Il Lussemburgo vieta gli allevamenti da pelliccia

Una volpe con la sua magnifica pelliccia…l’unica che può indossarla!

Pochi giorni fa il Lussemburgo è diventato il decimo paese europeo a vietare l’allevamento di animali per la produzione di pellicce. È stata infatti approvata una nuova legge sul benessere degli animali, proposta nel 2016 dal ministro dell’Agricoltura Fernand Etgen, che include esplicitamente questo divieto. Il provvedimento entrerà in vigore ad ottobre.

Il Lussemburgo non ha allevamenti di animali “da pelliccia” sul suo territorio attualmente, quindi la legge è finalizzata ad impedire l’eventuale insediamento di nuove strutture. Le motivazioni alla base della legge : “Gli animali sono esseri viventi senzienti non umani, dotati di un sistema nervoso che come provato scientificamente li rende capaci di provare dolore e sperimentare altre emozioni” inclusa “sofferenza e angoscia”.

L’industria della pelliccia in Europa ancora oggi uccide più di 40 milioni di animali ogni anno. Ma fortunatamente, le cose stanno cambiando. Grazie alla diffusione di video e fotografie è andata crescendo una diffusa presa di coscienza: sempre più paesi approvano leggi per vietare questa pratica, ormai considerata obsoleta dalla maggioranza degli europei. Già da alcuni anni, in tutta Europa, le associazioni animaliste hanno iniziato a far vedere cosa succede negli allevamenti, infiltrandosi e piazzando telecamere, per poi diffondere su larga scala i video ricavati. I risultati non hanno tardato ad arrivare.  I video “dell’orrore” sono passati attraverso i Tg e milioni di persone hanno potuto vedere visoni e volpi in minuscole gabbie, impazziti dalla prigionia, feriti, malati, mutilati, morti nelle gabbie, maltrattati, uccisi in camere a gas o scuoiati.In questo modo in Olanda, Danimarca, Belgio, Svezia, Norvegia, Germania, Finlandia, Polonia, Spagna, Francia, Lettonia, Estonia, Repubblica Ceca l’opinione pubblica è venuta a sapere condizioni terribili per gli animali e si è creato un movimento antipelliccia popolare.

Nel giro di poco tempo molti paesi hanno cambiato il loro assetto legislativo per poter vietare questa pratica: già Olanda, Austria, Regno Unito, Croazia, Serbia, Slovenia, Macedonia, Repubblica Ceca, Germania e Bosnia hanno vietato gli allevamenti per fare pellicce. Il Belgio ha già posto un divieto in due delle tre regioni del paese, con la terza che lo ha promesso entro breve.

Divieto, quello del Lussemburgo, che si aggiunge a quello della vicina Olanda, secondo produttore europeo di pellicce di visone, che diventerà effettivo a partire dal 1 gennaio 2024, concedendo così 10 anni di tempo per smantellare i 159 allevamenti di visoni dove ogni anno passano 6 milioni di animali. Il governo ha deciso di stazionare annualmente 2 milioni di euro, per la riconversione degli allevamenti. La Danimarca, primo produttore europeo di pelliccia, ha stabilito anch’essa uno stop agli allevamenti a partire dal 2024.

E l’Italia? L’Italia, pur avendo una produzione molto bassa di pellicce rispetto ad altri (l’intero settore conta poco più di 20 allevamenti a conduzione familiare), non ha ancora preso una posizione a riguardo. Eppure l’86% degli italiani si è dichiarato contrario a questa pratica e ben tre diverse proposte di legge firmate da esponenti di tutte le aree politiche con centinaia di migliaia di firme in loro appoggio sono state presentate in Parlamento. Le associazioni a difesa degli animali hanno depositato l’urgente richiesta di una consultazione parlamentare a proposito degli allevamenti da pelliccia già dai primi giorni di insediamento di governo, ed inoltre, in tre testi distinti, atti:  C.99 On. M.V. Brambilla (FI), C.177 On. C. Gagnarli (M5S), S.211 L. De Petris (Misto, LEU). 

Un’altra buona notizia è l’ introduzione del cane procione, una delle quattro specie allevate per la pelliccia nell’Unione Europea, tra le specie invasive per cui è stato imposto un divieto di allevamento e commercializzazione in tutta Europa: adesso ne rimarranno tre. L’industria della pelliccia in Italia, ricordiamo, causa un totale di 160.000 animali uccisi ogni anno.

Simone Pavesi, responsabile della Campagna pellicce della Lav ha dichiarato “È necessario che anche il nostro Paese, primo in Europa a vietare il commercio di pellicce di cane e di gatto, prosegua in questo percorso, approvando la proposta legislativa predisposta dalla Lav e già depositata alla Camera e al Senato. Avere il coraggio di sfidare i forti interessi economici legati al mondo dello sfruttamento animale è difficile, ma uno ad uno, tutti i paesi dell’Unione Europea ce la stanno facendo. L’Italia deve seguire questi esempi virtuosi e fare altrettanto.”

“Non merito di morire per la tua vanità!”

Il disegno di legge approvato in Lussemburgo, inoltre, non si ferma alle pellicce: saranno introdotte norme molto severe a tutela degli animali. Negli allevamenti del Lussemburgo non potranno più essere uccisi i pulcini maschi (i quali, nel resto del mondo, vengono tritati vivi a poche ore dalla nascita per il solo fatto di essere inutilizzabili nell’industria delle uova); non si potrà più allevare alcun essere vivente al solo scopo di ucciderlo – e ottenerne il la pelle, pelo o la pelliccia –  così come non potranno essere venduti cani e gatti nei negozi cittadini esenti da autorizzazioni e certificati di idoneità.  Qualsiasi crudeltà nei confronti degli animali sarà punita e mai più tollerata: la violazione di queste norme prevederà il pagamento di multe salatissime  e – nel peggiore dei casi – la detenzione fino a tre anni.

Una vittoria che possiamo definire. E un esempio che speriamo faccia riflettere l’opinione pubblica e soprattutto i legislatori italiani.

  1. Un passo avanti importante, non solo simbolicamente

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  2. Questo sì che è un esempio di civiltà e di presa di coscienza del necessario cambiamento di visione del sistema di coesistenza .
    Speriamo che sia riferimento a molti e molti altri Paesi, per divenire normalità

    Verrà un giorno …

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  3. Una notizia meravigliosa, un segno di civiltà straordinario, un esempio per tutto il mondo. Un paese avanti a tutti, che ci fa sperare in un mondo migliore, tutti dovrebbero seguire l’esempio del Lussemburgo.

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  4. Succederà anche con la carne. Per quelli che “ah ma se chiudono i mattatoi che succederà a chi lavora nel settore?” Sarebbe interessante se e come verranno riconvertiti gli stabilimenti per la produzione di pelliccia…

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