Home » Associazione Vegani Italiani » Una vita migliore con la dieta Fruttariana

Una vita migliore con la dieta Fruttariana

CONDIVIDI


Le testimonianze dei percorsi che hanno portato le persone a cambiare stile di vita sono le più utili per chi ancora deve capire o per chi può vedere nell’esperienza altrui il modo per risolvere un suo problema.

La Dott.ssa Elena Filipponi, Biologa e Membro del Comitato Scientifico dell’Associazione Vegani Italiani Onlus per la regione Marche, ci spiega come il cambio verso un’alimentazione fruttariana le abbia migliorato la qualità della vita.

“Con questo breve articolo vorrei condividere il mio percorso alimentare che mi ha condotto alla guarigione e alla felicità.

Come la maggior parte delle persone provengo da una famiglia che ha sempre seguito un regime alimentare tradizionale, la famosa dieta mediterranea dei tempi moderni. Sono cresciuta a parmigiano, latte vaccino, carne, pesce, pizza, pane, pasta, frutta e verdura. Già da piccolina ho iniziato con i primi problemi di salute; ricordo ancora bene le frequenti visite dall’otorino a causa delle continue tonsilliti; le tonsille si riempivano di pus e si gonfiavano a tal punto che toccavano l’una con l’altra provocandomi dolore e febbre alta.

Per tanto tempo, fino all’età di 25 anni circa ho fatto largo uso di antibiotici, antipiretici e vaccini che nel breve periodo provocavano la scomparsa dei sintomi della malattia, ma non mi hanno mai realmente aiutata nella rimozione della causa originale della patologia; infatti era sufficiente un piccolo raffreddamento che il problema ricominciava da capo. Mi ammalavo di tonsillite anche 2/3 volte l’anno.

A 23 anni poi arriva il problema per me più devastante: inizio a soffrire di dismenorrea, ovvero dolori acutissimi durante il ciclo mestruale. Il primo o secondo giorno di ciclo venivo colta da intense contrazioni che mi provocavano dolori lancinanti comparabili a quelli del parto; queste contrazioni duravano fino a 12 ore ed erano per me estenuanti.

In questo periodo sono stata costretta all’abuso di anti-dolorifici ma purtroppo col passare del tempo non erano più sufficienti ad alleviare i dolori: ero ormai come assuefatta. Inoltre a partire dall’adolescenza ho sempre sofferto di ferritina bassa con altalenanti stati di anemia che mi provocavano affaticamento cronico, vertigini e debolezza. Spesso questa stanchezza mi debilitava a tal punto da impedirmi di svolgere le più semplici attività quotidiane, costringendomi a letto soprattutto nei periodi estivi e così su consiglio medico ho iniziato con gli integratori di sali minerali e ferro; ho incrementato il consumo di carne soprattutto quella rossa, ma senza ottenere alcun risultato, anzi la mia debolezza aumentava.

All’età di circa 27 anni, stanca del mio pessimo stato di salute, ma sopratutto dei mancati risultati della medicina, decido di prendere in mano la situazione ed inizio ad interrogarmi riguardo al ruolo della dieta sullo stato di salute.

Da quel periodo ad oggi ho intrapreso un lungo ed attento studio nel campo dell’alimentazione. In questo ambito tanti sono i pareri e molti discordanti; ci sono i sostenitori della dieta mediterranea (quella che ho seguito da una vita), chi è a favore della dieta iper -proteica dove si riduce il consumo dei carboidrati complessi provenienti dai cereali e si incrementa l’uso di carne e pesce, poi ci sono i vegetariani ed i vegani.

Ogni gruppo di appartenenza considera il proprio regime alimentare come elisir di lunga vita; sembrava davvero difficile capire chi dei tanti avesse ragione senza sperimentare. Nel mio caso, considerando che fino ad allora avevo sempre seguito una dieta intermedia tra quella iper- proteica e mediterranea, decido in poco tempo di tentare il recupero della salute seguendo la dieta vegana che nel corso degli anni si è evoluta verso un regime tendenzialmente crudista.

