Intervista a Cristiano Ceriello del Partito Animalista Italiano

Chi è l’avvocato Cristiano Ceriello? Ci parli un po’ di lei.

Sono un avvocato campano di 44 anni che, per mestiere, da anni si occupa della difesa dei diritti dei consumatori, in particolare con una associazione dei consumatori che opera su diverse regioni. Per passione, sono tra i fondatori e portavoce del Partito Animalista Italiano che, da anni, lavora per cercare di portare in Italia l’esperienza di ciò che nei loro paesi hanno fatto il partito animalista olandese e, per certi versi, anche quello tedesco, spagnolo o portoghese. E cioè portare all’ordine politico del giorni il problema della difesa delle specie e dell’ambiente. Tutti movimenti che, insieme al nostro, fanno parte della Animal Politics EU, il quale speriamo diventi un partito transazionale dopo le Europee. Come aspetto un po’ “originale” della mia vita, posso dire come in passato mi sono speso nel campo cinematografico e con piacere far notare come nel 2009 ho diretto due documentari animalisti: “Vegetarian Party” con Red Ronnie, il compianto Pino Caruso ed Ivan Cattaneo; oltre che “Caccia SpA” con Tessa Gelisio, Daniela Poggi e breve intervista a Dacia Maraini. Ma tutto questo non è un mistero, basta cercare su qualche motore di ricerca per trovare informazioni e curiosità su di me.
Siete collegati con qualche partito di destra o di sinistra? Avete collegamenti con la Brambilla?
Un partito animalista, per sua natura, non ha una preclusione politica. Bensì ha una chiara idea di futuro che, con il suo lavoro, cerca di realizzare: e cioè lavora per l’innalzamento dello status giuridico degli animali; lotta contro gli allevamenti intensivi ed il truce trasporto di animali vivi; lavora per la rivoluzione-evoluzione alimentare verso una società a proteine vegetali che, è impossibile negarlo, avverrà. Non è possibile pensare, in un pianeta di 7 miliardi di abitanti, a dei consumi sfrenati come gli anni 80, di cui oggi si vedono i risultati. Ciò oltre all’abolizione della caccia, il divieto degli animali nei cerchi, degli zoo, giusto per citarne alcuni. Tutti punti che sono nel nostro programma. presentato per le europee, e che prendono spunto dal Manifesto sottoscritto con gli altri partiti europei a Bruxelles in Aprile. Per continuare la domanda, devo dire come il partito animalista olandese ed il deputato animalista tedesco fanno parte del gruppo della sinistra europea-verdi del nord, ma sappiamo in Europa i gruppi destra-sinistra hanno un altro significato. GUE-NGL (sinistra europea-verdi del nord) era l’unico gruppo che avrebbe offerto vera parola e spazio, in commissione agricoltura, ad Anja Hazekamp del Partito Olandese. Il sogno però è quello di costituire un giorno un gruppo animalista all’interno del Parlamento Europeo. Per concludere: no, il nostro non è il movimento dell’On. Brambilla con cui, tra gli altri, non ho rapporti personali.
Il vostro programma sembra incontrato quasi soltanto sui diritti animali, perché questa scelta? E perché un animalista dovrebbe scegliere voi e non il M5S o qualche altro partito?
Innanzitutto il nostro programma è incentrato su quanto davvero si può fare, una volta dentro il Parlamento Europeo. Scrivere “programmoni” pieni di obiettivi che sappiamo non sono nemmeno di competenza del Parlamento Europeo, sarebbe stato non solo “prendere in giro” gli elettori, ma anche chi ci segue e, non da meno, noi stessi. Sui diritti, è vero, noi ne facciamo una battaglia fondamentale. Riconoscere un innalzamento dello stato morale e giuridico del benessere animale è fondamentale. Ciò significherebbe inasprire le pene e le aggravanti per chi uccide e maltratta animali; significherebbe cambiare il codice penale e civile che, purtroppo, ancora considerano gli animali come oggetti e non soggetti; considerare dal punto di vista giuridico l’ambiente come una cosa, ma come un bene comune che ha tutela prioritaria. Non dimentichiamoci che i più grandi progressi e avanzamenti sociali del secolo passato, sono avvenuti passando per la modifica dei diritti, passaggio imprescindibile per ogni reale cambiamento. Per la domanda su noi e gli altri partiti. Di certo non pensiamo di avere alcuna “esclusiva” o “copyright” sull’elettorato per il semplice fatto che ci chiamiamo “animalista”. Se un elettore pensa che gli altri partiti abbiamo fatto bene sinora, sia per la salvaguardia del benessere animale che per dell’ambiente, sicuramente non prenderà nemmeno in considerazione il nostro partito. Di certo c’è che, sinora, mi pare siamo l’unico movimento che vuole mettere al centro dell’agenda politica la difesa dei diritti delle specie, pensando come l’ambientalismo dei ventunesimo secolo passi per la salvaguardia del benessere animale, in un rapporto: Animali-Natura e Uomo tutti legati da un’unica connessione. Chi tutela il benessere animale, tutela la natura e di riflesso gli stessi uomini. Da questa visione parte la nostra idea di futuro. Non mi pare di ritrovare sinora questi concetti nei programmi degli altri partiti.
I Santuari Animali (o Rifugi) soffrono di una mancata legislazione in merito, che li costringe ad essere registrati come “allevamenti” con un serie infinita di conseguenze spiacevoli. Porrete rimedio a questa situazione?
Come vede, ancora una volta tutto passa per la modifica delle legislazioni e dei diritti che riguardano il nostro mondo animalista. Preciso come il tema non è nel nostro programma europeo, perchè si tratta di legislazione nazionale e regionale, Ma certamente, ove ce ne fosse data la possibilità, sarà una delle nostra prime battaglie. Recentemente, anche per gravi fatti di cronaca, si sta associando alla parole “canile” la definizione “lager” o “scandalo”, pensando che la maggior parte di questi siano luoghi per fare business a danno degli animali. “Pochi” stanno rovinando i “tanti”. Conosco difatti tanti canili in cui, senza soldi, con pochi volontari e aspettando rimborsi dalla P.A. che non arrivano mai, davvero si fa un lavoro “eroico”, straordinario. Per queste realtà, oltre che la mia stima, va la mia più profonda ammirazione. Certamente ove ce ne fosse data possibilità, lotteremo per cambiare lo stato delle cose.
Il vostro è un movimento che vuole imporre una dieta vegetale? O pensate, come l’attivista Gary Yourofsky, che possano essere utili con l’agricoltura cellulare e la carne meatless, per fare carne cruelty-free?
Consiglio di vedere, ancora però non vi sono ancora i sottotitoli in italiano, l’ultimo documentario di Marianne Thieme, leader del movimento olandese: Plant Power. Come dicevo prima, non si può negare un fatto, e cioè come sia impossibile pensare che oltre 7 miliardi di persone possano continuare il consumo di carne, ambiente e risorse come negli anni ’80, il futuro è una rivoluzione-evoluzione alimentare e culturale che, invero, è già in corso. Non pensiamo però che questo avverrà dall’oggi al domani. Però innovazioni come quelle promosse da Yourofsky, l’agricoltura cellulare e la produzione di prodotti veg che danno il sapore della vecchia bistecca, sono tutti passaggi fondamentali e che vanno sostenuti con forza, anche con: un tax credit ai consumatori che acquistano prodotti bio ed eco-sostenibili; con la creazione di “zone franche” fiscali per chi si occupa di agricoltura ecosostenibile; nonché con la creazione di “golden bio area”, giusto per citare alcune proposte del nostro programma. Questa rivoluzione-evoluzione alimentare non è solo un dovere (o necessità), ma anche un’incredibile opportunità proprio per il nostro Paese, già tra i leader bio e che, con le sue tante eccellenze alimentari, può diventare “giardino d’Europa” nel settore veg.
Pensate davvero di poter riunire sotto un unico simbolo tutti gli animalisti italiani?
Assolutamente non abbiamo questa presunzione, né pensiamo che altri movimenti debbano assorbirsi sotto il nostro simbolo. Purtroppo l’Italia è un Paese molto lungo dal punto di vista geografico e, purtroppo, il “mondo” animalista è spesso frammentato. Invero prima di presentare la lista, personalmente ho provato a contattare diversi partiti e movimenti per vedere, pure inserendo altri loghi nel nostro simbolo, se si potesse fare un percorso comune, in pochi hanno risposto, ma posso capire la diffidenza. Mi auguro che un po’ come i Verdi negli anni ’80, si possa creare una federazione dei partiti a movimenti animalisti, sarebbe qualcosa di straordinario.
Dove possiamo trovare maggiori informazioni sul vostro partito?
Oltre che sul nostro sito e sulle nostre pagine social (purtroppo sinora dei movimenti animalisti) se ne è parlato poco, invito a vedere le informazioni sul nostro gruppo europeo, al riguardo ci sono pagine anche in italiano. Recentemente è anche on line un nuovo sito Animal Poltics EU, pagina web del partito europeo che si vuole creare nei prossimi anni.
Grazie per l’intervista e buona fortuna.

