VeganFest: la dott.ssa Paola Cane di Osservatorio VEGANOK ci parla del trend inarrestabile del “Plant Based”

Il 22 Agosto 2018 è stata celebrato il World Plant Milk Day (giornata mondiale del latte vegetale). Ecco i numeri di un settore in continua crescita dai dati di Osservatorio VEGANOK. Paola Cane direttrice di Osservatorio VEGANOK sarà presente al VeganFest e terrà una conferenza Sabato 8 settembre, per parlare pubblicamente di tutti i trend del mondo plant based.

Paola Cane, responsabile Osservatorio VEGANOK

Sabato 8 settembre la direttrice di Osservatorio VEGANOK Paola Cane terrà una conferenza su tutti i numeri del plant based in Italia, e su quali sono i trend di mercato: una tendenza inarrestabile quella del vegetale, che potremo vedere e toccare con mano all’interno del VeganFest stesso, incontrando i protagonisti del cambiamento, ovvero le tante aziende in esposizione che hanno deciso di abbracciare l’etica (e il mercato!) vegan, e di aderire allo standard etico più diffuso in Europa: VEGANOK.

Solo un paio di giorni fa si è tenuto il World Plant Milk Day, iniziativa creata dal co-fondatore del magazine Plant Based News Robbie Lockie in collaborazione con il gruppo internazionale di sensibilizzazione alimentare ProVeg: una giornata per celebrare le alternative vegetali al latte vaccino, per sensibilizzare alla transizione e introdurle nella routine alimentare quotidiana, dal momento in cui ormai qualità e  varietà di prodotti plant based sono a livello globale sempre più in espansione. Infatti stiamo vivendo un momento di crescita esponenziale per il settore del latte vegetale, a livello globale: si stima che nel 2021 arrivi a 28 miliardi di dollari, e che nel 2024 raggiunga i 34 miliardi di dollari ( solo nel 2014 erano 8,2 miliardi di dollari). L’offerta plant based negli Stati Uniti rappresenta oggi oltre il 40% del totale dei “latti”, animali e vegetali, in vendita nei negozi, quando solo nel 2016 la scelta veg era solo il 25%. I numeri che raccontano questa ascesa vertiginosa dimostrano che un numero sempre maggiore di consumatori si allontanano dai prodotti lattiero-caseari. Sempre più consumatori scelgono prodotti a base vegetale. Le motivazioni? Oltre a chi soffre di allergie alimentari, il miglioramento della salute, dell’ambiente e sopra ogni cosa, il benessere degli animali liberi dallo sfruttamento per fini alimentari sono i motori della scelta. “Si tratta di un cambiamento epocale, uno dei più grandi cambiamenti nella dieta globale di sempre, che si sta muovendo con una grandissima rapidità” ha affermato ProVeg UK, organizzazione che promuove la giornata e la sensibilizzazione al latte vegetale. Una crescita di consumi dell’8% ogni anno, per un fatturato annuo di oltre 18 miliardi di dollari.

Una sempre più grande varietà di bevande vegetali alternative ai prodotti lattiero-caseari è ormai facilmente disponibile praticamente ovunque, complici, i grandi supermercati, le catene di negozidettaglianti e punti vendita alimentari che offrono spazio a questi prodotti. La tendenza sembra ormai inarrestabile.

E non si tratta più solo di “latte di soia” e basta: di riso, avena, canapa, farro, nocciola, cocco, mandorla, arachidi, anacardi, pistacchi, macadamia, sesamo, sorgo, quinoa, amaranto, miglio e perfino da estratto di lievito alimentare (uno degli ultimi ritrovati in tema di latte vegetale, che sembra essere estremamente simile a quello vaccino, sia a livello nutrizionale che di gusto, ancora in fase di studio).

E in Italia?

Nel 2021 il nostro sarà il settimo al mondo fra i paesi che consumano maggiormente tipi di latte alternativo, secondo una ricerca condotta da Euromonitor International, società leader mondiale nelle indagini di mercato. Fino a poco tempo fa, il più diffuso era il latte di soia, ma sono molti i prodotti che stanno conquistando il mercato  al suo posto come i latti derivati da cereali (come farro e avena) e da frutta secca (mandorla, nocciola etc): un panorama di gusti diversificati per un pubblico  con diverse esigenze, dalla bevanda ottimale per aggiungere al cappuccino a quella ad hoc per creare creme dolci e salate. Un trend, quello dei latti vegetali, che in Italia ha spinto aziende produttrici di latte e prodotti caseari, a creare una linea sempre più fornita di alternative vegetali.

In Italia sono circa 12 milioni le persone che oggi consumano bevande vegetali, numeri in crescita del 5% rispetto al 2016. I consumatori tipo hanno un’età compresa tra i 25 e i 54 anni, più femminile che maschile (58% donne) e con reddito medio alto. Secondo l’ultimo studio dell’Osservatorio VEGANOK sui consumi del 2018, entro il 2024, il valore del latte vegetale e dei suoi sostituti arriverà a 34,4 miliardi di euro.

