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Nessuna pietà per la compassione

Il Capitano Paul Watson ha fatto la storia dell’attivismo ambientalista contemporaneo. E’ uno dei massimi esponenti della “reazione ambientalista” all’attuale modello di sviluppo economico/politico. Il bene del Pianeta e della stessa razza umana sono le sue priorità. Ma pare che questo sia uno dei peggiori crimini che un individuo possa compiere.

Il 13 Maggio scorso la Germania lo ha arrestato, tenuto in carcere per 8 giorni, e poi trattenuto agli arresti domiciliari per un totale di 70 giorni, fino alla condanna finale e definitiva all’estradizione in Costa Rica, cui è sfuggito miracolosamente.
Tutto questo sulla base di patetiche accuse, non sorrette da prove, di alcuni bracconieri costaricani. E’ impressionante la prontezza con cui la Germania, stato leader della civile Europa, fondata sul principio della certezza del diritto e sul rispetto dei diritti umani, si sia invece adoperata per negare a Paul Watson libertà e tutela.
Il giugno scorso, Stephen Watson, fratello del Capitano Watson, aveva organizzato un evento benefico in favore di Sea Shepherd a London, in Ontario : “Non vedevo l’ora di incontrare lui e molti dei miei familiari, ma la Germania ha rifiutato di farmi partecipare. Il nostro appello al Ministero tedesco di Giustizia per consentirmi di vederlo a Luglio, dopo che gli era stato diagnosticato un tumore inoperabile al cervello è stato rifiutato. A quanto pare, le false accuse degli spietati cacciatori di squali del Costa Rica hanno suscitato maggiormente la simpatia della Germania. Ma Stephen ha capito e quando ho lasciato la Germania mi ha chiesto una sola cosa: portare le sue ceneri in Antartide, se fosse morto prima della prossima campagna”, dal Commento di Paul Watson “My brother Stephen” (Mio fratello DStephen), pubblicato sul sito internazionale di Sea Shepherd il 1° Settembre 2012.
Stephen Watson è morto il 29 Agosto, senza aver potuto riabbracciare suo fratello, non solo di sangue ma anche di vita, di ideali, di compassione e di lotte a fianco di Sea Shepherd. Certezza del diritto ? Tutela dei diritti umani? Non pervenute. Totale arbitrio o meglio, cieca osservanza dei “dictat” di super-poteri economico-politici? Affermativo. Questa improvvisa “relatività” di valori oggettivi e principi cardine alla base di qualunque contesto umano che voglia definirsi civile, è detestabile e nega qualunque progresso etico-sociale e culturale faticosamente raggiunto nella nostra società, con costi storici documentati che rimangono nella memoria collettiva a livello mondiale.
Questo esempio di “insostenibile leggerezza del diritto”, piegato ai poteri e alle logiche economico/politiche contingenti, potrebbe essere quasi divertente se non avesse conseguenze così aberranti e globalmente dannose. Una Merkel che pone come condizione all’Islanda, per il suo ingresso nella comunità europea, quella di “cessare la caccia alla balena” tace, quando il suo paese offre senza alcuna valida base legale al massimo esponente mondiale del massacro di cetacei, la testa di Paul Watson su un piatto d’argento. Ma che strana contraddizione! No, affatto. Logica, fredda logica applicata a pesi economici e politici a confronto.
La bilancia pesa dalla parte del Giappone ed è il Giappone che offre la contropartita più vantaggiosa per il sacrificio delle conquiste democratiche e giuridiche occidentali. Il Capitano Alex Cornelissen, Direttore di Sea Shepherd Galapagos, ha scritto un interessante Commento proprio a questo proposito,” The price we pay for saving wildlife” ( Il prezzo che paghiamo per salvare la fauna marina). Parla del caso Watson e della sua esperienza personale di attivista con Sea Shepherd.
Il Commento entra dritto nel cuore del problema: “Molti di noi del movimento ambientalista sono stati arrestati e anche incarcerati per aver protetto la vita. Spesso il nostro unico crimine è aver avuto il coraggio di schierarsi contro quei paesi che palesemente commettono crimini contro la natura, in favore delle loro economie. Nonostante le molte leggi e i trattati a tutela degli habitat, delle specie e della natura in generale, l’applicazione di questi strumenti è spesso carente o addirittura inesistente. Sea Shepherd Conservation Society è un’organizzazione per l’applicazione della legge, che difende il diritto internazionale in alto mare; svolgiamo questo compito in modo lecito nel contesto di norme accettate a livello internazionale. Stiamo facendo il lavoro che dovrebbero fare i governi di tutto il mondo, ma che non sembrano disposti o in grado di fare. Evidentemente non è una loro priorità proteggere le aree al di fuori della loro giurisdizione economica, in quanto non vi è alcun profitto a breve scadenza, politico o finanziario, che provenga da questo tipo di interventi. Ed è qui che entra in gioco Sea Shepherd.”

