Andrea Scanzi al SANA-VeganOK-EXPO 2012!

Andrea Scanzi  invita tutto il mondo Vegan e non solo al SANA-VeganOK-EXPO 2012, a settembre a Bologna!

Andrea Scanzi è giornalista (per La Stampa e il Fatto quotidiano) ed attore di teatro, in questo momento in tournée con lo spettacolo “Gaber se fosse Gaber”, successo patrocinato e sostenuto dalla Fondazione Gaber di Milano. Persona dalle molteplici sfaccettature, Andrea Scanzi è anche sommelier, autore anche di libri sui vini ed amante della buona tavola veg.
1) Attualmente in tour con il tuo spettacolo “Gaber se fosse Gaber” ma eccoti qui al VeganOk-EXPO Sana 2012: appuntamento da non perdere? Spero di sì. Presenterò I cani lo sanno (Feltrinelli), ma più in generale parleremo del rapporto tra uomo e animale. Gaber se fosse Gaber è in giro da un anno e così sarà anche per la prossima stagione, fino (almeno) a settembre 2013.
2) Con il tuo libro”I cani lo sanno”offri la possibilità di vedere il mondo con occhi nuovi, diversi: anche venire al VeganOk-EXPO Sana 2012 puo’ essere un buon punto di partenza ?
Sono già stato al Vegan Fest a Seravezza di Lucca, pochi mesi fa. Mi ha fatto piacere ricevere l’invito e con gioia ho accettato di bissare all’Expo Sana. I cani lo sanno trae ispirazione dalla mia quotidianità: da otto anni vivo con una Labrador e da quattro e mezzo con due. Entrambe nere. Le protagoniste del libro sono loro. Ho cercato di raccontare lo sguardo rasoterra delle mie compagne di viaggio. È un libro buffo e malinconico. Proprio come i cani.
3) Quanto pensi che le persone considerino importante essere presenti al VeganOk-EXPO?
Essere vegani è ritenuto ancora adesso qualcosa di oscuro, bizzarro. Su cui è facile ironizzare. Io non sono vegano e non lo sarò mai, perché non saprò mai – ne probabilmente mai vorrò – rinunciare a formaggi e uova. Sono però vegetariano, da 11 anni (con qualche deroga nel periodo 2007-2010, lo ammetto). La lettura di Se niente importa di Safran Foer mi ha dato il colpo di grazia definitivo. Non riesco più a mangiare carne e, ormai, pesce. Non sono né un santo né un esempio, il mio vestiario contempla indumenti in pelle o cuoio, so che formaggi (caglio vegetale, please) e uova (di allevamenti scelti) sono alimenti inconcepibili per i vegani.
Sono però orgoglioso di ridurre al minimo il mio “impatto” sugli animali. Trovo contraddittorio vivere con un cane e mangiare polli o maiali: che differenza c’è? Nessuna. Del mondo vegano non mi piace un certo khomeinismo da “setta”, il look non di rado vedovile (anche questa cosa dei piedi nudi ovunque, che spesso si lega all’essere vegani, è fastidiosissima) e l’idea che il cibo sia solo nutrimento: figurarsi. Il cibo e anche e soprattutto godimento (sarebbe come dire che si fa sesso unicamente per procreare).
Ammiro però moltissimo, dei vegani, la coerenza; l’amore per la natura; il desiderio di inseguire una vita migliore. Per un vegano il vegetariano è comunque un peccatore, e per il vegetariano il vegano è uno che non se la gode mai (un po’ come gli astemi): ma è una guerra stupida. I festival vegani veicolano informazioni, danno spazio ad associazioni meritorie (Animals Asia Foundation per dirne una) e dimostrano che anche la cucina vegana può essere buonissima. Ci sto bene e detesto chi ci ironizza sopra.
Sono gli stessi che, quando a tavola dici che sei vegetariano, fanno risate grasse e ordinano una bistecca chianina al sangue. Per dimostrare che sono virili, come quando sgassano con la moto o ridono con Enzo Salvi: tutta gente banalotta, che ce l’ha piccolo. Il cuore, e mica solo quello.
Siete tutti invitati a partecipare al SANA-VeganOK-EXPO 2012 a Bologna dall’ 8 al 13 settembre!
www.expo.veganok.com
www.sana.it

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Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

  1. elisabetta vargas pennetta 13 Luglio 2012, 6:58 pm

    condivido pienamente la sua analisi. anch’io sono vegetariana, ma non posso rinunciare al mio chiodo daytona in pelle, magari vecchiotto, che m’inebria di ricordi. carino il paragone tra cibo e attività sessuale. essere vegetariani non significa rinunciare alla creatività in cucina.
    e ho una labrador, nera.
    anche questa volta, ahimè, bravo scanzi.
    evp

