“Etica e Gusto” progetto VEGAN ricreativo e formativo per rifugiati e richiedenti asilo.

“Etica e Gusto” è un corso di etica e cucina vegana tenutosi a Cerignola, rivolto a rifugiati e richiedenti asilo, tenuto dalla Dott.ssa Tiziana Annicchiarico educatrice, pedagogista, membro del Comitato Etico e Ambasciatrice della regione Puglia, coordinatrice delle rete degli ambasciatori dell’Associazione Vegani Italiani Onlus.

Etica e Gusto è il primo progetto di etica e cucina vegan per migranti realizzato in Italia, presso la regione Puglia, nel comune di Cerignola (Foggia), promosso da APS LunaCometa nell’ambito del progetto SPRAR Cittàccoglienza.
Il progetto è già alla sua seconda edizione.
È stato ideato dalle Dott.sse Tiziana Annicchiarico e Alessia Roberta Scopece (responsabile di progetto e Presidente dell’Associazione LunaCometa, giornalista, scrittrice, operatrice televisiva presso la trasmissione televisiva “Cruelty Free”).
Il VEGAN MENU’ della quarta ed ultima lezione: Fusilli con ragù di melanzane, cotolette di ceci e lenticchie, omini di Pan zenzero, torta di zucchine al cioccolato
Come è nata l’idea di un progetto educativo vegan per migranti e richiedenti asilo?
Alessia Scopece presidente dell’Associazione LunaCometa ci racconta: “Ho incontrato per la prima volta la Dott.ssa Tiziana Annicchiarico circa tre anni fa, quando la invitai come ospite in una trasmissione televisiva che stavo realizzando, dedicata alla filosofia cruelty free. Da allora è iniziato un sodalizio professionale e di amicizia in nome dello stesso ideale: il veganesimo. In quella prima occasione Tiziana mi parlò del suo impegno a favore dei detenuti e del suo progetto “Etica e Gusto” presso la Casa Circondariale di Bari. Poiché da qualche anno tramite la mia associazione dedicata alla promozione di stili di vita etici e sostenibili e al sostegno a persone svantaggiate, LunaCometa, sono project manager di un programma di accoglienza e inserimento socio-economico di rifugiati e richiedenti asilo in Puglia, ho pensato che sarebbe stato bello replicare la sua attività con le persone ospiti del centro e l’ho invitata a pensare a un calendario di “appuntamenti ai fornelli” adatto a loro.”
La Dott.ssa Annicchiarico ha subito colto l’invito e, nonostante la distanza, si è recata per alcune settimane a tenere lezioni di cucina e di etica ai ragazzi.
Africani, pakistani, afghani, italiani, tutti riuniti a parlare della sofferenza degli animali, di salute e di buon cibo, quello vegetale, che peraltro permette di far sedere alla stessa tavola chiunque, qualsiasi religione professi.
È stata un’esperienza che si è deciso di ripetere una seconda volta. Così nel mese di dicembre c’è stata la seconda edizione di “Etica e Gusto” presso Sprar “Cittàccoglienza”, promosso dal Comune di Cerignola (FG), ed è stato di nuovo un successo.
“Ciò che mi ha spinto a fare questo tipo di incontri – continua Alessia Roberta Scopece –  non è solo il desiderio di sensibilizzare le persone circa la questione dello sfruttamento animale, ma anche quello di coinvolgere i migranti in un argomento di dibattito sociale che ultimamente sta tenendo banco anche nelle trasmissioni televisive, sui social e tra la gente comune. In questo modo abbiamo potuto fornire ai beneficiari spunti per lo sviluppo di una coscienza critica e anche nuovi occhi per guardare il mondo. Inoltre i ragazzi hanno acquisito delle nuove capacità: ora sono in grado di cucinare senza crudeltà, per sé stessi o, perché no, se dovessero trovare lavoro nel campo della ristorazione.”
I giovani ospiti che seguono corsi di formazione nel campo culinario potranno integrare i loro tirocini con l’attestato VEGANOK che Tiziana ha rilasciato loro come certificazione ufficiale delle loro nuove skill.
Ci tengo a dire – conclude la Scopece – che la realizzazione di “Etica e Gusto” nel nostro progetto è stata fatta nell’ambito delle attività di integrazione previste e quindi grazie ai fondi che il Ministero dell’Interno mette a disposizione per la riuscita del percorso di inserimento di quanti cercano migliori condizioni di vita in Europa. È stata una grande emozione vedere con quanto interesse e quanto entusiasmo, con quanta partecipazione e quanto coinvolgimento i ragazzi seguivano le lezioni sia dal punto di vista teorico che pratico. Qualcuno non parlava italiano e così ci siamo attrezzati anche con le traduzioni in inglese. Penso che questi momenti siano molto importanti nel contesto di una progettualità di integrazione, che non deve limitarsi solo ad aspetti burocratici o al pur necessario e indispensabile accompagnamento lavorativo. Si tratta di metodi utilissimi per sviluppare autostima, senso di appartenenza, in una certa misura anche senso dell’esistenza in una situazione di vita sradicata dalle proprie usanze e abitudini e dai propri affetti familiari.”

