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Lo sfruttamento dei cavalli e la preziosa attività di IHP.

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Che differenza c’è tra un circo con animali ed un ippodromo? L’utilizzo di animali negli spettacoli circensi ed itineranti è sbagliato e questo è stato finalmente compreso dall’opinione pubblica e dalla legislatura italiana. Ma l’utilizzo dei cavalli in un ippodromo, non è una attività altrettanto crudele e non necessaria?

L’8 Novembre scorso è stata approvata la legge che prevede il divieto di utilizzo di animali negli spettacoli circensi ed itineranti come già in altri 50 paesi nel mondo. Leggi l’articolo completo qui.

Lo sfruttamento animale legato all’intrattenimento e a logiche economiche e di spettacolo ha però anche altre forme.

Si legge sul sito web di IHP Italian Horse Protection Onlus in un articolo pubblicato il 13 Novembre, che a Milano durante una gara nell’ippodromo Snai San Siro per l’ennesima volta cade una cavalla fratturandosi una zampa e quindi verrà successivamente soppressa dal veterinario alla giovane età di 6 anni.

Durante la sua breve vita Segona, questo il suo nome, aveva conosciuto solamente allenamenti, viaggi, gare e lo spazio limitato del suo box, fino alla sua morte.

Questi cavalli, come gli animali utilizzati nei circhi per i quali si intravede lo spiraglio della liberazione, sono ugualmente costretti ad atroci sofferenze e restrizioni a causa dello show business, un giro di affari di milioni di euro come nel caso dell’ippodromo SNAI SAN SIRO che addirittura registra un aumento dei visitatori e scommettitori.

Nella legislazione italiana i cavalli non hanno alcun riconoscimento particolare. La normativa vigente lascia che vengano trattati come beni di consumo. Il loro impiego è davvero diversificato: dalle competizioni legali alle corse clandestine, nei palii, nei maneggi, per il traino di carrozze per turisti, nei circhi, usato per i trasporti, fino ad arrivare alla macellazione, alla vivisezione e all’impiego per le pellicce.

Le attuali leggi sono ampiamente insufficienti a garantire loro la tutela necessaria e a punire adeguatamente i maltrattamenti.

Lo spettacolo non deve andare avanti e vi invitiamo a seguire le campagne dell’associazione Onlus Italian Horse Protection che da anni si batte per la protezione dei diritti dei cavalli.

Che cosa fa IHP?

IHP agisce su diversi livelli:

  • Denuncia situazioni di maltrattamento supportando le Forze dell’Ordine nell’esecuzione dei sequestri.
  • Svolge attività di investigazione per portare alla luce situazioni di sfruttamento
  • Recupera i cavalli maltrattati e sequestrati da parte dell’Autorità Giudiziaria e li ospita presso il proprio Centro di recupero a Montaione, sulle coline toscane. Qui, i cavalli vivono in totale libertà, in branco e in ampi spazi.
  • Si prende cura degli equidi sequestrati fornendo cure e terapie agli animali
  • Si occupa della riabilitazione psicologica dei cavalli che presentano problemi comportamentali in seguito alle violenze che hanno subito
  • Si impegna a cercare una nuova casa ai cavalli, dopo un’attenta selezione degli adottanti.
    Promuove azioni volte all’adozione di nuove leggi per la tutela degli equidi.
  • Lavora per migliorare il rapporto tra umani ed equidi attraverso un’opera di divulgazione delle conoscenze veterinarie ed etologiche della specie equina.

Puoi sostenere anche tu la Italian Horse Protection. Leggi come QUI. 

Fonte: www.promiseland.it
            www.horseprotection.it/

 

 

 

 

 

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