|
|
L’ANTI-WINDOWS CHE PIACE ALLA CINA IL MONDO DI MICROSOFTAll'alba dell'era informatica, nell'epoca in cui la tecnologia è già parte integrante della vita quotidiana dell'occidente e dei mercati in espansione, il monopolio del più grande business informatico, il software, è detenuto da una corporation statunitense, la Microsoft. Ciò significa il controllo e la gestione a tutti i livelli dei prezzi, degli standard d'uso, delle informazioni relative all'utilizzo di personal computer di famiglie, aziende, associazioni, partiti politici, sindacati di tutto il mondo. Microsoft produce software facili da usare, detti "user friendly", che si adattano alle esigenze di tutte le categorie standard di utenti informatici, non interessati all'identità del programma, ma solo a pragmatiche modalità di utilizzo per semplificare il lavoro, la gestione domestica, per divertirsi, ecc. Questi software sono vere e proprie scatole nere, infatti, non è possibile individuarne la "sorgente" (il DNA del programma), non spiegano mai il motivo per cui si bloccano, non focalizzano l'origine degli errori, si limitano a visualizzare frasi come "errore di sistema" e simili, sono concepiti per analfabeti informatici, sono strutturati per mantenerli tali. Windows e gli altri programmi vengono inoltre "aggiornati" quasi tutti gli anni, ovvero gli analisti di Microsoft sono costantemente al lavoro per creare nuove simpatiche icone, colori allegri e programmi sempre più semplici e più pesanti. Infatti, ogni nuova versione è molto più pesante, in termini di spazio di memoria che occupa, e il pc fatica a far girare il software. Un'ottima ragione per cambiare il computer quasi più rapidamente dello spazzolino da denti, un'ottima strategia di business per chi produce e vende hardware come IBM, che infatti nel 1980 decise di adottare come sistema operativo delle proprie macchine MS-DOS, il progenitore di Windows, che diede l'avvio al successo di Microsoft. Il monopolio economico della corporation statunitense ha poi indotto in molti il sospetto che potesse essere sfruttato per il controllo e la gestione delle informazioni provenienti dai pc che ne utilizzavano i prodotti (quasi tutti). Infatti la possibilità di penetrare in ogni computer permette di schedare chiunque verificandone i gusti sessuali, le opinioni politiche, le scelte di consumo, ecc. Per come sono stati creati, i software di Microsoft potrebbero, infatti, contenere "bachi" non segnalati, chiavi d'accesso alla sicurezza ed alla privacy degli utenti. L'anno scorso un ricercatore canadese ha dato corpo a questi sospetti individuando nel ventre informatico di Windows una componente chiamata NSAKey in grado, secondo quest'ultimo, di aprire una porta d'accesso alla National Security Agency degli Stati Uniti, che avrebbe in questo modo via libera alle informazioni di ogni utente. LINUX. L'ALTRO MONDO Al monopolio della Microsoft (nove pc su dieci vengono venduti con i software della corporation statunitense) si è opposto in tutto il mondo il variegato movimento Open Source. E' un movimento spontaneo che si articola in proposte e contenuti diversi, nato grazie all'impegno volontario di migliaia di programmatori e di appassionati di tutto il mondo, che hanno in comune la concezione della libera e comune gestione della conoscenza e che, grazie ad Internet, riesce a socializzare in tempo reale i risultati del continuo lavoro di ricerca. Prodotti come il sistema operativo Linux, programmi come Apache, sendmail, BIND, linguaggi come Perl, Tcl e Python sono la dimostrazione che è possibile produrre software di elevatissima qualità, affidabilità e robustezza grazie al contributo di programmatori sparsi per il mondo. Il più radicale alter ego di Microsoft è senz'altro il sistema operativo linux. Creato da Linus Torvalds e sviluppato da migliaia di appassionati programmatori volontari disseminati per il mondo è, infatti, basato sulla filosofia dell'open source. Il codice sorgente (il dna) del sistema del Pinguino (questa la mascotte su cappellini e t-shirt che al convegno "LinuxWorld" si è materializzata sul palco nella forma di due pinguini in carne e penne…) e di tutte le sue applicazioni è infatti di pubblico dominio. Chiunque può vederlo e modificarlo a piacimento senza pagare alcuna royalty, può persino venderlo a patto però di lasciare "aperto" anche il codice dei prodotti così sviluppati. Per tutto ciò Linux è diventato quasi una filosofia. I suoi programmi si possono scaricare da Internet gratuitamente o (per versioni più sofisticate) a pochissimo prezzo. Ora il free software più famoso del mondo si sta evolvendo per essere utilizzato anche da utenti non esperti. Miguel de Icaza, un programmatore di 26 anni dell'Università Nacional Autonoma de Mexico ha ideato una nuova interfaccia grafica, chiamata Gnome, che lo rende facile da usare e alternativo a Windows anche sui pc. Menù di avvio, icone facili da cliccare, barra delle applicazioni e finestre, un vero e proprio sistema user friendly. Sono inclusi anche i programmi utili per lavorare: un software di videoscrittura, la posta elettronica, il foglio di calcolo, il calendario e diverse altre applicazioni. La prima versione ufficiale