Il mondo è una famiglia: le migliori ricette etniche da Veganblog per celebrare il Race Unity Day

Il 9 giugno si celebra il Race Unity Day, festività antirazzista e per l’unità, la pace e il dialogo interculturale: abbiamo scelto le migliori ricette da tutto il mondo per festeggiarla.

Il Race Unity Day (anche detto Race Amity Day) è una giornata dedicata al dialogo e all’amicizia interculturale, nata nel 1957 dall’Assemblea Spirituale Nazionale Bahá’í negli Stati Uniti, in un periodo in cui il pregiudizio razziale e l’apartheid erano ancora radicati nell’immaginario comune. I Bahá’í vedono il razzismo come un grave ostacolo per la pace, e insegnano che ci deve essere il riconoscimento universale della unicità di tutti gli esseri umani per raggiungerla. Per questo, indipendentemente dal seguire o meno questo credo, è bello poter prendere spunto da questa giornata per ripensare i nostri comportamenti, e ovviamente festeggiare!

Sebbene possiamo dire che la parola “razza” non sia mai giusta (nemmeno per i cani, evviva i trovatelli!) oltre che scientificamente inesatta, e quindi possiamo sostituire la “Festa dell’unità razziale” a “Festa dell’unità umana” o ancor meglio, interspecie, crediamo che sia importante ricordare in questa giornata, che cade proprio in un periodo in cui lo scontro sociale e il razzismo crescono a dismisura, come siamo una sola famiglia umana, che dovrebbe comportarsi come tale secondo principi di accoglienza e solidarietà, e che le differenze di lingua, usi, costumi, religioni, credenze, non ci separano ma ci arricchiscono. 

Ma passiamo alla nostra carrellata multietnica di ricette direttamente da VeganBlog.it.

Africa

Si dice che in Africa batta il cuore dell’umanità perché è là che si sono trovati i resti dell’Homo sapiens più antico, a Kibish in Africa orientale (fiume Omo, Etiopia), di circa 195 000 anni fa, per poi diramarsi in tutti gli altri continenti. Il continente africano, che lotta ogni giorno per preservare l’enorme patrimonio di biodiversità racchiuso nei suoi paesaggi, ha una cucina molto varia, come i suoi paesaggi, che passano dal deserto alla savana alla foresta equatoriale.

Una “firma” del cibo africano è l’uso del fonio, cereale antichissimo e privo di glutine, con cui si possono realizzare ottime Polpettine alle verdure. Altro ingrediente fondamentale della cucina etiope ed eritrea è il berberè, una miscela di spezie, tra cui peperoncino, zenzero, chiodo di garofano, coriandolo, ruta comune, ajowan, e anche il pepe lungo. Con questa profumatissima spezia possiamo realizzare stuzzicanti piatti come le Lenticchie al berberè, o lo Zighinì, stufato molto speziato da mangiare accompagnato da Okra trifolati (una verdura diffusa nei climi tropicali, ma facilmente reperibile anche in Italia) con il tipico pane etiope, l’injera, a base di farina di teff, un altro cereale africano, molto nutriente. Parlando della cucina nord africana, non si può non citare la Tajine, nome che indica sia la pentola magrebina di terracotta che i succolenti piatti che vengono realizzati al suo interno, con una lunga cottura, come la Tajine di melanzane o Tajine di zucca.

Medio Oriente

Nonostante le prime reticenze, la cucina mediorientale ha conquistato presto conquistato la cultura italiana, a tutto favore di chi ha scelto una dieta vegetale, per l’apporto dei deliziosi piatti come Hummus, Falafel e Tabouleh, tradizionalmente vegan, entrati a far parte delle abitudini culinarie di vegani e non solo, fino ad entrare nella grande distribuzione riproposti da aziende italiane. Ma non è tutto: ottimi sono anche i Dolmades, involtini di riso all’interno di foglie di vite, la cremosa salsa di melanzane Babaganoush, come anche i deliziosi dolcetti Baklava e Muhallabia.

India

Da sempre la terra “spirituale” per eccellenza, quella terra che ha ispirato Tiziano Terzani e tanti hippie degli anni ’60-’70 e più recenti, per il suo rispetto nei confronti della vita, derivato dalla cultura buddista che ha creato una civiltà in gran parte vegetariana, che per chi ha vissuto con il messaggio subliminale che “si deve mangiare la carne” poteva creare un vero shock culturale. Oggigiorno l’India è un subcontinente in continua crescita, soprattutto orientato all’IT e ai servizi telematici, e sta piano piano allontanandosi dall’immagine di “eden” dove vige il rispetto per gli animali, per appropriarsi del primato tecnologico, soprattutto nelle città. Il cibo indiano, fortemente speziato, è prevalentemente vegano, anche se alcune ricette prevedono l’uso di latticini, facilmente sostituibili con latte vegetale, yogurt di soia, tofu e formaggi vegetali, o nel caso del burro chiarificato, basta sostituirlo con olio o margarina vegetale.

