Il genocidio dei Nativi d’America e l’estinzione dei Bisonti.

Il massacro dei Nativi d’America è una macchia indelebile nella storia degli Stati Uniti. Un genocidio mai raccontato a pieno, non divulgato a sufficienza. Ciò che è avvenuto in pochi secoli rappresenta una delle più grandi usurpazioni a danno di altri Umani.

Esiste un genocidio mistificato e sopravvalutato: i Nativi d’America. Durante un arco di tempo pari a 500 anni si calcola molto approssimativamente che siano stati letteralmente trucidati milioni di uomini, donne e bambini. Stabilire un dato esatto è praticamente impossibile, considerate anche le innumerevoli mistificazioni ed occultamenti che nel corso della storia colonialista americana hanno contribuito a creare un alone di censura e mistero. Oggi in molti non sanno cosa realmente accadde in quei territori vergini e lontani dalla civiltà europea, divenuti spietati campi di battaglia per cacciare ed infine uccidere senza pietà tutte le tribù originarie. Fin dai primi sbarchi a carico di gloriosi conquistatori si ammise la conquista di nuove terre ricche di risorse, si ingannò la pura coscienza di esseri Umani pacifici che osservarono con curiosità questi nuovi uomini “vestiti diversamente”. Ben presto i doni dei soldati, travestiti da benefattori, si trasformarono in lame affilate e colpi di arma da fuoco. Ben presto la strategia militare si sostituì alla “benevolenza” degli europei, affamati di oro e pietre preziose ed ogni materia prima utile alla predazione.

Raccontare la storia americana significa anche e soprattutto testimoniare un olocausto mai realmente chiarito, senza nulla togliere ad altre tragedie Umane che in ogni caso costituiscono le grandi vergogne del progresso Umano. Un progresso certamente non morale ma che ha contribuito nei secoli, passando da giustificazioni ipocrite come l’espansione del Cristianesimo, a diffondere un odio razziale comune solo alla specie Umana. Non si può concepire, infatti, l’esistenza di un altro essere senziente capace di attuare profonde campagne di espansione territoriale senza tener conto minimamente dei residenti originari. L’essere Umano è l’unico individuo arbitrariamente proprietario delle terre, disponibili invece ad ognuno ne possa fare propria conoscenza ed usufrutto (o almeno così dovrebbe essere). Un uso naturalmente non spasmodico ed irresponsabile, un uso intelligente e proporzionato alle reali necessità. Non è difficile immaginare dunque i sentimenti di sconfitta che i Nativi americani hanno dovuto sopportare nonostante la loro dura difesa estenuante ed imperterrita, inconsistente per respingere migliaia di soldati ben addestrati ad uccidere. Archi e frecce servirono a ben poco per attenuare una penosa disfatta, a beneficio delle loro origini più che legittime. In tante epiche battaglie gli eserciti dapprima respinsero gli uomini e poi a tenaglia li colpirono a cannonate, sterminando indiscriminatamente anche donne e bambini. L’ostilità fu così elevata da non poter raccontare facilmente tutte le atrocità eseguite: stupri e violenze di ogni tipo, mutilazioni, torture estreme motivate dal puro soddisfacimento personale (per finire poi a morte certa). Il sangue versato a fiumi riempì le acque di ogni singola pozza, colorando e sbiadendo la purezza delle sorgenti naturali.
Del resto l’obiettivo primario dei conquistatori europei era molto chiaro fin dall’inizio. Cristoforo Colombo (uno dei primi a sbarcare nelle Americhe) pensò molto allegramente di eludere la via della seta percorrendo al contrario un tragitto allora sconosciuto. E quando sbarcò a San Salvador (ora Bahamas) presumibilmente credette di essere arrivato finalmente in Asia, esaudendo quindi le richieste dei suoi finanziatori (la regina Isabella di Castiglia), che lo aiutarono economicamente solo in cambio di merce preziosa da barattare con oggetti inutili o di poco conto (uno specchio piuttosto che uno scarso utensile). Ispiratosi ai viaggi di Marco Polo, Cristoforo Colombo capì ben presto che i Nativi dell’isola erano un popolo pacifico privo di armi, e ben disposti quindi ad accogliere le loro richieste. Ma soprattutto comprese la bellezza di un luogo mai visitato e ben lontano dai racconti del Veneziano. Ad ogni modo Colombo non fu il primo a scoprire (inconsapevolmente) le Americhe, già altri esploratori prima di lui raggiunsero quelle terre allora sconosciute (i Vichinghi e gli Islandesi). Spetta a lui però il merito (sempre che di valore etico si tratti) di aver aperto un varco utile alla colonizzazione, esaudendo quindi i desideri di chi voleva ottenere risorse preziose e manodopera a basso costo. La tratta degli schiavi iniziò da lì a poco trasformandosi poi nella deportazione, tanto crudele e devastante, degli Africani. Colombo dunque fu un abile stratega precursore di tanti altri viaggi della speranza, ma che tanto contribuirono alla crescita esponenziale di una nuova regione europeizzata.

