(Dis)Educazione alla violenza

Bollino rosso: il circo con animali maltratta i minori

In questo articolo parliamo di circhi, zoo e di tutti quegli spettacoli che si rendono attraenti grazie all’esibizione di animali anche esotici o selvatici. Mostrare animali ed in particolare leoni, tigri, elefanti  ecc. ad un pubblico formato più che altro di bambini ed adolescenti, secondo alcuni è educativo perché rappresenta l’occasione di entrare in contatto con una natura altrimenti  lontana e selvatica. Abbiamo chiesto cosa ne pensa la Dott.ssa Francesca Sorcinelli, educatrice professionale in una comunità residenziale  per minori e autrice, con il Dottor Massimo Tettamanti e Monica Bertini, del libro (Dis)Educazione alla Violenza. La violenza a scopo ludico. Il Circo con animali e le fiere ornitologico venatorie, Ed.Cosmopolis.
Dottoressa l’assistere a spettacoli circensi con animali o l’andare a visitare  zoo, può essere educativo per i più giovani?
Se per educazione si intende educazione alla sopraffazione, allo sfruttamento, alla prevaricazione, alla violenza psicologica e fisica, sì, circhi e zoo sono ambienti ideali. Se per educazione si intende educazione alla solidarietà, al rispetto, alla compassione, all’empatia (cioè alla capacità di immedesimarsi negli altri riconoscendone diritti e bisogni) allora no, circhi e zoo sono ambienti altamente diseducativi. Un aspetto da sottolineare in questo senso è che i bambini al circo e allo zoo non conoscono e non entrano in contatto con il mondo animale,  mito questo assolutamente da sfatare. I bambini al circo e allo zoo sono in contatto e conoscono sempre più il mondo umano, quello che prevarica e incrudelisce sui più deboli, che in questo caso sono gli animali.
Eppure l’ambiente del circo, come quello dello zoo, sostiene di essere pensato apposta per divertire ed educare i bambini o addirittura allevare e salvaguardare gli animali.
Fino a qualche anno fa il dibattito animato dalla voce dei circensi che sostengono che il circo sia un luogo sicuro e sereno per gli animali che lì vivono e dalla  voce di tutti coloro che sostengono che il circo sia un luogo di grave maltrattamento per queste creature, si è giocato sul semplice piano dello scambio di opinioni fra chi poteva vantare riscontri di realtà (i circensi, unici ad avere a che fare in modo diretto con il loro mondo) e chi avanzava argomentazioni animaliste (sotto l’accusa di millantare dati e principi non supportati in modo serio e scientifico).

Oggi, e questa è una delle due novità di cui è promotore “(Dis)Educazione alla violenza”, la voce che sostiene che il maltrattamento è già insito nella sola presenza degli animali nel circo, figurarsi poi in tutto ciò che implica addestramento e coinvolgimento negli spettacoli, è una voce documentata da dati raccolti in una ricerca sul campo, che ha prodotto un dossier pieno di testimonianze, tabelle e dati statistici che dimostrano il rapporto di necessità fra maltrattamenti di ordine psicologico, fisico ed etologico e detenzione, trasporti, addestramenti per lo spettacolo circense.

Mi sto riferendo all’ampissima documentazione relativa alle 400 ore di videoregistrazioni filmate di nascosto e che vedono coinvolti per più di due anni, operatori dell’Associazione Inglese Animal Defender che infiltrandosi in circhi in giro per il mondo, hanno testimoniato le condizioni agghiaccianti di detenzione e addestramento imposte agli animali, stilando un dossier (riportato per intero nel nostro libro) dove vengono presentate tabelle statistiche relative alla qualità di vita e quantità in termini di ore, giorni, mesi e anni in cui gli animali si trovano ad essere rinchiusi in container durante i viaggi,  essere legati ad una catena, costretti in una gabbia ed obbligati ad esercitazioni estenuanti in vista degli spettacoli. In altre parole ora i maltrattamenti subiti dagli animali e le implicazioni psicologiche e fisiche delle sofferenze sono un dato studiato, rilevato  e documentato empiricamente. Senza tener conto delle dichiarazioni dei circensi, videofilmate, per cui l’addestratore doc non può non conoscere il principio “della logica del dolore” secondo cui sono addestrabili solo gli animali che rispondono a tale logica.