In principio consumavo molta frutta e verdura sia cruda che cotta, cereali integrali, legumi, germogli, frutta a guscio e semi. Sono anche stata molto attenta ad evitare il glutine quindi, soprattutto negli ultimi anni, la mia dieta Vegan era diventata molto crudista e gluten free.

Iniziano ad arrivare i primi risultati: non ho più sofferto di tonsilliti, la debolezza e l’affaticamento cronico erano orami solo un ricordo, ho ritrovato molta più energia, ripreso la mia attività sportiva, ma l’aspetto più bello per me è stata la riduzione significativa dei dolori mestruali. Per circa un anno durante il ciclo mestruale non si sono presentate più contrazioni. Ovviamente avevo un leggero rigonfiamento del seno e dell’addome nella fase pre-mestruale e durante il flusso, ma nulla di invalidante: potevo sicuramente affermare che su di me la dieta vegana aveva avuto successo.

A distanza di un anno, ho una ricaduta inaspettata. Nonostante il mio stato di salute rimane stazionario ecco che ricompaiono i vecchi problemi della sindrome pre-mestruale, caratterizzata da: mastite ovvero iper-sensibilità, dolore e gonfiore al seno, infiammazione della vena safena, gonfiori e crampi addominali lancinanti durante il flusso. Ritorno a vivere quell’incubo, mi ri-trovo costretta all’uso di farmaci di sintesi ma come sempre non sono stati sufficienti per alleviare quei dolori; allora provo con l’omeopatia, poi i fiori di Bach e unguenti vari, ma nessuno di questi rimedi, né chimici né naturali, sono stati risolutivi. Cerco di indagare per comprendere l’origine del problema, mi chiedo cosa stavo sbagliando: la dieta che per un anno intero aveva risolto tutti i miei problemi di salute ora non mi era più di aiuto. Per me la dismenorrea era davvero invalidante, dovevo trovare una soluzione al più presto!

In questo periodo buio dal punto di vista fisico e mentale, ho consultato molti medici; alcuni di loro non riuscendo a spiegare questo fenomeno ipotizzarono che questi dolori potevano essere una conseguenza di un conflitto psicologico. Si sbagliavano!

Dopo 5 anni di alimentazione vegana inizio ad approfondire gli studi dedicandomi soprattutto alla lettura dei testi di Arnold Ehret autore della dieta senza muco. In realtà conoscevo già da tempo questo autore, avevo letto ma in modo superficiale alcuni dei suoi testi poco prima di passare ad una dieta vegan, ma non avevo mai applicato davvero i suoi insegnamenti! I suoi libri mi hanno insegnato che la dieta gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’infiammazione. Secondo il prof. A. Ehret la causa di tutte la malattie derivano dall’infiammazione intestinale; il nostro intestino ha un ampia superficie tappezzata da minuscoli forellini, i villi intestinali deputati all’assorbimento dei nutrienti.

L’alimentazione odierna basata sul consumo di alimenti acidificanti come pesce, carne, latte, uova, latticini, pizza, pane e pasta creano muco nell’intestino; il muco può essere considerato come una colla che intasa e chiude i villi intestinali in questo modo l’intestino si infiamma e non riesce più ad assorbire i nutrienti. La “colla” che rimane attaccata alle pareti intestinali rallenta il normale flusso del cibo provocando cosi fermentazione degli zuccheri e putrefazione delle proteine. Questi due fenomeni generano tossine come indolo, scatolo, putrescina, cadaverina ecc.. che nel breve periodo provocano malesseri come stanchezza, emicranie, malassorbimento e nel lungo periodo possono portare a problemi molto seri, sia acuti che cronici. Spesso il muco diventa anche substrato fertile per la proliferazione di patogeni: parassiti, muffe (come la candida), vermi ecc.. mentre l’alterazione dell’equilibrio intestinale provoca disbiosi, ovvero l’alterazione della flora batterica che da benefica diventa patogena.