Come non menzionare a questo punto la conquista del West, e di tutto ciò che ne conseguirà: massacri a dismisura, oltre che dure lotte sanguinarie tra gli stessi coloni. In un famoso film diretto da Michael Cimino, ”I cancelli del cielo”, il regista sceneggiatore spiega bene la diatriba accaduta nel 1890 in Wyoming tra i proprietari terrieri ricchi e gli immigrati europei ben più poveri e sprovveduti. I primi, allevatori riuniti in una grande associazione capitalista, attuarono una profonda campagna denigratoria e deleteria nei confronti dei nuovi arrivati, arrivando anche a scontri sanguinari. Un film epico purtroppo bistrattato, ma proprio perché cercò di sgretolare le fondamenta culturali del sogno americano e di denigrare l’alba del capitalismo moderno. Molte le polemiche scaturite, anche da rappresentanti del governo di allora: durante la sua amministrazione Reagan disse apertamente ai produttori di Hollywood che mai più in futuro si sarebbe dovuto rappresentare virtualmente la storia americana in un’ottica così negativa. Ciò significa che Cimino aveva ragione nel raccontare gli ambigui e drammatici accadimenti di quegli anni, spoiler di fatti ben più gravi che avvennero di lì a poco. Basti pensare alla decimazione dei Bisonti: in poco più di un secolo si ridussero a circa 600 esemplari da 70 milioni originari. Condannati ad un’estinzione certa senza adeguate contromisure.

Per fortuna grazie all’aiuto di numerose associazioni animaliste oggi nelle riserve e nei parchi nazionali sopravvivono all’incirca 50.000 Bisonti. Ma quello che è accaduto in America segna in modo inequivocabile la stupidità Umana, monito esemplare di tanti altri accadimenti negativi.

  1. Una delle pagine più nere della storia dell’umanità.

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  2. Leggere di queste cose infonde una profonda tristezza… ma l’importante è non dimenticare e quindi è giusto parlarne!!! Grazie!

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  3. Grazie Roberto di questo importante contributo.
    La storia umana del più forte che perpetua violenza ai danni del più debole è una storia che noi vegani conosciamo bene e con la quale ci confrontiamo ogni giorno

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    • Roberto Contestabile 26 luglio 2018, 9:58 pm

      Grazie a te Sauro, e il motivo lo sai…

      In ogni caso la triste sorte dei Nativi è parte di quel genocidio che ancora oggi puntualmente avviene a discapito degli Animali e di ogni creatura debole ed indifesa. Testimonia, purtroppo, come la storia a volte non insegni nulla…almeno non in questo caso.
      È giusto quindi riportare la verità, e possibilmente non modificarla. Questo perché la memoria non deve essere cancellata, le vittime non dimenticate.

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  4. I nativi americani, hanno avuto un contatto così profondo e speciale con la natura e con Madre Terra , tale da infondere loro una saggezza ineguagliabile .
    Un popolo così sinceramente ricco di valori che ci ha lasciato insegnamenti da non disperdere …

    Vorrei rammentare qui :

    “Quando un uomo si allontana dalla natura il suo cuore diventa duro.”
    (Proverbio dei Lakota)

    e due tra i loro 10 comandamenti:

    “La Terra è la nostra Madre, abbi cura di lei “

    “Tutta la vita è sacra, tratta tutti gli esseri con rispetto.”

    Ecco, ciò che noi , Vegan , diciamo oggi non è nulla di nuovo … è che l’uomo ha perso troppi valori è troppo cuore durante la su storia …

    Grazie per questo articolo !

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    • Roberto Contestabile 26 luglio 2018, 10:55 pm

      Ciao Renata, hai scritto belle parole…molto vere e sincere.
      Il percorso che dobbiamo segnare è ancora lungo e laborioso, e le difficoltà enormi.
      Ciò non toglie che ognuno di noi detiene la forza per il cambiamento, per una profonda consapevolezza.
      Questo presente, così scarsamente ricco di valori, potrebbe essere solo un epoca di transizione. Dico potrebbe perché la speranza di un nuovo avvennire realmente libero e progredito è l’unica salvezza…per noi e tutti gli Animali.
      Un abbraccio.

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  5. Gli Indiani d’America non erano vegetariani ma onoravano e rispettavano la morte degli animali che cacciavano. Chiedevano loro scusa e facevano un rituale che era una sorta di funerale dell’animale per aiutare la sua anima a ricongiungersi al Tutto. Questo è lo spirito che dovrebbe essere recuperato da chi ancora consuma la carne. Armonia, empatia, rispetto: tutte cose distrutte dalla civiltà delle macchine degli ogm dell’inquinamento e dell’individualismo. Io ho una certa età, ho visto cambiare il mio mondo, spazzare via boschi per fare spazio alle autostrade. Non per fare il nostalgico
    ma il futuro non può continuare così.

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    • Roberto Contestabile 31 luglio 2018, 6:40 pm

      I Nativi d’America indubbiamente erano (compresi i discendenti) un popolo molto spirituale, possedevano un contatto esclusivo con le proprie divinità, e sicuramente sentivano la terra e le sue risorse in modo nettamente diverso rispetto a noi esseri civilizzati.
      Il progresso acquisito non ci ha dato quella bontà di spirito tanto necessaria per salvaguardare gli altri ma, anzi, ci ha donato più egoismo e cattiveria. Indubbiamente ognuno a diverse peculiarità, ma i risultati negativi sono ben evidenti. Non ci sono dubbi: questo non è un avvenire benefico e, non per fare i rompiscatole, ma urge una rivoluzione nei consumi e nelle proprie abitudini.

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