Foligno: cani lanciati dalla finestra. L'intervista a Piera Rosati presidente di LNDC.

A Foligno,ennesimo caso di assassinio. Una mamma e i suoi 4 cuccioli di pochi giorni sono stati gettati dalla finestra di un condominio. Sono morti. Sulla vicenda, alla quale anche la trasmissione Le Iene ha dato rilievo attraverso un servizio, è intervenuta LNDC, la Lega Nazionale per la Difesa Del Cane che sporge denuncia. Abbiamo intervistato Piera Rosati presidente dell’Associazione.

Al centro, Piera Rosati


 
La vicenda si è consumata l’11 Settembre. I cani, sono stati seviziati e gettati da una finestra; uno dei cuccioli è stato decapitato. Nessuna speranza per loro. Sono morti agonizzanti in strada.
Lo staff della trasmissione Le Iene si è recentemente recato a Foligno per fare luce sull’uccisione dei cani; nel servizio, sono stati intervistati alcuni testimoni tra cui Annalisa Campagnacci, il difensore dell’associazione denunciante Il grande Sogno.  Le telecamere di Mediaset hanno tentato di intervistare anche il proprietario degli animali, presunto responsabile.
Dopo il servizio è partita una seconda denuncia da parte dell’associazione animalista Lega Nazionale per la Difesa del Cane. È stata aperta un’inchiesta penale. Nel caso in questione il responsabile, risponderà per il reato commesso di cui all’ art. 544 bis del codice penale, con l’aggravante di motivi abbietti o futili.
Abbiamo contattato Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che aveva dichiarato in un precedente comunicato: Abbiamo deciso subito di unirci alla denuncia dell’associazione locale ‘Il grande sogno’ per chiedere giustizia per queste povere creature innocenti barbaramente uccise. Al tempo stesso è importante che le autorità prendano delle misure cautelari per tutelare un altro cane che, a quanto ci è stato riferito, è ancora nelle mani del presunto responsabile”.
Dott.ssa Rosati, sul caso interverrà la procura che ha aperto un’inchiesta penale. Nell’esposto è stato chiesto il sequestro di un pitbull, altro cane appartente al presunto responsabile. Ci sono novità su questo fronte?
La lega nazione del cane di Foligno ha assicurato la disponibilità ad accogliere il cane nel canile di Ponterosso di Assisi. Si sta lavorando in questo senso. È stato richiesto alla asl di intervenire e di far sapere se l’animale è in buone condizioni di salute.
Fatti come questo, sono sempre più frequenti. Quali misure concrete si possono o devono attuare dal Suo punto di vista?
Bisogna agire su più fronti e prima di tutto è assolutamente necessario inasprire le pene per chi si macchia di reati di questo tipo. La legge deve quanto meno dare un segnale. Dall’altra parte è necessario fare opera di sensibilizzazione. Dobbiamo formare gli adulti di domani, lavorare nelle scuole. Il valore e il rispetto della vita sono concetti che sarebbe necessario inserire nei programmi scolastici. Bisogna lavorare sull’educazione: è anche il motivo per cui abbiamo realizzato in collaborazione con Newescapes Entertainment,  il cortometraggio sulla vita del cane Angelo: “Angleo-life of a street dog”.
Come associazione, siete attivi in molti luoghi d’Italia e seguite molti casi contemporaneamente. Attraverso i social, notizie di cronaca come questa, hanno sin da subito un impatto forte nell’opinione pubblica. Ma cosa succede dopo a riflettori spenti? Come risponde la giustizia?
I social sono uno strumento utilissimo perchè ci permettono di diffondere molto velocemente questi fatti di cronaca e questo è positivo per sensibilizzare sulla tematica anche se il timore dell’emulazione è sempre dietro l’angolo: ormai di questi casi ce ne sono almeno 2 a settimana. La giustizia fa il suo corso anche se in maniera insufficiente rispetto alla gravità di certi gesti.  La sentenza del cane Angelo ad esempio, aveva previsto solo 16 mesi di lavori socialmente utili e nemmeno 1 giorno di carcere; ma c’è stato un caso in cui la giustizia è stata ancor meno efficace: si tratta del caso di Snoopy, un cane di Livorno che è stato ucciso con un colpo di carabina, senza nessun motivo.
L’assassino reo confesso di Snoopy poco prima di sparare al cane, aveva ucciso un piccione e questo aveva portato un elemento importantissimo nel processo: la premeditazione. Sarebbe stata davvero una svolta.
Invece l’esecutore ha ottenuto, in ultima analisi, la sospensione del procedimento con messa alla prova e se la caverà con poche ore settimanali di lavori di pubblica utilità. Il suo gesto non avrà nessuna conseguenza penale, il magistrato non ha riconosciuto nessun tipo di risarcimento. Una completa delusione.
Si arriverà mai al riconoscimento degli animali come soggetti?
La strada è dura ed è lunga. Sarà difficile ma io mi batterò sempre con tutte le mie forze per migliorare le cose; non solo in tribunale ma tutti i giorni parlando con le persone e cercando di sensibilizzarle al tema del rispetto per la vita.
Fonte: www.promiseland.it
 
 
 

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