Acqua Sant’Anna Beauty con collagene bovino, ma in pubblicità non lo dicono!

Pubblicità ingannevole? L’azienda cuneese Sant’Anna ha da poco lanciato sul mercato una linea di acque aromatizzate contenenti collagene bovino, pubblicizzate come un valido aiuto per contrastare i segni dell’età sulla pelle. È davvero così? Risponde la dottoressa Erica Congiu, biologa nutrizionista del Comitato Scientifico di AssoVegan e coordinatrice di BioDizionario.it.

Da quanto appreso da un articolo di Osservatorio VEGANOK “Acqua Sant’Anna Beauty al collagene bovino: la parola all’esperta” scopriamo che l’azienda Sant’Anna ha da poco lanciato sul mercato una linea di acque aromatizzate contenenti collagene bovino, ma questo non viene detto assolutamente! E non è specificato né sul packaging né sullo spot che viene trasmesso in tv e attraverso i social.

“Non è assolutamente indispensabile ricorrere ad un integratore animale” sottolinea la dottoressa Erica CongiuBiologa Nutrizionista coordinatrice e responsabile di BioDizionario.it e continua “perché  esistono quelli vegetali molto più efficaci, ma soprattutto non è indispensabile l’utilizzo di fonti animali, tanto più in un’epoca in cui l’approccio riduzionista nei confronti degli alimenti di origine animale risulta indispensabile per salvaguardare la nostra salute e l’ambiente che ci circonda”.

Approfondisci l’argomento  “Acqua Sant’Anna Beauty al collagene bovino: la parola all’esperta” su osservatorioveganok.com.

Erica Congiu, Biologa Nutrizionista

Per essere sempre informati su ingredienti e loro qualità porta sempre con te il libro “Biodizionario. Guida al consumo consapevole” accreditato VEGANOK edito da Terra Nuova Edizioni a cura degli autori Erica Congiu, biologa nutrizionista e Sauro Martella, attuale vicepresidente di Associazione Vegani Italiani Onlus, ideatore del marchio VEGANOK. Introduzione a cura del direttore di Terra Nuova Edizioni Mimmo Tringale.

  1. Un prodotto semplicemente vergognoso e una pubblicità truffaldina che nasconde l’origine di un ingrediente pericoloso e produttore di sofferenza e morte.

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  2. Non bisogna stupirsi più di tanto secondo me, la pubblicità edulcora sempre la realtà degli allevamenti (mucche felici che si fanno massaggiare, per esempio!) e se così non fosse dubito che i consumatori continuerebbero a comprare…

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  3. E pensare che ammiravo questa azienda !

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