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Democrazia Verde: Il primo partito vegano d’Italia

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Nasce Democrazia Verde, il primo partito politico antispecista d’Europa.

Ne abbiamo parlato assieme a Nicolas Micheletti, fondatore di Democrazia Verde, che ci ha spigato meglio di cosa si tratta.

Democrazia Verde è il primo partito vegano d’Italia; questa almeno è la definizione che ci hanno dato alcune radio e giornali. Detto così sembra che vogliamo imporre un qualche divieto di consumo di prodotti animali ai cittadini. Non è così. In realtà, Democrazia Verde è semplicemente il primo e vero partito ambientalista d’Italia: alla luce degli studi degli ultimi anni un movimento ambientalista che non combatte l’industria zootecnica, ovvero la maggior responsabile dell’inquinamento globale, è semplicemente ipocrita. Infatti è stato ampiamente dimostrato dal mondo scientifico, ad esempio dal NEIC (Nutrition Ecology International Center), che l’alimentazione vegana è quella che offre il minor impatto ambientale in assoluto.

– Come volete favorire il veganismo?

Attualmente la scelta vegana è più costosa a causa del lobbyismo zootecnico: basti pensare che il latte vaccino ha il 4% di IVA, mentre quello vegetale il 22%. Noi vogliamo, non solo pareggiare la tassazione, ma arrivare ad azzerare l’IVA sui prodotti vegetali. Inoltre intendiamo spostare i sostanziosi investimenti statali per l’industria zootecnica verso prodotti sostitutivi a quelli animali; ad esempio quei prodotti vegetali che riproducono alla perfezione il sapore della carne, come l’“Impossible Burger”. Oppure anche quelli basati sulla recente invenzione dell’inglese Mark Post, la carne coltivata, ovvero una carne cresciuta in un bio-reattore, che non causa né la morte né alcuna sofferenza dall’animale da cui è stata tratta. I prodotti sostituivi inoltre esistono non solo per la carne, ma anche per gli altri derivati animali.


– Quali sono le basi su cui si fonda il vostro movimento?

Come detto Democrazia Verde è un partito ambientalista e ha tra i suoi vari obiettivi quello di chiudere gli allevamenti intensivi. Questa scelta potrebbe essere criticata con l’accusa di causare un importante aumento della disoccupazione, ma ciò si collega al nostro obiettivo fondamentale, che noi chiamiamo Diade.

– Di cosa si tratta?

La Diade è una cosa composta da due elementi interconnessi tra di loro. Per noi questi elementi sono la Piena Occupazione e la Salvaguardia dell’Ambiente. Non si può ottenere una cosa senza perseguire l’altra, perché ci sarebbero degli scompensi. Se l’Italia ottenesse la piena occupazione, ovvero se la disoccupazione italiana venisse completamente eliminata e tutti i cittadini avessero un buon reddito e sicurezza economica, ciò farebbe inevitabilmente aumentare i consumi, causando quindi un aumento dell’inquinamento. Perciò va perseguita in un’ottica ecologica. Allo stesso tempo, il miglior modo per fare politiche a favore dell’ambiente è utilizzando tutta la forza lavoro italiana. I disoccupati infatti sono un costo per lo stato sia in termini economici, ovvero per la produttività persa, sia di risorse, in quanto un disoccupato consuma ma non produce.

– È davvero possibile la Piena Occupazione? Come pensate di ottenerla?

La Piena Occupazione è possibile dal 15 agosto 1971, anno in cui il mondo ha abbandonato la “teoria monetaria medievale”, ovvero l’idea che il valore del denaro debba essere agganciato all’oro (gold standard). Da quella data infatti abbiamo adottato un nuovo sistema monetario mondiale (fiat money) che gli economisti eterodossi chiamano “moneta moderna”. La teoria della moneta moderna spiega come sia possibile ottenere la piena occupazione tramite dei programmi di lavoro garantito (PLG) che vedono lo Stato come datore di lavoro di ultima istanza.

– Potresti cercare di spiegarlo in modo semplice?

Le persone senza lavoro tendono a risparmiare. Se tutti risparmiamo, i negozi vendono meno, e se vendono meno, sono costretti a licenziare, facendo ripartire il ciclo. Questa in economia si chiama “spirale deflattiva imposta”. Noi di Democrazia Verde vogliamo invertire questa tendenza. Lo Stato assumerà tutti i disoccupati italiani a livelli di reddito dignitosi e leggermente inferiori ai redditi dei privati, in modo che, una volta ripartita l’economia grazie all’aumento di domanda, i dipendenti del PLG passeranno dal settore pubblico al settore privato, che a quel punto avrà bisogno di maggiore personale.

– Quali sono le aspettative future di questo nuovo partito politico?

Stiamo organizzando vari eventi in tutta Italia per presentare le nostre idee. Il nostro principale obiettivo è raggiungere il Parlamento per attuare i punti del nostro Programma, che potete trovare sul nostro sito www.democraziaverde.org o sulla nostra pagina facebook.

– Pensi che questo movimento possa ottenere molti consensi nel nostro Paese? Perché?

Il partito, come spiegato sopra, ha il vanto di essere il primo partito vegano d’Italia. Per noi l’antispecismo deve diventare una lotta politica, non solo filosofica, infatti ci opponiamo anche allo sfruttamento degli animali negli zoo, nei circhi, nei delfinari, nelle botticelle equestri, nella sperimentazione animale, e altro ancora. Se in questa lotta avessimo il sostegno di tutti i vegetariani e vegani d’Italia, che secondo le statistiche sono circa un decimo della popolazione, riusciremmo ad iniziare la Liberazione Animale. Può sembrare strano cominciare questa rivoluzione nel nostro piccolo stivale, ma l’Italia è il Paese con il maggior numero di vegani al mondo in rapporto alla popolazione, secondo solo all’India (ma loro lo sono per motivi religiosi) e questo per noi significa molto.

– Esistono movimenti analoghi al vostro negli altri paesi?

Per quanto ne sappiamo noi esistono al momento altri due partiti vegani e per la green economy: l’Humane Party (Stati Uniti) e il Party for the Animals (Olanda). Sarebbe interessante collaborare con loro in futuro, per portare avanti le nostre lotte a livello internazionale.

 

www.promiseland.it

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