Esiste quindi una lista di animali buoni per i circhi e di animali non buoni che l’addestratore deve conoscere. Un esempio di animale buono è il leone che se viene bastonato impara a buttarsi persino in un cerchio di fuoco, sebbene la naturale reazione di salvaguardia lo porterebbe a scappare. Un esempio di animale non buono è la iena che non apprende dagli stimoli dolorosi e quindi non utilizzata nei circhi esclusivamente per questo motivo. Ad una documentazione più empirica delle dichiarazioni degli stessi circensi credo non si possa arrivare!!
Concludendo detenzione, trasporto e addestramento sono tutti ambiti di sofferenza ormai innegabile in quanto documentata. Non a caso nelle linee guida CITES 2006 c’è un elenco di animali il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in struttura mobile. Ad oggi, quindi, le argomentazioni a sfavore della presenza degli animali nei circhi sono tutt’altro che semplici opinioni arbitrarie, che per essere smentite, implicano una negazione oggettiva della realtà.

Ha parlato di due novità di cui “(Dis)Educazione alla violenza” è portavoce rispetto alle argomentazioni contro la presenza di animali nei circhi. Una è appunto la documentazione sul maltrattamento degli animali l’altra?
Ad oggi ciò che si è sempre messo in discussione rispetto alla presenza degli animali nei circhi è stato il maltrattamento di questi ultimi e il valore diseducativo dello spettacolo per i minori che vi assistono. Argomentazioni che noi del Gruppo di Studio sulle Tradizioni Violente sosteniamo e di cui ci facciamo portavoci (www.tradizioniviolente.org ).
Gruppo di Studio sulle Tradizioni Violente, di cosa si tratta?
Si tratta di un gruppo composto e supportato da associazioni che operano in vari settori per la tutela dei minori e più in generale a favore delle vittime di violenza. Mi riferisco ad educatori, pedagogisti, psicologi, avvocati e ricercatori che lavorano anche a programmi terapeutici. Lo scopo di questo gruppo è proteggere bambini e adolescenti da quelle tradizioni che nascondono, dietro a un velo di apparente normalità dei modelli che, se acquisiti, rischiano di indurre espressioni di violenza nel bambino e di deviare la sua moralità in fase di formazione. L’intento del GSTV è quello di valutare quali siano le conseguenze a lungo termine dell’esposizione alla violenza nei minori, in contesti di eventi sociali tradizionalmente e culturalmente considerati uno stimolo positivo, ma ricchi in realtà di pericolosi input devianti. Ambiti quali ad esempio il circo con animali, rispetto a cui avanziamo un’ulteriore denuncia (e questa è la seconda novità del libro), per cui oltre ad essere ambito di maltrattamento per animali e ambiente altamente diseducativo è anche ambito di maltrattamento per i minori che vi assistono! Sto parlando di un tipo di maltrattamento riconosciuto fra quelli di ordine psicologico quale è l’Esposizione alla Violenza, nel caso specifico alla violenza su animali, nel caso ancora più specifico alla violenza su animali a scopo ludico. Per “Esposizione alla Violenza” si intende il coinvolgimento in una situazione violenta  come spettatore, come oggetto di violenza o in alcuni casi, in particolare per quanto riguarda i minori, come partecipante in qualche misura alla violenza stessa. In particolare i dati che finora si hanno sulla zoocriminalità minorile (1), come riconosciuto da ricercatori del CNR di Roma, inducono ad usare il concetto di “Esposizione alla Violenza” nel suo significato di “coinvolgimento in una situazione violenta come spettatore e/o come partecipante in qualche misura alla violenza stessa”.
