Un gioco crudele: i secchielli, tortura per gli animali marini

L’estate sta finendo, purtroppo anche quest’anno molti bambini hanno compiuto inconsapevolmente una “strage di creature innocenti”. La colpa è da attribuire soprattutto ai genitori.

Ogni anno nei mesi estivi, purtroppo si ripete la stessa storia, molti bambini per puro divertimento catturano animali marini che vivono nelle acque basse, spesso sugli scogli che fiancheggiano le spiagge. Un gioco tutt’altro che innocente, che si svolge spesso indisturbato sotto gli occhi dei genitori, o a volte perfino con la cooperazione e l’incoraggiamento degli stessi, e che può causare sofferenza e morte di animali marini.

I bambini provano a catturarli non solo per giocare, ma anche per osservarli meglio. Nei secchielli oppure nei retini spesso finiscono granchi, patelle, molluschi, pesciolini, meduse, stelle marine, ricci e cetrioli di mare, gamberetti, paguri, cavallucci marini, ecc. Questi animali perdono la vita a causa delle loro funzioni vitali compromesse dopo avere passato ore in un secchiello, ovvero un piccolo contenitore all’ interno del quale, sotto il sole, l’acqua raggiunge temperature altissime e perde ossigeno col risultato di trasformarsi in un vero e proprio strumento di tortura. Per tutti loro la fine è certa, muoiono in poche ore, attraverso una lenta agonia, anche se liberati al termine del “divertimento”.

È necessario riportare gli animali marini alla stessa dignità degli altri animali, per cui fioccano iniziative per vietarne e punirne i maltrattamenti. Oltre che immorale tale condotta è anche illegale, oltre ad essere un comportamento lesivo dell’ecosistema marino, è anche un atto perseguibile penalmente, come sancisce l’articolo 544 del Codice penale che recita, “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro”.


I bambini catturano queste creature sotto agli occhi disattenti ma spesso divertiti e accondiscendenti dei genitori i quali vedono questo “divertimento”, questo “giocare con la vita” di creature innocenti, con occhio benevolo.

Questo comportamento ha conseguenze gravi anche sull’ambiente perché si mette a repentaglio l’equilibrio dei delicatissimi habitat marini, già fortemente compromessi a causa dell’inquinamento. E a peggiorare la situazione ci sono anche gli adulti, che spesso raccolgono crostacei e molluschi per mangiarli, come anche datteri di mare, la cui raccolta oggi è vietata e punita severamente.

E’ necessario fermare questa strage.

Gli animali che finiscono intenzionalmente dentro ai secchielli dei bambini sono esseri viventi, che respirano, provano dolore e paura, soffrono esattamente come noi, e il trauma cui sono sottoposti li porta a una morte lenta e piena di sofferenza. A nessuno farebbe piacere essere bollito vivo o morire soffocato.

Tantissimi esemplari perdono la vita solo per far trascorrere mezz’ ora di gioco ai nostri figli e garantire anche maggiore relax. Dato che i bambini sono impegnati, i genitori possono godersi maggiormente la giornata di sole al mare.

Dobbiamo comprendere che tutti gli animali marini hanno la stessa utilità e dignità di un cane, di una mucca, di un maiale e di una persona. Dobbiamo quindi portare per il mare almeno lo stesso rispetto che portiamo per la terra. E’ importante il rispetto anche per i piccoli e grandi animali del mare.

Ecco un approfondimento riguardo ad un’educazione più consapevole da parte della Dott.ssa Tiziana Annicchiarico pedagogista, membro del comitato etico di Assovegan.

Dott.ssa Tiziana Annicchiarico, educatrice, pedagogista, membro del comitato etico di Assovegan.

“E’ necessario educare i bambini al rapporto con gli animali. Fino ai 4 anni infatti, in quella fascia d’età ancora molto egocentrica, come diceva Piaget, nella quale i bambini ancora non sanno distinguere il ‘me’ dal ‘te’ e rispettare l’altro da sè, come qualcosa di diverso da un giocattolo, il rapporto con gli animali può essere rischiosotanto per gli animali che possono essere trattati in modo non appropriato dai bambini, tanto per i bambini che possono ricevere la reazione di difesa da parte dell’animale (esem. il bimbo che riceve un morso dal cane perché gli ha tirato la coda).

Con l’aumentare dell’età dei bambini il rischio diminuisce.

Il bambino può imparare attraverso l’insegnamento dei genitori che ci sono comportamenti corretti e altri sbagliati. Il ruolo dei genitori resta determinante attraverso la responsabilizzazione dei figli nei confronti di qualsiasi animale. Ciò rappresenta un momento fondamentale nella costruzione dell’identità psicofisica dei bambini, sui quali l’animale ha un’influenza di tipo emozionale unica e un valore formativo straordinario perché stimola l’accrescimento della fantasia, del senso di responsabilità e del piacere della reciprocità.

In questo modo nei bambini si innescano valori importanti come l’amicizia, il rispetto per il prossimo e per la natura. Un animale, infatti, educa alla “diversità”, perché dimostra al bambino che non esistiamo soltanto noi umani, ma anche altri esseri viventi che meritano rispetto e che sono in grado di offrirci molto dal punto di vista affettivo.