“Etica e Gusto” ha costituito un momento di dialogo e condivisione anche tra ospiti del progetto e operatori e tra loro stessi, stemperando eventuali tensioni che potrebbero venirsi a creare in una convivenza forzata e creando un clima di positiva collaborazione. Un nuovo modo di declinare il vivere senza crudeltà e l’intercultura: la pace, si sa, incomincia da ciò che abbiamo nel piatto.”
Tiziana Annicchiarico ci racconta:Accoglienza, integrazione, multicultura sono concetti fondamentali per l’esercizio di una “cittadinanza attiva”. Nel corso della storia dell’umanità i rifugiati sono stati una costante; le guerre tra popoli culturalmente diversi, le invasioni degli Stati, le persecuzioni religiose, politiche ed etniche, le carestie, la fame e la miseria hanno sempre obbligato le persone a fuggire e a lasciare la loro terra, ad abbandonare le loro case e i paesaggi in cui erano nate e che formavano il loro orizzonte di vita e di relazione, dove erano sepolti i loro morti e dove viveva la loro storia. Ma il dramma della fuga della propria terra non esiste solo nel ricordo, nei grandi racconti epici e religiosi, è presente nella realtà del nostro tempo.
La presenza in Italia di persone che richiedono la protezione, fuggendo da situazioni di guerra, è diventata abbastanza consistente, l’Italia è un paese di transito verso altri paesi e per questo, per molti aspetti, ha costretto a concentrare gli sforzi nel far fronte all’emergenza degli sbarchi, dedicando minore attenzione e risorse più limitate agli aspetti dell’accoglienza, del supporto sociopsicologico e all’inclusione nella società. Spesso il richiedente asilo è privo di un effettivo progetto e di un’immagine di un futuro personale possibile, né ha individuato obiettivi concreti che vadano oltre quelli della pura sopravvivenza.
Il ruolo della mediazione e dei mediatori risulta una risorsa importante per poter costruire ponti, non solo linguistici tra le diverse culture e poter favorire interventi graduali, capaci di rispettare le identità culturali e personali.
Etica e Gusto è un progetto educativo che ha permesso ai beneficiari di Cittàccoglienza di scoprire che la cucina vegana è molto gustosa, ed è di una ricchezza e una creatività senza pari, tutte le ricette del mondo possono essere potenzialmente veganizzate.
Il cibo vegetale è un valido strumento educativo, vi ricordo che gli animali non sono tristi per loro natura, non sono infelici o ammalati, è l’uomo che li rende tali, è l’uomo che li condanna ad una esistenza infernale. Gli animali sono innocenti, puri, miti, in armonia con il creato, da sempre hanno obbedito pazienti all’arroganza umana pagando con il dolore e la vita.
Essere vegani significa rifiutare lo sfruttamento e la morte degli animali, è uno stile di vita globale che va oltre il vegetarianismo, gli animali non ci appartengono, la loro vita appartiene solo a loro. Ciò che ingeriamo attraverso la bocca, il nostro organismo lo utilizza per costruire se stesso.
Il veganismo è un’evoluzione che ha davanti a sé un ottimo avvenire, presenta innegabili vantaggi per la salute perché allunga l’aspettativa di vita, ma anche un miglioramento della sua qualità, poiché previene numerose patologie croniche. Molte persone in tutto il mondo adottano un’alimentazione vegan non solo per motivi dietetici, ma soprattutto etici. L’etica, l’empatia si possono manifestare attraverso il rifiuto di cibarsi di esseri che hanno vissuto, gioito, amato, giocato e sofferto esattamente come noi.
Il veganismo è l’espressione più alta, profonda e matura dell’intelligenza positiva e della coscienza universale protesa verso il bene, la verità, la vita e l’evoluzione integrale dell’uomo in armonia con tutti gli esseri.
Ringrazio fortemente la Dott.ssa Alessia Roberta Scopece per avermi dato la possibilità di insegnare il veganesimo in tutte le sue sfaccettature etiche e culinarie ai beneficiari di Cittàccoglienza, è stata un esperienza forte che ha arricchito maggiormente il mio cuore.
Ringrazio Renata Balducci, Presidente dell’Associazione Vegani Italiani Onlus, la quale sostiene sempre le mie iniziative educative rivolte maggiormente alle classi più svantaggiate.
Ringrazio con il cuore tutti i migranti, i richiedenti asilo, i rifugiati che hanno seguito con interesse e impegno le mie lezioni.
Rivolgo il mio pensiero a tutti quelli che in Italia hanno iniziato una nuova vita e a quelli che l’hanno persa cercando di raggiungerla.”
Articolo a cura di Tiziana Annicchiarico.
Approfondimenti:
www.assovegan.it
www.veganok.com
Fonte:
www.promiseland.it
 

