La carne, le uova e i latticini non fanno bene a Noi…e neanche a Loro.

La carne e i derivati (uova e latticini) non costituiscono più un alimento fondamentale per la salute pubblica, anzi è sempre più diffusa una consapevolezza etica che favorisce la crescita di coscienza verso la salvaguardia di tutti gli Animali.

Una delle tante giustificazioni che sentiamo oggigiorno riguarda le uova, e cioè che esse vengono deposte “naturalmente” dalle Galline e, se noi Umani non le prendessimo, sarebbe uno spreco immotivato buttarle: “Meglio mangiarle dunque!” (dicono in tanti)
In verità, non è proprio così: le Galline non sono nate in fattoria, peggio negli allevamenti (all’aperto o al chiuso non fa differenza), non depongono uova giornalmente e “secondo natura”, non esistono per soddisfare il nostro appetito. Siamo noi che, storicamente, abbiamo individuato in loro una fonte proficua di approvvigionamento. Non è vero dunque che lasciarle libere in natura significa sprecare un’importante risorsa alimentare, ma anzi significherebbe salvarle da profonde e spietate sofferenze.
Le Galline esistono ancora allo stato brado: nella giungla dell’Asia meridionale e sud orientale, dormono sugli alberi, in primavera depongono circa 12 uova (e basta).
Le Galline allevate artificialmente depongono più di 300 uova all’anno! (ciascuna)
E’ facile quindi intuire: c’è qualcosa che non funziona nei nostri comportamenti abituali, nei nostri acquisti giornalieri, nella nostra concezione astratta che la carne di Pollo sia meno dannosa (da un punto di vista salutista) rispetto a quella di Manzo (e perciò più soggetta ad incrementi commerciali). C’è qualcosa che non va se ogni anno uccidiamo miliardi di Animali solo nell’industria zootecnica.

In Italia si allevano circa 9 milioni di Bovini, 9 milioni di Suini, quasi 13 milioni tra Ovini e Caprini, 500 milioni di Polli “da carne”, 50 milioni di Galline ovaiole, 100 milioni di Conigli, e centinaia di milioni di altro pollame (Galline faraone, Tacchini, Quaglie, ecc.ecc.). In Europa, i numeri ovviamente crescono: 90 milioni di Bovini (di cui 30 milioni di Mucche), 118 milioni di Suini, 250 milioni di Galline ovaiole. In tutto il mondo: 1 miliardo e 300 milioni di Bovini, 2 miliardi e 700 milioni di Ovini e Caprini, 1 miliardo di Suini, 12 miliardi di Polli e Galline e altro pollame. Per rendere meglio l’idea: il 24% della superficie terrestre è occupato, direttamente o indirettamente, da Bovini in allevamento. In Australia, la popolazione Bovina supera quella Umana del 40%. In Sud America ci sono mediamente nove Mucche ogni dieci persone. Ogni anno in Italia si macellano circa 4.700.000 Bovini di cui la metà sono di produzione nostrana e l’altra metà estera soprattutto Ungheria, Francia, Germania, Irlanda ma anche Spagna. Sono tutti dati in crescita, e facilmente reperibili in rete. La Fao li pubblica periodicamente, e tante sono le associazioni di categoria che mostrano all’opinione pubblica i loro “numeri”, più o meno attendibili ma comunque significativi e da ricondurre a magistrali strategie di marketing.

“Il 98% circa dei Polli venduti nel nostro paese sono broiler”, ricorda UNAItalia l’associazione delle aziende produttrici di carne e uova. “La selezione genetica moderna ha accelerato il processo, mantenendo comunque lo stesso criterio di base: ottimizzare l’impiego di risorse per migliorare i risultati produttivi. Il settore avicolo – prosegue la nota dell’associazione – risponde alla domanda del mercato che oggi chiede una carne tenera, ricca in proteine e povera in grassi, di alta qualità nutrizionale e a un prezzo accessibile”. In Italia, fanno notare gli addetti ai lavori, il Pollo da carne è allevato più a lungo rispetto agli altri paesi europei (in genere si tratta di 5-10 giorni in più su un ciclo di vita di 35/55 giorni), e questo comporta un peso medio alla macellazione più elevato.

