Osservatorio VEGANOK: Pasqua 2019, cala il consumo di carne ma…

Anche se il trend ci dice che il consumo di carne è sempre più in discesa, ben il 10% in meno rispetto al 2017, secondo l’ultimo report pubblicato da Codacons nel 2018, quest’anno saranno macellati, sotto pasqua, ben 900.000 agnelli. Numeri scandalosi su cui riflettere.

È appena avvenuto un massacro dai numeri agghiaccianti. Sono 900.000 mila i “capi” di agnello che sono stati macellati, 900.000 cuccioli, bambini, di una razza che non essendo quella a cui apparteniamo non le riconosciamo il diritto alla vita.

È comprensibile come cambiare la tradizione, la normalità, sia una scelta difficile, molto difficile, ma se prendi un cucciolo di gatto o cane tra le mani l’idea di mangiarlo sappiamo bene che fa ribrezzo a tutti, perché non è considerato cibo nella nostra cultura!

Comprendere che la differenza non esiste veramente e che è solo nel cervello di chi è stato cresciuto in un determinato modo è il punto di partenza per attuare un cambiamento radicale senza difficoltà. Dobbiamo solo scegliere di essere consapevoli e veramente liberi di cominciare a scegliere, da se, per se, senza le “obbligazioni socio-culturali silenziose”.

Secondo l’ultimo report pubblicato da Codacons nel 2018, i consumi di carne di agnello sono calati su tutto il territorio italiano: un meno 10% rispetto al 2017 e il trend risulta essere ulteriormente in discesa.

Nonostante una recessione graduale dal 2013 ad oggi, si stima che l’anno precedente siano stati consumati circa 6,5 milioni di chili di carne. L’Associazione Italiana Animali ed Ambiente (AIDA&A) ha monitorato un campione di 100 macellerie (seguendo i trend per 8 anni) e per quest’anno, si registra una decrescita in termini di prenotazioni di carne del 28%, un dato che, come si legge nel comunicato dell’Associazione, “se confermato porterà entro Pasqua ad un consumo complessivo di circa 5,3 milioni di chili di carne di agnello.”

Secondo i dati dell’Associazione questo decremento si deve in primis al costo eccessivo della carne di agnello che in questi giorni aumenta fino al 30%. Supponiamo che insieme all’elemento più prettamente economico, l’attività di sensibilizzazione ad opera di associazioni in difesa degli animali e di chi si occupa di divulgazione, risultino determinanti nella creazione di una coscienza sul tema del consumo della carne.

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  1. Difficile essere contenti del calo del consumo della carne di fronte a numeri così grandi che rappresentano l’ampiezza dello sterminio.
    Eppure il cambiamento è in atto e appare inarrestabile.

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  2. Inerraftebile e vinceremo
    perché non c’è asdplueam nessuna altra soluzione per il futuro ed il rispetto di ogni creatura !

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  3. Sicuramente il continuo calo del consumo di carne è una buona notizia ma in effetti i numeri degli animali uccisi sono ancora impressionanti e fanno riflettere

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