Anguilla uccisa durante il programma MasterChef da un bambino concorrente. Lo specismo va in diretta televisiva.

Come i media giudicano gli Animali e il loro utilizzo. Una riflessione di Roberto Contestabile

Purtroppo gli episodi spiacevoli non mancano e, nonostante i palinsesti televisivi italiani ed esteri siano sempre più colmi di anti-cultura e disinformazione etica, ancora una volta bisogna divulgare un brutto episodio che evidenzia lo sfruttamento animale in atto.
È accaduto in Spagna durante una puntata del famosissimo format “MasterChef” categoria junior in cui un partecipante alla competizione si è visto costretto dalle regole editoriali ad uccidere un’Anguilla come prova per aggiudicarsi la vincita in palio. Sulle prime il bambino si è rifiutato, non tanto per una sua responsabilità soggettiva, ma forse perché aveva timore o paura dell’Animale stesso. A nulla sono servite le sue resistenze e ben presto ha dovuto operare di coltello e tagliare la testa, finendo poi la pulitura per la cottura.
A causa di questo spiacevole episodio di sangue numerose sono state le proteste, e non si esclude che un’opera del genere sia stata eseguita dagli autori del programma per pubblicizzare enormemente il suo audience. Molti hanno reagito negativamente affermando che soprattutto da parte di un minore non era necessario agire in questo modo barbaro.
Incentivare la morte verso un essere vivente indifeso non è assolutamente una bella mossa, in particolare da un ente televisivo che dovrebbe diffondere piena consapevolezza di ciò che si pensa o compie.
Ma visti i numerosi casi in discussione (anche in Australia era stata uccisa un Aragosta sempre nello stesso canale) ormai sembra un’abitudine alquanto ripetitiva utilizzare poveri Animali a scopo d’intrattenimento. Accade infatti ripetutamente ed anche abbastanza spesso purtroppo che esseri viventi siano utilizzati come veri e propri oggetti da mobilio o peggio da svago e puro divertimento, anche in luoghi dove si presume ci sia una divulgazione culturale abbastanza concreta. Come il triste acquario della trasmissione Rai “Che tempo che fa” di Fabio Fazio in cui un acquario in bella mostra funge da tavolo e scenografia per gli ospiti del programma (qui l’articolo e relativa petizione discussa da questa testata).
Quello che è accaduto in Spagna non è certamente una novità né tanto meno uno shock visto e considerato che tale nazione utilizza ancora manifestazioni altamente deleterie come la corrida o la corsa dei Tori a Pamplona. Proprio la Spagna che nelle ultime settimane era giunta pare ad un progresso morale avanzato proponendo in parlamento la proposta di legge utile a discutere i diritti Animali come priorità assoluta, ovvero Animali non più oggetti ma veri e propri individui.
Evidentemente il lavoro da svolgere è ancora ampio, lungo e laborioso. Come in Italia del resto dove gli Animali, grazie anche a numerose ed assidue tradizioni ricorrenti, sono ancora considerati merce di scambio da tassare. Nel ferrarese ad esempio l’Anguilla è considerata una prelibatezza culinaria, a Comacchio addirittura tutti gli anni in autunno fanno una sagra.
“Il maltrattamento degli animali è un REATO, previsto e punito dgli artt. 544 tere 727del c.p. e non si tratta più solo di un “delitto contro il patrimonio” (cioè il bene protetto è la proprietà privata dell’animale da parte di un proprietario), come è previsto dall’art. 638 (Uccisione o danneggiamento di animali altrui).”
Nel leggere questo testo, sembra imbattersi contro una fantastica realtà ipocrita in cui gli stessi protagonisti sofferenti vengono quotidianamente sbeffeggiati dagli spettatori.
Ecco perché la protesta deve essere unanime, lasciando da parte stupidi e squallidi screzi che purtroppo puntualmente prendono posto in ogni luogo di confronto e condivisione. Gli utenti preposti all’informazione e divulgazione animalista hanno il dovere etico di responsabilizzarsi ed attuare una profonda autocritica. Questo per progredire autonomamente e procedere meglio verso le nuove sfide che ci aspettano. Non è più possibile assistere a vergognosi dibattiti virtuali in cui vari esponenti della lotta si scambiano offese gratuite e linciaggi infantili.
Gli Animali non aspettano, e i possibili aiutanti utili alla liberazione si girano dall’altra parte vedendo le nostre stupide diatribe.
Roberto Contestabile
Fonte: www.promiseland.it

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.












Vai alla barra degli strumenti