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OZT: follia e disfatta dei balenieri

bob e nisshin1

Operazione Zero Tolerance, la nona campagna antartica di Sea Shepherd Conservation Society in Oceano del Sud, fa già parte della storia dell’organizzazione e si aggiudica il miglior risultato mai raggiunto dalla flotta di Nettuno nel Santuario Antartico dei Cetacei.

Il Giappone scomoda avvocati, corti e tribunali nel disperato tentativo di liberarsi dall’incubo del Jolly Roger, che ha continuato a sventolare accanto alle baleniere anche in questa stagione di caccia.
Il Capitano Watson ha agito con grande coraggio e grande amore per l’organizzazione, di cui è fondatore, e questo certo non stupisce chi ben conosce la sua grandezza morale.
Per salvaguardare la prosecuzione indisturbata delle operazioni e della campagna antartica di Sea Shepherd, Paul Watson ha deciso di dimettersi dalla presidenza della sua organizzazione negli Stati Uniti, durata 35 anni. Si è anche dimesso dalla presidenza di Sea Shepherd Australia e da qualsiasi altro ruolo ricoprisse nei vari capitoli dell’organizzazione. Al momento si trova a bordo della nave ammiraglia Steve Irwin come osservatore, per monitorare e riferire sulla campagna in corso.
Bob Brown, ex leader dei Verdi australiani, è stato accolto nel Consiglio Direttivo di Sea Shepherd Australia e adesso dirige Operazione Zero Tolerance assieme al Coordinatore di Sea Shepherd Australia, Jeff Hansen.

L’ingiunzione della Corte d’Appello americana nomina espressamente il Capitano Paul Watson e Sea Shepherd Stati Uniti. I cambiamenti apportati nella struttura dell’organizzazione sono una diretta ed efficace risposta alle assurde censure operate dalla Corte ai danni dell’organizzazione.

Nei mesi di dicembre e gennaio “zero uccisioni”.

Il 15 di febbraio è stato ucciso il primo esemplare di balena: una balenottera minore femmina, uccisa dalla Yushin Maru n. 2.
La nave di Sea Shepherd, Bob Barker, ha lottato per 9 ore con la baleniera, che tentava di caricare la balena arpionata a bordo della nave macello della flotta giapponese, l’enorme Nisshin Maru. La baleniera ha fatto alla fine una manovra di forza, nel tentativo di speronare la Bob Barker, che per evitare rischi eccessivi ha dovuto desistere e la balena è stata caricata sulla Nisshin Maru.
Nel frattempo le due flotte si sono riunite e, per la prima volta in questa campagna, il 16 Febbraio si sono trovate al completo faccia a faccia.
La nuova nave che si è aggiunta alla flotta di Sea Shepherd, la Sam Simon, ex nave della “flotta baleniera giapponese”, ha trovato e tallonato la nave cisterna addetta ai rifornimenti di carburante delle baleniere, la Sun Laurel.
La nave cisterna si è mossa in piena violazione delle norme previste dall’International Maritime Organization (IMO), che vietano la navigazione oltre il 60° parallelo Sud alle navi che trasportano carburanti pesanti e pericolosi per l’ambiente incontaminato della riserva antartica.
La battaglia, che fino al 14 Febbraio è stata giocata da Sea Shepherd come una partita a scacchi, con tattica, mosse e contromosse, ha raggiunto il 20 Febbraio momenti di altissima tensione, quando i giapponesi hanno dato voce all’orgoglio e hanno deciso di dare “un saggio” della loro scarsa considerazione delle regole minime di sicurezza e della vita umana.
Quando la flotta di Sea Shepherd è riuscita ad impedire il rifornimento della nave fattoria Nisshin Maru, il Capitano del mastodontico macello di 130 metri per 8000 tonnellate si è scatenato e ha battuto ogni record storico, in tempo di pace, speronando 4 navi in meno di un’ora.
Petroliera compresa ovviamente! Il contratto del Sig. Ogawa, Capitano della Nisshin Maru, vieta rigorosamente attenzioni ambientaliste!
Durante lo speronamento, il capitano della Bob Barker Peter Hammarstedt ha lanciato il “May day” all’Autorità per la sicurezza marittima australiana e la Nisshin ha immediatamente fatto marcia indietro.
Peter ha detto alla ABC che è stato il confronto più pericoloso che abbia mai sperimentato:
“La Nisshin Maru si è scontrata con la mia nave diverse volte e credo che se fossero passati altri 15/20 secondi si sarebbe potuta capovolgere”, ha detto.
Il fondatore di Sea Shepherd, Paul Watson, crede che gli scontri siano un segno di disperazione. “Stanno perdendo decine di milioni di dollari”, ha detto. “Sanno che il mondo è contro di loro. Nessuno crede, nemmeno per un momento, che la loro sia ricerca scientifica, si tratta di un’operazione commerciale e, quindi, sono stati condannati in tutto il mondo. Per questo sono disperati e sempre più aggressivi”.
Dagli eventi del 20 Febbraio sono trascorsi alcuni giorni in cui la flotta baleniera giapponese è rimasta divisa e sparsa.
L’ICR (Istituto per la Ricerca sui Cetacei) ha dichiarato una “temporanea sospensione” delle attività baleniere per l’impossibilità delle proprie navi di rifornirsi.