Non a caso nelle Tipologie e Caratteristiche del Maltrattamento Minorile Intrafamiliare delineate dal Coordinamento Italiano dei Servizi Contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia (CISMAI) è definito che: “Per violenza assistita intrafamiliare si intende l’esperire da parte del bambino/a qualsiasi forma di maltrattamento compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulte o minori. Il bambino può farne esperienza direttamente (quando essa avviene nel suo campo percettivo), indirettamente (quando il minore è a conoscenza della violenza), e/o percependone gli effetti. Si include l’assistere a violenze di minori su altri minori e/o su altri membri della famiglia e ad abbandoni e maltrattamenti ai danni di animali domestici”.  E non a caso, per gli spettacoli dei combattimenti fra cani la pena prevista è aumentata di un terzo se presenti minorenni. Ricordo che lo spettacolo del combattimento fra cani fino al 2002 non  era vietato per legge. Il circo con animali ad oggi non è illegale, ciò non toglie che come per i combattimenti cinofili fino a prima del 2002, esso sia una situazione di maltrattamento per gli animali e poiché i maltrattamenti avvengono anche in pista, lo spettacolo a cui i minori assistono costituisce un ambito di Esposizione di Minori alla Violenza su animali .
Che cosa intende, più nel dettaglio, relativamente al maltrattamento psicologico di cui i minori sarebbero vittime?
Quando si parla di Esposizione alla Violenza essa può essere relativa ad una violenza che potremmo definire “reale” oppure ad una violenza rappresentata o simulata, quella cioè presente, ad esempio, nel cinema, nella televisione, nei fumetti, nei videogiochi e su internet.  A tal proposito bisogna partire da due presupposti:
1. Se l’aggressività nell’essere umano è un istinto, la violenza è un modo appreso di esprimere un istinto.
2. Gli studi scientifici dimostrano che nel minore lo sviluppo del senso morale, cioè della capacità di distinguere ciò che è bene e ciò che è male, e lo sviluppo della moralità, cioè la capacità di non commettere un azione sbagliata anche quando si è sicuri di non essere scoperti, avviene per stadi successivi e per apprendimento sociale.
Del resto il senso morale e la moralità essendo delle capacità implicano alla loro origine un processo di insegnamento/apprendimento. A tal proposito è fondamentale ricordare che una delle strategie privilegiate di apprendimento nell’essere umano è l’osservazione e l’imitazione di modelli. Il bambino infatti  tende ad imitare il comportamento dell’adulto: se l’adulto mostra atteggiamenti di crudeltà il bambino cercherà di imitarlo o comunque si assuefarà ad essi. Per il fanciullo, animale o uomo sarà completamente indifferente. Egli impara infatti l’atteggiamento violento, poiché viene educato a porsi in modo crudele nei confronti dell’alterità, introiettando in molti casi la violenza, come regola di vita per risolvere i conflitti nei rapporti con gli altri.
Le implicazioni della violenza virtuale e reale sono ormai ampiamente riconosciute, tanto che esiste un codice che regolamenta la fruizione di film, videogiochi, fumetti, ecc. per i minori di 14/16/18 anni con divieti o bollini rossi. Nel caso del circo con animali essendo questo uno spettacolo dal vivo che coinvolge i più giovani nel ruolo di spettatori, si verificano le stesse dinamiche psicologiche sulle molte facce dell’aggressività, tipiche degli ambiti di Esposizione alla Violenza Virtuale e Reale. In più, trattandosi di violenza su animali, si verificano tutte le implicazioni che la letteratura criminologica ha evidenziato sull’Esposizione di Minori alla Violenza su Animali (www.link-italia.net). Per non parlare poi della subdolatezza e gratuità della dimensione ludica in cui tutto ciò si consuma. Quindi nessun ambito, più del circo con animali, dovrebbe essere regolamentato con un bollino rosso o ancor più un divieto per i minori di 18 anni.
Un’ultima battuta?
Oltre a leggere il Dossier sui maltrattamenti agli animali a cui è dedicata la seconda parte di “(Dis)Educazione alla Violenza” potete vedere il video documentario a questo indirizzo internet:
http://www.youtube.com/verify_age?next_url=http%3A//www.youtube.com/watch%3Fv%3DMrkCMfJEu8k
Dove noterete che gli agiti crudeli nei confronti degli animali, non si limitano a pratiche legate allo spettacolo ed insite nella detenzione e addestramento, ma andando ben oltre, si estendono ad atti di crudeltà  privata, quali calci, pugni, bastonate ecc.