A tal punto i numeri del latte vegetale stanno crescendo che si è cominciato a prenderne atto e a normalizzarlo anche a livello legislativo: è di qualche settimana fa la notizia del disegno di legge per la riduzione dell’Iva sul latte vegetale dal 22% al 5%.

La transizione a vegan, se viene vista da alcuni imprenditori come una buona occasione per aprirsi a nuove fette di mercato (e a volte, purtroppo, per fare greenwashing), dai molti imprenditori medio-piccoli della realtà italiana viene spesso guardata con sospetto: nonostante i dati siano assolutamente a sostegno, è ancora radicata l’idea che il vegetale sia una “moda” passeggera. Alcune aziende però hanno avuto lungimiranza e si sono buttati nella transizione al vegetale, traendone grande beneficio: è la storia di Elmhurst, una delle più grandi aziende produttrici di latte vaccino degli Stati Uniti, che dava da bere a circa sette milioni di persone. Le vendite di latte però cominciano a calare, sempre di più: una maggiore consapevolezza dei consumatori sul trattamento delle mucche comincia a “intralciare” il lavoro degli allevatori, e le sempre più inquiete domande su ormoni, antibiotici e colesterolo dei consumatori hanno reso i metodi di produzione in perdita continua. Elmhurst Dairy (il nome dell’azienda a quel tempo) diventa quindi semplicemente Elmhurst: l’azienda ha abbracciato completamente la produzione di latti vegetali, aprendo una gamma di 5 diverse varietà (mandorle, nocciole, noci, anacardi e arachidi). Un salto nel vuoto, forse, ma la conversione totale è stata la migliore scelta possibile per l’azienda che ha smesso di essere in rimessa.

Non solo i latti vegetali sono in ascesa, ma anche i prodotti latto-caseari di origine vegetale sono un trend inarrestabile: Paola Cane, responsabile dell’Osservatorio VEGANOK per l’analisi del mercato dei prodotti vegani spiega: “Sappiamo che non possono essere chiamati “formaggi”: il regolamento UE 1308/2013 riserva la denominazione “formaggio” unicamente ai prodotti lattiero caseari.”

Si tratta di un mercato in fortissima crescita anche e soprattutto in Italia nonostante l’Italia, con le sue mille e una tradizioni casearie, che però in alcuni casi vengono reinventate in chiave vegan. Preparazioni create con soia, risoamidi e grassi, oppure a base di frutta secca oleosa (anacardi, noci, mandorle): ingredienti sempre naturali, poco sodio, nella maggior parte materie prime bio e assenza di olio di palma. Anche qui, sono tante le aziende latto-casearie che, spinte da necessità (ovvero ovviare al calo di vendite di prodotti vaccini) diventano “virtuose”e realizzano sempre più nutrite gamme di varietà di “corrispettivi” vegetali dei formaggi fino a prima prodotti in larga scala.

La scelta dei formaggi vegan in Italia è ormai sempre più ampia. Sempre più persone decidono di optare per l’alternativa 100% vegetale al formaggio spalmabile, allo stracchino, alla ricotta, al parmigiano, alla mozzarella, alla caciotta affumicata, al gorgonzola: mossi da motivi etici, di salute, per intolleranze alimentari oppure semplicemente perchè molte di queste preparazioni sono buone come, e anzi di  più del loro corrispettivo derivato da animali, ma con meno calorie e grassi.

Dal Rapporto Osservatorio VEGANOK 2018

Se anche ci auguriamo che sempre più persone adottino l’etica e lo stile di vita vegan in toto, come modo di vivere non violento, il fatto che i consumi di alternative vegetali a latte e formaggi crescano sempre di più è un forte segnale che sta cambiando il vento in questa società: pian piano ci arriveranno tutti, chi per motivi di salute chi per motivi etici o di dieta. L’importante è la meta!

Fonte: www.osservatorioveganok.it

Non perdetevi dunque la conferenza della dottoressa Paola Cane Sabato 8 settembre alle ore 12.30, e non perdetevi l’occasione di incontrare i protagonisti del cambiamento nella zona esposizione del VeganFest!

Per conoscere tutti i protagonisti dell’onda vegan che travolgerà Bologna,
leggi il programma del VeganFest 2018 
sul sito ufficiale dell’evento!

Il VeganFest è fatto da professionisti, medici, sportivi, divulgatori, chef, scrittori, attivisti, nutrizionisti, artisti, aziende di prodotti vegan… e molto altro ancora, accomunati dall’amore per gli animali e l’ambiente: adesso manchi solo tu!

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  1. Sbattiamo in faccia a quelli di Coldiretti e del “Bistecca Day” questo bellissimo articolo! Intanto lo condivido e lo mando a tutti quelli che mi hanno mandato quella bufala sui vegani in calo!

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  2. Sono tutti convinti che siamo in calo, poveri, la crescita è continua, e sicuramente etica a parte, la gente anche se non si dichiara vegan continua ad aumentare i prodotti vegetali nella poto dieta e diminuire quelli animali… quindi vada come vada… GO VEGAN!!!

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