Il 25 Febbraio le rotte della flotta baleniera, della Sun Laurel e delle navi di Sea Shepherd si sono incontrate nuovamente.

La Nisshin Maru ha tentato un nuovo rifornimento.

Lo scenario del 20 Febbraio è riapparso in tutta la sua gravità.
Il Capitano della Nisshin Maru ha iniziato una nuova, folle lunga parentesi di distruzione:
ha speronato la Bob Barker due volte, spingendola contro la Sun Laurel.
Ha gettato una granata assordante che è esplosa sulla poppa della nave cisterna.

Gli equipaggi delle navi di Sea Shepherd stanno bene e fortunatamente non c’è stato nessun ferito. Nessun membro degli equipaggi giapponesi è stato ferito da Sea Shepherd.

Sea Shepherd ha scortato la flotta baleniera fuori dal Santuario dei Cetacei, a nord del 60° parallelo.

I balenieri hanno preferito continuare a bruciare milioni di dollari dei contribuenti e del Fondo per la ricostruzione post-tsunami, piuttosto che far rientrare in porto le loro navi e concludere velocemente una stagione che ha moltiplicato ulteriormente la voragine dei loro debiti e delle loro perdite.

Hanno fatto rifornimento fuori dal Santuario (dove è legalmente consentito) per poi rientrare e tentare un ultima disperata caccia  nel Santuario per uccidere almeno un’altra balena, tra i ghiacci ormai avanzati, per il solo puerile desiderio di salvare la faccia.

Paul Watson, il 5 Marzo, scrive sulla sua pagina FB: “Grande notizia. La Nisshin Maru ed il suo piccolo drappello di navi assassine non sono ancora scese al di sotto del 60° parallelo sud, ma quando lo faranno, saranno costretti a rimpiangere questo gesto di collera. Le condizioni meteorologiche sono terribili, non riusciranno ad uccidere nessuna balena e non sarà una gita piacevole. Mi aspetto che se ne vadano nel giro di pochi giorni. Continueremo a controllare le loro mosse, ma le prospettive sono rosee. Le tempeste sono nostre amiche e sono laggiù in attesa di accoglierli a braccia aperte.”
Ed il 6 Marzo aggiunge: “Nessuna balena è stata uccisa oggi.
La flotta baleniera giapponese sta combattendo con un tempo piuttosto avverso a 62° Sud e pare che la situazione meteo rimarrà invariata per alcuni giorni.”

Il Capitano, come sempre, ha avuto ragione .

Lo sfoggio di orgoglio della flotta giapponese è “miseramente” e velocemente fallito!