Indistintamente non ci preoccupiamo minimamente se gli Animali concepiti, allevati ed infine uccisi tramite macellazione, siano coscienti (o meno) della propria esistenza.
Ultimamente si fa tanto parlare di “benessere animale”, un concetto sempre più in auge che sta conquistando rapidamente le campagne pubblicitarie delle aziende zootecniche: allevamenti all’aperto, privi di antibiotici, disciplinari presumibilmente etici e/o biologici, gabbie sollevate da terra con dimensioni maggiori. In sostanza una presunta “cura” più attenta e scrupolosa verso la sopravvivenza degli Animali…prima, durante e poco prima l’uccisione (o meglio la macellazione, per usare in gergo il termine tecnico).
Le indagini delle varie associazioni animaliste hanno fatto negli ultimi anni un lavoro egregio e questo ha creato un’importante informazione verso i consumatori, ora più attenti nelle loro scelte alimentari. Certamente nessuno mai dirà che mangiare carne è inutile e privo di senso, ma ipocritamente affermare che ora gli Animali negli allevamenti “stanno meglio e vivono felici” …fa tendenza e notizia. Amara consolazione se consideriamo il numero degli Animali uccisi ogni anno. Poco importa se a migliaia muoiono o rimangono incastrati con le zampe nei macchinari (i ritmi di lavoro nel settore avicolo non consentono alle operaie di prestar loro la minima cura). Gli Animali deboli e feriti sono tritati vivi in un maceratore.
Così avviene la produzione industriale di oltre 525 milioni di Pulcini destinati ogni anno al mercato della carne. Poco interessa dunque se mediamente un Pollo in allevamento vive tra i 35 e i 120 giorni al massimo. Si menziona in particolare la produzione di carne avicola perchè in Italia è la più proficua, e dunque la più importante da un punto di vista commerciale. Ma è anche la più cruenta, e forse la più disastrosa e micidiale, proprio perchè crea delle vere e proprie “macchine da carne”.

Povere Galline divenute simbolo dell’alimentazione moderna. Ovviamente, da parte nostra, non è quello che vogliamo sostenere. Da parte nostra, e di chi non si nutre più di Animali, non esiste oggi un solo Animale degno di essere sacrificato per il vizio di gola Umano. Non più!

  1. Sulla questione della produzione di uova di galline lasciate effettivamente libertà, bisogna insistere. Quasi nessuno sa che in natura una gallina deporrebbe pochissime uova e che ne produce nella misura in cui le vengono sottratte. Il fantomatico concetto di gallina felice dal contadino sotto casa (che per altro tutto sembrano avere) NON ESISTE!!

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  2. 35 giorni d’inferno e poi la morte senza aver mai conosciuto la vita: ma come fate a non pensarci quando mangiate la carne? 🙁

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  3. La produzione di uova è se possibile ancora più crudele e genere più sterminio di quella della carne. Riesce difficile capire come coloro che si definiscono vegetariani, ancora non riescano e vedere una cosa così ovvia. Mi auguro che facciano un ulteriore passo nel rispetto della vita animale.

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  4. La produzione avicola, in Italia come nel resto del mondo, è estremamente cruenta e di questo tragico aspetto i consumatori ne devono essere consapevoli. Le grandi aziende del settore, soprattutto italiane, si sono accorte di questa informazione sempre più ampia e mirata allo scoop giornalistico, indagini che svelano i retroscena degli allevamenti. Proprio per questo corrono ai ripari tramite i loro protocolli presumibilmente sostenibili. Una strategia di facciata ovviamente, una presa in giro bella e buona.
    Tante organizzazioni animaliste, prima tra tutte Essere Animali, rappresentano la svolta epocale di questo cambiamento, proprio perché mai prima d’ora nessuno era entrato negli allevamenti di grandi marche per vedere cosa facevano agli Animali prima ancora di ucciderli. Tutto ciò è una pesante e tragica realtà che la gente deve conoscere, e valutare di conseguenza le proprie scelte alimentari. È pur vero che non basta osservare la crudeltà, una profonda riflessione è certamente d’obbligo. Ma é giunto il momento di agire, ed invertire questo progresso sanguinario.
    Non basta più nascondersi dietro stupide scuse ipocrite, la vita Animale deve essere salvaguardata.

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  5. Ciao Roberto, io sto iniziando ad essere vegana! Ti vorrei chiedere: ma i vegani assumono integratori di vitamine? Grazie!

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  6. Roberto Contestabile 15 agosto 2018, 9:28 pm

    Ciao Tina, sono contento della tua scelta (e lo saranno anche gli Animali che non mangerai più).

    Hai posto una bella domanda: premesso che ognuno di noi decide e gestisce al meglio la propria alimentazione in base ad esigenze prettamente personali, ed anche responsabili soprattutto se si tratta di seguire determinate scelte etiche. Il salutismo vegano è parte di un compromesso che non può essere sottovalutato, ma é giusto anche ribadire che la scelta vegana è dettata da questioni etiche assolutamente indiscutibili.

    Detto questo le integrazioni alimentari da surrogati sono da attribuire ad uno squilibrio nella dieta personale, riconducibile a svariati motivi non sempre legati a ciò che si mangia. Tanto è vero che chi integra non è prettamente vegano o onnivoro, può accadere in entrambi i casi o in nessuno dei due. Possono esserci delle mancanze dovute a svariati motivi assolutamente individuali e non generici. Quello che di recente si sta pubblicizzando tra i vegani è la carenza di vit. b12 o ferro (o meglio la capacità di trattenere e metabolizzare il ferro, ovvero la sideremia). Ciò è determinabile da vari fattori e variabile da persona a persona.
    Esistono innumerevoli integratori naturali e validi senza dover assumere medicinali, ma ovviamente un nutrizionista esperto potrà darti indicazioni migliori (mi raccomando scegli bene), o anche un membro del comitato scientifico di AssoVegan.

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  7. Grazie Roberto, seguirò i tuoi preziosi consigli!