Oggi la stragrande maggioranza delle persone soffre di disbiosi intestinale ma molto spesso i sintomi delle più comuni malattie che ne sono correlate, non vengono attribuiti a questo fenomeno.

Gli alimenti che creano muco e che quindi in caso di malattia andrebbero eliminati secondo Ehret sono: carne, pesce, latte, latticini, uova, cereali e farine, legumi, prodotti industriali. Gli alimenti che non creano muco sono: frutta e verdura. La frutta e la verdura non solo non creano muco ma sono degli ottimi solventi e detergenti per l’intestino, quindi ci aiutano a rimuovere il muco stagnante.

Tornando alla mia storia, dopo tanti fallimenti della medicina tradizionale, dell’omeopatia, e della medicina naturale, decido di seguire alla lettera tutti gli insegnamenti del Prof. A. Ehret come ultimo tentativo; ho quindi eliminato dalla dieta gli unici alimenti che mi erano rimasti tra quelli che creano muco: patate, cereali e legumi.

La dieta fruttariana è basata sul consumo esclusivo di frutta dolce, frutta acida, frutto ortaggio come pomodori, zucchine, peperoni ecc. e verdure a foglia verde. Alcuni fruttariani consumano anche semi e noci, nel mio caso specifico li ho esclusi (almeno temporaneamente) dalla dieta per via del contenuto di grassi.

Alcuni studi sostengono infatti che i grassi, sia di origine animale che vegetale, aumentano la produzione di estrogeni i quali provocano l’aumento del sanguinamento e del dolore, cosi ho deciso di sospendere temporaneamente anche il consumo di olio di oliva. Nei testi di A. Ehret, ma anche negli articoli che trattano di medicina igienista, viene ben spiegato che una dieta basata sul consumo esclusivo di frutta e verdura favorisce la disintossicazione del corpo attraverso l’eliminazione di tossine.

Dopo due mesi di dieta fruttariana il mio corpo inizia infatti a manifestare i primi sintomi di disintossicazione in modo tutt’altro che piacevole: le tossine stavano abbandonando il corpo sottoforma di pus e sangue dalle gengive; per almeno 3 settimane sono state iper-sensibili e doloranti a punto tale da dovermi nutrire esclusivamente di centrifugati e frullati tanto era il fastidio durante la masticazione. Tuttavia perseverando con la dieta di frutta ho permesso al corpo di lasciare fluire le tossine verso l’esterno ed una volta completata l’eliminazione, le gengive si sono sfiammate e il dolore è cessato. Da quel giorno ad oggi non ho più avuto alcun problema ai denti.

Il processo di disintossicazione secondo l’igienismo avviene solo quando smettiamo di introdurre tossine nel corpo e permettiamo al nostro apparato digerente di digerire in modo rapido. Non a caso il mezzo più veloce di disintossicazione è il digiuno. Quando consumiamo un pasto di amidi o proteine il corpo spende molte energie per la digestione; quando invece consumiamo della frutta i suoi zuccheri semplici vengono solo assorbiti dall’intestino, ciò vuol dire che non ci sono spese energetiche per la digestione. In questo modo il corpo può impiegare le energie per espellere le tossine stagnanti accumulate nel tempo, queste si riversano nel sangue e poi vengono eliminate attraverso varie vie: urine, feci, sudore, sangue ecc. Questo da origine a sintomi poco piacevoli come eruzioni cutanee, pus, mal di testa, tachicardia, vomito, nausea e dolori di vario tipo.

L’igienismo insegna che se non si è pienamente consapevoli di cosa sta accadendo al nostro corpo, di fronte a questi sintomi ci si spaventa e si tende a voler tornare indietro, è invece importante permettere al corpo di continuare la disintossicazione fin quando tutte le tossine saranno uscite ed i sintomi cessati. Nei primi mesi contemporaneamente alla dieta fruttariana ho associato la pulizia del colon attraverso degli enteroclismi. Il lavaggio intestinale non viene solo suggerito da Ehret ma è un antica pratica di pulizia che veniva eseguita anche dai nostri avi.

