori. Il formaggio è un abitudine culinaria talmente forte radicata nell’isola che una delle specialità tipiche è il casu marzu, che per quanto vietata viene ancora venduto. Si tratta di formaggio marcio con tanto di larve di mosche vive che si nutrono del formaggio. Qui nell’isola si mangia formaggio da sempre, in tutti i modi e di tutti i tipi.
    Non si può sostenere poi che l’osteoporosi dipenda dall’introduzione dei prodotti caseari o dai latticini in generale! Malattie come l’osteoporosi si giustificano probabilmente con un insieme di cause, altrimenti dovremmo essere tutti malati di osteoporosi (noi che ci nutriamo di latte). Se vale il tuo ragionamento allora io ti faccio un esempio inverso: com’è possibile che qui in Ogliastra (centro nord della Sardegna) c’è il più alto tasso di centenari nel mondo occidentale, tanto inspiegabile per numero che li monitorizzano e studiano, nonostante si tratti di contadini e pastori che mangiano non solo carne ma anche formaggio? ma tanto, tanto formaggio? (Per dire, piatti tipico della zona: ravioli e panini con ripieno patate e pecorino). L’osteoporosi comparsa in estremo oriente ha poco a che fare coi latticini esattamente quanto i latticini hanno poco a che fare con i centenari ogliastrini.

    Ripeto: la scelta di non mangiare latticini e prodotti caseari è legittima, non comporta danni alla salute. Vale pure il contrario. Basta avere una dieta equilibrata. E non serve “sparlare” del latte e dei formaggi per suggerire il non consumo: per l’osteoporosi infatti basta dire che è più utile il calcio ingerito mediante vegetali piuttosto che quello ingerito tramite latticini. Senza dire che ci stanno ingannando, che ci vendono prodotti non nostri, che fanno male…

    ps. faccio sempre l’esempio della Sardegna perché è il caso che mi è più vicino e conosco meglio.

    • Barbara Primo
      Barbara Primo

      Piccolo (spero) inciso sulla tanto sbandierata “dieta equilibrata” della quale giustamente parli… quante persone pensi sappiano di cosa si tratta? Quante persone veramente ne seguono una? Visto i problemi di salute attuali penso proprio pochine… visto che é così pratico come scrive più sopra Giovy:
      “Di sicuro un pezzo di formaggio è anche la cosa più veloce che si possa reperire per fare un panino veloce o per mangiare ancora qualcosa dopo un piatto di pasta,se si ha ancora fame.”
      E allora viva la praticità a scapito della varietà!
      Ma a Giovy non glielo ha insegnato nessuno che ci sono anche frutta e verdura dopo la pasta??? :mrgreen:

  25. renato

    qui si sta facendo confusione ….
    il vero problema ( probabilmente vi sfugge) non è il prodotto in sè (caseario), ma come viene trattato, la provenienza (quindi vacche, a ritroso) alimentazione delle vacche etc etc … il latte come tutti i prodotti caseari sono derivati, nella produzione Made in Italy c’è poco da essere sicuri come c’è poco da essere sicuri dall’importazione.
    Giustamente come dice rob , anche io mangio il formaggio con i vermi (vietato dalla legge oviamente) ma bisogna prestare mooooooooltaattenzione dove si compra persona affidabile natura etc etc …
    la reazione del ns. organismo avviene per i componenti citotossici presenti in questi alimenti e non dagli alimenti stessi ..

  26. Barbara Primo
    Barbara Primo

    Intanto Rob sta parlando di pastorizia e economia del latte di latte di un altro animale rispetto alle mucche dell’articolo, mucche bombardate da medicinali vari e antibiotici… e poi decenni fa le popolazioni non mangiavano le quantità di prodotti caseari che l’uomo attuale ingurgita: siero nascosto nei piatti pronti, panne, latte, formaggio, formaggio grattuggiato, latte in polvere, latte nei piatti pronti etc. Le popolazioni rurali spesso mangiavano fagioli, patate e verze e OGNI TANTO formaggio… é tutta l’alimentazione moderna che é TROPPO ricca, perché c’é tanto, troppo, di tutto… se vogliamo parlare di incidenza sulla salute… il fisico si adatta si adatta fino a che non riesce più ad adattarsi. L’aberrante é che continuano a produrre latte, a ridurlo in polvere, a sprecarlo, ad averlo in eccesso, a cercare di infilarlo dapperttutto, a cercare di allargare il mercato per venderne di più perché se ne produce troppo! A detrimento della qualità… resta beninteso che a mio parere non dovrebbe neanche essere prodotto… a priori…

  27. renato

    Barbara sarei del parere contrario, prima si mangiava più questa roba non essendoci la scelta alimentare attuale per esigenza commerciale.
    Merendina??? fiesta??? e 30 anni fa (quindi non tanto lontano) si mangiava pane abbrustolito nel forno nel latte come colazione, come merenda chi non ricorda pane acqua e zicchero, pane e burro, pane e pomodoro? e non solo per il lavoro che svolgo ma anche come ricordo, ricordo bene che il burro non era bianco come quello attuale .
    di quello che dici Barbara ho fatto articoli a riguardo sulla filiera agroalimentare attuale .
    Il cibo di natura animale e derivati sono diventati dannosi per il nostro organismo per altri motivi.Il latte che sia di mucca di capra e di asina non cambia. Per cortesia evitiamo di far confusione.

