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Quinta Colonna. Animalisti Uniti contro la caccia.

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Quinta Colonna. Retequattro. Puntata dell’8 Maggio 2017. Ore 23 circa. Animalisti contro Cacciatori. Questa sfida la chiamano così. Modera il giornalista-filosofo Paolo Del Debbio, conduttore del programma.

Per noi, a parlare, c’è Alessandra di Lienge (Iene Vegane) Paolo Mocavero  (Animalisti 100%) curiosamente seduti vicini e senza la protezione del pubblico alle spalle, fatto che dal punto di vista psicologico potrebbe avere un suo peso. Ai due bisogna aggiungere Riccardo Manca (Animalisti Italiani) Daniela Martani e in collegamento da Viareggio un gruppo di guardie zoofile insieme ad alcune guardie ambientali. Dall’altra parte abbiamo il leghista Morelli, l’allevatore-cacciatore Massimiliano Filippi (Federfauna), la cacciatrice Elisa Picci e Maria Cristina Caretta (Confavi) in collegamento da Thiene (VI).

Il tema su cui ci confrontiamo è importante ma non presenta ostacoli insormontabili. Dentro la questione animale la caccia è un argomento più agevole da affrontare per chi da attivista e comunicatore si prende l’impegno di contrastare gli avversari nel dibattito. Ed ecco allora che dei nostri, ognuno fa il suo, secondo la propria visione. Del resto siamo una costellazione di posizioni anche diverse. Entrando nel merito, un errore lo commettiamo subito e dovremmo in futuro non ripeterci più perché dal punto di vista strategico il dichiararsi felici quando muore un cacciatore non paga. A parte questo, si evidenzia presto il carattere della combattiva Di Lienge che alla sua maniera argomenta in maniera perentoria, senza indugi. Riccardo Manca e Paolo Mocavero sia pur diversi parlano il loro linguaggio, quello per il quale sono noti: foga e fermezza. Un plauso speciale però, concedetecelo, va a due donne. Il primo a Daniela Martani, abilmente divulgativa e persino rigorosa nell’esposizione dei dati, lei che si emoziona sempre. Il secondo ad Alba che inconsapevolmente, crediamo, compie un capolavoro quando mette in relazione il disgustoso trattamento ricevuto dai migranti, nella prima parte della trasmissione, a quello ricevuto dagli animali non umani, nel dibattito in corso. Ebbene sì, questo è il capolavoro. Migranti, umani ingiustamente inferiori e animali non umani. “Antispecismo Politico” puro. Un preziosismo filosofico inaspettato.

Fin qui tutto bene ma poi qualcosa ci sorprende e non reagiamo. Siamo assenti su una cosa apparentemente meno visibile ma molto pericolosa ossia sul linguaggio volutamente distanziante della cacciatrice che, col suo fare timido, racconta un atto crudele come quello dell’attività venatoria, come un lavoro quasi necessario per la società degli umani, azzardando espressioni come “noi non uccidiamo ma preleviamo, il nostro è un prelievo programmato”. Ecco. Dobbiamo smascherare questa operazione mistificatoria della realtà, volta a presentare come neutra l’azione dell’uccidere e  a costruire un’idea edulcorata della caccia dentro l’immaginario collettivo. Dobbiamo  farlo ma non lo facciamo e non portiamo a casa una vittoria ancor più ampia di quella che incassiamo. Certo, vinciamo lo stesso, uniti, una volta tanto. Questo sì, ma potevamo stravincere!

Fonte www.promiseland.it

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