Questo vizio del compromesso è una piaga mondiale, le aberrazioni del sistema economico sono purtroppo assai diffuse e minacciano il futuro delle prossime generazioni. Se si riflette un attimo e si va oltre quello che sembra apparentemente inevitabile e immodificabile, si può arrivare ad una conclusione rivoluzionaria nella sua semplicità: da dove arriva il denaro che concede a questi potenti di comandare? Chi è che da loro i mezzi per condizionare i valori alla base di una società? Sono politici compiacenti e collusi, ma ancora prima ci siamo “noi”. Noi individui, noi cittadini, noi comunità di persone, che decidono quotidianamente aprendo o chiudendo il portafogli a chi trasferire potere.

Riappropriamoci del “nostro” potere, troppo spesso dimentichiamo quanto grande possa essere e quanto efficace. E come ricorda lo stesso Paul Watson nel suo meraviglioso Commento, An Odissey for the Whales (Un Odissea per le Balene), apparso sul sito di Sea Shepherd il 9 Settembre scorso: ” A volte ci dimentichiamo di cosa stiamo difendendo, ed è stimolante che ci venga ricordato il valore di tutto questo, ciò che veramente conta, ciò che importa davvero.”

Cerchiamo di non dimenticarlo mai nella nostra quotidianità su questa terra. E facciamo in modo che la disapprovazione che proviamo nei nostri cuori si trasformi in energia e potere per riaffermare i nostri diritti. Sempre dal Commento del Capitano: “E’ stato un mese triste per me, con la perdita del mio amato fratello Stephen. Mi dispiace di non averlo potuto assistere, ma quando abbiamo parlato sono rimasto profondamente colpito dalla sua mancanza di paura, dal suo incredibile ottimismo e dal suo amore per la sua famiglia e per il mondo. E’ sempre stato e sempre sarà una grande ispirazione per me.……E noi torneremo più forti che mai, con più esperienza che mai, e più determinati che mai. E per tutti coloro che si chiedono dove io sia, la mia risposta è che sono semplicemente libero e concentrato sulla preparazione dell’Operazione Zero Tolerance. Sea Shepherd Conservation Society è un’organizzazione globale con gruppi di sostegno a terra in tutto il mondo e naturalmente il nostro teatro di operazioni è quella parte del pianeta ricoperta di acqua salata, che è anche l’ultimo baluardo di reale libertà in tutto il mondo.”

L’unica speranza che i potenti del mondo hanno di continuare a dettare le loro personali regole è che i loro stessi popoli e l’opinione pubblica globale lo consentano. Ma ormai la società è cambiata, l’informazione è cambiata, la consapevolezza è cambiata e le nuove generazioni hanno i modi e gli strumenti per conoscere, capire e agire direttamente per opporsi all’espropriazione del loro futuro. Il Capitano Watson ha testimoniato per tutta la sua vita l’efficacia dell’azione e del rifiuto del compromesso e le sue azioni e parole hanno ispirato, continuano ad ispirare ed ispireranno ancora a lungo tutti coloro che sentono l’urgenza di porre fine agli errori del passato e alle ingiustizie profonde del presente. Perché il nostro pianeta è la casa di tutti noi, e la sua salute e la sua conservazione sono la salute di tutti e la conservazione della nostra stessa vita. Pensiamo adesso al nostro futuro e al futuro di chi ancora deve arrivare tra noi. E’ questa la miglior eredità che potremo mai lasciare ai nostri figli ed il più grande risultato del nostro personale vissuto. La compassione, nel senso etimologico e letterale della parola, “è un sentimento per il quale un individuo percepisce emozionalmente la sofferenza altrui provandone pena e desiderando alleviarla” ( Wikipedia ).

Provare compassione e vivere in modo coerente dovrebbe essere considerato un traguardo dell’evoluzione umana, ed ogni rappresentante istituzionale di ogni comunità civile dovrebbe applaudire di fronte ad una tale evoluzione. Ma nella gerarchia politica dei valori tutto si stravolge e si perde in complicate logiche affaristico-opportuniste, così lontane dalla umana comprensione e dagli elementari canoni etici, quanto chiare nel semplice squallore alla loro base: il denaro. Nel diritto, quando si monetizzano beni indisponibili o si trasferiscono diritti indisponibili si commette un reato. E allora sorge spontanea la domanda: Chi era il criminale?

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1 Commento per “Nessuna pietà per la compassione”

  1. Guido Pietroluongo

    Che articolo straordinario! Anche se lungo credo che tutti dovrebbero leggerlo e conoscere la storia del nostro Capitano che ogni giorno ci ispira e ci fa conoscere la libertà di lottare per una passione.
    Il “giornalettismo” italiano non percepirà mai le risorse ambientali e umane che anche il nostro Paese ha lafortuna di possedere con eccellenze internazionali.

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