New York: Vegan Paradise

A giugno sono stata dieci giorni a New York: il Paradiso dei vegan!
Sicuramente ce ne sono altri di Paradisi Vegan, ma vivendo a Parigi, conoscendo l’Italia e non essendo mai stata (ancora) a Londra… sono sbarcata nella grande mela piena di aspettative… e non sono rimasta delusa: come potete vedere dalla prima foto!!! In QUEL banco frigo le torte erano tutte vegan e cambiavano ogni giorno. Qui ero in un Whole Foods Market vicino casa, dove andavo a fare la spesa quasi tutti i giorni e arrivare davanti ai banchi con scritto “Vegan” dappertutto è stato un delirio.
Questi erano dolci già porzionati, in porzioni gigantesche.
Una volta acquistato il cibo ci sono degli spazi appositi (di solito al piano superiore), completamente attrezzati, anche di salviette umidificate per lavarsi le mani, dove si può sostare a consumare gli acquisti e usare Internet. Di solito sono spazi dotati di grandi vetrate, grandi tavole, grandi sedie, grandi dispenser di salse, grandi tutto: quando dicono che negli U.S.A. tutto è più grande è proprio vero. Questo vale per le porzioni del cibo e anche per le strutture. L’offerta alimentare è pazzesca, anche quella vegan, tanto che ad un certo punto mi era venuto fin un senso di disagio. Si vorrebbe assaggiare tutto, ma allo stesso tempo non viene naturale mangiare a qualsiasi ora del giorno, come invece fanno gli abitanti del posto. Quindi le riflessioni sulla fame nel mondo, sul problema dell’obesità etc. partono come schegge…
Per fortuna siccome si trova tutto in enormi quantità si trova anche la frutta già pulita.
O enormi banchi di verdura. Whole Foods non è un supermercato veg, ma devo dire che il reparto carne e pesce, dei tre WFM di Manhattan che ho visitato, l’ho trovato solo una volta ed era abbastanza ridotto. WFM applica una politica che mira alla ricerca di prodotti provenienti da fornitori che siano il più vicino possibile, molti dei suoi prodotti sono “organic” (biologici) e di quasi tutto il fresco si ha sempre l’alternativa bio, anche della frutta e verdura già lavata e curata. I prezzi li ho trovati di molto inferiori rispetto a Parigi e la comodità di trovarsi enormi vaschette di verdura a foglia verde già lavata, ananas o altro tutto già pronto è veramente interessante quando si è in viaggio. Per la vita di tutti i giorni non so se mi lascerei tentare, ma siccome quando sono in vacanza mi manca sempre molto la mia insalata quotidiana ho apprezzato tanto il fatto di poterne trovare così facilmente e già pulita.
Questo per esempio è lo scaffale dei funghi: ce n’erano di tutti i tipi, bio e non bio, shiitaké freschi, porcini, funghi champignon, funghi “ostrica”, a proposito di funghi ostrica guardate QUI cosa se ne fa… già affettati e non… la cosa che mi ha stupita molto era la totale assenza di profumo: chissà se anche il sapore sarebbe stato così deludente… In generale devo dire che non sono rimasta molto soddisfatta dal sapore di frutta e verdura. La compravo sempre biologica come faccio a casa, ma a New York ho riscontrato che non era così saporita come sono abituata a mangiarla.
Da WFM si trovano anche piatti già pronti che si possono comprare da asporto, oppure ci sono i self-service, organizzati benissimo e simili alle nostre mense: dei grandi contenitori in acciaio, alcuni riscaldati da sotto con dei chiarissimi cartellini che indicano i piatti vegan. Si trova di tutto: cereali, tofu in varie maniere, verdure cotte, saltate, con germogli di soia, piatti speziati o non, piccanti o non, senza sale, frutta e verdura scondite… insomma di che poter scegliere all’infinito. Dopo aver riempito la propria insalatiera o la scatola in cartone riciclato che potevano essere di varie misure (ne vedete una piccola sul fondo del carrello) si passa alla cassa, dove il cibo verrà conteggiato in base al peso (se non ricordo male poco meno di 19 dollari al chilo).
Anche i dessert sono da asporto… ed io hem… diciamo che ne ho “asportati” parecchi, a volte saltavo la cena appositamente per potermi mangiare una fetta di torta, la cosa piacevole è che i dolci non sono troppo zuccherati ed essendo vegan erano leggerissimi. Per quelli sono veramente dei maghi: magnifici!
Inutile dire che mi sono divertita anche a guardare i prodotti per i vegan che c’erano sugli scaffali, alcuni li ho anche portati a casa. Questi sono i biscotti di Paul Newman: buonissimi! E ce n’erano circa otto tipi diversi: al cioccolato, allo zenzero, con la crema, al caffè… Ma quelli che sono piaciuti di più a me sono i Boston Coockies vegan di QUESTA marca: non so quanti ne ho comprati, ma credetemi che l’ultimo dei miei pensieri è stato quello di fotografarli: alla banana, con le pepite di cioccolato, al burro di arachidi… erano un delirio di bontà, confezionati a due a due erano appena croccanti fuori e morbidi dentro: troppo buoni!
Una cosa divertente: c’erano un sacco di prodotti “italian style” e leggere “Italian tofu” su del tofu fa proprio strano… questo era aromatizzato con erbe mediterranee… ma da WFM ho comprato anche un sacco di altre cose: aroma di vaniglia liquido, cipolla disidratata in polvere, farine Bob’s Red Mill di tutti i tipi, soprattutto quelle senza glutine per fare le ricette gluten free del libro di Babycakes….
Ma anche le pizze vegan già pronte solo da scaldare con il formaggio vegetale Daiya
A proposito di Babycakes… qui sto mangiando un cupcake di questa favolosa pasticceria vegan che vi consiglio di andare a visitare se passate qualche giorno a NY: è piccolina, ci sono pochi dolcetti  da scegliere, ma di una qualità eccezionale!
Sicuramente vale la pena andarci…
Questo è un donut di Babycake: l’ambiente è piccolino e molto rilassato, se non volete fermarvi potete anche “asportare” il vostro dolcetto: la tecnica dell’asporto l’ho collaudata ripetutamente e vi garantisco che funziona!
Un altro posto interessante per fare una sosta pranzo è TeaNY, anche qui dolci da capogiro, ma anche salato e la loro specialità sono i tè: ne hanno tantissimi tipi diversi.
Club sandwich con affettato vegetale.
E una delle torte al cioccolato più buone che io abbia mai assaggiato!
Si può anche acquistare il cibo che ci tenta e andare a mangiarlo a Central Park, se la stagione è propizia.
Questi invece sono dei gattini davanti ad una casa di Harlem, solo per farvi vedere che non ho passato il mio tempo a mangiare. Nonostante abbia cercato di assaggiare tutto quello che mi piaceva non sono riuscita ad andare in tutti i ristoranti veg che avrei voluto provare, ma non sono neanche ingrassata. Sarà che ho camminato tanto, visitato musei e passeggiato naso all’aria, sarà che NY è enorme, ma non mi sono mossa da Manhattan e non sono riuscita a visitare molte cose: mi toccherà tornare!
Un altro ristorante dove sono andata a mangiare e che mi è piaciuto è Quantum Leap, questo è famoso per i brunch domenicali, io ho preso un burger vegan con dentro un fungo portobello e:
una fetta di cheese cake con crema al cioccolato.
Andando da Quantum Leap sono passata per Washington square, dove un’orchestrina improvvisata ha suonato un paio di pezzi e una coppia di ballerini si è formata al momento, il ballerino era particolarmente in gamba, nonostante l’età.

