Quando il pagliaccio tira pugni

Quando il pagliaccio tira pugni 

Le aggressioni dei circensi agli animalisti che protestano davanti ai tendoni
 
Immaginiamo che all’interno di un cinema, in cui sta per essere proiettato l’ultimo film di natale con Topolino e Qui Quo Qua, due maschere inizino a prendere a calci gli spettatori. O che al teatro dei burattini, tra una bastonata di Pulcinella al povero Gianduja e una battuta di Arlecchino, a un certo punto i burattinai si mettano ad inveire pesantemente contro i presenti. O che davanti al circo, tra i bimbi in fila, due nerboruti pagliacci escano da sotto il tendone e aggrediscano un gruppetto di persone mentre scandiscono slogan del tipo "W il circo ma senza gli animali".

Situazioni impensabili in contesti destinati anzitutto all’intrattenimento e allo svago dei più piccoli. Tuttavia, davanti ai circhi, episodi del genere non sono poi tanto rari. L’ultimo si è registrato lo scorso 3 gennaio a Saronno (Va), dove una ventina di animalisti della Lav, durante un pomeridiano volantinaggio regolarmente autorizzato, sono stati avvicinati da alcuni responsabili del "Circo di Barcellona" con fare minaccioso. Vistosamente infastiditi dalla presenza degli attivisti che manifestavano contro l’uso degli animali nei circhi, per nulla intimoriti tuttavia dalla presenza dei carabinieri, i circensi sono passati dagli insulti, alle minacce di morte, agli schiaffi. Come quello che ha raggiunto al volto Federico Barletta, 59 anni, responsabile della Lav di Milano. Episodio per il quale sta per scattare una denuncia per aggressione.

I 150 metri di distanza tra il presidio e l’ingresso del tendone non sono bastati a far sbollire la rabbia degli aggressori che, memori forse delle modalità con cui sono abituati a trattare gli animali dietro le quinte, hanno pensato di elargire le stesse attenzioni anche agli esseri umani che non la pensano come loro.

Ancora peggio era andata a Grosseto, lo scorso settembre, a quattro ragazzi che, dopo aver esposto davanti al circo Orfei alcuni cartelli contro lo sfruttamento degli animali, furono avvicinati da un uomo che colpì due di loro con calci e pugni, sebbene l’aggressore non sia mai stato identificato tra i responsabili del circo.

Dal circo era certamente partita invece l’aggressione denunciata da cinque attivisti lo scorso novembre a Vicenza, quando dal tendone del Moira Orfei erano partite decine di addetti armati di bastoni, ombrelli e transenne metalliche, con lo scopo evidente di far desistere i manifestanti.

La maggior parte degli episodi di questo tipo passa del tutto sotto silenzio. Anche perché, il più delle volte, il disappunto degli addetti dei circhi verso i sempre più numerosi manifestanti si ferma all’insulto. Com’è accaduto lo scorso dicembre a Torino, anche in quell’occasione davanti al circo di Moira Orfei, dove un’attivista era stata fatta oggetto di scherno e insulti personali tramite i potenti altoparlanti della struttura.

Di fronte a queste e ad altre storie, unite alle immagini sui violenti metodi di addestramento a danno degli animali che vengono periodicamente diffuse – famigerate oramai quelle, risalenti a dicembre 2009, che hanno messo a nudo le sevizie sui piccoli elefanti del circo Ringling Bros – difficile dar credito al mito del buon domatore, dispensatore di allegria, sempre pronto ad accarezzar bambini così come a ricompensare con uno zuccherino i propri animali selvatici in cambio di un esercizio appreso a suon di coccole.

Alla crescita del nervosismo tra le fila circensi sta contribuendo la proposta di legge a firma della deputata Pdl Gabriella Giammanco, sottoscritta da parlamentari di tutti i partiti, che prevede la progressiva dismissione dell’uso degli animali nei circhi italiani. Un passo già intrapreso da altri 15 paesi che hanno anticipato l’Italia nell’abolizione, più o meno definitiva, della millenaria schiavitù degli animali del circo.

Gualtiero Crovesio – 07/01/2010

www.liberazione.it

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News Inserita da Daria Mazzali Redazione Promiseland.it

 

 

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