No alla plastica: 8 idee per un picnic a impatto zero

Ecco alcune idee semplici che renderanno speciale e sostenibile, il vostro picnic sia nel contenuto che nel contenitore.

 

Domani è Pasquetta e il bel tempo primaverile in cui fare scampagnate e merende sull’erba. Purtroppo andando in giro si vede spesso come le regole più elementari del rispetto dell’ambiente vengano calpestate, arrecando non solo danno a piante e suolo nell’immediato, ma, dal momento che le piogge porteranno i rifiuti nei fiumi e nei mari, ciò è un grosso rischio per l’ambiente. Ma niente paura, abbiamo delle semplici idee che renderanno il vostro picnic a impatto zero, sia nel contenuto che nel contenitore.

Impariamo dalle nonne

Quanti di noi, rovistando nelle cose accatastate in soffitta oppure nel garage della nonna, hanno trovato un vecchio cestino da picnic e hanno tirato avanti, ritenendolo un oggetto di poca utilità. Mai ci fu errore peggiore! I set per picnic di tanto tempo fa (che fanno tanto Picnic a Hanging rock), seppur nella loro pesantezza e goffaggine, pongono una soluzione a ciò che è un problema reale: le stoviglie in un picnic. Per evitare quelle in plastica, chiedete in prestito alle vostre nonne e zie una set-valigia picnic e, se nel caso trasportare le stoviglie in metallo e porcellana fosse troppo pesante, potete sostituirne parte con posate e piatti riutilizzabili in bamboo e in foglia di palma. Se proprio non possiamo rinunciare al fascino postmoderno della plastica, utilizziamo stoviglie in plastica dura, rigorosamente riutilizzabili. Da mettere al bando, specialmente in giornate di vento, sono i sacchetti di plastica per il trasporto delle vettovaglie, che facilmente sfuggono il controllo e diventano un rifiuto pericoloso per l’ambiente. Da optare per shopper in tela oppure simpatiche scatole di cartone, con l’idea magari di decorarne l’esterno se si hanno dei bambini.

Bio è meglio, e se lo mangio, ancora meglio!

Sempre a proposito di stoviglie, una grossa svolta nell’industria che le produce è stata l’introduzione di materiali biodegradabili. Già in molti luoghi del mondo si sono adottate strategie vincenti per l’abbandono della plastica: in India da sempre nei festival tradizionali piatti e bicchieri sono in terracotta essiccata al sole, che alla fine del festival vengono reinterrati e “tornano” a Madre Terra. Sempre in India, grazie all’intuizione di Narayana Pesapaty, si producono oggi stoviglie 100% biodegradabili e edibili, quali piatti, posate e bicchieri, a base di miglio, con cui combattere l’inquinamento insieme al problema della fame nel sub continente indiano. Esistono in tre versioni: salata, dolce e neutra.  Sarah Munir ha invece lanciato su Kickstarter un progetto di stoviglie edibili,  biodegradabili e vegan, a base di farina di sorgo, riso e grano. Sempre dall’India e dal sud est asiatico viene l’idea di utilizzare le foglie di banano, resistenti e facili da reperire, da sempre utilizzate al naturale come piatto esse stesse,  per la produzione di piatti biodegradabili. Noi, dal canto nostro possiamo optare per posate in legno o bioplastica  biodegradabili. Un’altro interessante “prestito” dalle culture dell’India e dell’Est asiatico è cercare cibi che non richiedano l’uso di forchetta e coltello: largo quindi a tramezzini, piadine veg e torte salate (in questo articolo trovate vari spunti), così come a pite e focacce usate come “piatto edibile fai da te”.

Un pranzo in un barattolo

Se l’idea dei piatti in legno o bamboo non vi convince, o volete sperimentare qualcosa di nuovo, largo ai barattoli a chiusura ermetica (quelli che in inglese si chiamano mason jar). Oltre a spopolare sui social per i vari usi decorativi che se ne può fare, sono inoltre ottimi per trasportare dei cibi e mantenerne il calore. Ancora non molto in uso in Italia, si trovano nella versione con tappo a vite o nella più vintage con tappo a pressione, e possono essere usati per una sola pietanza da cui tutti attingono, come ad esempio una salsa o dell’hummous, oppure si possono realizzare delle vere e proprie composizioni, alternando sapori e consistenze, come ad es. uno strato di pasta o cereali, uno di legumi o altra proteina vegetale, uno strato di verdure cucinate o crude a fettine e infine dell’insalata e magari dei germogli. Importanti sono alcuni punti: se si tratta di una porzione da uno scegliere un barattolo della capienza giusta (250-500 ml); avere buona cura che siano ben ermeticamente chiusi al momento del trasporto, onde evitare spiacevoli sorprese; non mettere i condimenti all’interno ma prepararli a parte, da versare e mescolare al momento di servire (che si tratti soprattutto di una vinagrette per l’insalata); nel comporre il “piatto” ovvero il barattolo, abbiate attenzione a mettere gli ingredienti più pesanti in basso e via via i più leggeri sopra; per quanto riguarda la pasta infine, ricordatevi di tenerla leggermente più al dente del solito, perchè il calore all’interno del barattolo potrebbe farla diventare scotta. Possono inoltre servire per trasportare dissetanti bevande fatte in casa come l’acqua aromatizzata da fettine di lime e cetriolo, ed essere usati come bicchieri essi stessi. E ricordatevi che possono anche diventare “dolci sorprese“, se alternate mousse di frutta o frutta secca con frutta fresca a pezzi, granella di nocciole o scaglie di cioccolato fondente!

