Coldiretti e il Bistecca day: come difendere l’indifendibile

Si dice che le bugie abbiano le gambe corte: Coldiretti ha appena aperto il “Villaggio Contadino” a Torino con il Bistecca Day, dichiarando a sostegno di ciò un aumento del consumo di carne e una diminuzione del numero di vegani su scala nazionale. Dato falso subito smentito dalle più eminenti figure di analisi di mercato: il mondo vegan non è in riduzione ma anzi, i prodotti vegetali sono in rapida ascesa.

Quando non si sa più cosa fare per difendere l’indifendibile si comincia a mistificare e nascondere dati: come i dati di uno studio svolto a partire da Eurispes, diffusi da Coldiretti in occasione dell’apertura del “Villaggio Contadino a Torino in occasione del “Bistecca Day“. ” Due vegani su tre tornano a mangiare cibi animali” e ancora “Fino all’anno scorso in Italia i vegani erano il 3%, oggi sono appena lo 0,9%. Quasi un milione di persone ha deciso di ricominciare a mangiare la carne e i prodotti di origine animale”. Una vera e propria controffensiva al mondo vegan in piena regola, armati di dati faziosi, incompleti e scientificamente scorretti.

I dati, allarmanti non di per sè ma per il livello di meschinità a cui è arrivato il dibattito carnisti-vegani, continuano nelle parole di “propaganda” del presidente Coldiretti Roberto Moncalvo secondo il quale “sono rimasti in 460mila i vegani in Italia, e rispetto al 2017, due persone su tre hanno detto addio al veganesimo. Al loro interno, ci sono poi anche correnti definite più estremiste come i fruttariani, che mangiano solo frutta caduta dagli alberi, ma escludono limoni, kiwi e ananas. A loro volta possono diventare melariani e nutrirsi solo di mele, oppure fruttariani crudisti e non cuocere né condire gli alimenti. Dall’altro lato del tavolo, è il caso di dirlo, rimane il 95% degli italiani che non rinuncia alla carne.”

È inutile notare come il discorso, partendo già di per sè da dati non reali, è volto solo a screditare i vegani visti come massa di “estremisti” (come non notare la “perla” su crudisti, fruttariani e melariani?)

Sempre all’insegna della “propaganda” continua il presidente dell’associazione agricoltori italiani “Dobbiamo stare in guardia dalle fake news che mettono al bando la carne come cibo poco salutare, con accuse a sproposito o al contrario con l’attribuzione di proprietà salutistiche e nutrizionali a cibi vegetali non verificate, come ad esempio quelle per cui il latte sarebbe dannoso se bevuto in età adulta, la carne è piena di ormoni e le uova sarebbero addirittura killer del fegato.”

Come abbiamo ben spiegato attraverso le parole di eminenti figure della medicina e della nutrizione come Vasco Merciadri e Michela De Petris del Comitato scientifico di AssoVegan, in questo articolo, in quest’altro, in questo e infine in questo (per citarne solo alcuni) su come sia scientificamente dimostrato che il consumo di prodotti animali non solo non è necessario per un corpo in salute, ma nuoce alla salute non solo delle persone ma anche e soprattutto del pianeta, oltre agli animali, ovviamente. Ci sono mille ragioni, in definitiva, per non difendere i cibi animali,  basti pensare che gli allevamenti sono la maggiore fonte di metano, che aumenta l’effetto serra molto più della Co2, o per la quantità di acqua o foreste disboscate per far spazio a colture per foraggio di cui abbisognano gli animali.

