No a pellicce e angora: la protesta della Peta alla settimana della Moda di Milano.

Attivisti Peta – People for the Ethical Treatment of Animals e La LORO Voce – Iene Vegane in Piazza Duomo a Milano per dire “NO” allo sfruttamento animale.

La Peta – People for the Ethical Treatment of AnimalsLa LORO Voce – Iene Vegane, entrambe organizzazioni no profit a sostegno dei diritti degli animali, hanno protestato in piazza Duomo contro l’uso delle pellicce.
Tre attivisti hanno posato, tra curiosi e fotografi, esponendo cartelli in sostegno dei diritti degli animali.
“Il pelo dei conigli non ti appartiene”.
“I conigli soffrono per la pelliccia e l’angora”.
Questi, gli slogan sui cartelli del trio con l’obiettivo di denunciare l’orrore dello sfruttamento animale dietro ai capi di pelliccia, proprio nella settimana della moda.
“Per ogni pelliccia o maglione d’angora, i conigli sensibili soffrono una vita miserabile e una morte terrificante,” afferma la direttrice della PETA Elisa Allen.PETA invita gli stilisti e gli acquirenti a scegliere materiali vegani compassionevoli ed eleganti, per cui nessuno coniglio o altro animale ha dovuto soffrire.”
Sostenere la moda cruelty free è un imperativo categorico.
Il crescente numero di aziende che stanno abbandonando l’uso di pelli e pellicce, dimostra come etica e business non siano necessariamente in contraddizione e come anzi la prima possa fare da volano per il secondo. Di strada da fare ce n’è ancora molta e fondamentale è l’apporto di manifestazioni e proteste di questo tipo, nelle piazze, dove è possibile raggiungere un numero vasto ed eterogeneo di persone.
Quali sono le condizioni dei conigli allevati per la loro pelliccia?
Sono tenuti in gabbie minuscole e sporche, costretti a passare la loro intera vita su un pavimento di filo metallico, circondati dai loro escrementi senza mai avere la possibilità di scavare, saltare, giocare o vedere la luce del giorno. Nell’industria dell’angora, molti conigli sono sottoposti al calvario di avere la loro pelliccia strappata dal corpo mentre sono ancora vivi, anche quattro volte l’anno. Durante il processo, gli animali sono fisicamente sottomessi mentre gli operai rimuovono il pelo.
Conoscere questi aspetti dietro alle nostre scelte di consumatori, ci permette di operare delle scelte. In un contesto di questo tipo, scegliere un abbigliamento etico e fur free, è il minimo che si possa fare.
Approfondimenti:
www.peta.org.uk
La loro voce – Le iene Vegane
Fonte:
www.promiseland.it
 

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