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  8. Per l’industria delle uova i pulcini maschi sono scarti di produzione e, in quanti tali, vanno “smaltiti” nel modo più efficiente possibile: dopo poche ore dalla nascita vengono tritati vivi. Nel libro “Tritacarne” di Giulia Innocenzi, si descrive anche questo settore. Mi aveva colpito molto leggere che gli addetti ai lavori chiamano le galline “convertitori di mangime”: sono meno di oggetti, meno di niente dal punto di vista del valore attribuito alla loro esistenza.

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  9. Roberto Contestabile 16 agosto 2018, 7:34 pm

    Cara Laura, purtroppo gli Animali vengono considerati pura merce di scambio, articoli da vendere un tot. al kg, semplici comparse da usufruire ed esibire a piacimento. Sembra paradossale ma é la cruda realtà. Mangiare Animali è considerato un diritto, o peggio un dovere, da parte di molte istituzioni medico scientifico, oltre che dalla maggior parte degli esponenti di cultura e politica. Adottare un cambiamento è difficile e molto estenuante, anche perché l’opinione pubblica viene spesso indirizzata verso informazioni sbagliate. Gli esempi sono innumerevoli, come per esempio il latte vaccino che continua ad essere considerato una fonte inesauribile di calcio, o la grande menzogna delle proteine “nobili”. Storicamente è sempre stato così, e le aziende alimentari premono molto su queste tradizioni assodate, soprattutto tramite spot pubblicitari graffianti ed altamente ripetitivi, tramite ricorrenze e rituali popolari, o anche semplicemente diffondendo false teorie ed ammiccamenti fidelizzati. Le sagre della carne rappresentano ancora un duro scoglio da scalfire, come le festività religiose e i loro banchetti interminabili.
    In tutto questo l’industria zootecnica ha una pesante responsabilità, gli effetti devastanti degli allevamenti intensivi sono ormai ben visibili a tutti, e nascondersi dietro logiche di profitto non può determinare per sempre un attenuante valido.
    Di recente un grosso brand nazionale, molto famoso nella produzione lattiero caseario, ha lanciato un importante campagna promozionale per il consumo del latte affermando di possedere un protocollo unico e certificato sul benessere animale. Ovviamente è una scusa ignobile, finché gli Animali moriranno ammazzati non ci potrà mai essere alcun benessere.
    Per fortuna qualcosa sta cambiando, i consumatori iniziano a capire che non si può continuare a nutrirsi in questo modo barbaro.
    Il lavoro è ancora lungo e faticoso ma noi facciamo il nostro, proprio perché abbiamo la consapevolezza di un cambiamento possibile. Non ci resta che continuare a lottare contro l’ignoranza e la stupidità di chi non vuole concepire un nuovo progresso etico e responsabile che possa liberare gli Animali da profonde sofferenze.

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  10. Ciao Roberto, la nostra Madre Terra si sta ribellando 😩
    Che cosa abbiamo fatto mai 😩
    C’è stata qualche minuto fa un’altra fortissima scossa di terremoto ! 😫

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  11. Scusami, forse non è pertinente 😔

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  12. I vegani rispettano volontariamente ogni forma di vita presente sul Pianeta.L’Uomo al pari della Donna. L’Animale al pari della Donna e dell’Uomo.Tutti insieme in armonia in un legame di reciproco rispetto e di coesistenza.Nasce quasi spontanea in personalità molto emotive e con sensibilità maggiore rispetto alla media, senza limite di età, costume o contesto storico . Non c’è assolutamente nulla di estremo nel rispettare volontariamente anche la più piccola forma di vita presente sul Pianeta.
    I Vegani sono molto più sensibili di chi mangia carne e i suoi derivati. Io, in quanto tale, voglio unirmi al cordoglio delle tante vittime innocenti morti nella tragedia di Genova. Senza fare polemiche, eppur ci sarebbero, unirmi al pianto dei loro cari 😢

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  13. Roberto Contestabile 17 agosto 2018, 6:35 pm

    Quello che è accaduto a Genova dimostra tutta l’inadeguatezza ed inadempienza di chi doveva intervenire e non l’ha fatto. Quel ponte era monitorato da anni proprio perché in condizioni critiche, ma nessuno ha fatto nulla per evitare il disastro.
    Non mi piace parlare di politica, eppure in queste ore ho sentito tante parole da parte dei vari esponenti politici, tra i quali i due principali leader di governo. Parole incongruenti e squallide proprio perché a testimonianza del più completo fallimento. In più di vent’anni di carriera istituzionale non sono stati capaci di creare un sistema di leggi a tutela dei cittadini. E purtroppo la gente innocente muore ancora per cause inspiegabili.

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  14. Condivido a pieno 😢

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  15. Penso ai nostri 27 bambini di San Giuliano di Puglia e una maestra, gli unici a morire nel terremoto del 31 ottobre del 2002 di magnitudo 5.7, sotto il crollo della loro scuola, crollo che era stato determinato da responsabilità umane!
    In questi giorni c’è solo dolore nel ricordo di tante, troppe vittime innocenti in tutte le parti d’Italia 😔

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  16. Questo articolo è veramente illuminante per i vegetariani spero lo leggano in tanti e continuino la loro scelta verso una vita sempre più etica…

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