SSCS e Australia per gli squali

Sea Shepherd e i cittadini della costa Occidentale dell’Australia insieme per gli squali!
Il massacro di squali organizzato da Ryan Kempster e dal Centro Immersioni NARC è per il momento bloccato, grazie al recente editoriale di Sea Shepherd pubblicato sul quotidiano Sydney Morning Herald e ad una petizione online. Gli squali delle coste Occidentali dell’Australia possono, almeno per ora, tirare un sospiro di sollievo.
Più di 19.000 persone hanno sottoscritto la petizione per evitare il massacro di squali sulle coste occidentali dell’Australia, dichiarandosi a favore dell’adozione di misure non letali per il monitoraggio di questi animali. Di fronte a questo risultato, Norman Moore, Ministro per la Pesca dell’Australia Occidentale, ha dichiarato che il Governo investirà più di 13 milioni di dollari per i prossimi cinque anni, per aiutare a ridurre i potenziali rischi di attacchi da parte di squali, attraverso l’introduzione di strategie di mitigazione non letali. Tra le varie misure sono comprese: voli di perlustrazione, un sistema di allerta pubblico tramite SMS, un’unità appositamente dedicata a identificare e monitorare gli squali della zona, e maggiori fondi per la ricerca su questi animali.
Mentre il Governo dell’Australia Occidentale fino ad ora non ha sostenuto la pulizia delle spiagge, al contrario il Ministero per la Pesca effettuerà una valutazione sull’efficacia di questa pratica, già portata avanti negli stati orientali.
Sea Shepherd è fortemente contraria all’uso di reti per non far avvicinare gli squali alle coste, poiché queste uccidono indiscriminatamente creature marine come foche, tartarughe, mante, delfini e perfino balene, oltre che gli stessi squali. La grande maggioranza degli squali ritrovati imprigionati in queste reti sono esemplari che stavano tornando in mare aperto. Non funzionano – non c’è molto da dire. Dovrebbero essere immediatamente bandite e rimosse da tutte le coste del mondo.
Il Ministero inoltre implementerà una strategia di coinvolgimento della popolazione e una campagna d’informazione attraverso i media, in modo da fornire più notizie possibili per evitare i rischi connessi agli squali. Il Signor Moore ha dichiarato che la presa in considerazione di altre strategie da parte del Gabinetto ha escluso un abbattimento consistente di squali bianchi per ridurne il numero, un programma di massacro/trasferimento di foche, la creazione di piscine sulla spiaggia come strategia di mitigazione degli squali, e programmi di controllo del numero di squali bianchi.
Se questo annuncio del Ministro Moore, da un lato, è sicuramente un gran passo nella giusta direzione per la protezione degli squali per il beneficio delle future generazioni, c’è tuttavia ancora molto lavoro da compiere riguardo la percezione distorta che la gente ha di questi animali. Abbiamo bisogno di più gente possibile che si mobiliti per la loro protezione e che diffonda le giuste informazioni su di essi, come il fatto che si tratta di una specie chiave per la nostra stessa esistenza.
Notizia di Sea Shepherd
traduzione a cura di Linda Possanzini
(Foto di Ros in wonderland su Flickr)

  1. Avatar

    credo che in fin dei conti il mare è la LORO CASA e noi non possiamo lamentarci e prendere delle misure per evitare che ci siano quindi siamo noi tutti a dover prestare attenzione a non invadere il loro territorio e dunque usare più prudenza in mare

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