“I vegani non sono in calo e vi spiego perchè”: la dott.ssa Paola Cane smonta la bufala anti-veg

Nel numero appena uscito di “FreshPoint” la dott.ssa Paola Cane analizza i dati in possesso dell’Osservatorio VEGANOK alla luce delle recenti affermazioni dei media. Ma i vegani sono davvero in calo? Era tutta una moda destinata a passare come tante altre? Ma il settore produttivo non stava seguendo il “vegan trend”? Questi sono alcuni degli interrogativi a cui ha risposto la dott.ssa, senior marketing strategist, responsabile dell’Osservatorio VEGANOK per l’analisi del mercato dei prodotti vegani.

Paola Cane, responsabile Osservatorio VEGANOK

Dagli albori della civiltà umana il cibo non è fonte di mera sopravvivenza ma cultura: una cultura, quella di chi decide di rinunciare ai cibi ottenuti attraverso la morte e la sofferenza animale, basata su una sempre maggiore consapevolezza della nostra impronta ecologica ed etica come consumatori. E il sempre maggiore numero di chi fa questa scelta è indice di un cambiamento che sta avvenendo, su tutti i fronti della società.

Chi sceglie vegan è un consumatore più attento, più predisposto al cambiamento, propenso a sperimentare il nuovo, attento alla salute ma anche orientato un consumo più sostenibile. I vegani, che scelgono uno stile di vita che evita la sofferenza e lo sfruttamento animale non solo nell’alimentazione ma che abbraccia tutti gli ambiti possibili (dal cibo ai cosmetici, dalle scarpe all’abbigliamento e via dicendo) sono spinti da motivazioni non sono esclusivamente alimentari, ma anche e soprattutto da ragioni etiche di rispetto per il pianeta e le sue forme di vita. A questo proposito la dott.ssa Cane parla di “una scelta di cuore“. Una scelta che non ammette le fluttuazioni, i capricci delle mode alimentari e delle tendenze lifestyle. Per questo affermare che “i vegani sono in calo” e che “il veganesimo è una moda passeggera” è una doppia bugia.

Per “sbugiardare” queste affermazioni basta dare un’occhiata al rapporto 2018 dell’Osservatorio VEGANOK sulle tendenze attuali di consumo in campo vegan, che in calce riporta la frase “l’alimentazione 100% vegetale sta diventando il new normal anche per i consumatori che non hanno abbracciato la scelta di vita vegana“. È infatti diventata una consuetudine sempre più comune e soprattutto consapevole quella di comprare prodotti vegan anche per i consumatori che non si vogliono etichettare come vegani. Le abitudini di consumo degli italiani stanno cambiando, andando verso un consumo sempre più consapevole. Basta vedere lo spazio che viene assegnato ai prodotti vegetali (o plant-based), che se fino a un paio d’anni fa era solo prerogativa dei supermercati bio o in quelli dei centri città più abitati, adesso ha investito in massa la grande distribuzione, offrendo ai consumatori anche nelle località più remote una buona scelta di alternative vegetali a latte, carne, latticini e moltissimi altri prodotti.

Come per tutti i fautori di cambiamento, non mancano le “sacche” di refrattari al cambiamento. Mosso soprattutto da interessi economici che girano intorno all’industria di carne, salumi e latticini, l’esercito dei detrattori della scelta vegan affila le unghie e cerca di difendersi come può dall’inarrestabile ondata del veganesimo. Mentre i media utilizzano ogni pretesto per mettere in cattiva luce il genitore o la star vegan di turno in interminabili testa-testa nei salotti televisivi o in invettive online, appiattendo tutto a una mera guerra vegani-contro-onnivori degna del più agguerrito film di fantascienza anni ’50, a volte chi attacca il mondo vean non ci si accontenta delle invettive ma utilizza anche bugie. Il presidente di Coldiretti in occasione del Bistecca Day, ha affermato che il numero dei vegani sia in diminuzione su scala nazionale e che ci sia un’enorme ripresa del mercato della carne a livello nazionale, dovuta a un “cambio di moda” nei consumi: è l’esempio di un ultimo, disperato tentativo di salvare la faccia dell’industria dei prodotti animali, quando ormai l’intera comunità medica internazionale sconsiglia la carne, è assodato scientificamente che la dieta vegan è l’unica con un impatto ambientale ridotto ed ecosostenibile, e dopo che i consumatori si sono rivolti e tuttora si rivolgono sempre di più al vegetale. Abbiamo già parlato dell’accaduto in questo articolo, intervistando anche i manager di catene di GDO come Coop e Auchan, concordi all’unisono nel considerare i prodotti animali in forte declino e quelli vegan in crescita vertiginosa.

La Dott.ssa Paola Canesenior marketing strategist, responsabile dell’Osservatorio VEGANOK per l’analisi del mercato dei prodotti vegani, ha parlato di questi temi e molto altro ancora su FreshPoint, rivista specializzata della filiera ortofrutticola rivolto ai professionisti del settore, in un’intervista a cura di Chiara Marseglia.

“essere vegan non è un regime alimentare: è un modo di voler cambiare il mondo, tutti i giorni. E ci credono in molti, tanto che lo dimostrano anche i piani industriali di alcune multinazionali che investono in ricerca e sviluppo di prodotti etici, ecologici, biologici e sostenibili.

ha affermato la dott.ssa Paola Cane nell’articolo che potete consultare a questo link e alle pagine 18 e 19 della rivista.

A chi dar ragione quindi? A chi alza la voce e mette mille punti esclamativi per farsi sentire più forte, a chi ha bisogno di “Bistecca Day” per radunare un gruppo ben fornito di irriducibili mangiatori di carne, a chi parla a nome del profitto realizzato sulla pelle di animali, uomini e ambiente?

O forse a chi ha visto già il cambiamento e sta aprendo la strada a chi ancora non lo vede?

 

 

  1. La ragione ce l’ha il mercato. La domanda cresce? Cresce l’interesse, cresce il numero delle persone che si avvicinano al vegan. È la cosa che conta.

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  2. Bravissima la Dott.ssa Paola Cane. Una lettura molto interessante dei consumi vegan.

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  3. Chissà Coldiretti da quale realtà trae le sue considerazioni irrealistiche. In quale dimensione i numeri del vegan diminuiscono? Quando l’informazione diventa propaganda e non ha più interesse a trattare la realtà per quella che è, assistiamo alla morte del giornalismo e del nostro diritto ad informarci da fonti attendibili.

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  4. La verità è che siamo in continuo divenire… il mondo sta cambiando🙂

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  5. Se l’informazione che ci giunge da media nazionali è pilotata è perché ci sono certe lobby , latte e carne , vacillano sempre di più .

    Ma pensare a riconversione , come tanti settori nella storia dell’uomo hanno dovuto affrontare no?

    Cerro più facile così?

    Ma grazie a DIO l’uomo si evolve e questa evoluzione in una direzione di consapevolezza non la su può fermare facendo i furbetti e raccontando uno scenario che non esiste

    Viva il cambiamento! In barba al vecchio sistema di giretti poco trasparenti

    Viva la verità
    Grazie

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  6. Sandro Corbelli 25 luglio 2018, 1:35 pm

    Ancora con questa storia che vogliono farci credere in calo? Ma na chi vogliono darla a bere? Ma si può?
    E la gente ci crede pure, lo dico perché mi attaccano in continuazione incarnivoti di turno.

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