La tradizione a tavola in vista della festività religiosa.

Abitudini all’apparenza normali e lecite nascondono invece profonde aberrazioni da divulgare affinchè sempre più persone prendano coscienza su cosa sia oggi lo sfruttamento animale: un complesso sistema di potere in cui poveri Animali vengono concepiti solo ed esclusivamente per essere venduti e mangiati.

Tra pochi giorni sarà celebrata la pasqua cristiana, e come ogni anno migliaia di poveri Agnelli finiranno sulle tavole degli italiani. Indipendentemente dalla propria fede religiosa è doveroso ancora una volta ribadire come sia estremamente errato praticare uccisioni di massa in vista di una ricorrenza popolare che, senza ledere la sensibilità altrui, è ritenuta da più parti una tradizione assolutamente arcaica e comunque non più praticabile in un presente come quello odierno in cui la consapevolezza della vita Animale è in crescita.

Abbiamo già ribadito in un altro articolo (Salutismo e Nuove tendenze Alimentari: Vegan Food in testa alle preferenze dei consumatori) come negli ultimi anni l’aumento esponenziale di un alimentazione 100% vegetale, e quindi propriamente vegana perchè etica e certificata da disciplinare VEGANOK, costituisca un passo in avanti verso una maggiore presa di coscienza che possa finalmente liberare gli Animali da profonde schiavitù. Le ricorrenze religiose costituiscono purtroppo ancora un pesante fardello che ostacolano autorevoli alternative alimentari in sostituzione di ricette culinarie a base di carne e derivati. Con questo approfondimento non vogliamo mettere in dubbio la propria attitudine verso vocazioni di credo, ognuno è libero di esprimere la propria posizione in merito. La nostra contestazione riguarda un genocidio in atto che puntualmente assume dimensioni di una strage immotivata e spropositata.

Si calcola infatti che quest’anno moriranno ammazzati circa un milione di Agnelli! Nel 2013 se ne macellavano circa 4 milioni, per passare nel 2016 a poco più di 2 milioni. Parliamo di cuccioli con poche settimane di vita che vengono strappati dal tepore materno e spediti letteralmente, come fossero pacchi postali, verso i luoghi di macellazione. Stipati rovinosamente dentro mezzi angusti in terribili condizioni, misere sistemazioni che spesso non hanno eguali.

Un po’ tutta la filiera di trasporto Animali è così organizzata, questo per una questione principalmente di costi e spesso di scarsa sensibilità da parte degli addetti ai lavori. Non che migliori condizioni di viaggio possano agevolare gli ultimi istanti di vita, ma è inconcepibile come ad oggi in un epoca altamente avanzata esistano ancora soluzioni finali ad un triste destino.

In un altro articolo di Promiseland (Mangiare agnello a Pasqua? Fermiamo la strage) è scioccante assimilare la triste fine di un Agnello di nome Livio. Non vorremmo mai assistere ad un tragico epilogo. Eppure è molto importante condividere la propria consapevolezza nel saper vedere oltre determinate realtà.

Oggi molto spesso commettiamo azioni spregevoli senza neanche capire o adoperare delle valide alternative. Semplici gesti innocui all’apparenza ma che invece nascondono profondi aspetti negativi.

Gli specialisti della psicologia e sociologia chiamano questo comportamento dissonanza cognitiva, ovvero “un concetto della psicologia sociale introdotto da Leon Festinger nel 1957 (e ripreso in seguito da Milton Erickson nell’ambito della psicologia clinica) per descrivere la situazione di complessa elaborazione cognitiva in cui credenze, nozioni, opinioni esplicitate contemporaneamente nel soggetto in relazione ad un tema si trovano in contrasto funzionale tra loro” (fonte Wikipedia). Per esempio: essere particolarmente attenti a determinati aspetti della società come può essere la discriminazione o la pedofilia o peggio la violenza di specie, non determina in molti una maggiore e specifica tolleranza verso essere indifesi e bisognosi di accuratezza e tutela.

Gli Agnelli che vengono tristemente venduti e macellati sono esseri viventi appena nati, e quindi bisognerebbe averne cura e premura prima ancora delle proprie necessità personali. Non si può essere egoisti a tal punto da pretendere priorità non necessarie rispetto alla vita di un Animale. Soprattutto quando non è concepibile ad oggi la continuazione di un bisogno non necessario: la carne.

Il carnismo scaturito viene descritto molto dettagliatamente dalla dott.essa Melanie Joy che spiega come attualmente sia possibile scindere molto ipocritamente il consumo di Animali rispetto alle abitudini quotidiane, una sorta di opportunismo istituzionale che ha permesso l’evoluzione del sistema vigente: alimentazione carnivora. Che l’essere Umano non sia nato per mangiare carne è risaputo da più parti, un origine prevalentemente orientata verso cibi vegetali, cereali e frutta. Il consumo esponenziale di derivati animali ha permesso negativamente l’accrescimento tragico dello sfruttamento e della violenza di specie. Le conseguenze a livello sociale sono tristemente famose, senza considerare i danni ambientali e l’aumento delle povertà in luoghi a rischio denutrizione. Un uso spropositato delle risorse naturali ha devastato la distribuzione equa di suddette materie prime verso uno sviluppo deleterio a discapito dei più deboli. Animali massacrati ad uso e consumo di Umani sopraffatti dalle loro psicosi consumiste. La cosiddetta strategia delle tre N, come la chiama Melanie Joy: mangiare animali è Naturale, Normale e Necessario. Naturalmente da parte nostra non è così che la storia deve continuare ed evolversi. La scelta verso cibi di origine vegetale, e orgogliosamente certificati come etici, deve continuare.

“La scelta vegetariana non è un regime alimentare, ma l’espressione di un sistema di valori che porta dall’apatia all’empatia, dall’oppressione alla giustizia.” Parole di M. Joy.

Le alternative ci sono ed anche parecchie. E’ pur vero che negli ultimi anni la strage degli Agnelli è felicemente calata, ma non possiamo abbassare la guardia. Dobbiamo continuare nella nostra lotta affinchè sempre più Animali possano liberarsi da lunghe catene, e nuovi Umani assaporare il buon cibo privo di violenza.

Fonte: www.promiseland.it

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