Il problema di queste iniziative, oltre a cercare di difendere l’indifendibile dal punto di vista nutrizionale ed ambientale, è che appiattiscono la tematica a un “vegani contro onnivori“, “amanti dell’insalata contro amanti della bistecca”. Quanto di più sbagliato e soprattutto pericoloso: oggi come oggi dopo che studi autorevoli di ogni università sottolineano, insieme agli appelli dati alla popolazione da parte di FAO, ONU, Nazioni Unite e ovviamente organizzazioni ambientaliste, come il consumo di alimenti animali (specialmente di carne rossa e latticini) sia la causa maggiore del riscaldamento globale oltre che dell’impoverimento dei terreni, la cattiva redistribuzione di cibo nel mondo e l’enorme spesa pubblica dei paesi occidentali per le cosiddette “malattie del benessere” causate da un’alimentazione a base di cibi animali.è noto che l’OMS ha dichiarato ufficialmente che la carne e gli insaccati abbiano un potenziale cancerogeno. Scrive al riguardo l’Iarc (Agenzia Onu per le ricerche sul cancro): “per ogni porzione di 50 grammi di carne lavorata consumati al giorno il rischio di cancro del colon-retto aumenta del 18%”. E tutto questo, sostenuto da chi dovrebbe parlare a nome sì dei coltivatori ed allevatori, ma anche di chi si occupa di preservare la biodiversità e in ultima analisi, di conservare l’ambiente nel modo migliore e che sicuramente è al corrente di queste informazioni, è inaccettabile.

I dati diffusi sul presunto aumento del consumo di carne e sulla diminuzione del numero di vegani, quindi, non rispecchiano la realtà: il mercato smentisce queste affermazioni.

Una dieta vegana: ecologica e fondata sull’amore, verso l’ambiente gli animali e il prossimo.

Come mostrato dagli studi di Osservatorio VEGANOK, dall’inizio del 2018 si rileva una duplice tendenza: da una parte si assiste alla tendenza a commercializzare con il claim “vegan” e “vegetale” prodotti presenti sul mercato da sempre, 100% vegetali ma non appositamente formulati per i consumatori vegani (come zuppe, primi, condimenti, contorni); dall’altra la tendenza allo studio delle materie prime per proporre “sostituti” della carne e dei prodotti lattiero-caseari: formaggi vegetali, burger, polpette.

VEGANOK Tg News ha intervistato i due brandbrand manager di due tra le più importanti catene che operano nella GDO: Vladimiro Adelmi per la Coop e Alberto Miraglia per Auchan in occasione del Marca 2018 tenutosi a Febbraio a Bologna.

“Latte, prodotti lattiero caseari e carni hanno sicuramente trend in difficoltà e dei cali perché questi prodotti vengono sostituiti da alimenti più naturali, più consoni a delle diete equilibrate.” afferma Alberto Miraglia.

Aggiunge Vladimiro Adelmi:questo è un trend che continuerà, si tratta di una tendenza irreversibile perché ci sono diverse questioni come la sostenibilità e la salute che non sono moda ma degli effetti ormai consolidati.”

Qui le interviste complete:

Il rapporto 2018 dell’Osservatorio VEGANOK ha confermato queste tendenze: si sta assistendo a un vero cambiamento in tema di consumi, in cui gli alimenti a base di proteine vegetali stanno diventando rapidamente “il nuovo grande business, in crescita esponenziale”. E crescono rapidamente i numeri delle aziende che decidono di applicare il disciplinare VEGANOK per la produzione di prodotti, linee vegan o in molti casi per l’intera linea produzione. Da gennaio a giugno 2018, circa 60 le aziende che hanno scelto di aderire allo standard etico VEGANOK per i loro prodotti.

Paola Cane, Direttrice di Osservatorio VEGANOK, ha inoltre mostrato in uno studio di recente pubblicato come la scelta di chi si rivolge ai cibi vegetali escludendo quelli animali sia una scelta nella maggior parte dei casi “del cuore“, dettata da un trasporto emotivo nei confronti di ambiente ed animali. In seconda battuta si trovano le persone che hanno scelto la dieta vegan per motivi di salute, e infine per motivi di ecologismo. In ultima analisi, da questo quadro si coglie che le statistiche sul mondo vegan possano essere oggetto di grande dispute, perché si focalizzano su un dato molto sensibile: la definizione di sé. Come ci sono molte persone che amano definirsi “plant-based“, ci sono quelle attive e riconoscibili nel mondo vegan, come ci sono le persone che non amano darsi etichette, pur seguendo lo stesso stile di vita. I dati più importanti sono quelli del mercato, che senza dubbio mostra una crescita a macchia d’olio di prodotti vegan e di una nuova sensibilità verso il vegetale. E, per chi cerca di salvare il mondo dal riscaldamento globale, dalla fame, o semplicemente cerca di nuocere il meno possibile agli animali, all’ambiente e alla propria salute, questo è più che abbastanza.

