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Modelli di vita

Nuovi e vecchi modelli di vita…
Lo spreco enorme di risorse naturali ed il pressoché inesistente rispetto per l’ambiente da parte dell’uomo si è accumulato come sappiamo negli anni e nei secoli, portando alla difficilissima situazione nella quale adesso noi viviamo.

Che il nostro pianeta sia stato sfruttato e non “gestito” come avrebbe dovuto essere è un opinione largamente condivisa ormai da molti uomini di varie estrazioni sociali e culturali.
Dire che la terra non sia inquinata, il clima sia lo stesso di anni fa, il nostro cibo ed i nostri ambienti Siano salubri, sarebbero affermazioni perlopiù prive di senso. tuttavia quando si parla di muovere qualcosa in direzione di cambiamenti, anche semplici, per migliorare lo stato dell’ambiente nel suo complesso e degli esseri umani e non umani, si pongono ostacoli e visioni divergenti, così divergenti che non sembra ci siano soluzioni facili da applicare.
Siccome lo “spirito” di questo sito è anche quello di promuovere azioni ed atteggiamenti concreti di cambiamento, vorrei invitarvi a riflettere su alcuni atteggiamenti che ho trovato a più riprese nel mio cammino (ancora in corso come essere vivente : – ) ) di “ricercatore spirituale”.

Molto spesso in uomini e donne che amano l’ambiente e sono  impegnati fattivamente in progetti di cambiamento  e trasformazione del sistema, magari per la “furia” di cambiare velocemente o tagliare drasticamente i vecchi schemi di vita, si possono formare (..sia chiaro non sempre è così ! ) dei ”modus vivendi” a mio avviso troppo estremi  o se vogliamo radicali, che alla lunga possono causare disaffezioni dagli stessi oppure essere percepiti come una sorta di “gruppo chiuso”, per non dire settario, dalla gente fuori.

La mia storia personale ha conosciuto purtroppo, un esperienza  di vita legata ad una associazione “falsamente spirituale” che praticava, in modo sottile ma costante, una forma di brain-washing nei confronti degli aderenti al gruppo.

Questa mia esperienza, dolorosa in quel momento, mi è servita per focalizzare maggiormente  le successive esperienze dove ho partecipato (gruppi, movimenti, ecc..) con uno spirito critico molto “acuminato” e con delle valutazioni sulla bontà dei progetti e delle persone, molto diversi rispetto a prima.

Cercando di essere più esplicito, stavo leggendo alcune esperienze su alcuni siti web nei giorni scorsi di gruppi di persone che si sono unite per creare progetti di città  e campagne sostenibili, in chiara contrapposizione con il tenore di vita delle città italiane di adesso.

L’idea di proporre e realizzare modelli come il cohousing, la sostenibilità delle abitazioni, la riduzione dei rifiuti, il baratto o le monete alternative, sono aspetti molto validi sicuramente da incoraggiare e sviluppare il più possibile.

Leggevo di comunità, piccoli paesi ma anche di esperimenti nelle città molto validi, secondo il mio punto di vista.
Tuttavia notavo come quella “radicalizzazione” estrema che citavo prima, che può “prendere” quando si aprono in buona fede le porte al nuovo, avesse in qualche caso contagiato qualcuno.

Io sono convinto ,per esempio, che l’acqua sia un bene prezioso, senza questa noi non saremmo qui adesso, ma arrivare a fare la doccia cosiddetta “indiana” con un litro e poco più, francamente non essendo esattamente nel Sahara, la trovo una misura deprimente per chi la sta facendo e in sostanza non utile al risparmio complessivo di questo bene, che sarebbe molto più da ricercare in altri luoghi (Ho letto, per esempio, che quasi la metà delle risorse idriche italiane si perde “per la strada” fra tubazioni rotte o fatiscenti, n.b…quasi la metà!!)
Questa era una delle soluzioni “virtuose”che leggevo fra le varie esperienze.
Io cerco di non sprecare acqua, ricerco sorgenti di campagna quando possibile dove l’acqua è migliore e così via..  mMa se faccio una doccia “cristiana” di qualche minuto, scusatemi, non mi flagello dopo per il grave“peccato”commesso..

Leggevo poi di un tale,che vive con altri suoi amici in un paese del Nord Italia, dove si erano accordati verso le nove di sera, di sospendere i consumi di energia elettrica, peraltro autoprodotta, secondo lui per rispetto dell’ambiente, ..mah..!
Alla base di certi atteggiamenti, in alcuni casi,ci può essere una visione della vita in generale di Scarsità.
Si crede che i beni che ci dona la natura siano pochi e che sia quasi un peccato usufruirne, anche se in modesta quantità.
In realtà è vero che in molti casi ci si trova davanti a scarsità di cibo, acqua, energia ma vi chiedo, questo è dovuto alla natura che ha deciso di “tagliarci i viveri”, oppure è l’essere umano  che vive nella dualità ricchezza-povertà a determinare tutto questo?
Io credo che il nostro impegno nel consumare meno e meglio, a rispettare l’ambiente, a creare modi di vita più sostenibili di questi presenti sia un ottima cosa ad una sola condizione.
La condizione è che sia supportata da una crescita della coscienza, o meglio della consapevolezza individuale di ognuno di noi (forse più difficile da fare di una doccia “indiana” ) da alimentare sempre di più.

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2 Commenti per “Modelli di vita”

  1. cecilia

    Sono d’accordo per l’acqua e per l’elettricità, per non dire come sono d’accordo e come sempre a mia volta ho sempre affermato che tutto è un problema di evoluzione di coscienza. Bisogna agire con la testa nei cieli e i piedi per terra, è chiaro che se l’erogazione d’acqua avviene tramite tubature vetuste il risultato non sarà ottimale, è chiaro che se per l’energia elettrica pur essendo di fonte pulita e rinovabile salta fuori il furbetto incompetente di turno e mi piazza l’eolica o il fotovoltaico che produce poco o niente perché non ha le conoscenze per farlo in modo adeguato e pensa solo al denaro, la gente si scoraggia e si frena in un certo modo l’avanzare delle tecnologie in sintonia con la natura.
    Più triste ancora è la situazione all’interno di certi gruppi cosidetti spirituali dove regna il desiderio di dominazione dell’altro con scopi tutt’altro che spirituali; io penso che anche e soprattutto per questo tipo di ricerca bisogna avere la chiarezza necessaria per muoversi con serietà e umiltà, ma in modo autonomo.

    • leonardociolli

      si,come dici tu l’evoluzione della coscienza è la strada da perseguire,per fare si di evolversi oltre alle mode ed ai settarismi di turno…

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