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Abbiamo già dato notizia la scorsa settimana nella nostra rassegna stampa delle
"giornate nazionali contro la caccia"
che la LAV sta portando avanti in questi
giorni: in 450 piazze italiane, è stata presente lo scorso fine settimana e lo sarà anche il
Di tutto ciò, dicevamo, abbiamo già dato ampiamente notizia. Aggiungiamo ora qualche commento. Domenica scorsa sono andato in una di queste 450 piazze, ho chiesto alle volontarie presenti al tavolo di poter leggere il testo delle due petizioni, ho firmato. Dopo di che si è svolta fra me e le volontarie la seguente conversazione: Io: Vorrei farvi alcune domande. Una volontaria: Dica. Io: Voi sapete quanti morti causa ogni anno fra le persone la caccia? Tutte le volontarie hanno per qualche istante delle espressioni un po’ interdette, come di fronte a una domanda del tutto inattesa. Poi rispondono negativamente. Io: Sapete quante migliaia di persone vivono ogni anno assediate in casa dalle fucilate? Le volontarie: Possiamo immaginarlo. Una di esse aggiunge di sapere genericamente dell’esistenza di incidenti di caccia ma di non avere informazioni quantitative in merito. Un’altra, intervenuta nel frattempo, aggiunge di aver sentito parlare di questi morti al telegiornale. Io: Lo hai sentito al telegiornale? Lei: Sì, al telegiornale. Io: Quest’anno ci sono stati circa 50 morti e oltre 80 feriti... Una volontaria: E’ importante saperlo. Grazie, ci ha dato una buona idea. Io: Io vi ho dato l’idea? Una volontaria: Sì. Io: Ma alla LAV ne avete mai sentito parlare? Le volontarie: No, mai. Io: Pensate che se questi dati fossero resi noti alla gente il numero delle firme sulla petizione sarebbe minore, uguale o maggiore? Le volontarie: (dopo qualche istante di esitazione - riflessione? - ) Maggiore. Io: Grazie. Dopo qualche minuto sono tornato indietro avendo dimenticato di prendere il depliant che era
in distribuzione al tavolo. Quanto alle petizioni, lo avrete già capito, neanche un cenno. Nulla. Silenzio assoluto.
Eppure in un messaggio inviatomi l’8 luglio 2002, Ennio Bonfanti, presumibile autore dei testi delle petizioni, si era detto d’accordo con "molte delle tesi" che io sostengo. In realtà di tesi io, o meglio noi di Promiseland, ne sosteniamo una sola: che i dati sui danni sociali della caccia, e primi fra tutti sulla caccia come problema di pubblica sicurezza, debbano essere portati a conoscenza della gente in maniera eclatante, sia perché la gente ha il diritto di sapere (e da chi se non da noi puó aspettarsi di venire a conoscenza di queste cose?), sia perché questo è un elemento cruciale dell’intera questione. Questa importante iniziativa della LAV era un’ottima occasione per aprire una breccia nel muro di silenzio che occulta alla vista questo cumulo di cadaveri ogni anno piú alto, quel muro grazie al quale l’italiano che forma l’87% del "no-alla-caccia" continua a credere che essa sia solo un problema di coscienza, un problema che in fondo non lo tocca. Quel muro insomma il quale fa sí che quell’87% di "no-alla-caccia" detti come inerte risposta a un sondaggio non si trasformi in un 87% di "no-alla-caccia" come efficace risultato referendario o elettorale. Quel muro dunque è ancora in piedi, e in piedi resterà. Ancora una volta dunque di questi morti non si deve parlare. Il perché non lo sappiamo. Speriamo che ce lo dica ad esempio Ennio Bonfanti. Nell’attesa, che fare? Firmare le petizioni LAV? Non firmarle? Firmarle, senza dubbio, è la proposta di Promiseland, firmarle per ció che affermano, ma manifestare nel contempo il proprio dissenso per ció che tacciono rifiutandosi di acquistare l’uovo di Pasqua e motivando con quanto sopra detto il proprio rifiuto. Questa è la proposta che facciamo ai nostri lettori: affinché anche di questi morti si parli, anche della paura di chi vive assediato nelle campagne fra le scariche di pallini si parli, del fatto che chi è pericoloso per l’ambiente lo è anche per gli uomini si parli. E affinché io non debba piú scrivere, parlando della LAV, del WWF o di un’altra qualsiasi Associazione ambiental-animalista: l’UNAVI ringrazia. Articolo di: Filippo Schillaci I testi delle petizioni sono consultabili sul sito LAV agli indirizzi: In questa pagina è invece presente l'elenco dei luoghi in cui si svolgerà la
raccolta di firme. |
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