Visto che per ballare non sono molto dotata ho preferito fare una piccola ripresa, quindi potete vedere il video e “respirare” un po’ dell’atmosfera di quella domenica mattina di giugno a New York…
Un altro negozio che ho visitato è Moo Shoes, famosa boutique di scarpe Vegan, ma siccome non avevo bisogno di scarpe sono stata bravissima e non ne ho comprate. Che dite mi sono lasciata scappare un’occasione irripetibile? Non proprio dai, visto che da due mesi cammino scalza…
Comunque se avessi dovuto lasciarmi tentare avrei comprato queste. All’interno del negozio ci sono anche tre bellissimi gattoni che circolano in libertà.
Un altro negozio simile a WFM è Lifethyme, anche qui self service con piatti in gran parte vegan e scaffali pieni di prodotti per noi, anche se le dimensioni sono più ridotte, ma qui si trova il famoso formaggio che fonde Daiya.
Questo è un piatto di tofu grigliato con verdure in vendita nel reparto rosticceria di Lifethyme.
Anche qui si possono portare gli acquisti al piano di sopra per consumarli in tranquillità.
In questo caso con vista su Union square.
Le torte vegan da LT erano di meno, ma non per questo meno belle. Questa era decorata con delle margherite commestibili.
Questa tutta bianca sarebbe andata bene per un matrimonio: lì la vendono al supermercato!!!
Questa è un grande classico: binomio cioccolato-frutti rossi (qui lamponi).
In questa foto potete vedere a sinistra un adesivo che era incollato sulla porta di una casa: “in caso di emergenza per favore salvate i nostri animali”. A destra un distributore di giornali in strada, in questo caso inneggiante al vegetarismo e gratuito.
Un altro ristorante dove ho mangiato è Angelica Kitchen, QUI potete leggere la pagina iniziale del suo menù con la presentazione.
Ho mangiato soba conditi con una salsa a base di tahin e con un’insalata di cavolo marinato.
Questo è chili sin carne accompagnato da una focaccia alla farina di mais.
Mentre il dessert era un budino con fragole.
Un altro locale che consiglio è Lula’s, gelateria vegan con gelati buonissimi.
Ho iniziato con le torte vegan e finisco con la stessa vetrina ma completamente cambiata qualche giorno dopo.
Come potete vedere è un vero Paradiso, ma calcolate che io sono riuscita a vedere-assagiare-dire-fare-mangiare-lettera-testamento solo una piccolissima parte di quello che un vegan può scoprire a New York! E qui vi ho parlato solo dell’aspetto culinario, perché in quei dieci giorni ovviamente ho anche visitato musei e tante altri posti. Buon viaggio a tutti!
(Foto e riprese di Barbara Primo © per Promiseland)