  28. Barbara Primo
    Barbara Primo

    Ah, forse é vero Renato: una volta se ne mangiava più di ora, per questo adesso lo buttano, ci sono le quote latte, le sovvenzioni agli allevatori, le esportazioni (in Francia si trovano le mozzarelle tedesche, in Italia il latte francese…) etc.
    E io che ingenuamente pensavo che l’industria del latte ne stesse producendo più di quello che il mercato riesce ad assorbirne… per fortuna é un problema che non mi tocca avendolo eliminato. D’altronde si vive benissimo senza, che sia per motivi etici, protesta silenziosa, boicottaggio del sistema o… obbligo da allergia!
    Purtroppo il problema é che le persone non ci pensano, come quando comprano un tappeto di lana che potrebbe, molto verosimilmente, essere fatto da un bambino, o i giochi della Walt Disney… Ognuno fa il suo percorso, ma migliorarsi é sempre possibile, nascondere l’attuale industria casearia dietro il fantasma della pastorizia locale sarda é anacronistico e ingenuo.

  29. Sergio

    Percui sembra che per vendere latte c sia un tacito accordo mondiale tra governi e relative organizzazioni sanitarie ,medici ecc per farci crepare prima e possibilmente pieni di malattie?

  30. Barbara Primo
    Barbara Primo

    No, almeno lo spero! Ma sicuramente c’é un’industria molto redditizia e potente che non ha scrupoli e per la quale il fine ultimo é il profitto. Se poi la gente vuole mangiare più latticini del necessario e rovinarsi la salute é libera di farlo é libera: loro ne beneficeranno con più alti guadagni.

    In fondo ci sono persone che non si fanno scrupoli a lavorare, vendere e guadagnare con le sigarette, anche questo é speculare sulla salute dei popoli: o vogliamo negarlo? O tiriamo fuori “l’aspetto culturale” del tabacco? Perché sicuramente ne ha uno anche il tabacco no? A Parigi c’é un museo dedicato al tabacco… più culturale di così! Allora perché ci inquietiamo se abbiamo un figlio adolescente che fuma? Eppure 30-40 anni fa (o più) qualcuno che per primo si é svegliato e ha cominciato a dire che faceva male c’é stato…

    Tornando al latte e formaggio: qui in Francia consigliano di mangiare 3 porzioni di latticini al giorno. Quindi tutti si “ingolfano” (uso appositamente questo termine) di formaggio almeno tre volte al giorno: lo dice il dottore, te lo dice anche il nutrizionista. Quello che nessuno si chiede é: questa benedetta porzione di quanti grammi é? E’ di 30 grammi. Li avete mai pesati/visti 30 grammi di formaggio? E poi ci si stupisce quando ci dicono di mangiare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno…

    A volte ho l’impressione che ci si perde a girare intorno a delle cose sezionandole ed esaminandole al microscopio senza cercare di avere una visione più ampia: e qui parlo di inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi e altri danni come il togliere terre ai Paesi più poveri per coltivare la soia con cui nutrire le mucche. Da quando in qua le mucche mangiano FAGIOLI? A me il formaggio piace, e non parlo al passato volutamente, ma non mi piace quello che implica. E cmq se la gente si ammala le industrie farmaceutiche se la godono e guadagnano, non per niente sovvenzionano le campagne presidenziali in America… lo scandalo del vaccino dell’anno scorso ce lo siamo già dimenticato? Pareva che dovesse esserci un’epidemia che sterminava mezza popolazione mondiale…

  31. Sergio

    …le sigarette sono un vizio il latte e derivati un alimento,penso c sia differenza….almeno spero,
    il principio è lo stesso ma con “sfumature”diverse,
    poi se credi di non nutrirti di latticini per quello che implica andiamo sulla scelta personale .
    Ragionavo unicamente della nutrizione con un alimento
    del resto anche il vino non è che faccia così bene eppure tanti lo bevono.
    Credo che c siano delle forzature che vogliono venir imposte a chi non è vegan.

    • Renata

      E che ne dici delle forzature che sono state imposte per farci diventare tutti consumatori di latte e derivati (e carne e uova)?

  32. GaZupp

    Barbara ti quoto al mille per cento. Stramaledetta ottusità umana, è una lotta continua col mondo.
    Sembriamo noi gli alieni ma i folli sono loro.
    “Stiamo lavorando” per un nuovo mondo ma ho paura che non vedremo i cambiamenti radicali che DOVRANNO AVVENIRE..
    Stramaledetta ottusità umana.

  33. Mamma marta

    Il latte degli animali d’allevamento è uno dei pericoli maggiori del primo anno di vita! Dopo 3 anni diventa un prodotto sicuro, se non ci sono altre controindicazioni. Leggete anche questo articolo sul latte vaccino – http://come-bambini.it/salute/55-latte-vaccino-e-bambini-cio-che-deve-sapere-ogni-mamma-.html

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