“Etica e Gusto” progetto VEGAN ricreativo e formativo per rifugiati e richiedenti asilo.

“Etica e Gusto” è un corso di etica e cucina vegana tenutosi a Cerignola, rivolto a rifugiati e richiedenti asilo, tenuto dalla Dott.ssa Tiziana Annicchiarico educatrice, pedagogista, membro del Comitato Etico e Ambasciatrice della regione Puglia, coordinatrice delle rete degli ambasciatori dell’Associazione Vegani Italiani Onlus. Ecco il racconto della terza lezione. 

Etica e gusto è il primo progetto di etica e cucina vegan per migranti realizzato in Italia, presso la regione Puglia, nel comune di Cerignola (Foggia), promosso da APS LunaCometa nell’ambito del progetto SPRAR Cittàccoglienza.
Il progetto è già alla sua seconda edizione.
È stato ideato dalle Dott.sse Tiziana Annicchiarico e Alessia Roberta Scopece (responsabile di progetto e Presidente dell’Associazione LunaCometa, giornalista, scrittrice, operatrice televisiva presso la trasmissione televisiva “Cruelty Free”).

Il VEGAN MENU’ della terza lezione: Penne con ragù di tofu, polpettone di ceci al rosmarino, polpette di melanzane e lenticchie, torta panettone.
Tiziana Annicchiarico ci racconta: “Il progetto Etica e Gusto ha permesso ai beneficiari di Cittàccoglienza di sviluppare diverse competenze attraverso un miglioramento dell’autonomia nella gestione della vita quotidiana, attraverso un contenimento del disagio dovuto anche alle difficoltà dei singoli percorsi migratori.

I beneficiari hanno realizzato diverse pietanze senza utilizzare nessun prodotto di origine animale, hanno imparato a lavorare, cooperare in gruppo, discutere, confrontarsi. Tutto ciò ha permesso di potenziare e dare valore alle loro capacità favorendo anche una crescita personale a livello etico.
Etica e Gusto è anche un’attività di conoscenza e di incontro tra culture differenti.
E’ importante parlare anche di “razzismo”, nonostante sia ormai chiaro quali possono essere le conseguenze della diffusione del pregiudizio razzista, questo continua a esistere e a riesplodere ogni qualvolta ci sia una responsabilità da attribuire a qualcuno. Il termine razzismo parte dall’idea che la specie umana possa essere suddivisa in razze biologicamente distinte e che quella bianca fosse superiore a quella nera. L’odio verso qualcuno che porta con sè cultura, tradizioni, valori e colori diversi è specismo.
Grazie alla genetica, dopo la seconda guerra mondiale, la biologia afferma che il termine razza non può essere utilizzato perché le razze non esistono e siamo tutti molto simili dal punto di vista genetico e le differenze esteriori dipendono dalla capacità di adattamento di ognuno di noi in ambienti diversi.
Affrontare il tema dell’immigrazione risulta essere una questione assai complessa sul versante politico, sociale, culturale, formativo e istituzionale sia per quelle che sono le comuni difficoltà e resistenze riscontrabili in altri Paesi, sia per quelle che sono le specificità del nostro contesto.
Non c’è affinità culturale quando c’è di mezzo il “pregiudizio”.
E’ necessario vivere una nuova stagione nella quale diventa essenziale il ruolo delle istituzioni che devono essere in grado non solo di non alimentare fenomeni di intolleranza, ma anche di offrire gli strumenti per abbatterli, attraverso la costruzione di punti di contatto interculturale, assistenza economica e legale e percorsi formativi e di partecipazione sociale. Dobbiamo imparare a rapportarci con gli immigrati favorendo processi di integrazione, di accoglienza, di solidarietà verso coloro i quali vivono una fase esistenziale deprivata dei diritti fondamentali.