L’enteroclisma permette di rimuovere il muco stagnante più velocemente; è sempre importante ricordare che di per se i lavaggi intestinali non sono risolutivi se non associati ad una sana alimentazione, quindi è fondamentale introdurre cibo sano e naturale per evitare di rintasare quello che abbiamo appena pulito. A seguito dei lavaggi intestinali ho subito ottenuti ottimi risultati in termini di salute ed energia.

Con la dieta di frutta e qualche ciclo di enteroclismi (solo per un tempo limitato)ho ottenuto nel breve periodo i seguenti risultati:

– la mastite è letteralmente sparita questa volta in modo definitivo;

– l’infiammazione alla safena è scomparsa nel giro di 3,4 giorni;

– I dolori mestruali sono più che dimezzati ed i crampi cessati;

– riduzione significativa del flusso mestruale.

Nel lungo periodo, ovvero dopo 8- 9 mesi di dieta fruttariana e nessun enteroclisma:

– le tonsille si sono ridotte di dimensioni: anche se da qualche anno non si infiammavano più, erano piuttosto grandi, ora si sono rimpicciolite a tal punto che non sono quasi visibili;

-Le unghie dei piedi si sono rigenerate, erano affette da un fungo che non riuscivo ad eliminare da anni ora sta sparendo grazie alla rigenerazione cellulare;

– maggiore resistenza fisica e lucidità mentale;

– i capelli sono più lucidi e corposi.

Il miglioramento del mio stato di salute è stato inoltre confermato dalle recenti analisi del sangue: confrontandole con quelle precedenti (che risalgono al periodo in cui seguivo una dieta vegana con cerali e legumi) l’emocromo è nettamente migliorato. Riporto qui di seguito i valori dell’ emocromo prima della dieta fruttariana ovvero quando seguivo la dieta vegana (FEBBRAIO 2015) a confronto con i valori del sangue dopo e durante la dieta fruttariana (NOVEMBRE 2016).

In un anno quindi la mia ferritina è passata da un valore di 6 a 36 e l’emoglobina che era sempre stata sotto il limite minimo è schizzata a 13,6.

Anche tutti gli altri valori riferiti ai globuli rossi sono aumentati rientrando perfettamente nei range standard; questi risultati non li ho mai avuti nemmeno quando andavo avanti a fiorentine al sangue. Credo che questo aumento della ferritina sia dovuto ad un maggior capacità di assorbimento oltre alla riduzione del flusso mestruale. Il ciclo mestruale per Ehret e l’igienismo è un tentativo del corpo per espellere tossine: più il sangue è sporco e tossiemico maggiore sarà la quantità di sangue che l’organismo cerca di eliminare; ripulendo il corpo attraverso la sana alimentazione si riducono le tossine e di conseguenza anche il flusso di sangue. Anche i leucociti che prima stavano sempre sotto i valori minimi sono aumentati a dimostrare che il sistema immunitario si è rafforzato.

Il crudismo ed il fruttarismo in particolare porta numerosi vantaggi al corpo: l’intestino viene ripulito, ciò significa liberare i villi intestinali ostruiti favorendo la capacità assorbente, l’organismo viene depurato e idratato, la digestione viene stimolata, i nutrienti vivi degli alimenti nutrono maggiormente le cellule. Questa potrebbe essere la ragion per cui a seguito di tale regime alimentare la ferritina è migliorata.

Credo che la dieta di frutta possa essere considerata una “dieta medicina”: alcuni si avvicinano a questa alimentazione solo occasionalmente per ripulire il corpo a seguito di pasti eccessivi, altri la utilizzano per tempi più lunghi come terapia curativa, altri ancora ne fanno uno stile di vita preventivo.

Tuttavia prima di addentrarsi per questa via è sempre consigliabile procedere gradualmente passando da una dieta onnivora- vegetariana-vegana – vegana tendenzialmente cruda e solo alla fine nutrirsi di frutta e verdura; questo per evitare che l’eccesso di tossine vadano in circolo nel sangue provocando spiacevoli inconvenienti.