  1. Che reportage STUPENDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    :-))))))))))))))))))))))

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  2. Bellissimo servizio fotografico e giornalistico! Mi hai fatto venire una grande nostalgia perche` un anno fa ho lasciato San Francisco dopo 33 anni vissuti li`, per trasferirmi in un piccolo paese in Puglia. Di tutte le cose che potevano mancarmi non avrei mai pensato che venendo in Italia mi sarebbe mancato il cibo di San Francisco – l’Italia, mecca culinaria ecc!. Ma, ahimè, Whole Foods e altri negozi del genere e tutti quei prodotti e ingredienti, mi mancano proprio tantissimo.

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  3. stò sbavando sul PC…………….. Devo dire che per il versante dolci, locali e ristoranti ho proprio sbagliato continente 😉 !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Bravissima, mi hai fatto venire una gran voglia…

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  4. anch’io sono stata a New York , solo per sei giorni, ma tutto questo ben di Dio vegano non l’ho proprio trovato! sono partita con gli indirizzi sbagliati. dopo il tuo servizio, farò tesoro dei tuoi indirizzi per il mio prossimo soggiorno i n N.Y. complimenti per le foto e per i commenti. ciao

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  5. Barbara questo articolo è davvero stupendo!!!!! 🙂

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  6. Wow che paradiso!! è stato bellissimo leggerti!! New York è magnifica e tutte quelle torte.. sbav….
    ora non vedo l’ora di poterci andare anch’io!!

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  7. Caspita complimenti!!! Mi è proprio venuta voglia di andare a NY!!!
    E…anche di “mangiare” le foto che hai pubblicato!!! Che meraviglia
    Ah…mi aggregherei volentieri la prossima volta che ci vai… 🙂

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  8. Grazie a tutti: potremmo organizzare un gruppo-vacanze-vegane 🙂

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    • Io ci stooooooooooooooooo!!!!
      Questo reportage è divino!!!!! Voglio andarci :-)))

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      • Se lo facessimo penso che riusciremmo a metter vicino un bel gruppetto… 😉

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        • Che bel servizio e, davvero, fa venire una gran voglia di andarci…un gruppetto per vacanza vegan…sarebbe davvero una bella idea 😀

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          • Grazie, consiglio a chi volesse andarci di programmarsi bene, facendo una bella ricerca su Internet, scrivendosi tutti gli indirizzi e programmando tutto perché NY è talmente grande che non ci si può permettere di lasciare le cose al caso: si perderebbe tempo ed occasioni e sarebbe un vero peccato. Io sono stata agevolata moltissimo perché in quei giorni ero ospite di due care e gentilissime persone che conoscono bene la NY vegan da anni, che mi hanno spiegato tutto, da come funziona la metropolitana a dove andare, quando non mi ci hanno accompagnata loro direttamente… quindi non ho fatto fatica, ho solo dovuto fare foto, ma se andate da soli per la prima volta scrivetevi tutto! Per questo ho messo i link ai siti dei locali etc. nell’articolo: cliccate sopra le parole evidenziate in marrone e troverete i siti! Buon viaggio! 🙂