E’ necessario un progetto pedagogico della città, affinchè si possa avere la costruzione di una “citta educante”, essa rappresenta il luogo privilegiato in cui favorire processi di interazione e formazione tra soggetti portatori di cultura, tradizioni e sistemi valoriali diversi al fine di individuare percorsi condivisi e condivisibili per l’esercizio di una “cittadinanza attiva”.
R.S. Matta Echaurren affermava che l’emigrazione nasce dal bisogno di respirare”.

Continua Tiziana: “In questa terza lezione ho spiegato ai beneficiari di Cittàccoglienza perché è necessario eliminare il latte dalla nostra alimentazione. Le mucche producono latte solo quando sono gravide, purtroppo sono considerate delle macchine da latte, ogni mucca produce infatti 120 litri di latte al giorno e considerando che un vitello in natura ne richiederebbe 10 volte meno, possiamo considerarla una quantità insostenibile per il fisico della mucca creato e sviluppatosi per contenere ogni giorno, per un periodo di tempo limitato, soltanto una certa quantità di latte. Il vitello viene portato via alla madre subito dopo il parto, la perdita di un figlio una volta all’anno per tutta la vita è cosa che nemmeno un essere umano, maturo e psicologicamente strutturato può sopportare.
I vitelli maschi non potranno produrre latte e quindi saranno destinati quanto prima al mercato della carne. Nessuna mucca sopravvive a lungo e in buona salute allo stress di tali ritmi produttivi, dolorose mastiti sono all’ordine del giorno, non appena la produzione del latte accenna a calare, il loro destino resta quello del macello”.

Seguendo un’alimentazione vegetale tutti noi possiamo fare qualcosa di concreto per fermare questo orrore. La dimensione vegan è nella sua essenza l’anello mancante per il genere umano, ciò che gli consente di porre le basi per la realizzazione di una società in cui tutti gli esseri umani rifiuteranno per principio la violenza, il sopruso, lo sfruttamento, la sottomissione. Ciò ci permette di sviluppare una nuova coscienza umana protesa verso l’amore universale.
Il nostro compito è dimostrare che difendere gli animali torna a beneficio dell’intera umanità, sfruttare e trucidare animali impedisce al genere umano di evolversi moralmente e realizzare una società diversa dall’attuale.
L’aspetto etico è la nostra forza, l’aspetto più evoluto del pensiero dei grandi uomini di spiritualità che fin dall’antichità hanno gettato le basi per questa grande rivoluzione d’amore universale, la chiave per aprire ogni cuore, ciò che renderà vincente la nostra battaglia in difesa dei più deboli, ciò che consentirà all’uomo di realizzare se stesso e un mondo migliore.
Fonte: www.promiseland.it

  1. antonio lunanova 8 giugno 2018, 11:14 pm

    realizzazione di una società in cui tutti gli esseri umani rifiuteranno per principio la violenza, il sopruso, lo sfruttamento, la sottomissione. Ciò ci permette di sviluppare una nuova coscienza umana protesa verso l’amore universale. sfruttare e trucidare animali impedisce al genere umano di evolversi moralmente e realizzare una società diversa dall’attuale. INSEGNAre ad amare gli animali e la natura tutta già dall’nfanzia – programmare insegnamenti nelle scuole e recriminare chiunque propaganda cattiverie verso la natura, compresi i cosidetti papi, vescovi e credenti religiosi di qualsiasi natura

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  2. antonio lunanova 8 giugno 2018, 11:15 pm

    INSEGNAre ad amare gli animali e la natura tutta già dall’nfanzia – programmare insegnamenti nelle scuole e recriminare chiunque propaganda cattiverie verso la natura, compresi i cosidetti papi, vescovi e credenti religiosi di qualsiasi natura

    Reply
  3. antonio lunanova 8 giugno 2018, 11:18 pm

    condivido tutto e aggiungo – insegnare nelle scuole il rispetto della natura e di tutti gli esseri viventi – fare programmi tv che descrivano i veri angeli terreni e non quelli che volano nei paradisi inventati

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