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Nel buio, tra la luce tremula delle candele, una voce si leva: «Mi chiamavano Ronnie Paris Jr, e avevo soltanto 3 anni, vivevo a Tampa in Florida (Stati Uniti). Mio padre non voleva “allevare una signorina” e non mi vedeva sufficientemente mascolino. Sono morto il 28 gennaio, a causa di un gonfiore ad entrambi i lati del cervello causato da mio padre: mi aveva schiaffeggiato a lungo fino a farmi entrare in coma». Tace. Riprende un'altra voce: «Sono Mylene, una persona transessuale nata in Equador e residente in Francia. Il 26 marzo, il mio corpo è stato rinvenuto nella stanza di un albergo vicino al centro di Marsiglia. Mi era stata tagliata la gola, così come i miei genitali». Da sette anni sotto le torri di Bologna - e così a Torino, Roma, Piacenza, Parigi, New York e in altre città del mondo - il 20 novembre ci sono le veglie. Da sette anni la vita incontra la morte per un breve scambio di ruoli. Un gruppo folto di partecipanti prende la parola e in prima persona dà voce a chi non c'è più. Scandisce a voce alta i nomi delle persone trans ammazzate nel corso dell'ultimo anno. Pronuncia i nomi alla nascita e i nomi che le persone avevano scelto per il giorno della «seconda nascita», la nascita al genere, maschile o femminile, sentito come proprio. Quei nomi, che spesso i giornali non riportano, racchiudono il senso di tutta una esistenza. Quando vengono scanditi restituiscono ai morti la verità della loro vita. Nello stesso momento i vivi, dicendo «sono morta», avvertono il senso profondo del confine che ci separa e ci unisce agli scomparsi. Vita e morte si scambiano i ruoli. Si chiama «Giornata della memoria delle persone transgender». La si celebra andando in piazza e oscurando i siti web internazionali. Prepariamoci il 20 novembre di quest'anno a scambiare la nostra vita con la loro morte per una sera. Portiamo delicate luci ad accompagnare per l'ultima volta le anime uccise. Oscuriamo i siti web, eclissiamoli per 24 ore. Segnaliamo con questo gesto l'eclissi di corretta informazione che avviene quasi ovunque tutto l'anno, quando il pregiudizio, come una luna malata, oscura il sole della chiarezza e chiude le nostre menti.
Dal 1990 ad oggi le persone transessuali e transgender nel mondo assassinate per odio o pregiudizio transfobico hanno costantemente superato la media di una al mese. Nel 2003 hanno superato la media di 3 al mese (37 vittime, di cui ben 4 in territorio italiano!), nel 2004 hanno quasi raggiunto la media di 2 al mese (21 vittime, di cui 2 in territorio italiano). Quest'anno la media del “due” è stata superata con 27 vittime. Tra i dati censiti nell'ultimo triennio l'Italia resiste al secondo posto assoluto dopo gli Stati Uniti per numero di vittime. I dati raccolti dalle associazioni transgender, transessuali, gay e lesbiche internazionali non sono che la punta di un iceberg. Essi infatti si basano solo sulle denunce fatte, sulle rassegne stampa internazionali e su quanto le singole associazioni riescono a raccogliere direttamente. In molti paesi l'uccisione di persone transgender passa sotto assoluto silenzio (i.e. nelle tante nazioni in cui la transessualità è un reato), in altri la costruzione di una rete informativa trans/LGBTQ è resa impossibile dalle condizioni poltico/sociali locali. Infine, molto spesso, i familiari cercano di omettere la condizione transgender delle vittime per vergogna e paura del giudizio sociale. Non è ardito quindi immaginare che i dati raccolti sugli omicidi di persone transgender potrebbero essere nella realtà almeno raddoppiati.
La statistica non contempla i suicidi: la popolazione transessuale è considerata in tutto il mondo una tra le più esposte al suicidio causato da emarginazione sociale e discriminazione, che si esprime in modo variamente profondo nelle diverse culture e società.
Suicidi stimolati da pressioni psicologiche esterne talvolta troppo forti da essere sopportate. Tenuto infine conto che la popolazione transessuale nel mondo non dovrebbe superare- secondo alcune ricerche scientifiche - le 200.000 unità, il dato fornito dalla rete trans mondiale sulle vittime di odio transfobico raggiunge dimensioni impressionanti. Per la prima volta quest'anno in Italia il TDOR verrà celebrato coprendo tutto il territorio italiano, da Torino a Catania, segno di una sempre maggiore consapevolezza e ribellione alla discriminazione delle persone transgender che inevitabilmente porta ad una sorta di "liceità" ad uccidere. In modo particolare vittime sacrificali di un pregiudizio insensato sono in Italia le persone transgender extracomunitarie, segno che la sovrapposizione di più "emarginazioni sociali" rende questo tipo di persone soggetti verso i quali vi è una sorta di "impunità (sotto)culturale". E' infine interessante paragonare la "coincidenza" delle attenzioni Vaticane verso i fenomeni di omosessualità e transessualità con il numero di omicidi avvenuti in Italia. Due anni fa e l'anno scorso, dopo le reprimende Vaticane sulle persone transessuali, considerate persone da emarginare dalla vita della Chiesa, furono molte le violenze e gli omicidi di persone transessuali. Quest'anno in cui il Vaticano ha posto le sue attenzioni maggiormente contro l'omosessualità, negando il diritto al riconoscimento del legame omoaffettivo, sono "curiosamente" aumentate le violenze contro gli omosessuali. Una coincidenza che dovrebbe far riflettere i "media" di tutti i colori, costantemente "proni" di fronte alle posizioni neocon della Chiesa Cattolica e la stessa Chiesa che dovrebbe avere come fine più importante la tutela della vita e della dignità di tutti gli esseri umani.
Le veglie saranno così organizzate (da nord a sud):
I seguenti siti internet italiani verranno oscurati il giorno 20 novembre: - C.G.I.L. Naz. Settore Nuovi Diritti - Circolo GLBT “Open Mind" – Catania - Arcigay “Tralaltro" – Padova - “Coming Out” Arcigay – Caserta - Circolo GLBT “Jonathan” – Pescara - Mailing-list transgender “Disforia” Aderiscono al Transgender Day Of Remembrance Italia:
Nel mondo altri TDOR verranno tenuti in USA, Australia, Canada, Olanda, Israele, Inghilterra, Scozia, Nuova Zelanda, Filippine e Italia per un totale di 240 veglie nel mondo. Di seguito la sintesi dei dati delle vittime a nostra disposizione per il triennio 2003-2005: 85 vittime nei seguenti paesi:
PER INFORMAZIONI: Infoline Nazionale: 392-6845584 tdor2005@crisalide-azionetrans.it "The Day of Remembrance" è un evento internazionale promosso da Gender Education and Advocacy PER APPROFONDIRE: http://www.gender.org/remember/day/ http://www.gender.org/remember/ Informazioni per l'Italia: http://www.crisalide-azionetrans.it/dor2005_eventi.html
Fonti dell'articolo: Per discutere questo articolo: forum di promiseland Inserito da: Alex Barbieri |
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