Contorni sostanziosi come Aloo Baighan (melanzane e patate), Aloo Palak (patate con spinaci cremosi) o il Korma, un profumatissimo stufato di verdure; così come il “mitico” dahl, piatto a base di lenticchie stufate con varie spezie come nel Masoor Dahlsono entrati a far parte dell’immaginario comune sull’India. Per un contorno gustoso le polpettine Aloo Tikkiil Seitan Tikka Masala e l’immancabile Curry di verdure e anacardi.

Estremo Oriente: Giappone e Cina

Che dire dell’Asia, dalla cui tradizione culinaria provengono tanti ingredienti salutari utilizzati nella cucina vegan a livello internazionale, come alghe, gomasio, soia e tamari? La cucina macrobiotica, che in gran parte esclude totalmente i cibi animali e si configura come vegan, affonda le sue radici nella civiltà orientale, dove la ricerca dell’equilibrio, tra energie, forze e sapori ha un significato ben più filosofico e ampio di quello che possiamo pensare. Di questo continente dall’enorme varietà di climi, popoli e paesaggi tendiamo a ricordarci nella maggior parte dei casi solo il sushipiatto giapponese a base di riso ormai commercializzato ed esportato a livello planetario, per fortuna anche nelle sue versioni vegetali come quello al cetriolo e all’avocado, ormai offerti in tutti i ristoranti. Sul portale di VeganBlog si trovano varie versioni, con la quinoa, con le verdure, dolci

Ma non è tutto: la cucina estremo orientale, cinese e giapponese, da cui abbiamo preso “in prestito” cibi proteici, sostituti della carne, quali tofu, seitan e tempeh, è piena di ricette naturalmente vegane, e molte facilmente veganizzabili. Da piatti semplici come gli Shitake con pak choi, i ravioli Jiaozi alle verdure, le calde zuppe come la Zuppa agropiccante, o il classico Riso alla cantonese e gli ancor più famosi Involtini primavera.

Sud America

Se si dice Sud America vengono subito in mente paesaggi pieni di colori, con natura incontaminata (che si spera lo rimanga per molto) e animali in libertà. E vestiti coloratissimi e gente che balla. Dedicato a questo continente che avanza danzando in difesa delle sue foreste, il cibo sudamericano accoglie il calore del sole, è ricco di nutrimento (specialmente grazie alla quinoa, cereale nativo del sud America del tutto privo di glutine e ricco di proteine) per potersi muovere e pieno di sapore. A partire dagli Acarejè, tipico street food brasiliano nella sua versione vegan, al Chayote relleno (una frutta-ortaggio della stessa famiglia di cetriolo, zucca e melone), passando per le Crocchette di yuca, tubero tipico dei climi tropicali, o le Polpette andine con salsa d’arachidi. Non si può evitare di menzionare la Ceviche, piatto tipico peruviano che prevede l’uso massiccio di succo di lime e pepe dove tofu e verdure sostituiscono egregiamente ogni tipo di ingrediente animale. Da usare come snack e merenda la Fritura de mote, ovvero di mais bianco e la Macedonia peruviana, da accompagnare con la salsa al caramello Dulce de Leche.

Concludendo la nostra carrellata interculturale, interetnica e sicuramente speziata, sappiamo che è difficile avere sempre una coesistenza pacifica tra persone diverse…per questo crediamo che il cibo (ovviamente vegan) sia un ottimo veicolo di amicizia e reciproca conoscenza. Inoltre, è certamente giusto comprare a Km 0 per abbassare la nostra impronta sul pianeta, ma ciò non deve precludere ogni tanto qualche uso “proibito” di qualche ingrediente estero.

Che vi piaccia la cucina indiana oppure mediorientale, o che abbiate scoperto proprio oggi un piatto straniero che finalmente vi convince, vi auguriamo una buona giornata di Race Unity Day.

  1. bellissimo articolo !!!
    !! sarebbe bello se la cucina (vegan) fosse l’elemento di unione tra diverse culture anche lontane tra loro ma accomunate dal rispetto per gli animali

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  2. Molto spesso i primi “razzisti” sono proprio i nostri familiari, amici, conoscenti italianissimi che giorno dopo giorno non rispettano la nostra scelta vegan. Tra i miei amici senegalesi non ho mai ricevuto sfottò o prese in giro per la mia scelta: tante cene vegan condivise con ingredienti etnici… il mondo è una sola famiglia!

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