Grazie a voi. Vede anche questo è un segno dei tempi, un volta mi avrebbe detto “in bocca al lupo”, a cui io avrei dovuto rispondere per forza di cose: “viva un lupo”. Buon lavoro a lei.

 

  1. Per la prima volta nella storia un partito animalista in Europa, dobbiamo sostenerlo tutti, dobbiamo tentare, solo con la politica si possono cambiare davvero le leggi!

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  2. Qualcosa sta combinando davvero !
    Grazie a chi ha deciso di scendere in campo SOLO a favore del diritto alla vita e alla vita migliore per ogni essere vivente
    Rispetto per la vita e per l’ambiente faranno la differenza!
    Grazie !

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  3. Auguriamoci che questa iniziativa riesca a riunire i tanti partecipanti del mondo animalista, c’è n’è bisogno.
    Come VEGANOK portiamo avanti battaglie al Parlamento Europeo in modo serrato. Ci auguriamo di ritrovare in questo partito un alleato presente e attivo per fare blocco contro chi cerca di non far riconoscere i diritti animali

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  4. Avatar
    stella cervasio 7 May 2019, 2:56 pm

    Strano, come Garante dei diritti degli animali del Comune di Napoli non ho mai sentito parlare di queste persone.

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  5. Avatar
    Attivista 5 stelle 8 May 2019, 11:46 am

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