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Religioni e vegetarismo

Come le religioni politeiste antiche e le religioni non “del libro” si sono poste nei confronti della scelta vegana.


Nelle religioni rivelate non si fa espresso divieto di mangiare la carne, sebbene numerose sette mistiche proto cristiane o cristiane (i catari), comunità monastiche, come benedettini, cistercensi, certosini, e correnti mistiche ebraiche (gli esseni) e islamiche (i sufi) abbiano praticato e pratichino la dieta vegetariana. Anche molti pensatori antichi, europei e non, hanno abbracciato la scelta vegana come segno di rispetto nei confronti di tutte le creature.
Pitagorismo e orfismo
L’immagine tradizionale che si ha del politeismo antico è di sacerdoti intenti a sacrificare montoni, arieti o buoi davanti ad un altare fumigante. Molti, inoltre, ricordano Pitagora solo per via delle sue scoperte matematiche. Questo grande pensatore, filosofo e scienziato antico fu il promotore di una dottrina esoterica che ebbe grande rilevanza nelle poleis della Magna Grecia: una filosofia religiosa basata sulla mistica dei numeri (che davano forma a tutto il creato), aperta alle donne e regolata da stretti principi comportamentali.
I pitagorici, infatti, mutuando un concetto tipico di un’altra religione misterica antica, l’orfismo, credevano nell’immortalità delle anime, nella loro trasmigrazione (metempsicosi) e nell’armonia che ci doveva essere nel corpo, necessaria affinché questo rispecchiasse l’armonia dell’universo. I pitagorici ritenevano inoltre, in larghissimo anticipo sulla scienza antica-  che la sede dei sentimenti fosse il cervello.
Fra i precetti di Pitagora vi era, dunque, il divieto di assumere carne – e curiosamente anche le fave – e di portare vesti di lana e bere vino. Il maestro stesso sembra si comportasse come una sorta di San Francesco ante litteram, parlando con gli animali: avrebbe perfino convinto un’orsa, che si cibava di carne umana, a rigettare l’antropofagia ed allontanarsi nel folto delle foreste della Daunia.
La setta degli orfici era attivissima in Magna Grecia: incentrava le sue credenze sul culto di Dioniso ma aveva sostituito i sacrifici cruenti, tipici della religione dionisiaca, con offerte di incensi e vegetali.
Le religioni dell’Ahimsa
Le religioni indiane prescrivono, per lo più, la dieta lattovegetariana: circa un terzo della popolazione indiana non mangia carne, anche se il consumo di questo alimento sta aumentando, soprattutto fra i fuori-casta, a causa della povertà e dell’influenza del modello di vita occidentale. Tale scelta alimentare dipende da un principio che accomuna tutte le religioni del subcontinente, noto come Ahimsa, la Non-Violenza.

Ai seguaci del giainismo, in particolare, è proibito non solo mangiare gli alimenti di origine animale, ma anche l’uso di prodotti che derivano dalla morte di un essere vivente e la pratica dei sacrifici cruenti. Il rispetto per la vita è così alto che questa religione raccomanda di non recare danno (a meno che non sia strettamente necessario) nemmeno alle piante e agli organismi microscopici. Per questa ragione gli adepti del giainismo non mangiano tuberi o radici e bevono acqua filtrata, oltre ad astenersi dalle bevande fermentate.
Anche per la maggior parte delle correnti induiste la non-violenza si esplicita in una dieta vegetariana e, in alcune scuole di pensiero, si ritiene che la ricaduta sul karma dell’atto di brutalità colpirà non solo chi mangia e/o uccide l’animale, ma anche coloro che ne vendano, comprino, cucinino o servano la carne. È peraltro vero che, se nelle epoche passate era praticato il sacrificio cruento- della cui legittimità nel Mahabharata si discute a lungo, ad esempio, ma sostanzialmente permesso dalle scritture vediche-, questa forma di devozione sta scomparendo nell’induismo moderno.
Come moltissimi sanno, anche il buddismo predica l’ahimsa, ma le posizioni sulla dieta divergono: nei suoi insegnamenti, Budda sostiene che sono le azioni a rendere impuro l’uomo, e non ciò che mangia, ragion per cui non istituisce il vegetarismo come pilastro del suo pensiero, ma in altri sutra sembra invece contraddire questa affermazione e affermare che la dieta vegana è essenziale per il praticante.

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15 Commenti per “Religioni e vegetarismo”

  1. laura

    dovremmo diventare tutti vegetariani a mio parere almeno non si procurerebbero inutili sofferenze agli animali.

  2. serena

    Forse si potrebbe semplicemente mangiare carne senza procurare sofferenze inutili, come si è sempre fatto dalla notte dei tempi. O è un’utopia?