Le telecamere nei circhi hanno rilevato le stesse dinamiche emerse in ambiti di guerra e vivisezione, in cui i soldati vengono sorpresi ad agire pratiche di crudeltà privata sui prigionieri (2) e i vivisettori vengono filmati (di nascosto) a prendere a calci e pugni cani beagle (3) o ad umiliare scimmie tramite l’incisione sulla fronte di scritte come ad esempio “Crap”.
Tutti esempi diretti di quelle che in generale la letteratura psicosociale riconosce come possibili conseguenze dell’Esposizione alla Violenza, in questo caso l’esposizione degli operatori, insita in un ambiente di guerra, di vivisezione, di circo con animali.
Conseguenze quali:
compromissione del senso morale e della moralità
deumanizzazione orientata sul soggetto (mancanza di empatia per la sofferenza altrui)
deumanizzazione orientata all’oggetto (si ritiene che gli altri siano oggetti, reificando il prossimo)
assuefazione alla violenza (diminuzione della reattività emozionale alla violenza, per cui comportamenti violenti, che all’inizio vengono percepiti con disagio e angoscia)
col passare del tempo vengono per così dire accettati come comportamenti più o meno normali.

Ricordo inoltre che negli anni 30/40 la stessa lotta che oggi si fa contro la presenza degli animali nei circhi è stata condotta contro l’umiliazione e lo sfruttamento dei portatori di handicap negli spettacoli circensi, come testimonia la più eclatante e coraggiosa denuncia costituita dal film “Freaks”, il capolavoro diretto nel 1932 da Tod Browning e la cui visione fu vietata  nel Regno Unito fino al 1964, mentre in Italia la pellicola uscì isolo all’inizio degli anni 70, in televisione, dopo essere stata doppiata su richiesta della RAI.
Le argomentazioni scientifiche internazionali sulle implicazioni della violenza su animali assistita o agita, sono estremamente serie e sofisticate e si sviluppano in ambiti disciplinari quali la criminologia, la psicologia e la psichiatria e non possono essere ignorate dalla società civile soprattutto in quegli ambiti dove la violenza è spudoratamente dichiarata o seriamente documentata, come ad esempio il circo con animali. Tanto più che in Italia attualmente esiste un documento firmato da più di 600 psicologi che dichiarano:
Premesso:
– che la coesistenza con gli animali, dotati di dignità propria quali esseri viventi, è un’esigenza profonda e autentica della specie umana;
– che le relazioni che stabiliamo con loro, lungi dall’essere neutre, sono elementi in grado di incidere sull’emotività e sul pensiero;
– che il rapporto con loro è elemento di indiscussa importanza nella crescita, nella formazione, nell’educazione dei bambini;
I sottoscritti psicologi,
esprimono motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di zoo, circhi e sagre in cui vengono impiegati animali.
Queste realtà, infatti, comportano che gli animali siano privati della libertà, mantenuti in contesti innaturali e in condizioni non rispettose dei loro bisogni, costretti a comportamenti contrari alle loro caratteristiche di specie.
Tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, sono veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia.
I sottoscritti psicologi,
attenti a promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo, della comunità, auspicano e sostengono un radicale cambiamento di costume che vada in direzione della chiusura degli zoo e del divieto dell’impiego di animali nei circhi e nelle sagre.
Promotrice Dott.ssa Annamaria Manzoni”.
Tutti gli psicologi che volessero sottoscrivere possono mandare una mail con il proprio nome, cognome e regione di appartenenza scrivendo “aderisco al documento” all’indirizzo [email protected]
Ringraziamo la Dott.ssa Francesca Sorcinelli per lo splendido progetto a difesa dei minori coinvolti in ambiti di esposizione alla violenza su animali a scopo ludico, evidenziando che capofila di questo lavoro è “Il Gruppo di Studio sulle Tradizioni Violente” www.tradizioniviolente.org di cui la Dott.ssa è responsabile e ricordando inoltre che la LAV in merito alla presenza degli animali nei circhi, sta attualmente raccogliendo firme attraverso due petizioni. La prima indirizzata alle amministrazioni comunali per approvare l’ordinanza/regolamento tipo, redatto dalla LAV stessa e che prevede il divieto di attendamento per i circhi con gli animali che la Commissione Scientifica CITES ha definito “incompatibili con la detenzione in una struttura mobile”. Animali quali primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci. La seconda, indirizzata al Governo, per chiedere una legge che preveda il divieto di nuove acquisizioni di animali da parte dei circhi italiani e la progressiva dismissione di quelli già presenti oltre alla realizzazione di centri di recupero idonei ad ospitarli.
Note:
(1) Zoocriminalità minorile: la paternità della definizione la si deve a Ciro Troiano che la sviluppa all’interno del fenomeno zoomafia di cui si occupa da anni. Con zoocriminalità minorile si intendono le modalità di iniziazione e addestramento dei minori alla vita delinquenziale e criminale compresa la formazione di assassini, tramite un tirocinio di crudeltà nei confronti degli animali, messe in atto dalla malavita organizzata.
(2) Un esempio eclatante sono le torture agli iracheni nelle prigioni americane
http://video.tiscali.it/immagini/Notizie/Le_torture_gli_iracheni_torturati_nelle_prigioni_americane.m7596/20127.html#slideshow
http://www.cbsnews.com/video/watch/?id=4962547n    http://mmedia.kataweb.it/video/26566358/iracheni-umiliati-dalle-truppe-i-video-del-veterano-pentito
(3) Un esempio eclatante i maltrattamenti per cui sono stati denunciati i ricercatori di Huntingdon Life Sciences
http://www.youtube.com/watch?v=88kMJXphN0k
Intervista di Annalisa Ruffo alla Dott.ssa Francesca Sorcinelli