Nonostante gli ottimi risultati ottenuti a seguito di questa esperienza, non posso sicuramente dire che sia un percorso facile da seguire, sia per le abitudini alimentari che sono difficili da sradicare, ma soprattutto per il clima: nel periodo invernale a volte sono dovuta ricorrere ad alcune strategie per poter portare avanti questo regime alimentare consumando ad esempio molti brodi vegetali caldi e piccanti. Non ci troviamo in un clima tropicale quindi sicuramente il crudismo esclusivo è di difficile applicazione; nel mio caso, superato il periodo di eliminazione più forte, ho trovato il giusto compromesso concedendomi verdure cotte nel pasto serale, in questo modo riesco a proseguire con una dieta frutto-vegetale senza difficoltà.

Questo articolo non è stato scritto con l’intento di incoraggiare tutti verso il consumo esclusivo di frutta bensì con lo scopo di riflettere riguardo l’importanza della dieta sulla nostra salute. Quanto riportato è solo la testimonianza di un percorso individuale che non va applicato a qualsiasi persona, tanto meno può essere intrapreso senza quelle conoscenze scientifiche di base che solo uno specialista può garantire.

La dieta fruttariana può essere anche estremamente pericolosa se intrapresa in autonomia dai neofiti, ogni caso è sempre a sé, per questo ogni situazione va sempre ben studiata e valutata prima di intraprendere un percorso di depurazione. Inoltre vorrei sottolineare che la dieta a base di frutta è un regime alimentare personalizzabile, ci sono infatti molte varianti tra chi consuma molta frutta secca ed avocado, chi ne consuma poca o affatto privilegiando i frutti acquosi, chi non consuma verdure a foglia verde ma usa solo frutta e ortaggi, chi invece include le verdure a foglia.

Non è certo possibile affermare che l’alimentazione di sola frutta si possa adattare a tutti e che tanto meno porti a tutti i stessi risultati raggiunti da me medesima; mancano infatti gli studi scientifici a riguardo per poterlo affermare o confutare.

Tuttavia posso sicuramente dire che il fruttarismo è uno stile di vita che si adatta perfettamente a me perché appaga completamente il mio corpo e la mia mente. Credo che ciascuno di noi debba trovare la propria strada, solo quando lo stile di vita scelto ci consente di vivere in perfetta armonia ed equilibrio psico-fisico possiamo dire che è quello adatto a noi.

Dott.ssa Elena Filipponi, Biologa – Consulente Alimentare, Specializzata in Alimentazione e dietetica vegetariana , Master di I livello, Membro del Comitato Scientifico Asso Vegan, Associazione Vegani Italiani Onlus per la regione Marche”

www.assovegan.it

CONDIVIDI


Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0.

1 Commento per “Una vita migliore con la dieta Fruttariana”

  1. Andrea Biagioni

    Grande esperienza Dottoressa!
    Raccontata con precisione e dovizia di particolari.
    Tutto vero secondo me.Anch’io applicando, con meno costanza e più strappi, una dieta a prevalenza fruttariana e crudista, ho avuto nel tempo (sono circa nove anni che mi nutro in questo modo) grandi benefici in termini di salute e vitalità. E sinceramente, da non addetto ai lavori, consiglio a tutti di provare questo regime, con giudizio e gradualità. Si possono risolvere situazioni molto difficili o semplicemente sentirsi più in forma.
    In ogni caso, fatto per niente trascurabile, avremo dato una mano all’ambiente e agli animali.

Lascia un commento

VeganOK TG News














Veganok.com


VEGANOK S.R.L.
P.IVA 13693571005
tel. +39 063291366
fax +39 0692912710

Info

chi siamo
contattaci
privacy e cookie policy
feed RSS feed rss

VeganOK Network

promiseland.it
veganblog.it
veganok.com
biodizionario.it

 

veganwiz.com
veganwiz.es
veganwiz.fr