Neomamma a impatto zero

Per quanto i primi mesi della vita di una neomamma siano particolarmente caotici, rimane un punto fermo: il piccolo dovunque vada deve essere cambiato. Per non creare distruzione nell’ambiente, durante le vostre gite fuori porta (e anche altrove!) utilizzate gli Eco Pannolini Naturae, compostabili e privi di qualsiasi materiale plastico o aggressivo sulla pelle. Sono disponibili in 5 taglie: Newborn, Mini, Junior, Midi e Maxi per accompagnare il piccolo con dolcezza senza arrecare danni all’ambiente.

Tovaglioli fai da te

Il problema tovaglioli è sempre alle porte: quelli di carta comportano uno spreco eccessivo e impattante, ma come risolvere? Un’ ottima soluzione è utilizzare dei tovaglioli di stoffa riutilizzabili di qualche completo che non utilizzate spesso, o che dedicherete completamente alla causa picnic (specialmente se avete bambini piccoli, o anche partner molto goffi, il fascino irresistibile di salse e marmellata è sempre in agguato). Se non ne avete a disposizione potete fabbricarli voi stessi in poche mosse: prendete un lenzuolo o una tovaglia preferibilmente fantasia lavata e stirata, ritagliate ripiegandola dei quadrati uguali della stessa dimensione (16 X 16 ad es.), aiutandovi con un righello. Una volta ricavati i quadrati, segnate mezzo cm all’interno e ripiegatene il bordo, stiratelo così piegato e fissatelo con ago e filo o per i più pigri, applicate un nastro adesivo a calore, e fissatelo con una passata di ferro da stiro. Eventualmente, potete anche semplicemente utilizzarli così come sono, senza cucirne i lati.

Non ti spreco, ti conservo

Per evitare sprechi, per trasportare i cibi e soprattutto per conservare gli avanzi dite addio alla pellicola trasparente una volta per tutte! Potete realizzare in poche mosse delle pellicole autoaderenti ai contenitori da chiudere con pochi elementi. Ritagliate dei quadrati di stoffa preferibilmente di stessa misura, ma va bene anche misure diverse e mettete a scaldare a bagnomaria 1 cucchiaio di cera di Carnauba, 1 cucchiaio di cera di Candelilla e 1 di Olio di jojoba (potete utilizzare questo Olio Puro di Jojoba della Ardes, e non solo per questo uso, ma per tantissimi altri usi sia su corpo che capelli). Una volta sciolte le cere, intingete uno a uno i pezzi di stoffa per qualche minuto in modo che entrambi i lati assorbano la cera, poi fateli scolare dalla mistura in eccesso e metteteli in un luogo secco e al sicuro per 48 h. Una volta passato il tempo necessario potete utilizzare i vostri vegan wax wraps come utilizzavate la pellicola in plastica: la stoffa avrà assorbito le cere naturali e avrà la capacità di attaccarsi alle estremità dei contenitori o ai lati degli alimenti che volete sigillare, permettendone una chiusura ermetica e senza plastica!

Senza fuoco

È inutile sottolineare come un fuoco, anche se realizzato con tutte le attenzioni del caso e da mani esperte, può velocemente diventare un disastro se la situazione perde il controllo. Per questo abbiamo queste dritte: contenitori ermetici, preferibilmente di vetro, che mantengono il calore dei cibi e thermos, per le bevande calde; oppure scegliere tutti cibi che non richiedono cottura o di essere scaldati e che possono essere mangiati freddi (es. insalatone, pasta fredda etc) o meglio ancora ricette crudiste, per sfruttare ancora meglio l’energia dell’aria aperta e della natura. In questa pagina di Veganblog ne potete trovare moltissime.

Una coperta per due o più

Non dimentichiamo un accessorio importante: il posto dove vi metterete comodi! Se optate per un tavolino, da portare a casa o da trovare in loco, niente problemi ma se volete stare en plein air ricordatevi di utilizzare coperte in cotone e fibre naturali, senza lana e senza derivati del petrolio. Con un pò di manualità e fantasia si può riciclare due o più vecchie tovaglie mettendole a doppio, con un simpatico effetto patchwork.

E per ricaricare le pile, proviamo a staccare con il solito telefono in mano per qualche ora, o almeno, a dimenticarcene per godere della natura e della presenza di chi amiamo, chiacchierando, scherzando, cantando insieme, stando in silenzio.

www.promiseland.it

 

 

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