  1. Grazie ad Annalisa Ruffo e Francesca Sorcinelli per l’ottimo articolo che speriamo faccia riflettere molte persone.

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  2. Bellissima intervista e bellissimo articolo..
    Grazie Annalisa e grazie Francesca.

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  3. Riguardo l argomento proprio il mese scorso ho bocciato l iniziativa di alcune colleghe (insegno in una scuola comunale per l infanzia di roma) di organizzare una uscita didattica pensate un po al circo di quella strega della Orfei .Ho dovuto informarle dei crudeli addestramenti che subiscono gli animali e finalmente hanno capito e desistito di andarci ! Ma quanta fatica !

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  4. Brava Tilde, ce ne vogliono di insegnanti con coscienza come te. La tua fatica sarà stata tanta ma poi è servita

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  5. Brava Tilde!
    ..e se proprio volete portarli al circo portateli a Le Cirque du Soleil.
    Oltre che entusiasmante per certi aspetti è pure commovente. 🙂
    Personalmente ne sono rimasta incantata.
    PS:”Uscita didattica propedeutica all’educazione del proprio corpo”

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  6. Il rispetto per le persone e gli animali è alla base dell’educazione…purtroppo oggi va scomparendo..meravigliose sono le persone che oggi cercano di insegnarlo.
    Grazie:

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  7. Grazie.Ho appena partecipato nei giorni scorsi ad un prsidio contro ilcirco.Era arrivato nella mia città il circo della moira orfei( scritto appositamente minuscolo).
    Che tristezza.Ci siam presi insulti,soprattutto le donne ovviamente.Ma anche qualche grande soddisfazione.Qualche famiglia dopo aver parlato con noi non è entrata.E l’hanno scelto i bambini!

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