Il mare dei dimenticati: la sofferenza dei suoi frutti

Vengono chiamati “frutti di mare” ma appartengono con tutti i diritti al regno animale. Purtroppo vengono considerati dalla maggior parte delle persone dei “non animali”, ma in realtà sono a tutti gli effetti degli esseri senzienti.

I frutti di mare si dividono in diverse categorie, le principali sono: cefalopodi (polpi, seppie, calamari, totani), crostacei (gamberi, aragoste, cicale di mare), conchiglie (molluschi, gasteropodi). Vengono chiamati  “frutti di mare” ma appartengono con tutti i diritti al regno animale.

Anche se non hanno un sistema nervoso complesso, sono esseri evoluti, sensibili alla stimolazione. Negli ultimi anni diverse ricerche hanno portato una parte della comunità scientifica a ritenere che i crostacei siano esseri senzienti in grado di provare dolore.

La scoperta, pubblicata sul Journal of Experimental Biology contraddice quanto si è creduto finora: ossia che i loro movimenti fossero semplicemente dei riflessi automatici. Proprio come i mammiferi, i crostacei possono provare ed esprimere un’autentica sofferenza.

Ogni animale è dotato di sensibilità e, in quanto tale, deve essere tutelato e non sfruttato, anche perché nella maggior parte dei casi, tale sfruttamento si conclude con la morte dopo atroci sofferenze.


Astici e aragoste in attesa di essere portati in tavola provano dolore e non possono essere tenuti vivi nel ghiaccio, con le chele legate perché si commette un reato previsto dall’articolo 727 del codice penale, questi animali soffrono come gli altri, il ghiaccio li brucia. Inoltre vengono bolliti vivi nell’acqua bollente.

I molluschi prima di finire vivi in pentola subiscono dei maltrattamenti. Estirpati dal loro ambiente naturale, devono affrontare una lunga agonia in ambienti ipotermici per arrivare esausti e sempre attorniati dal ghiaccio, sui banchi delle pescherie.

Per non parlare della pesca dei polpi, una tradizione molto violenta. Questi meravigliosi animali sono tra i più antichi abitanti del pianeta, abilissimi a mimetizzarsi. Sono intelligenti e sono in grado di risolvere problemi complessi. Infatti alcuni studi hanno dimostrato che i polpi sanno orientarsi in un labirinto o aprire contenitori, anche quelli con chiusura a prova di bambino, ricordando le soluzioni e dimostrando un’ottima memoria.


Milioni di polpi vengono pescati lungo tutta la costa italiana. Il polpo viene ucciso con metodi molto violenti, come ad esempio un morso nel cervello, oppure viene sbattuto più volte a terra fino a provocarne la morte, in modo tale da poter ammorbidire la sua carne.

Questi animali muoiono attraverso una lenta agonia. Tutto l’anno vengono pescati non solo polpi grossi ma anche quelli piccoli, non esiste un fermo pesca. Ad oggi nessuna legge tutela i polpi, non esistono divieti o restrizioni per la loro pesca.

Come tutti i pesci anche i polpi uccisi a scopo alimentare sono meno tutelati dalle leggi e sono sottoposti a violenze che, se fossero esercitate su animali di altre specie, ci farebbero inorridire.


I ricci di mare invece hanno un accrescimento molto lento e sono molto importanti perchè si nutrono di alghe, e a loro volta sono da nutrimento per i pesci. Il consumo di questi animali porterebbe all’aggravamento della già grave situazione dei mari italiani.

Nella regione Puglia la raccolta è regolamentata con decreto che ne disciplina i tempi e le modalità di raccolta da parte dei pescatori, vietandone la pesca al fine di tutelarne la specie, col fermo biologico dal 30 Aprile al 30 Giugno. Durante questo periodo è vietato detenere, trasportare e commerciare i ricci.

Lasciamo tutti questi animali liberi di vivere serenamente la loro vita nel mare che li ospita. Insieme possiamo fermare queste atrocità. La pace deve iniziare prima nei nostri piatti.

