Maiali o cinghiali?


La LAV di Firenze ci segnala questa interessante riflessione:
Sono o non sono? Questo è il dilemma!
(MAIALI   INSELVATICHITI  O  CINGHIALI  ADDOMESTICATI ?)
Il 19 agosto, il Comune di Greve in Chianti ha emesso un’ordinanza per tutelare le colture  agricole  e l’incolumità dei cittadini dalla violenza dei “maiali domestici inselvatichiti allo stato brado” e invita “i soggetti interessati a segnalare prontamente l’abbandono di maiali per consentire all’Amministrazione di procedere con urgenza ad  eliminare il pericolo descritto in premessa”.
Eliminare come? Considerandoli animali domestici e quindi secondo le leggi che regolano la macellazione o animali selvatici e quindi fucilandoli secondo le leggi della caccia?
Ma i maiali possono trasformarsi in una specie che non sono? Da domestici diventare selvatici? Sì, accoppiandosi con i cinghiali e dando luogo a una generazione di ibridi producendo quell’inquinamento genetico che la legge condanna.
Ma chi lascia aperta la porta a un patrimonio? Chi si lascia raggirare da un maiale animale tanto prezioso, una grande risorsa, “la gloriosa vittima” come è stato festosamente definito? E chi può credere che un maiale, animale intelligente, curioso e socievole che in tante parti del mondo si lascia portare al guinzaglio come un cane possa diventare improvvisamente un pericolo solo perchè scorrazza libero per i campi?
Noi non lo crediamo. Sospettiamo invece che, forse…..probabilmente…..magari…., i maiali siano stati liberati e spinti fra le braccia dei loro cugini cinghiali per aumentarne la famiglia!
I vigneti del Chianti non ne trarranno giovamento ma altre ingordigie saranno appagate: l’eradicazione dell’ibrido potrà essere avviata.
Quello del cinghiale (o maiale inselvatichito come dice l’ordinanza di Greve) è un esempio ormai classico. A partire dagli anni Cinquanta del XX secolo sono stati liberati sul territorio nazionale consistenti contingenti di soggetti importati dal centro ed est Europa. Gli incroci con sottospecie differenti e le ibridazioni con  le forme domestiche hanno determinato la scomparsa dalla quasi totalità del territorio italiano della forma autoctona e contemporaneamente un’esplosione demografica dei nuclei immessi.
A buon intenditor poche parole!
Firenze, 26 agosto 2011
(Foto di  stewartmorris su Flickr)

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