  9. Anch’io negli Stati Uniti mi sono innamorata di Whole Food…è una catena di negozi fantastici e ce ne sono sparsi in un po’ in ogni dove, soprattutto nelle città più famose! le cose sono generalmente buone anche se c’è da ammettere che la frutta e la verdura non sempre sono il massimo. Le pesche quest’estate erano enormi, pefette ma decisamente sciape, nonostante questo sono considerate comunque ‘le primizie più buone di NYC’….(parole di un americana)!
    grazie mille per aver postato l’articolo davvero interessante…

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    • Grazie a te Francesca: pensavo di essere io con le papille gustative strane… la cosa che mi stupiva poi è che in generale il cibo è buono, in dieci giorni ho cucinato una sola volta, ho sempre mangiato fuori casa, spesso al self service di WFM ma i piatti erano buoni… vabbé, a me l’insalata anche sciapa va benissimo!!! 🙂

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  10. Reportage magnifico!!!!! 🙂 Mi è venuta fame… 😉

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  11. Devo dire Barbara che il troppo grande non mi ha mai attirato così che N.Y. è l’ultimo dei posti dove sarei voluta andare, ma dopo il tuo reportage sto decisamente cambiando idea. La prossima volta copia le idee e poi cerchiamo di ripeterle da noi e, con i nostri prodotti, son sicura verrebbero anche meglio. Ma possibile che nessuno in Italia si butti per cercare di creare qualcosa di simile….Io ci ho provato ma la risposta non è stata adeguata. Forse non sono ancora i tempi, ma prima o poi verranno anche se l’Italia è sempre l’ultima ruota del carro.

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  12. The Vegan_Zombie 13 novembre 2011, 5:14 pm

    Incredibile !!!
    E complimenti per il servizio !
    Io quest’estate sono stato a Londra, anche la c’è tantissima scelta e tantissimi Ristoranti, Bar Vegan…
    Particolarmente a Brighton !
    Ma anche nel centro Londinese si trova di tutto !
    Nei college c’è il 90 % Vegan ed il 5 Vegetariano e l’altro 5 % Onnivoro !!

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  13. ciao e grazie per il reportage da NY. Va detto che a NY ci sono moltissime opzioni per i vegan, ma hai ragione, la frutta e` ben poco saporita… Purtroppo e` perche` la maggior parte viene dalla California (dove vivo io adesso) e viene raccolta immatura, tenuta nei frighi fino a che arriva sugli scaffali di NY, dopo un viaggio di 7 giorni attraverso l’america. Si, anche quella organica, o Bio… purtroppo e` la realta` del mercato ortofrutticolo Americano.
    La cosa migliore a NY e` la frutta locale dei Farmers Markets, di cui Union Square e` il migliore. Ma a giugno c’e` ben poco.
    Oppure venire in California d’estate, luglio/agosto/settembre, e mangiare frutta deliziosa comprata dai banchetti dei proprietari dei terreni che la raccolgono e vendono lo stesso giorno dal campo lungo la strada. Non puoi dire di aver mangiato le fragole vere fino a che non mangi quelle raccolte un’ora prima dal contadino stesso!
    Pero` purtroppo Whole Foods a Fresno (dove vivo io e si trova tutta questa bella frutta) non e` cosi` ben fornito di prodotti vegan freschi, tipo le torte….
    Ma il mangiare vegan non manca.
    Ciao, e grazie di nuovo!
    Daniela

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  14. Pina: i tempi stanno, timidamente, arrivando!!! Penso che ne vedremo delle belle ancora! 🙂
    Vegan Zombie: sono vicina a Londra col treno è un attimo… una delle mie prossime mete, ma Eleonora, che ci vive ha già scritto per noi su Londra:
    http://www.promiseland.it/2011/09/23/vegan-london/
    Daniela: grazie a te! Infatti qui a Parigi trovo dei datteri bio californiani che sono buoni da impazzire!!! 😉

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  15. Grandioso !!! Senza parole !! WWW Vegan ! & RawVegan !