E oggi la notizia ufficiale della fine della camagna: “Le condizioni meteo avverse hanno messo fine alla stagione di caccia. I balenieri sono tornati a Sud più per dare spettacolo che per motivi pratici. Il tempo è meravigliosamente tempestoso. Le navi di Sea Shepherd hanno il carburante appena sufficiente per raggiungere Melbourne e dovrebbero arrivare nel giro di 12 giorni. Questa è stata la nostra campagna di maggior successo e Sea Shepherd Australia ha fatto un lavoro incredibile di coordinamento. Un lavoro molto coraggioso da parte dei tre equipaggi della Steve Irwin, della Bob Barker e della Sam Simon. La polizia federale australiana verrà a far visita alle nostre navi, ma lo fa ogni anno, perché il Giappone le chiede di farlo. Non capisco perché l’Australia non chieda mai alla polizia di far visita alle navi giapponesi. Sea Shepherd ha sempre collaborato con le autorità. Il Giappone non lo ha mai fatto. Può distruggere una nave e farla franca, senza dover rispondere ad alcuna domanda, mentre Sea Shepherd deve giustificare le proprie attività in difesa delle balene in via di estinzione, in un Santuario dei Cetacei istituito a livello internazionale, per sottrarle alla barbarie di balenieri che si trovano lì nel disprezzo totale di una sentenza della Corte Federale Australiana.”

l’ICR ed il governo giapponese hanno commesso crimini continui e palesi ai danni del diritto internazionale, dell’ecosistema marino e della flotta di Sea Shepherd.
Non solo non hanno alcuna considerazione delle leggi internazionali a tutela della fauna marina, del Trattato Antartico, delle norme dell’IWC (International Whaling Commision) e dell’IMO (International Maritime Organization) e della sentenza della Corte Federale Australiana del 2008 che vieta loro di cacciare balene in territorio antartico australiano, ma nemmeno del valore della vita umana.

Hanno messo a rischio costante la vita degli equipaggi di Sea Shepherd, dell’equipaggio della Sun Laurel e dei loro stessi equipaggi, speronando in modo sconsiderato le navi, la stessa petroliera e lanciando granate a concussione cadute sulla petroliera stessa, con gravi rischi di incidenti incendiari o fuoriuscite di carburante.

Non è accettabile che tutto questo avvenga nell’indifferenza della comunità internazionale e nell’inerzia dello stesso governo australiano, che cura la diplomazia più della salute globale e del rispetto della vita e delle leggi.

L’Australia ha portato la baleneria giapponese davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja nel 2010.
La Nuova Zelanda si è aggiunta più tardi come parte terza (con il solo diritto ad esprimere un parere).
La discussione della causa è prevista nella seconda metà del 2013.

Ma nel frattempo nessuna nave governativa o doganale è stata inviata nelle acque antartiche australiane per riaffermare la sovranità dello stato australiano sui suoi territori e per supportare un’organizzazione non governativa che con passione sta lavorando per colmare le “gravi lacune nell’applicazione della legge” e “la colpevole inerzia” degli organi ufficiali governativi preposti.

 

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4 Commenti per “OZT: follia e disfatta dei balenieri”

  1. reds

    cazzo !!!! queste son Notizie degne di questo nome!
    Ma quell’unica Balena uccisa, era mia amica, e… quei bastardi lì,
    andrebbero affondati, ma siccome è contro ogni etica, la morte di una creatura vivente,almeno falliscano con le loro luride barche sporche di sangue innocente. Amen

  2. Miriam

    grande notizia! mi sono permessa di condividere perchè notizie del genere vanno fatte sapere!!!!

  3. Giorgio

    Un’affettuoso abbraccio a tutto l’equipaggio della flotta Sea Shepherd, che con amore e coraggio affrontano i pericoli del mare e della delinquenza commerciale giapponese. Bravi e complimenti , quanto vorrei essere al vostro fianco.

  4. Sakit

    Anche se ho spesso la consapevolezza e la convinzione che la violenza non sia MAI giustificabile ….. io questo caso sono davvero felice (anche se in maniera decismente meno consapevole) che abbiano avuto la meglio quelli che stanno dalla “mia” parte, dalla parte del rispetto dell’esistenza dovunque e comunque, anche se a caro prezzo di scontri e battaglie – non sono ideologiche.
    E un “Vaffanculo!” gigantesco a tutti quelli (di qualsivoglia colore siano) che non rispettano l’esistenza.

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