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Quintana di Foligno: una morte annunciata.

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Quintana di Foligno, morto il cavallo Wind Of Passion a seguito di un grave incidente. ENPA e IHP: “Era una morte annunciata e presenteremo un esposto alla magistratura.

Sabato 19 giugno, durante la manifestazione storico-folkloristica “Quintana di Foligno” un cavallo ha subìto un gravissimo incidente: il cedimento di una zampa mentre si accingeva a percorrere una curva. Il cavallo in questione si chiamava Wind of Passion, era un purosangue inglese ed è morto ieri mattina presso la Clinica veterinaria di Perugia.

Nei mesi scorsi c’era stata una serrata discussione attorno al possibile ritorno dei cavalli di razza purosangue inglese (PSI) in queste manifestazioni: il loro impiego era stato vietato dalla più recente Ordinanza del Ministero della Salute (c.d. Ordinanza palii), in quanto considerati cavalli troppo veloci e troppo fragili per correre in circuiti come quelli in cui si svolgono palii, giostre e quintane. La decisione era venuta dopo numerosi gravi incidenti accaduti a cavalli PSI negli ultimi anni.

Di recente ENPA (ente nazionale protezione animali) e IHP (italian horse protection) erano venute a conoscenza di insistenti pressioni, da parte di molti organizzatori, verso il Ministero della Salute affinché consentisse una deroga all’uso dei PSI.
L’Ordinanza parla chiaro: “Nelle manifestazioni che prevedono corse di velocità è vietato l’utilizzo di cavalli di razza purosangue inglese”.
Dopo una prima lettera scritta il 24 gennaio al Dott. Borrello, Direttore Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute, ENPA E IHP hanno ottenuto un incontro il 9 marzo con lui e alcuni funzionari, esponendo tutte le contrarietà a valutare una deroga che non stava in piedi né dal punto di vista formale né sostanziale in quanto è certamente noto che la velocità è caratteristica intrinseca non solo dei palii ma anche delle giostre e delle quintane.

Queste le proposte  di IHP E ENPA al Ministero:

  • Individuare delle morfologie di cavalli adatte a ciascun percorso, con riferimento alle sollecitazioni subìte;
  • stilare un elenco degli impianti di gara e di allenamento;
  • creare un database dei cavalli, dei circuiti e dei fantini per avere una totale tracciabilità;
  • avere dati precisi sugli incidenti.

Il 13 maggio si è tenuto un convegno a Foligno, dal titolo “Valutazione del rischio nelle manifestazioni popolari in cui vengono impiegati equidi“: organizzato dall’Ente Quintana, vi hanno partecipato praticamente tutti i principali interlocutori interessati alla reintroduzione dei PSI. Tra gli interlocutori, era presente anche l’architetto Walter Baldini, consulente del Mipaaf per il rispetto delle norme tecniche dei tracciati che ospitano manifestazioni storico-folkloristiche, il quale ha annunciato con soddisfazione un documento del Ministero della Salute che autorizzerà l’uso dei Purosangue. Nel suo intervento Baldini si è soffermato sull’importanza di un aspetto in particolare: i tracciati dove correranno i PSI devono essere adeguati in termini di raggi di curvatura, di barriere esterne e di composizione della pista, rassicurando tutti sulla sicurezza e sulla tutela dei cavalli.
Purtroppo però, la realtà ha fornito un quadro diverso: Wild Passion, è morto.

L’incidente della Quintana di Foligno non è un incidente, ma una morte annunciata e in qualche modo voluta dall’ostinazione di alcuni a cercare lo spettacolo a discapito della tutela degli animali.
Per questo motivo ENPA e IHP presenteranno un esposto alle autorità competenti,  per fare luce sull’applicazione di una deroga illegittima e per individuare eventuali responsabilità.
Nell’esposto verrà chiesto anche il sequestro del corpo del cavallo e dei video relativi all’incidente. Infatti le immagini, trasmesse in diretta dal sito Ente Quintana e poi misteriosamente sparite, hanno mostrato il cavallo rompersi l’anteriore destro alla penultima curva. Secondo le testimonianze raccolte in loco, la frattura era scomposta con l’arto che penzolava. Per questo motivo i soccorritori si sarebbero premurati di oscurare la vista con un telo e facendo barriera circondando il cavallo. Sempre secondo le testimonianze, sarebbero occorsi oltre 20 minuti per caricare il cavallo sull’ambulanza perché non avevano un’imbracatura per farlo salire.

Fonte: www.promiseland.it

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