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  16. Ho appena finito di cenare ma questo reportage, con le sue meravigliose nonché golose foto mi sta facendo sbavare sul pc… quelle torte sono troooopppo alte, trooooppo cremose, trooooppo belle… insomma troooppo buone! 🙂
    New York è sempre stata il mio sogno nel cassetto (per quanto riguarda i viaggi ovviamente) e forse proprio per questo non ho ancora trovato il coraggio per andarci… che cuGGina contorta eh?!? 🙂 bellissimo reportage davvero, era ora!!!!!!!!!!!!!!!! 😉

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  17. Che bel giro che mi hai fatto fare!
    Ho salvato l’articolo sul pc e son due ore che mi sto guardando le tue bellissime foto…
    ..tra l’altro vedo che in fatto di scarpe abbiamo gli stessi gusti 😉 …ma…spiegami un pò ‘sta cosa dei biscotti di Paul Newman, che mi interessa 😀
    PS: Comunque nella vetrina di torte della prima foto la Torta Jeremy ci starebbe tutta!

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    • Grazie Renata! 🙂 I biscotti di Paul Newman sono vegan (ma presentano tracce di latte), sono un po’ come dei Ringo ma più buoni… per me sono troppo dolci perché preferisco le cose meno zuccherate rispetto alla media delle persone, ma… ti posso assicurare che quando mi sono attaccata al pacchetto l’ho finito tutto… uno alla volta inesorabile fino alla fine, lentamente ma senza fermarmi… 🙁 poi ho saltato il pranzo, ma oramai il danno era fatto. I miei preferiti sono i Boston coockies: morbidosi e senza tracci alcuna, per fortuna grandi, ma confezionati due a due. 😛

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  18. Guarda qui:
    http://www.newmansownorganics.com/food_newman-os.html
    sotto c’è il link per andare a guardare gli ingredienti e i tipi…

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    • Grazie!
      Te l’ho chiesto perchè ignoravo che Paul Newman avesse un’azienda di prodotti bio..e…noooooooo, ci sono pure i Pretzels!!!!!
      BONK! (sono svenuta!)

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      • Se ho capito bene (ho letto di corsa) è sua figlia, ma sulla confezione ci sono due figure: una deve essere la figlia appunto e l’uomo è lui… o almeno così credo di averli riconosciuti, anche se dalla foto qui sopra non si capisce bene. Cmq sono buoni!!!

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  19. confermo su i prodotti Newman’s own. Sull’etichetta sono lui e la figlia. La compagnia originale e` quella di Paul Newman, che fa prodotti basati sulle sue ricette. E poi la figlia (tutta uguale alla madre da giovane, come aspetto) l’ha convinto a creare una divisione di prodotti bio, o organica.
    Non sono completamente vegetariani, ne` vegan, ma alcuni prodotti si. Per quello c’e` l’avvertimento che potrebbero contenere tracce di latticini e simili. Vengono fatti sugli stessi macchinari dei prodotti non vegan, e ci potrebbe essere contaminazione incorciata. Ma lo scrivono perche` per legge lo devono far sapere, ma il rischio e` minimo.
    Comunque i suoi sughi e le salse per l’insalata sono famosi e molto buoni e il ricavato viene evoluto in beneficienza, meglio di cosi`…..

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    • Sì Daniela, l’avevo capita così anch’io, non sono fissata sui prodotti che contengono tracce, ma per me quelli di PN sono un po’ troppo dolci, non cattivi anzi! Ma quel dolce che quando cominci non riesci a fermarti finché non hai finito il pacchetto… 🙁 I miei preferiti sono i Boston con gocce di cioccolato… già pregusto l’ordine… (non c’è una faccina che saliva???) 😆

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  20. Federica Giffoni 20 novembre 2011, 8:55 pm

    Fantastico barbara! E dire che i dolci non sono la mia massione ma mi si e’ acceso il desiderio vedendo quelle torte mega scenografiche!

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  21. Adoro WFM, l’ho scoperto a los angeles! Ottima anche la fornitura presente di prodotti per la cura del corpo.
    bel reportage! complimenti!

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  22. On average, big releases hit twenty dollars inside 5 months.

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  23. Partirò tra 10 gg per NY… alloggerò a pochi passi del WFM di Columbus Ave… ci sei stata? Ho visto che il tuo articolo è del 2011 quindi, penso, che la scelta vegan sia ulteriormente aumentata.
    Grazie

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