  1. Sebbene sia un bel progetto, io ci vedo molto l’intento di “educare”, “insegnare” “civilizzare”. Ovvero il peggio del peggio della retorica razzista e colonialista del secolo scorso in cui l’uomo bianco “civilizzato” elargisce lezioni di etica ai rifugiati e richiedenti asilo, come se loro, poverini, njn fossero capaci di un pensiero critico a proposito. Giusto ieri parlavo con Nadine, scappata dalla guerra civile in Congo che mi diceva “noi in famiglia la carne non la mangiamo, ci ricorda troppo quando una catasta di cadaveri ha sostato a pochi isolati da casa. Mi ricordo ancora l’odore. Poi qualcuno per pietà diede loro fuoco. L’odore della carne arrosto mi ricorda sempre quei cadaveri.” Io piuttosto realizzerei degli incontri in cui ognuno mostra la sua cucina e il suo punto di vista. Ci ostiniamo a voler insegnare a chi viene da lontano come si fa a vivere sottintendendo che non ne siano capaci, quando invece in quanto a rapporto con la natura hanno molto da insegnare.

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    • Nadir, non vedo affatto come lei questo progetto !
      La dottoressa, si occupa molto più semplicemente anzi direi, molto più specificatamente di divulgazione a scelta etica vegan ovunque ed in ogni ambito
      In questo nessuno pensi voglia “civilizzare “ nessuno !
      Anzi sono certissima che la dottoressa che opera come volontaria , si metta a disposizione per creare un legame paritario con persone di altri paesi , diffondendo la seduta vegan attraverso un tema che non esito a definire “ ludico” , come la cucina ed il cibo dono di Madre Terra e non opera di sfruttamento ed uccisine di altre

      Qui si tratta di CONDIVISIONE ed AMORE altro che “civilizzazione”

      Nadir , forse deve rivedere un po’ le cose da un punto di vista davvero di cuore ed altruista

      La gente buona esiste !

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  2. La fratellanza, il
    Cuore , il
    Volontariato, la divulgazione vegan, la condivisione…

    Questo deve vedere Nadir…
    credo debba lavorare sul fatto che la gente buona esiste e magari non se lo aspettava …

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  3. Erica ha colpito in pieno la situazione! Ma davvero non riesci ad arrivarci Erica? Davvero? Con quale cuore, etica e bontà si riesce a dire a qualcuno che ha SOFFERTO LA VERA FAME “no tu latte uova carne e pesce te li devo scordare”. Con quale spirito andate a dormire? Quello di salvare gli agnellini perché sono carini e coccolosi ma gli umani non vegani possano anche morire di fame?! Vi lascio solo una storia: Boubakar è scappato dal Sudan, nel suo stato per via della forte siccità non cresceva più nulla. Era già abituato alla fame ma poi ha attraversato il deserto e infine è stato rinchiuso in un centro di detenzione l’unico. Ha patito così tanto la fame e la sete che un occhio è rimasto compromesso, non lacrima più e ci vede male. In pratica era sull’orlo della morte per fame. Con quale cuore (se non quello delle stupide emoticon che si mettono su Whatsapp) vai a dire a una persona che ha passato questo inferno “no tu adesso scordati un cibo nutriente e corroborante come il latte e la carne perché è “crudele””? Perché la vita non è già stata abbastanza crudele con lui? Come mi è stato raccontato da centinaia di migranti che ho ascoltato e assistito, quando stai soffrendo la fame e la sete lotti per la tua sopravvivenza, se ci sono ratti mangiamo ratti, se c’è latte di capra beviamo quello, perfino il sangue degli animali. È evidente che la signora non ha mai avuto una preoccupazione più grave nella vita di quale marca di tofu bio acquistare. Come al solito, i vegani si ripresentano per quello che sono: radical chic senza aver la minima idea di cosa sia la fame e la sopravvivenza. L’edizione rivista e veganizzata di Maria Antonietta che al grido “Abbiamo fame! Non abbiamo il pane!” risponde “Mangiatevi il tofu, la quinoa, gli anacardi! È così semplice no?”

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