di Gnome, la cui mascotte è una piccola impronta di gnomo, è stata presentata nel luglio del '99 a San José in California durante il LinuxWorld Expo (quello dei pinguini-anchormen), il primo grande appuntamento mondiale per la comunità di programmatori che stanno contribuendo alla crescita di Linux e dei software collegati. Come già detto Linux è un software di grande potenza ma ancora difficile da usare per i non addetti ai lavori. Il tentativo di Gnome è di renderlo alla portata di tutti, facile da installare e da utilizzare, proprio come Windows. Su questo si è impegnata la Red Hat, una delle principali aziende che produce software per Linux e promoter del progetto, che distribuirà gratuitamente Gnome con Linux, creando i presupposti per farne la piattaforma operativa ufficiale e riconosciuta da tutta la comunità dei linuxiani. I prodotti frutto del lavoro di Open Source rappresentano un modello completamente alternativo di produrre, gestire e distribuire il software. E alternativi sono i modelli di business collegati. Sono ormai decine le aziende nate al fine di distribuire e garantire la manutenzione di questi sistemi e migliaia i programmatori e gli analisti che, esperti nella conoscenza di software che a volte hanno contribuito a creare in prima persona, lavorano in qualità di esperti. Il movimento Open Source raccoglie quindi la comunità mondiale dei programmatori, delle aziende e degli utenti legati a questo progetto. Open Source nasce dal basso e come tutte le attività che hanno radici nella cooperazione e nel volontariato ha una natura evolutiva, è un costante work in progress di ricerca, di discussione, di nuove opportunità. MADE IN CHINA "Non vogliamo che una compagnia sola monopolizzi il mercato informatico" ha dichiarato Chen Chong, sottosegretario all'industria informatica del governo cinese lo scorso luglio, caldeggiando la causa del sempre più popolare "open source". "Con Linux possiamo controllare la sicurezza del sistema e, quindi, il nostro destino" ha poi aggiunto riferendosi alla polemica sulla NSAKey. E senza "sicurezza nelle informazioni non può esistere una sicurezza nazionale né economica né politica né militare" aveva già sostenuto tempo addietro il Quotidiano dell'esercito di liberazione del popolo. Timori tanto più acuti dal momento che le vendite dei programmi Microsoft sono molto cresciute negli ultimi tempi, con un aumento dell'80 per cento solo a considerare l'anno scorso, a fronte di prezzi troppo alti che incoraggiano la pirateria informatica, un fenomeno di dimensioni imponenti (il 95 per cento dei programmi sono copiati illegalmente, secondo fonti Bsa dell'anno scorso). Il governo cinese, quindi, nelle parole del suo esponente, ritiene utile e strategico, all'interno dell'evoluzione del proprio mercato informatico, puntare su un sistema operativo gratuito e che, per di più, lascia ai programmatori la facoltà di controllare e modificare il codice sorgente mettendosi così al riparo da qualsiasi manipolazione da parte di malintenzionati. Entro poco tempo la Cina potrebbe diventare, per dimensioni, il terzo mercato del mondo per quanto riguarda i pc e le vendite di software sono previste in crescita almeno del 30 per cento. In questo scenario le possibilità di espansione di Linux sono enormi. Attualmente un terzo dei server lo adopererebbe, secondo i dati di Liu Bo, amministratore di Red Flag (nome che ricorda curiosamente Red Hat…), un'azienda di area governativa che produce programmi compatibili. Si stima, inoltre, che la percentuale potrebbe passare al 50 per cento l'anno prossimo e al 30 per cento per quanto riguarda i pc da tavolo. E nonostante l'autorevole Idc riporti cifre più modeste (il tre per cento dei server dell'anno scorso avrebbe montato Linux, con una propensione al raddoppio per quest'anno) con un imprimatur governativo di questo genere si può prevedere un'accelerazione netta nell'adozione del "free software". La Great Wall Computer, uno dei principali produttori di hardware locali, ha già consegnato 200 mila pc da tavolo con Linux installato. La Cina, oltre un miliardo di abitanti, il mercato decisivo per la competizione globale del nuovo millennio secondo gli analisi economici di mezzo mondo, si appresta a dare una spallata decisiva al simbolo del potere statunitense, candidandosi a diventare una potenza in grado di scompaginare i piani del vecchio Occidente in modo ancor più dirompente del Giappone e stabilendo addirittura regole diverse per il grande gioco mondiale del potere. Il Pinguino "made in china" sarebbe consacrato così come l'anti-Windows su scala globale, dando un colpo al monopolio informatico di Microsoft ed alla organizzazione oligarchica del mercato globale. Questa sarebbe infatti la prima significativa affermazione della filosofia Open Source, il "si può fare" di un'organizzazione sostenibile del mercato, basata sulla socializzazione della conoscenza e sulla redistribuzione della ricchezza. Uno schiaffo al potere delle multinazionali, incentrato da sempre sulla concentrazione della ricchezza, sulla segretezza delle informazioni, sulla abissale distanza rispetto alle persone che alimentano ogni giorno l'eterno ciclo del consumo. |
|