Un Ecovillaggio nella Bio-Regione Valle del Treja

Il Parco Sub Urbano Regionale Valle del Treja comprendente i comuni di Calcata e Mazzano Romano può essere idealmente esteso come un\’enclave omogenea sino ai comuni di Faleria, Civita Castellana, Castel Sant\’Elia, Magliano Romano e Nepi, di quelli ancor oggi abitati, coincidente morfologicamente con la valle del Treja.

Le profonde erosioni fluviali del Treja e dei suoi affluenti, i singolari speroni tufacei sui quali sorgono a strapiombo gli antichi centri storici, l\’ambiente naturale in gran parte ancora integro, le mirabili bellezze paesaggistiche nonché gli aspetti sociali e produttivi delle comunità insediative, costituiscono nell\’insieme una \”Bio-Regione\” con un patrimonio d\’inestimabile valore, uno straordinario unicum da tutelare e vivere.

Si avverte tuttavia l\’esigenza pregnante di avviare al più presto, pena l\’avanzare di un irreversibile degrado, impegnative azioni di rivitalizzazione del territorio, attraverso una partecipazione attiva dell\’abitare ed una corretta e specifica pianificazione in grado di sovvertire le attuali tendenze

di un\’economia pendolare, di un\’edificazione polverizzata, priva di qualsiasi identità urbanistica e socio-culturale, carente nei servizi e nelle infrastrutture di qualità e di consapevolezza del convivere ecologico.
Occorre avviare concrete misure di rilancio dell\’economia locale, valorizzando le produzioni artigianali, agricole e culturali imperniate su obiettivi di specifica qualità.

Per comprendere infine le caratteristiche di una Bio-regione, il modo migliore è quello di incentivare la sua conoscenza, abitandovi o lavorandoci.

Attraverso l\’approfondimento del senso di presenza e la conoscenza dell\’habitat Bioregionale sorge un\’idea progettuale di riequilibrio funzionale in forma di ecovillaggio policentrico.

Il villaggio sarà \”diluito\” sull\’intera Bio-Regione, così come erano costituiti gli antichi insediamenti falisci di Calcata e dell\’agro Falisco.

Il nuovo insediamento dovrà essere un elemento d\’avanguardia nel completamento delle aree di espansione, un idoneo strumento di riqualificazione ambientale.

Il progetto dovrà porsi l\’obiettivo di un riequilibrio ecologico, sociale, estetico e tecnologico, divenire una nuova emergenza territoriale, nel completo rispetto dell\’ambiente e in armonia con esso, la cultura locale ed il paesaggio circostante.

L\’ecovillaggio nascerà con un primo insediamento pilota, si realizzeranno spazi urbani secondo un nuovo modo funzionale di fare Architettura, rispondente alle esigenze ed ai bisogni della comunità, sostenendo i bisogni dell\’uomo, gli aspetti d\’integrazione e scambio socio-culturale, insieme alla comunità animale e vegetale.

L\’edificazione dovrà essere ecocompatibile, utilizzando le tecniche di bioedilizia, le risorse naturali e disponibili nei luoghi; dovranno essere impiegate le fonti energetiche alternative e rinnovabili, in definitiva dovrà essere un laboratorio sperimentale applicato sul campo della pianificazione e gestione urbana.

La realizzazione dell\’ecovillaggio sarà il risultato di una compartecipazione collettiva ad obiettivi ed idee comuni, privilegiando ad esempio la minimizzazione dei costi di produzione, la semplificazione delle tecniche costruttive, la scelta dei materiali naturali, l\’agricoltura biologica e biodinamica, l\’artigianato locale, il turismo sostenibile, il recupero ed il riciclaggio dei rifiuti ecc.

Uno dei primi obiettivi cardine dell\’ecovillaggio dovrà essere l\’educazione, la formazione e l\’informazione per tutti i soggetti che vi vivranno stabilmente o che sperimenteranno temporaneamente la convivenza, a partire dalla condivisa progettazione architettonica che dovrà essere partecipata dalla comunità nel suo complesso, non solo dagli amministratori locali ma anche dai semplici cittadini.

Laboratorio di ricerca Uomo Ambiente.
arch. Filippo M. Lolli – arch. Luigi Casciotti

Fonte: La Casa di Gondrano

(Inserito da FS)

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