Buone notizie per le api: vietate tre sostanze dannose nei pesticidi

Se si pensa che quasi il 90% delle piante che ci circondano, di cui ci nutriamo e che ci danno ossigeno sono impollinate dalle api, si capisce come la salvaguardia di questi magnifici insetti è un tema di prima importanza. L’Unione Europea, spinta dall’opinione pubblica, ha votato favorevolmente per la messa al bando di tre pesticidi responsabili della morte di api ed altri insetti impollinatori.

Il bando permanente e quasi totale dei tre insetticidi neonicotinoidi dannosi per le api, approvato due giorni fa dai Paesi Ue è stato accolto con grande soddisfazione dalla comunità degli ecologisti, con in testa l’ong Greenpeace. Insieme alla maggioranza dei Paesi membri, anche l’Italia tra i voti favorevoli. Una notizia importante per le api, l’ambiente e per l’accrescersi di una attenzione sempre maggiore dell’opinione pubblica per la protezione degli impollinatori. Il bando estende quello parziale per tre neonicotinoidi – l’imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta, che esisteva già dal 2013. Il loro utilizzo rimane consentito solo all’interno di serre permanenti, ma vietato all’aperto.

I Paesi che hanno votato a favore del divieto insieme all’Italia sono: Francia, Germania, Spagna, Irlanda, Slovenia, Estonia, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Grecia, Portogallo, Cipro, Lussemburgo e Malta che rappresentano il 76,1% della popolazione dell’Unione Europea. I Paesi contrari al divieto: Ungheria, Romania, Repubblica Ceca e Danimarca. Gli astenuti:  Slovacchia, Finlandia, Bulgaria, Croazia, Lettonia, Polonia, Belgio e Lituania.

Lo stop a questi tre pesticidi, che entrerà in vigore dalla fine del 2018, arriva dopo due tentativi falliti da parte della Commissione di mettere ai voti questa proposta e due pareri dell’Efsa sui rischi dell’uso di questi principi attivi per le colonie di api. I neonicotinoidi sono sostanze insetticide attualmente molto usate in agricoltura e risultano maggiormente tossiche per gli invertebrati, come gli insetti, che non per mammiferi, o uccelli.

Le reazioni sono state in maggior parte positive: il commissario Ue alla Salute Vytenis Andriukaitis è soddisfatto: “La salute delle api rimane di fondamentale importanza per me poiché riguarda la biodiversità, la produzione alimentare e l’ambiente”. Esulta Avaaz, che da anni raccoglie firme contro l’impiego di queste sostanze: “Finalmente, i nostri governi stanno ascoltando i loro cittadini, l’evidenza scientifica e gli agricoltori che sanno che le api non possono vivere con queste sostanze, e che noi non possiamo vivere senza api”. Coldiretti punta il dito sulla permissività ancora troppo ampia di questo divieto: “Per salvare le api è ora necessario che il divieto riguardi coerentemente anche l’ingresso in Italia e in Europa di prodotti stranieri trattati con i principi attivi sotto accusa”. Slow Food è sulla stessa linea: il divieto non è realmente effettivo poiché i neonicotinoidi si possono ancora utilizzare all’interno delle serre: “Dovrebbero essere vietati, invece, per tutte le coltivazioni e in qualsiasi condizione”.

Oltre a questi 3 neonicotinoidi, ci sono anche altre sostanze che rappresentano una minaccia per le api e altri insetti benefici il cui uso è attualmente permesso in Ue: acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone e altre sostanze quali cipermetrina, deltametrina e clorpirifos. Si teme che adesso i tre insetticidi ora vietati vengano sostituiti con altre sostanze chimiche che potrebbero essere altrettanto dannose per gli insetti impollinatori. A questo proposito alcune associazioni ambientaliste, come Greenpeace, ritiengono che l’Ue debba bandire del tutto l’uso dei neonicotinoidi qualsiasi sia la loro composizione, come la Francia sta già considerando di fare. I danni dei neonicotinoidi, quale che sia la loro composizione, sono incontestabili: hanno falcidiato le popolazioni di api mellifere e gli altri insetti utili. Lasciando che le produzioni in serra utilizzino queste sostanze, infatti, si corre il rischio di contaminazione dell’ambiente esterno e anche di utilizzo illecito. È necessario bandire questi insetticidi e transitare verso una riduzione dell’uso di pesticidi e l’impiego crescente di metodi ecologici di controllo dei parassiti. Oggi come oggi è sempre più importante capire che non è solo quello che mangiamo a determinare un effetto sull’ambiente, ma anche come viene prodotto, e nel caso di chi si alimenta prevalentemente o esclusivamente di alimenti vegetali è necessario che essi provengano da agricoltura biologica, o quanto meno a lotta integrata, per prevenire la morte delle api e la futura fine della biodoversità.

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