Sono tanti gli animali marini che diventano passatempo e gioco per bambini male educati o non educati per niente dai genitori, è necessario sensibilizzare il bambino sull’ importanza di preservare queste bellissime creature.

Insegnare ad un bambino a trattare un essere senziente come un giocattolo è fortemente diseducativo, il bambino in questo modo impara che è possibile disporre a proprio piacimento delle creature più deboli e indifese, E’ importante non far passare ai più piccoli il  messaggio che si possa disporre a proprio piacimento di qualsiasi specie indifesa e facilmente catturabile.

Educare i propri figli a osservare senza toccare è indubbiamente l’approccio migliore da adottare. In questo modo impareranno a conoscere e rispettare le bellissime creature che popolano il mare, anche le più piccole e indifese.

Osservare è meglio che catturare, osservarli nel loro habitat ad esempio attraverso una passeggiata insieme ai genitori sulla spiaggia. Solo così sarà possibile vederne le interazioni e i reali comportamenti, quelli che si perdono quando li catturiamo e li buttiamo dentro ad un secchiello.

È possibile soddisfare la naturale curiosità dei bambini senza nuocere agli animali, anche immergendosi con la maschera o semplicemente camminando a ridosso delle scogliere, oppure comprare un manuale con foto nel quale sono descritte le specie mediterranee, questo potrebbe trasformarsi in un “gioco del riconoscimento”.

I genitori ma non solo anche i nonni, zii, ecc., possono insegnare ai bambini più grandi come usare la maschera e guardare gli animali nel loro ambiente naturale. Inoltre possono scattare fotografie con strumenti resistenti all’acqua, questo può essere un validissimo passatempo piacevole e didattico.

E’ necessario educare al rispetto del mare e della vita di ogni essere vivente.

La passione e il rispetto per la natura rendono persone migliori.  I bambini rappresentano il futuro”.

Non perdete le conferenze per i diritti animali che si terranno al VeganFest a Bologna Fiere presso il SANA – Salone Internazionale del biologico e del naturale- dal 7 al 10 settembre 2018!

  1. Il ruolo della famiglia nel dare istruzione civica e sociale si piccoli uomini e piccole donne del futuro è fondamentale affinché ci sia , un futuro… ci sia uno stile di vita che renda vivibile il pianeta .

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  2. Bellissimo articolo!! Da anni vedo i bambini fare queste cose ed e’ una vergogna. I genitori li mettono al mondo i figli e poi non sanno educarli al rispetto per la vita.

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  3. I pesci, le meduse, i granchietti… non sono giocattoli per bambini!!

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  4. Un giorno al mare ho fatto notare ad una mamma e al suo bimbo che il granchio con il quale stavano (sadicamente) giocando, stava soffrendo. La mamma mi ha risposto: “signora questi animali si trovano al supermercato, sono cibo!“ Beh… Che gli vuoi rispondere ad una considerazione di questo tipo?

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  5. Sono d’accordo sull’educare al rispetto al mare ma qui la questione va affrontata ad un livello molto più profondo: inutile educare al rispetto di animali privilegiando alcune specie e sacrificandone altre. “Non uccidere il granchietto ma mangia il tuo panino al tonno!” Dobbiamo capire da dove cominciare

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  6. “La cosa migliore è abituarli ad osservare con maggiore attenzione tutto ciò che li circonda. Parlar loro del mondo degli animali, in che modo e con quale fatica cercano di procurarsi il cibo necessario. Far notare che ogni animale, anche il più piccolo ha, come ognuno di noi, una mamma, un papà, dei fratellini, degli amici, che come noi amano giocare, che come noi a volte sono impauriti, hanno sentimenti, e che come noi soffrono se violentati o privati della libertà o dei loro genitori, dei loro amici o del loro ambiente naturale.
    Mettere in risalto la bellezza delle piccole cose, semplici, minute, l’importanza della diversità nell’universo della vita, stupirli con la perfezione di ogni essere vivente, la bellezza di una farfalla, il profumo dei fiori, le infinite sfumature dei colori, la forma di un sasso, la perfezione di una foglia, la maestosità di un albero; far notare che tutte le cose che ci circondano sono esseri viventi, grandi, piccoli e piccolissimi. Educarli a rispettare qualunque cosa, anche il filo d’erba e far capire che anche la pianta più umile se spezzata può soffrire perché i rami di un albero sono come le nostre braccia, le nostre dita. La cosa più efficace, ma anche la più facile, è sensibilizzare i bambini verso la condizione degli animali. Con la dovuta delicatezza e senza urtare la loro sensibilità infantile, invitarli a guardare agli animali come a degli esseri fatti come noi con una forma fisica diversa, invitarli quindi a considerare che come noi tutti gli animali hanno gli occhi, un cuore, un cervello, il naso, le orecchie, la bocca ecc. e che far del male ad un animale è come far del male ad uno di noi, ad un amico, ad essere umano”

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  7. …………ad un essere umano”

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