    Reply
  2. Caro Andrea, ti sono grata per la partecipazione alle iniziative vegan con la presentazione del tuo libro, ma quando ho letto il tuo pensiero nei confronti di chi adotta uno stile di vita cruelty free ho avuto un moto di dispiacere: sono vegan da tre anni ormai, e ti posso dire che ogni volta che mi sento dire che i vegani sono settari me ne dispiaccio. Non mi sento di appartenere ad una setta, ed ammetto che di persona conosco al massimo un paio di persone vegane, che tra l’altro non rientrano nella schiera delle mie più assidue frequentazioni. I miei amici sono quasi tutti onnivori, tutti hanno imparato a conoscere e rispettare le mie “stranezze alimentari” come scherzosamente vengono definite e quando usciamo insieme per andare a cena né io né loro abbiamo problemi. Conoscono le mie posizioni, sanno le ragioni delle mie scelte e a me del resto non interessa fare proselitismo in senso stretto. Mi accontento di insinuare in loro il seme del dubbio e di fornire spunti di riflessione. Partecipo al Veganblog, come la maggioranza delle persone che leggono Promiseland, perché mi interessa lo scambio di idee e considero la cucina uno specchio della cultura. Il mio look non è affatto vedovile, mi piacciono i colori, mi piace creare il mio stile, se tu dessi un’occhiata alle foto degli chef di Veganblog forse ti ricrederesti… Ci sono tra di noi tantissime persone molto diverse, vegan non vuol dire certo rinunciare alle belle cose o alla moda, vuol dire scegliere tra tutto ciò che abbiamo a disposizione quello che maggiormente si confà al nostro sentire etico. Non cammino scalza, scelgo scarpe non di pelle e con piacere ti dico che anche in questo ambito le cose si muovono, esistono tante aziende, ormai anche italiane che producono scarpe cruelty free e non per forza sono sandali francescani, se ancora una volta dessi uno sguardo su internet ti stupiresti! E comunque non vedo nulla di male nel camminare scalzi, forse dove abito io non sarebbe tanto possibile per ragioni di sopravvivenza, ma nulla da ridire in proposito. Non trovo che il cibo sia solo nutrimento, mi piace cucinare e mangiare, sono un inguaribile golosa, mi piacciono i dolci, i cibi colorati, profumati e ben presentati. Escludere uova e latticini non vuol dire rinunciare a tutto questo. Ormai, fortunatamente esistono siti internet e libri di cucina vegan che tengono conto di tutto questo, dai uno sguardo a Veganblog, cerca in libreria la Cucina Etica Dolce o Nobili Scorpacciate Vegan e ricrediti!
    E se poi posso essere sincera fino in fondo dovresti informarti un po’ di più anche sulle tecniche di allevamento delle galline ovaiole o delle vacche da latte (sì, anche se l’allevamento è biologico o all’aperto!). Tu stesso dici di trovare contraddittorio vivere con un cane e mangiare polli e carne! Basta con questa filippica, ti ringrazio comunque per le belle parole e per aver dato voce ai tuoi due cagnoni!

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  3. Sauro Martella 15 Luglio 2012, 1:57 pm

    Ciao Andrea,
    Lo scambio di diverse opinioni è sempre utile a tutti ed è proprio la finalità del VeganOK-EXPO…
    Ma dire he la scelta vegan equivale a mangiare per nutrirsi non mi aembra realista visto quello che abbiamo organizzato al VeganFest…
    🙂
    Mi sembrava che la sera a cena insieme il tenore del mangiar fosse decisamente godereccio…
    E anche aul vestire ‘vedovile’ in realtà dove c’è un evento Vegan c’è sempre una grande esplosione di colori…
    Sul camminare scalzi non mi pronuncio perchè non è una cosa necessariamente attinente con la scelta etica Vegan…
    Io stesso sono permanentemene scalzo da quasi 10 anni ma non certo peechè sono Vegan…
    🙂

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  4. A me invece non stona quello che dice Andrea nelle sue risposte. Non lo condivido in pieno, ma è come ci vede la maggior parte delle persone. Noi vegan siamo troppo abituati a confrontarci tra di noi, a fare i conti in tasca e i paragoni tra noi vegan, solo per dimostrare che siamo più vegan del nostro vicino, così perdiamo di vista tutto il resto del mondo, che è la maggior parte delle masse. E le masse ci vedono come ci descrive Andrea. Poi lui è arrivato al VeganFest, ci ha trovati tutti scalzi (per “colpa” di Giorgio!!!) che impressione vuoi che abbia avuto? 😉
    Che poi sia scorretto veicolare questa immagine e continuare a diffonderla sono d’accordo!

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