  3. Guido

    Gorilla, oranghi, scimpanzè e bobobo sono praticamente uguali a noi, e sono quasi-vegetariani (a parte qualche larva di insetti). Inoltre un passaggio in più della catena alimentare fa dissipare il 90% dell’energia.
    C’è un leone ogni mille gazzelle, un’aquila ogni mille (o diecimila) marmotte.
    Quindi niente, o pochissima, carne. Riducendo al minimo la sofferenza.

  4. serena

    Quest’ultimo commento non l’ho capito molto.
    Quello che intendevo dire io è che sarebbe meglio allevare e macellare senza procurare sofferenze, cioè trettando bene gli animali. E’ chiaro che alla fine bisogna ucciderli, ma anche questo dovrebbe essere fatto procurando il minimo della sofferenza. Sono anche d’accordo sul ridurre il consumo di carne (ne mangiamo davvero troppa!), ma non a eliminarla; noi siamo psimili ai primati ma, dicono, anche ai maiali…ma io non mangerei mai quello che mangiano loro ;-)
    Poi non si nasce vegani, visto che si beve latte animale (sperabilmente quello della mamma).

    Si capisce che non sono vegana; sono capitata qui tramite il sito del biodizionario. Spero di non aver ferito nessuno; rispetto comunque le scelte individuali, anche se non le farò mai mie, credo.

    • Renata

      Ovvio che si beve latte alla nascita, siamo mammiferi. :)

      Comunque vivere grazie alla morte non mi sembra una bella trovata.
      Secondo te non si nasce vegani.
      Mi spieghi secondo quale criterio, invece, si nascerebbe carnivori?

  5. Nando

    credo che sarebbe tutto molto facile da capire se ci si ponesse la domanda :
    ho maggiori diritti di altre creature ?
    se si: perchè ?
    se no: sarei contento di essere allevato ed ucciso e mangiato a discrezione altrui ?
    la radice di molti mali è quasi sempre in un radicato ed inconsapevole egoismo …
    un abbraccio a tutti

  6. Fabio

    A dire il vero la nostra fisiologia e sopratutto la nostra anatomia viscerale e dentale testimonia il fatto che l’uomo debba nutrirsi prevalentemente di alimenti di origine vegetale (i semi in primis), dando spazio nella dieta ad alimenti di origine animale solo in modo molto saltuario proprio perchè la nostra dentatura, la lunghezza e la morfologia del nostro intestino, e gli enzimi ed i succhi digestivi, non sono adeguati per una ottimale digestione e matabolizzazione delle carni (sopratutto con elevata presenza di globuli rossi)…altro discors

  7. Fabio

    …altro discorso poi per latte e latticini

  8. Fabio

    …altro discorso è quello relativo al latte e latticini

  9. cecilia

    È vero che nei veda è contemplato anche il sacrificio di animali , ma le regole e le condizioni sono molto difficili da seguire e in poche parole scoraggiano questo tipo di sacrificio, che comunque viene permesso a quel tipo di persona che non può assolutamente smettere di mangiar carne perché la sua mancanza di fermezza glielo impedisce, così che al meno mangerà un pò di carne di tanto in tanto ma con fatica e forse con maggior consapevolezza di quel atto che compie, che risulta comunque iniquo.
    È vero che il Buddha ritiene impura l’azione, ma anche la parola e il pensiero non virtuosi, figuriamoci se consigliava la dieta carnea, proprio lui che venne a predicare la non violenza, soprattutto perchè in India alcuni luoghi erano diventati veri e propri macelli con la storia delle macellazioni a scopo di sacrificio menzionati sopra.

  10. david

    Non chiedetevi troppo cosa era nel passato o cosa facciano le scimmie o cosa abbiano fatto i nostri antenati.Il passato può darci prove e controprove di tutto e del contrario di tutto. La domanda fondamentale non riguarda il passato ma il futuro nostro, della terra e dei nostri figli. Vogliamo evolverci o no verso una coscienza superiore? Vogliamo o no preservare questo pianeta per chi verrà? Io lo voglio. Per questo, oltre ai motivi etici, sono vegan. E spero che lo diventino in molti perchè la terra è una per tutti.

    Un abbraccio

    • Renata

      Stavo pensando proprio la stessa cosa oggi pomeriggio, in un momento di pausa.
      Soprattutto del fatto che la terra è una per tutti.

  11. david

    Facciamo di tutto per giustificare il consumo di carne quando basta una sola parola per giustificare l’essere vegan: FUTURO.
    Purtroppo si, la terra è una per tutti, quindi le scelte di ognuno di noi hanno un impatto decisivo anche sul futuro e sul presente degli altri (gli altri siamo noi!) e delle prossime generazioni.
    Per questo è giusto divulgare, con rispetto ma anche con una sana fermezza, l’idea di responsabilità.

    Ma, come si sa…NON PUOI SVEGLIARE CHI FA FINTA DI DORMIRE

    Ciaooo

  12. caterina

    guardate che Dio nella Bibbia comanda di essere vegani! infatti cè anche l’associazione cattolici vegetariani! Mitici

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