“Vegan in gravidanza: pericoloso per il feto”. FALSO!

È ORA DI FARE CORRETTA INFORMAZIONE.
3 marzo 2018 | ore 15.40, l’intervista su TGcom24, 51 Digitale Terrestre, 509 Sky.

Il Dott. Niccolò Giovannini membro del comitato scientifico di AssoVegan – Associazione Vegani Italiani Onlus è un ginecologo specializzato. Si è laureato all’Università di Milano nel 1998 e ha ottenuto la specialistica nel 2003 dopo aver studiato a Montpellier, Clermont Fd (Francia). Nel 2004 incomincia a lavorare come consulente sempre in Clermont Fd (Francia) e poi a Milano nella Clinica Mangiagalli – Fondazione Policlinico MRE. Nel 2008 Niccolò completa il suo PhD all’Università degli Studi di Milano con la Tesi: “L’impatto sul feto e sulla gravidanza dell’inquinamento nell’aria” dopo vari stage all’estero (Francia e Svizzera). Oltre alle convenzionali attivita cliniche partecipa anche a numerose missioni umanitarie (Haiti, India, Cambogia, Indonesia). La sua visione della complessita della “macchina” Uomo lo ha portato ad integrare la medicina antica con quella contemporanea oltre all’attitudine dualistica. Recentemente ha ottenuto il diploma all’insegnamento da Yoga Alliance. Collabora anche con un centro amazzone riconosciuto dall’Unesco sulle tradizionali medicine indigene.


Perché l’alimentazione vegan è stata in questi ultimo giorni al centro di polemiche e perché si è parlato di rischi legati allo sviluppo del feto?

Di questo si è discusso, in una tavola rotonda che ha messo sotto i riflettori l’alimentazione in gravidanza.
Insieme al Dott. Niccolò Giovannini, erano presenti in studio anche il Dott. Carlo Dionisi Vici pediatra dell’Ospedale “Bambino Gesù” di Roma e Giorgio Calabrese, docente di Dietoterapia all’Università di Torino.

Al centro del dibattito, il ruolo e l’importanza della vitamina B12.  Il Dott. Carlo Dionisi ha affermato che dallo screening neonatale esteso delle malattie metaboliche reso obbligatorio dal 2016, risulterebbe, a causa di una carenza di vitamina B12 nelle mamme durante la gravidanza, un aumento di neonati che manifestano le stesse alterazioni dei neonati affetti da malattie congenite del metabolismo.

La carenza di vitamina B12 è un elemento da sottovalutare?
Assolutamente no” dice Niccolò Giovannini. “La carenza” continua “non riguarda una fetta specifica della popolazione ma universalmente i paesi occidentali”La carenza, laddove venga individuata, può presentarsi in corrispondenza di ogni regime alimentare.

La vitamina B12 infatti in natura viene sintetizzata da batteri presenti nel terreno che colonizzano le piante le quali a loro volta diventano il nutrimento degli animali che le consumano. Ovviamente questo discorso non vale per gli animali negli allevamenti intensivi la cui alimentazione prevede prodotti addizionati con Vitamina B12; è necessario integrarla perché non nutrendosi di erba ma di granaglie, non possono incamerarla in modo naturale.

Dunque questo aspetto è il vero nocciolo della questione: i dati ufficiali e gli organismi di divulgazione a livello internazionale hanno ormai da tempo riconosciuto la dieta vegana ben bilanciata, come appropriata in tutti gli stadi fisiologici, compresa ovviamente la gravidanza. Tutte le donne in gravidanza, a prescindere dalla dieta seguita, dovrebbero verificare eventuali carenze.

GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVENTO DEL DOTT. GIOVANNINI

Abbiamo rivolto alcune ulteriori domande al Dott. Niccolò Giovannini per far luce sul tema:

Dato che lo screening neonatale di cui ha parlato il Dott. Dionisi Vici è recente, è possibile con i numeri a disposizione, parlare di impennata del fenomeno?
“Sono inferenze vaghe; non è stato fatto uno studio longitudinale dove le donne sono state osservate dall’inizio della gravidanza fino al parto; è stata fatta un’indagine trasversale alla nascita del bambino senza verificare e incrociare i dati con l’alimentazione seguita dalla mamma durante la gravidanza”

Come mai su un tema così delicato si tende a generare questo allarmismo che nuoce alla corretta informazione?
L’allarmismo ci  distanzia dai dati scientifici e ci impedisce di vedere una questione in modo globale. Un dato su tutti: la modalità allarmista in campo ostetrico per esempio ha portato ad un aumento dei parti cesarei fino a picchi dell’80% a Milano e del 40% a Roma. Questo per dire che l’allarmismo ci fornisce una visione molto parcellizzata di una questione. Decretare inadeguata la dieta vegana per la carenza di B12, significa avere un approccio al TEMA ALIMENTAZIONE molto parziale: si rischia di manipolare la realtà. Io credo che il metodo migliore di analisi sia quello saluto-genetico secondo il quale la salute viene considerata un potenziale da sviluppare. Dobbiamo cambiare approccio e implementare un metodo di indagine complessivo: la top-down system biology esclude il paradigma riduzionista ma analizza la questione in modo globale per arrivare alla radice del problema.”

www.assovegan.it

 

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