Sciacca: la strage dei cani avvelenati.

Si è consumata in questi giorni a Sciacca in provincia di Agrigento, una strage senza precedenti: decine e decine di cani randagi avvelenati. 

Si stima un numero di circa 70 cani dispersi e uccisi per mezzo di un potente veleno.

Quali sono le cause della tragedia che si è consumata in Sicilia?

In una nota di LNDC (Lega Nazionale Difesa del Cane) si legge: “Pessima gestione del randagismo, crudeltà e inciviltà: queste sono le principali cause della tragedia che si è consumata nei giorni scorsi”.

Piera Rosati, presidente dell’Associazione LNDC, ha scritto una lettera al Sindaco di Sciacca e al Presidente della Regione Sicilia Musumeci per ricordare le loro competenze e responsabilità e commenta: ” “Sono profondamente amareggiata da quanto avvenuto in questi giorni; questi gesti sono il frutto di una mentalità crudele, indegna di un Paese civile di questo secolo. Allo stesso tempo però scaturiscono da una gestione sbagliata e malata del fenomeno del randagismo che purtroppo è ancora una vera e propria piaga, soprattutto in molte zone del centro-sud Italia. La Legge Quadro 281/91 e la LR siciliana 15/2000 prevedono che i comuni debbano dotarsi di rifugi dove accogliere i cani, cosa che Sciacca come tanti altri comuni non ha, e soprattutto la sterilizzazione dei cani senza proprietario. Allo stesso tempo è necessario un reale ed efficace controllo sui cani di proprietà, verificando che siano regolarmente iscritti all’anagrafe canina e incentivandone la sterilizzazione. Eppure è evidente che queste misure non vengono prese, vista la proliferazione dei randagi sul territorio che poi porta a queste ‘soluzioni’ che rimangono sempre e comunque ingiustificabili.”

In un paese civile, barbarie di questo tipo non dovrebbero avvenire. Un elemento in particolare, lascia sgomenti di fronte ad una efferatezza così ignobile: in molti infatti hanno sostenuto che l’imminente passaggio del Giro d’Italia proprio in quelle zone lascerebbe pensare a un’azione di “pulizia” del territorio in vista della manifestazione. La 5° tappa partirà infatti da Agrigento e passerà per Sciacca il 9 Maggio 2018.

Gian Marco Prampolini, Presidente di LEAL commenta: “Al di là della coincidenza non conosciamo colpevoli e mandanti ma ci auguriamo che le indagini in corso ci possano dare delle risposte. Una cosa però è certa: questa volta ai colpevoli qualcosa è sfuggito di mano e l’indignazione ha varcato inesorabilmente i confini della Sicilia accendendo i riflettori non solo su una situazione fuori controllo ma ha anche attivato le proteste su tutto il territorio nazionale”.

Abbiamo chiesto a Sauro Martella divulgatore etico e fondatore di VEGANOK Network un’opinione in merito. Ci racconta: “Le proteste e le petizioni scaturite da questa vicenda, dimostrano come i tempi siano maturi per esigere che la politica si prenda le sue responsabilità e attui le normative in vigore e di come, d’altra parte, sia necessario assolutamente continuare con attività di sensibilizzazione volte ad accrescere consapevolezze e colmare un gap culturale legato alla tematica del randagismo, che è un problema molto serio sul territorio nazionale. Su questa vicenda nello specifico, lasciamo che le indagini facciano il loro corso e che vengano individuati i responsabili nella consapevolezza che il vero dibattito da aprire è il tema dell’inasprimento delle pene per i reati contro gli animali. Non possiamo continuare a passare da una strage ad un’altra senza che nulla venga fatto a livello politico”.

Le associazioni animaliste locali e nazionali, tra cui LNDC, hanno organizzato una manifestazione che si terrà domani, domenica 25 febbraio 2018 a partire dalle ore 15 in piazza Scandaliato a Sciacca.
Approfondimenti:
www.veganok.com
www.legadelcane.org
www.leal.it

Fonte:
www.promiseland.it

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