Alimenti Free From: tutelare il nostro diritto alla trasparenza

I claim “senza coloranti”, “senza olio di palma”, “senza grassi idrogenati”, “senza ogm” sono importanti e danno al consumatore una garanzia in più: quanto è importante la trasparenza? Ne parliamo al Lucca VeganFest con i massimi esperti in Italia: Paola Cane, Dario Dongo e Roberto Pinton.

Trasparenza alimentare ed etichetta: l’indicazione dei “senza” sulla confezione di un prodotto, è a volte l’unico strumento di cui il consumatore dispone per accertare la presenza di determinate sostanze non indicate nella lista degli ingredienti.

Qualche esempio di ingredienti nascosti:

  • enzimi OGM
  • mono e digliceridi degli acidi grassi da palma
  • digliceridi da grassi animali

L’approfondimento è con:

Paola Cane, consulente aziendale, esperta di compliance attività produttive e commerciali. La sua esperienza include la valutazione e il monitoraggio delle performance di prodotti, l’implementazione delle attività di marketing e la valutazione dei rischi annessi all’immissione sul mercato e la valutazione di conformità di prodotto ed etichette. Segue numerosi marchi nell’ambito Biologico e Vegan, per i quali ha curato le strategie di posizionamento dei marchi e la compliance alla normative di settore, pubblicando numerosi interventi su riviste di settore. Da gennaio 2017 è responsabile dell’Osservatorio VEGANOK per l’analisi del mercato dei prodotti vegani, lato consumer.

Roberto Pinton è consulente per aziende e amministrazioni pubbliche in Italia e all’estero da oltre trent’anni. Pone la sua esperienza in normative UE e nazionali in materia agroalimentare al servizio di imprese Italiane, in particolare nel campo dell’etichettatura e della presentazione al pubblico dei prodotti. Ricopre il ruolo di segretario di AssoBio, Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici e naturali.

Dario Dongo è avvocato e giornalista, esperto di diritto agroalimentare, appassionato tutore dei diritti dei consumatori e sostenitore della trasparenza agroalimentare. Ha lavorato per 10 anni in Federalimentare con il ruolo di responsabile delle politiche europee e regolative. Membro del Comitato ISO dedicato alla gestione della sicurezza alimentare. Autore di numerosi libri, collabora con riviste e diverse università (Piacenza e Cremona, Roma, Palermo). Nel 2012 dà vita ai progetti GIFT, per l’internazionalizzazione dei prodotti alimentari italiani sostenibili, e FARE (Food & Agriculture Requirements).

Il tema dell’etichetta trasparente è più attuale che mai. Perchè?

A febbraio la Commissione per gli Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo ha approvato un emendamento proposto dagli europarlamentari italiani Fulvio Martusciello e Alberto Cirio  in cui si chiede di vietare indicazioni su ingredienti non presenti, limitando i claim ai soli ingredienti presenti effettivamente nel prodotto.

Deprivare i consumatori del diritto di sapere che cosa c’è effettivamente in un alimento, non è accettabile. L’emendamento è stato proposto come se fosse a tutela dei consumatore ma è esattamente l’opposto.

Dice Roberto Pinton: ” impedire i “senza” è il contrario della trasparenza. Si tratta di una  di quelle guerriglie che non avrà possibilità di arrivare a risultati. Casi di questo tipo si combattono con l’informazione.”

Conosciamo tutti il caso dell’olio di palma e di come la dicitura “senza olio di palma“abbia dato rilevanza alla tematica dei free from.

Dario Dongo è stato il primo a condurre una battaglia all’olio di palma e ai suoi orrori. Tutto è iniziato nel 2010 quando ha iniziato ad approfondire  il tema  del “land grab”: l’acquisizione cioè di terre in paesi con una governance difficile per fare spazio ad attività agricole intensive.

Dice Dario Dongo: “Olio di palma = rapine di terra = violazione dei diritti umani  e dislocazione di persone dalle loro terre per fare spazio alle coltivazioni = distruzione della biodiversità e della fauna locale. L’olio di palma non è sostenibile sotto nessun punto di vista. Il fatto che VEGANOK non certifichi prodotti contenenti olio di palma è molto importante. Noi possiamo scegliere: le nostre scelte hanno un impatto incredibile sulla sopravvivenza del pianeta. Per questo ci dobbiamo battere.”

Conclude Paola Cane: “150 anni fa il filosofo Feurebach diceva che siamo ciò che mangiamo. Oggi possiamo dire che siamo ciò che non mangiamo. Ciò che non mettiamo nel nostro piatto parla di noi”

www.promiseland.it

 

 

 

 

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