Dal punto di vista salutistico, quando si parla di Frutti di Mare, è molto frequente il rischio di malattie che questi molluschi possano portare con loro. È effettivamente accertato che il consumo di molluschi bivalvi (con due conchiglie come le cozze, le vongole, le ostriche,ecc.) siano i maggior responsabili di trasmissione di malattie di origine batterica e virale.

È possibile contrarre anche intossicazioni da Biotossine algali soprattutto per la cattiva abitudine di consumarli crudi. I molluschi possono trasmettere l’epatite del tipo A, altra sindrome neurotossica che può portare l’ingestione di ostriche, mitili e altri pesci è quella nota come Paralytic Shellfish Poisoning, ovvero PSP. La biotossina (saxitossina) contenuta nei molluschi causa il blocco della trasmissione degli impulsi nervosi con paralisi e in alcuni casi morte del soggetto per asfissia.

  1. Quando, dico io quando , la consapevolezza del diritto alla vita che è uguale per tutti, arriverà nelle menti e nei cuori di tutti uomini ?
    Grazie Tiziana per questo approfondimento !

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  2. Poveri animali silenziosi, nessuno può ascoltare il loro grido di dolore perché non possono farlo. L’indifferenza e la crudeltà dell’essere umano, sta portando questo mondo allo sbando, non c’è più rispetto per nulla, i bambini credono che quello che mangiano provenga dalle vaschette del supermercato e non da esseri senzienti. Speriamo che tutto questo possa cambiare…

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  3. La bollitura dei crostacei da vivi è incommentabile. In alcuni paesi infatti, come la Svizzera, è stato reso illegale.

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  4. Articolo interessante! Lo condivido a tutti gli amici fissati con il mangiare frutti di mare… 🤮 io vomito al solo pensiero…

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  5. Sicuramente è così! La sofferenza è universale: sia umana, che animale, forse anche vegetale?
    Ma non so perché mi vengono in mente i migranti in mare.
    A mare si dovrebbe giocare per tutti: per i pesci, per i molluschi …invece…si muore…..

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  6. Di questo periodo poi, nelle spiagge se ne vedono di tutti i colori: bambini che giocano sadicamente con i granchietti sugli scogli come fossero giocattoli sotto lo sguardo compiaciuto dei loro genitori, gente che uccide le meduse facendole soffocare al sole…è di qualche giorno fa la notizia di una signora che ha tirato fuori dall’acqua uno squaletto disorientato e ne hanno approfittato tutti per farci il selfie fino a che lo squalo è quasi morto. Si va a fare un tuffo al mare per rilassarsi e sembra di stare in una puntata di black mirrior, nella peggior distopia immaginabile. Per me è un incubo vederle queste cose. Io e il mio compagno abbiamo provato a dissuadere gentilmente un ragazzino e sua madre dal giocare con i pesci che avevano catturato con una retina e in 4 persone ci hanno detto che abbiamo avuto un atteggiamento violento verso il ragazzino perchè non dovevamo permetterci di privarlo della sua libertà. Quando ho detto che la libertà non consiste nel disporre della vita di altri esseri viventi, ci hanno detto che “gli ambientalisti come me hanno rotto il cxxxo” e che dovevamo farci i fatti nostri. Come fai a parlare con persone così? Che cosa si deve fare? Qui non è questione di dibattito ideologico…la gente è così avulsa dalla realtà che non concepisce una prospettiva diversa. Boh… a volte mi scoraggio. Poi mi ricordo che l’oceano è fatto di gocce e che ognuna di esse è l’oceano stesso. Continuerò a spiegare le ragioni della nostra scelta non violenta e se lo faremo tutti, piano piano cambieremo.

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  7. Davvero , sono frutti di mare e la gente dovrebbe capire la differenza che c’è tra crescere sull’albero e “vivere nelle acque “ dei mari, dei laghi .. : “ vivere “!

    Mangiate i frutti delle piante e lasciate vivere queste creature !

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  8. Che atroci sofferenze… morire nel silenzio loro, e di chi non ascolta la propria l’anima…

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  9. https://youtu.be/bw63nz9ZDRA

    Sì piccoli angeli !!!! Al mare si dovrebbe solo giocare!

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