“Dalla nostra arista, ricaviamo il lombo, togliamo l’osso, e ci troviamo con la parte centrale della schiena del maiale con la sua cotenna all’esterno, che nel caso che lo facciamo in forno incidiamo con un coltellino, con molta attenzione per le nostre e le vostre mani e con un coltellino che tagli con una profondità di un centimetro la cotenna. Questo lo facciamo per uno scopo molto semplice, lo facciamo perché in cottura diventerà più croccante, cioè permettiamo con queste nostre incisioni al grasso del maiale di uscire e rendere croccante la cotenna.”
Queste parole che fanno rabbrividire sono estratte da una rubrica televisiva che quasi ogni giorno entra nelle case delle persone sintonizzate su Canale 5, all’interno del telegiornale delle 13. Si chiama Gusto e parla di cucina, offrendo una panoramica di piatti, vini e preparazioni varie.
La persona che con dovizia di particolari racconta come tagliare il cadavere di un animale è il macellaio di fiducia della trasmissione, quel quasi noto Dario Cecchini, proprietario di una rinomata rivendita di carni a Panzano in Chianti, in provincia di Firenze. Dentro alla sua bottega passano vip di ogni sorta, come ad esempio Bruce Springsteen, segnalato come affezionato cliente.
Sempre sorridente, positivo, il Cecchini cerca di essere simpatico a tutti, parla con un insopportabile accento toscano (pure per me che sono toscano), “la ‘oppa”, “le ‘ostine”, e termina ogni servizio con un veramente intollerabile “viva la ciccia”.
Egli ogni tanto sale alla ribalta della cronaca per le sue curiose iniziative, in genere a scopo benefico (raccoglie fondi per l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze): il funerale della bistecca con l’osso, all’indomani del divieto al suo consumo per i problemi derivanti dalla BSE, oppure la festa mondiale dei macellai per, parole sue, “manifestare l’orgoglio per il proprio nobile mestiere”.
Mi è capitato recentemente di avere tra le mani il suo biglietto da visita. Provo a descriverlo. E’ composto da una copertina, una doppia pagina interna, e la quarta di copertina.
Nella copertina, bianca, ci sono due fessure. In quella più alta compaiono gli occhi; in quella più bassa, un oggetto rosso, che è al momento di difficile interpretazione. Fra queste due fessure, c’è scritto semplicemente: “nome: Dario Cecchini”. “mestiere: Macellaio”.
Aprendola, si vede nella pagina di destra la foto completa che appare solo in due dettagli nella copertina attraverso la fessura: lui in bianco e nero con in mano un pezzo di carne. Lo sguardo penetrante. Il pezzo di carne però è rosso.
A sinistra, su sfondo scuro, l’orario al pubblico di apertura del negozio. In basso, sempre a sinistra, una frase in vernacolo: “chi mangia la fiorentina unnà paura di nulla”.
Nell’ultima pagina il logo dell’Antica Macelleria Cecchini, l’indirizzo, i recapiti telefonici.
Secondo me questa ostentazione è veramente di cattivo gusto.
Per chi non si vuole arrendere a questa barbarie culinaria, l’alternativa esiste, e si chiama alimentazione vegan. Nella preparazione di un piatto di questo tipo, nessun animale viene ucciso, né direttamente, né indirettamente; non viene maltrattato e non viene sfruttato. Ragioni prima di tutto etiche, ma anche salutiste, ecologiche e legate allo sviluppo sostenibile, spingono un sempre maggior numero di persone ad abbracciare questa pratica nonviolenta.
La cucina vegan è salutare e gustosa: lo testimoniano le centinaia di ricette che si possono facilmente reperire su internet, come quelle presenti sul sito www.vegan3000.info, o anche quelle descritte nell’apposita sezione di www.promiseland.it.
In ogni cucina che si rispetti, poi, non può mancare un interessante libro pubblicato pochi mesi fa e che è diventato in poco tempo un vero e proprio must fra tutti i buongustai: pubblicato dalle Edizioni Sonda, si intitola “La cucina etica” e contiene oltre 700 ricette vegan per buongustai e golosi rispettosi degli animali e dell’ambiente. Come si legge nelle prime pagine, esso è dedicato a coloro che non contano nulla: 48 miliardi ogni anno, 131 milioni ogni giorno, 5.500.000 ogni ora, 91.000 ogni minuto, 1.500 ogni secondo: gli animali mangiati dagli uomini.
Gli autori, Emanuela Barbero, Alessandro Cattelan e Annalaura Sagramora, con il contributo di numerosi collaboratori, sono riusciti a realizzare un ricettario facilmente fruibile da chiunque, anche da chi non ha mai preparato nulla in cucina: le ricette sono suddivise per ingrediente principale e per portata; quelle etniche o particolarmente rapide sono contrassegnate per una facile identificazione. Ci sono poi consigli, tabelle, tempi di cottura, idee per colazioni e panini, articoli di approfondimento e altre informazioni.
Essere vegan è uno stile di vita dedicato al rispetto di tutti.
Testo di Marcello Paolocci