Riparte a breve la "ricerca scientifica" del Giappone

balena arpionata
Dopo le decisioni prese al meeting internazionale IWC il mese scorso in Slovenia, per le quali si è bocciata la proposta per la creazione di un santuario dei cetacei nell’Atlantico Meridionale, ma grazie alle quali ora il Giappone dovrà fornire più dati per giustificare ciò che definisce “ricerca scientifica”, ora Sea Sheperd richiede nuovamente il supporto per difendere le balene nel Santuario delle balene dell’Oceano del Sud.
La cosiddetta “ricerca scientifica” è il modo in cui il Giappone ha rinominato la famosa caccia alle balene, della quale è il principale autore.
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“Questo dicembre Sea Shepherd intraprenderà la sua 11a Campagna Antartica in difesa delle balene. Ancora una volta, le nostre navi saranno tutto ciò che si interporrà tra le balene e la flotta baleniera giapponese”- scrive l’associazione sul suo portale -“Il così definito programma di “ricerca scientifica” giapponese per la caccia a 333 balenottere minori è stato rigettato dalla Corte Internazionale di Giustizia, dalla Commissione Baleniera Internazionale e la Corte Federale Australiana. Nonostante l’attenzione e lo sdegno internazionale nessuna azione è stata intrapresa contro queste attività illegali. Ancora una volta, il lavoro di difendere e proteggere le balene è lasciato a noi.”
Durante l’ultima spedizione, il Giappone catturò 333 balenottere minori, 200 delle quali gravide. Il paese aveva sospeso la caccia l’anno scorso, risparmiando le vite degli animali ed illudendoci che qualcosa fosse finalmente cambiato, così non è stato e, anzi, “I giapponesi hanno raddoppiato l’area di caccia alle balene nell’Oceano del Sud, i che significa che dovremo cercarli in un’area larga il doppio.”
Per maggiori informazioni su come sostenere il lavoro di Sea Shepherd cliccate su questo LINK.

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