 

  1. Non sanno davvero più come fare per nascondere la verità, il crollo del consumo di carne latte e uova è palese, basta guardarsi in giro quando si va a fare la spesa. Io lo noto anche alla cassa del supermercato, vedo che chi mi precede posa sul rullo sempre più frutta verdura e cereali. Si, è vero, ancora vedi passare parmigiano e a volte qualche affettato, ma molto molto meno di prima. I fatturati di caseifici e aziende produttrici di salumi e carne, sono sempre più bassi, basta confrontarli con quelli di 7/8 anni fa, sono on line quindi visibili a tutti. Le tendenze cambiano, si spostano verso un consumo più consapevole. I raparti vegan invece sono sempre di più ovunque, anche nei discount, la corretta informazione va cercata.

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  2. Dovrebbe vergognarsi Coldiretti di diffondere notizie false e potenzialmente pericolose per la salute degli italiani che potrebbero pensare che la carne lavorata non è più cancerogena, quando invece la scienza l’ha ormai affermato e dimostrato chiaramente paragonandola come classe si rischio addirittura all’amianto.

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  3. Ma voi vegani siete pazzi… È innaturale non mangiare la carne… l’essere umano è nato carnivoro. La dieta migliore è quella mediterranea: bisogna mangiare un po’ di tutto.

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  4. Salve FABIO,
    Mi sembra onestamente che tu abbia le idee confuse oppure che tu abbia idee costruite guardando la televisione è assolutamente opposte a ció che la scienza ci dice con fermezza.
    L’uomo non è certo nato carnivoro e tutt’ora non lo è. Infatti una dieta a base di carne procura non pochi problemi (gravi) all’organismo.
    Detto questo, sappi che la dieta mediterranea non è certo basata sulla carne, anzi.

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  5. Indubbiamente le associazioni di categoria (Assocarni in testa) di recente stanno divulgando una massiccia campagna promozionale per incentivare la vendita, ed il consumo, di carne e derivati. Le pressioni dai produttori zootecnici sono evidenti, visto lo stazionamento delle vendite e in alcuni casi addirittura la discesa (vedi carni rosse). Diffondere falsità e menzogne è un abile strategia da sempre utilizzata dai detentori di determinati poteri mediatici. Infatti difendere il consumo “tradizionale onnivoro” purtroppo fa notizia, nei vari periodici e siti web, intaccando particolarmente una minoranza veg.etari.ana che risponde, giustamente, a tono sulle accuse infondate.
    Bisogna in ogni caso controbattere e riportare dati e notizie certe, più che apparentemente reali, questo perchè è indubbio che la tendenza dei consumi vegetali è in rialzo. Sono sempre di più le persone che si affacciano ad uno stile di vita nuovo e rivoluzionario, un approccio etico e responsabile verso l’Ambiente circostante e i suoi abitanti. Il consumismo esasperato degli anni passati ha diffuso un errata condizione di sofferenza, soprattutto verso gli Animali d’allevamento. La gente ha preso consapevolezza, non ci sono dubbi a riguardo, i sostenitori della bistecca se ne facciano una ragione.

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  6. ogni medico sa che la carne è un alimento fondamentale. rispetto la vostra scelta ma vi invito a controllare i vostri valori ematici perchè il cibo vegan può essere pericoloso se non integrato da cibo animale

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